immagine di apertura

"La verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata; nella seconda ci si oppone violentemente; infine, la si accetta come ovvia."

"Li riconosci gli stupidi, sono quelli che non cambiano mai idea. Neanche davanti all'evidenza.

 

lettera D legnoal 1990 inseguo la verità. Con quattro libri pubblicati e un sito (www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com) in continuo aggiornamento. La VERITÀ su uno degli avvenimenti più importanti nel cammino dell’umanità: la “scoperta” dell’America. Dalla quale si fa iniziare l’era moderna e che rivoluzionò il corso degli eventi umani in pieno Rinascimento. Con l’avvento dell’ “otro mundo”, come giustamente lo chiamò Colombo, furono messi in crisi i dogmi della fede e cambiarono gli equilibri politici ed economici dell’Occidente.
Dopo oltre 25 anni sono giunto alla conclusione, sulla base di documenti ed innumerevoli indizi, che quanto ci hanno raccontato da 500 anni rappresenta il più grande inganno nella storia dell’uomo. Per continuare a fare luce in questo labirinto, dove la menzogna ha prevalso fino ad ora sulla verità non basta la tenacia del singolo senza il supporto di una spinta finanziaria, che consenta di continuare a vasto raggio le indagini. Acquisto di libri d’epoca e recenti, viaggi, l’aiuto di archivisti e paleografi, di ricercatori, l’apporto di un tecnico per l’aggiornamento del sito … sono necessari per andare avanti, per poter scardinare una tradizione ingessata nei secoli. In un impegno economico, che richiede un apporto esterno da parte di appassionati e non. Per ricostruire un percorso costellato da personaggi fatti sparire o rimasti nell’ombra a cominciare dal papa “decaparecido”, che fu il vero “sponsor” di Cristoforo Colombo, il cittadino genovese Giovanni Battista Cybo, colpito da “damnatio memoriae” e che fu cancellato dal successore il famigerato Alessandro VI, Rodrigo Borgia. Uno spagnolo che consegnò il Nuovo Mondo agli spagnoli.
Mai come in quel tempo si cercava l’unità nella diversità, che doveva compiersi nella quadratura del cerchio non solo geografica, con il raddoppio del mondo conosciuto. E’ in vista di un ulteriore, speriamo definitivo, sforzo che facciamo appello a quanti possono essere in grado di sostenere e supportare in denaro questa sfida. L’investimento è a rischio, perché non è sicuro che ci sarà un ritorno. Ma l’altra faccia della medaglia è l’opportunità, con i dovuti ringraziamenti che verranno messi nelle nuove pubblicazioni, di partecipare a riscrivere la storia. Per ricondurla sui binari della verità e della giustizia. Non a caso Cristoforo Colombo scriveva “la verità trionfa sempre” e sulla sua tomba si legge: “Perché io non sia confuso in eterno”. Grazie comunque.
  lettera i  have been searching for the truth since 1990, and have published four books and am constantly updating this website. My work concerns the TRUTH about one of the most important events in human history: the “discovery” of America. This event represents the beginning of the modern era and it changed the entire course of human history and led to the Renaissance. With the rise of the “other world”, as Columbus correctly called it, the crisis in longstanding beliefs and dogmas changed the political and economic balance in the West.
After more than 25 years of researching documents and finding innumerable clues I have reached the conclusion that what we have been told for over 500 years represents the greatest deception in the history of mankind. In order to continue to shed some light on this labyrinth in which lies have predominated, my single-handed effort to uncover the truth now requires additional outside financial support to continue my research. I need to acquire books, both old and new, to travel and enlist the assistance of archivists and paleographers, and maintain and constantly update this website. In short, to dispel the fossilized myths that prevailed over the centuries. I have only been able to do so with the financial help of many contributors. My goal is to reconstruct an historical path populated with forgotten or shadowy figures, staring with the “desaparecido” Pope who was Christopher Columbus’s real patron -- the Genovese citizen Giovanni Battista Cybo, afflicted with “the damnatio memoriae” -- who was eliminated by his successor the infamous Alexander VI, Rodrigo Borgia. The New World was handed over to Spain by a Spaniard.
During that period as never before, the quest for unity in diversity constituted an attempt to square the circle in more ways than the geographical, with the expansion of the known world. It is with the hope that this recent definitive effort to enlist financial support will result in new and better research as I attempt to discover the truth. There is no guarantee that I will succeed but I will express my gratitude by recognizing donors in my future reports and publications that aim to rewrite history. I seek to record the story based on truth and justice. It is no coincidence that Christopher Columbus said “Truth always triumphs”. And his tomb bears the words: “Let me not remain in confusion throughout eternity.”

 

 

 

scritta poesie sfondo blu                                               logo BLOG                                               scritta arte sfondo blu

 

INNOCENZO VIII, GIOVANNI BATTISTA CYBO, IL PAPA... AMERIKANO.

 

FU LO "SPONSOR" DEL PRIMO VIAGGIO DI CRISTOFORO COLOMBO NEL 1492

 



Innocenzo Vaticano       Colombo-nero 

 

lettera Una stupenda immagine della parte superiore del monumento funebre di Innocenzo VIII, che si trova nella Basilica di San Pietro. La foto è stata concessa dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano, che sentitamente ringraziamo, in via del tutto "eccezionale". Eccezionale è l'aggettivo più ricorrente nella richiesta del Cardinale francese Donnet che redasse la postulazione per introdurre la causa di beatificazione di Cristoforo Colombo. Nella statua di Antonio Pollaiolo il pontefice con la destra è in atto benedicente, mentre con la sinitra stringe la lancia di Longino, il soldato romano, che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce per accelerarne la morte. L'alabarda è stata inseguita da alcuni dei più grandi protagonisti della storia, da Carlo Magno ad Hitler, perché darebbe a chi la possiede il dominio del mondo intero. A destra il ritratto più conosciuto e veridico di Cristoforo Colombo opera del Ghirlandaio. Si noti la somiglianza fra i due personaggi.

 

Per saperne di più, leggi gli articoli all'interno del sito.

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I PRIMI DUE LIBRI SU CRISTOFORO COLOMBO

 

Cristoforo Colombo e il papa tradito 1991                                                             Cristoforo Colombo e il papa tradito 1997

 

CRISTOFORO COLOMBO

L'ULTIMO DEI TEMPLARI

 

"L'UOMO CHE SUPERÒ

I CONFINI DEL MONDO"

La risposta italiana seria al "Codice da Vinci"

 

Disprezzato dai suoi contemporanei, mummificato dalla retorica ufficiale: la storia non raccontata dell'"eroe dei due mondi"

Ruggero Marino Cristoforo Colombo L'ultimo dei Templari

 

Copertina libro L'uomo che superò i confini del mondo di Ruggero Marino

  • Ciò che avreste dovuto sapere e non avete mai saputo sulla scoperta dell'America.
  • Quello che non è stato mai scritto in 500 anni di storia su Cristoforo Colombo.
  • La Chiesa, che aveva occultato l'altro mondo, inviò il suo messaggero per rivelarlo.
  • Colombo ed il rapporto filiale con papa Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo.
  • Il complotto spagnolo, con Ferdinando, Isabella e papa Borgia cambiò la storia.
  • Colombo sapeva che sarebbe giunto nelle Indie del levante e non nell'Asia.
  • Un codice segreto custodito in Vaticano, le mappe antiche ed impossibili, gli ordini cavallereschi, gli ordini mendicanti, la cabala, l'alchimia...
  • I Vichinghi, Marco Polo, Lorenzo il Magnifico, Pico della Mirandola, Piri Reis, Toscanelli... ed un sogno di pace per unire il mondo non solo geograficamente. Cristiani, musulmani ed ebrei, le tre religioni monoteiste e del libro, in una visione millenaristica, si sarebbero strette sotto il vessillo della croce e di Roma per dare vita alla nascita nel Nuovo Mondo dell'uomo nuovo. Altrimenti, con l'oro delle Indie, non rimaneva che affidarsi alla spada per sconfiggere la minaccia dell'Islam con un'ultima crociata.

Il libro è stato finalista per la saggistica al premio Roma.

I diritti del libro sono stati venduti negli Stati Uniti (Inner Traditions Editore) e nei paesi di lingua inglese, in Spagna (Edizioni Obelisco) e nei paesi di lingua spagnola, Portogallo (Edizioni Aletheia), Romania (Edizioni RAO), Polonia, Russia e Cecoslovacchia. In Italia intanto è giunto già alla terza edizione ed è andato nelle edicole nella collana “I grandi misteri” della Fabbri Editore.

Praise for Christopher Columbus, the Last Templar
“Marino illuminates the spiritual and cultural significance and esoteric roots of the discovery of America by Christopher Columbus. With a scholar’s intellectual discipline, a poet’s eye for creativity, and a detective’s passion for meaning, his extensive historical research and lyrical writing style bring the Renaissance to life.”
by James Wasserman, author of An Illustrated History of the Knights Templar and The Templars and the Assassins

Apprezzamenti per Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari
Marino mette in luce sia il significato spirituale e culturale che le radici esoteriche della scoperta dell'America di Cristoforo Colombo. Con disciplina intellettuale da ricercatore, con sensibilità creativa da poeta e una passione per l'interpretazionre da investigatore, Ruggero Marino, con la sua vasta ricerca storica e il suo stile lirico di scrittura, fa rivivere il Rinascimento"
di James Wasserman

 

Leggi le prime 10 pagine del libro GRATIS sul sito 10RIGHEDAILIBRI!

Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come "Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini tuo da gloriam". "Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria". E' il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il motto templare si trova in una lettera coeva in cui un personaggio di nome José Ferrer scrive alla regina Isabella parlando del navigatore.

L'ultimo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 e del 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 25 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia. Per finire con la documentazione per fare santo Colombo, portata vanti da Pio IX e Leone XIII.
La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Per cui l’unico dato scientifico di tutta la questione e l’assoluta “ascientificità” di ogni ricostruzione fatta sino ad oggi. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza.

Il libro ha vinto il premio cultura del mare al Circeo ed è stato tra i finalisti del premio Acqui storia e del premio dell'avventura a Gaeta.

 

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LE OPERE

copertine libri ruotanti

INTERVISTE

HANNO DETTO

COLONNA INFAME

BIOGRAFIA

POLEMICHE

trombe stendardo rosso

DITE LA VOSTRA

Dite la vostra

CURIOSITA'

LINKS

INTERVALLO

 

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Da Gianni Letta

Gianni-Letta

Ciao Ruggero. vedo con piacere che sei stato nominato Professore. Riconoscimento meritato e tanto più significativo perché attribuito sul campo e proprio da quei professori (ormai “colleghi”) sempre diffidenti (e gelosi) verso chi non venga dall’Accademia e in essa non si riconosca. L’hai saputa vincere, quella diffidenza, con la forza di una intuizione ritenuta valida, con una capacità di visione originale e sorprendente, ma convincente, e con un coraggio quasi temerario. Peccato che lo stesso coraggio non mostrino i tuoi autorevoli recensori pessimisticamente rassegnati al conformismo accademico. Almeno così sembra di capire dalle previsioni non proprio positive che accompagnano il giudizio che è invece positivo e lusinghiero. Vincerà però la perseveranza che è virtù difficile e perciò poco praticata. E’ quello che ti auguro con molti complimenti per quegli attestati tanto lusinghieri quanto inaspettati. Non certo per chi, come me, ci ha sempre creduto.
Un caro saluto.
Gianni Letta

Da Folco Quilici

Folco-Quilici

Gli storici arricciano il naso se qualcuno – subito considerato un estraneo – invade la loro area. Io, in molti casi, mi sono premunito coinvolgendoli in partenza. Ruggero Marino è stato più coraggioso. Un coraggio che gli costa, adesso, un ostile ostracismo. Ma domani? Quando altri documenti emergeranno e uno dei togati dovrà arrendersi… Il tempo, si sa, è galantuomo. Dopo la lettura di questo libro che non racconta solo il navigatore ma anche la parte spirituale, la figura di Colombo viene resa ancora più grande.

Folco Quilici
Regista e scrittore

 

Da Fausto Gianfranceschi

Fausto-Gianfranceschi

Ruggero Marino non è soltanto un caro amico, non è soltanto uno scrittore di valore, è anche un personaggio molto interessante. Credo che pochi autori si siano appassionati come lui al suo personaggio, un personaggio storico, Cristoforo Colombo, che da decenni occupa la sua mente, infuenza la sua vita. E' come se dall'alto fosse stato investito da una missione: riportare alla luce tutto quello che di Colombo è rimasto nascosto (e obiettivamente, storicamente è ancora molto): un'impresa infinita che Ruggero persegue ricerca dopo ricerca, libro dopo libro. L'idea centrale, da cui tutto si sviluppa, è che la scoperta del Nuovo Mondo sia stata patrocinata in Italia dal papa Innocenzo VIII, genovese, e che questa verità fu nascosta, con distruzione di documenti e alterazione dei fatti, dal successore Alessandro VI, spagnolo, che volle favorire la sua patria sul palcoscenico di un evento straordinario che ebbe immani conseguenze politiche, geografiche, finanziarie. La tesi è plausibile, non sarebbe la prima volta che la memoria del passato è tradita dai potenti che hanno interesse a cambiare le carte in tavola. E non è soltanto plausibile in linea generale, è anche sostenuta da intuizioni e scoperte brillanti che rendono affascinanti tutte le pagine dedicate da Ruggero Marino a Cristoforo Colombo.
Fausto Gianfranceschi
Scrittore e giornalista

Dal professor Roberto Fondi

Roberto Fondi

Ciao Marino. Finalmente, dopo tanto tempo dedicato a letture e studi di tutt'altro genere, è arrivata per me la volta di passare a L'uomo che superò i confini del mondo. Siccome finora ho divorato soltanto i primi quattro capitoli, mi riservo di passarti eventuali osservazioni solo dopo che sarò giunto alla fine dell'intero volume. Già da adesso, comunque, sento di dover comunicarti che lo percepisco come una pietra miliare della ricerca storiografica italiana, particolarmente degna di ammirazione e di lode in quanto condotta da un non accademico mosso soltanto da fame e sete di verità - e, conseguentemente, di giustizia. Purtroppo oggi molti accademici (la maggioranza?), nella loro veste istituzionale di amministratori del sapere, non sono altro che mestieranti e burocrati intenti soprattutto a conservare la reputazione collegata alla propria "nicchia ecologica". Per loro tu rappresenti e rappresenterai sempre, almeno fino a quando sarai vivo, un fastidioso corpo estraneo - un vero e proprio pruno nell'occhio. Dantescamente, perciò, non ti curar di lor ma guarda e passa. Cioè frégatene. Un caro e forte abbraccio.

(*)Caro Marino, nell’epilogo di quell’autentico capolavoro che è La lezione del Medioevo di Concetto Pettinato (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Milano 1940; Cappelli, Bologna 1951), relegato ormai da decenni nel carcere del silenzio, si puo’ trovare il seguente brano: “Un popolo il quale ha impiegato più di tredici secoli per recuperare la propria unità dopo averla posseduta in grado superiore ad ogni altro (si allude evidentemente all’unità sotto l’Impero romano: n.d.r.), e questo mentre popoli meno civili e meno privilegiati percorrevano la stessa parabola in un tempo più breve di oltre la metà, non ha per un bel pezzo il diritto di scordarsi di nulla. Settant’anni di unità non bastano per autorizzarci a seppellire un passato le cui conseguenze non hanno, in pratica, cessato di pesare su di noi, come i fatti della politica d’ogni giorno non tralasciano di dimostrare. La storia d’Italia racchiude tali ammaestramenti, che converrebbe farne, a parer mio, il caposaldo essenziale della nostra istruzione pubblica, il pascolo familiare del nostro spirito e la palestra quotidiana del nostro civismo. Il criterio della historia magistra vitae sarà vecchio e bistrattato, ma resta pur sempre una grande idea latina, e chi è riuscito a seguirlo non ha mai avuto da pentirsene. Ora nel nostro insegnamento storico, monopolio per lo più di eruditi tuttora dominati dalle preoccupazioni analitiche in onore nel secolo scorso, accanto a uno sforzo immensamente rispettabile e fecondo per l’accertamento del particolare non ha ancora preso sufficiente slancio l’amore delle sintesi, sia pur schematiche e sommarie e di valore limitato o nullo affatto nei riguardi del progresso degli studi, ma atte a sviscerare in breve volume di pagine il senso complessivo di un dato ordine di fatti, l’andamento generale e il filo logico di un insieme di situazioni. Questa così detta opera di ‘volgarizzazione’, oggetto dell’onesto disprezzo della maggioranza dei nostri storici, è rimasta, fra noi, l’ufficio dei compilatori di manuali scolastici, i quali ne hanno fatto quello che, data la premessa, non potevano non farne: un compendio di luoghi comuni o per lo meno di nozioni tradizionali, entrate nell’uso come moneta spicciola, un catalogo di dogmi più o meno logori ma tutti egualmente inoffensivi, insomma una storia fatta per impararla a scuola e dimenticarla fuori di scuola. La storia viva, intelligente, politica, e sia pur polemica e tendenziosa ma battagliera, la storia intesa a provare qualcosa, la storia che si fa discutere ma discute, in Italia non ha ancora potuto attecchire: e se qualche temerario vi si è cimentato, quel po’ di favore che il pubblico gli accordava dove scontarlo con l’ostilità, l’acrimonia, gli attacchi, i dileggi, le spulciature vendicatrici degli storici di professione. Gran giorno sarà per noi quello in cui la storia cesserà anche nel nostro paese d’essere caccia riservata di pochi severi archeologi per diventare campo di esercizio di tutti gli uomini colti e assolvere, se non incoraggiare, i pochi spericolati incorsi nella tentazione diabolica di chiedere a un passato gelido i segreti di un’attualità scottante. Si commetteranno, forse, più errori di prima: ma, fra gli errori, qualche idea nuova, qualche veduta originale, qualche paradosso suggestivo si farà pur strada; e, in conclusione, l’humus spirituale del paese ne risulterà arricchito, come è accaduto a paesi più spregiudicati e più colti del nostro.”
Io la penso esattamente come Pettinato, e mi pare che quanto egli scrive si adatti molto bene al caso tuo e dei tuoi studi su Cristoforo Colombo “ultimo dei Templari”.
Con i più cordiali saluti(*)
Roberto Fondi
Paleontologo, professore all'Università di Siena.

Dal professor Piero Melograni

melograniSono uno storico dell’età contemporanea e quindi non possiedo gli strumenti per controllare la veridicità di tante affermazioni fatte da Marino a proposito di Cristoforo Colombo. Posta questa premessa debbo confessare che ho letto con grande passione il suo libro su Colombo e che, più passa il tempo, più le sue tesi mi sembrano plausibili. Colombo era un ottimo geografo, aveva già compiuto numerosi viaggi e probabilmente era stato in America prima del 1492. Sembra del resto che anche taluni Vikinghi, Cinesi e Islandesi arrivassero in quel continente prima di lui e che qualcosa si sapesse in giro. Ruggero Marino cerca di abbattere i luoghi comuni accettati dalle accademie. Proprio per questo le accademie non gli daranno nessun riconoscimento.
Prof. Piero Melograni
Membro del Comitato nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo.

Dal professor Emilio Spedicato

Emilio SpedicatoCaro Marino,
ancora congratulazioni per il tuo libro che chiarisce punti restati sempre oscuri ed apre nuovi scenari. Congratulazioni ancora per il tuo coraggio, la tua visione e non turbarti degli attacchi, vuol dire che hai colpito giusto.

Emilio Spedicato
Università di Bergamo, professore di ricerca operativa.

Dal professor Massimo Vedovelli

Massimo VedovelliCaro Marino,
non solo ho iniziato, ma ho anche finito la lettura colombiana, e mi sento confermato nell'intuizione del fatto che la sua tesi è ampiamente valida.

Massimo Vedovelli
Rettore, Università per Stranieri di Siena

Dallo scrittore Giacomo Carretto

Giacomo CarrettoHo letto il libro ed è convincente. Ma gli specialisti, che hanno sempre ripetuto una versione, non l'accetteranno mai. Ci vorrebbe il documento che dice apertamente le cose, e anche in quel caso non sarebbero d'accordo. Un saluto e mi tenga informato.

Giacomo Carretto
Scrittore, autore di "un sultano prigioniero del papa" e "Gem Sultàn pellegrino d'oriente"

 

Dal professor Carlo Pedretti

pedrettiCaro Marino, solo di recente mi è stato possibile iniziare a leggere il Suo splendido libro Colombo, l'uomo che superò i confini del mondo, che il nostro comune amico Mario Bruschi ebbe la bontà di farmi avere. È una lettura avvincente che coinvolge come un canovaccio per un film, dove però è frequente l'esortazione a ponderare su dati di fatto spesso sottovalutati per non dire trascurati e anche dimenticati. Lei scrive storia come un cronista! Ogni giorno riprendo con impazienza la lettura che sono costretto a interrompere troppo spesso. Ma fra poco sarò in aereo per il lungo volo di ritorno a Los Angeles e il Suo libro sarà per me un compagno di viaggio entusiasmante. Grazie e complimenti! Cordiali saluti e a presto,
Carlo Pedretti
Il professor Pedretti è considerato il più grande esperto, a livello mondiale, della vita e delle opere di Leonardo da Vinci

 

Dal professor Franco Salvatori

pedretti

Gli studi colombiani di Ruggero Marino comportano intuizioni e suggestioni di non trascurabile momento che vale la pena approfondire, ratificare, validare attraverso gli strumenti propri della ricerca storiografica.
Franco Salvatori
Presidente della Società Geografica italiana, Presidente della Commissione scientifica del Comitato italiano per le celebrazioni di Cristoforo Colombo.

 

Dal professor Giorgio Baruchello

pedretti

Ho finito di leggere i capitoli che mi aveva spedito via e-mail e devo farle i complimenti per un lavoro che combina un senso della storia vivo e profondo con uno stile avvincente, direi decisamente più brioso e accattivante del suo precedente lavoro, “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”.Mi ha colpito in particolar modo il capitolo intitolato "I Re", il quale avrebbe potuto essere oggettivamente molto enciclopedico rispetto a quelli sui viaggi di CC, che per loro natura sono vere e proprie avventure. Al contrario, anche in questo capitolo lei ha dato prova di sapere unire l'acutezza dello studioso e la scorrevolezza dello stilista.
Giorgio Baruchello
Editor-in-chief Nordicum Mediterraneum

 

 

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BREVE RECENSIONE SULLE RICERCHE DI RUGGERO MARINO SU CRISTOFORO COLOMBO

sulla base delle ultime pubblicazioni dell’autore:
Cristoforo Colombo, l’Ultimo Templare (Sperling & Kupfer 2005)
L’uomo che superò i confini del mondo.
Vita e viaggi di Cristoforo Colombo
L’eroe che dovrebbe essere santo (Sperling & Kupfer 2010)
Christofer Columbus the last Templar (Destiny books Inner Traditions Intrnational 2007)

 

Commenti e critica di Vincenzo Piazza, Ph.D.

Professor of Humanities at Daytona State College Florida – USA. (Professore di Scienze umanistiche presso Daytona State College Florida – USA)

 

 

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Nella sezione Hanno Detto inserita una lettera, a firma del senatore Taviani, 
inviata ad una "Eccellenza" dietro la quale si nascondeva un personaggio che 
si presentava come il discendente di papa Innocenzo VIII.

Taviani

Lettera inviata dal senatore Taviani in Vaticano

Il primo capitolo di un libro di German Arciniegas

 

German Arciniegas

  

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Cristoforo Colombo l'ultimo dei Templari.

Praise for Christopher Columbus, the Last Templar
“Marino illuminates the spiritual and cultural significance and esoteric roots of the discovery of America by Christopher Columbus. With a scholar’s intellectual discipline, a poet’s eye for creativity, and a detective’s passion for meaning, his extensive historical research and lyrical writing style bring the Renaissance to life.” 

by James Wasserman, author of An Illustrated History of the Knights Templar and The Templars and the Assassins 

Apprezzamenti per Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari
Marino mette in luce sia il significato spirituale e culturale che le radici esoteriche della scoperta dell'America di Cristoforo Colombo. Con disciplina intellettuale da ricercatore, con sensibilità creativa da poeta e una passione per l'interpretazionre da investigatore, Ruggero Marino, con la sua vasta ricerca storica e il suo stile lirico di scrittura, fa rivivere il Rinascimento"

di James Wasserman

 

copertina libro italia                    Copertina dell'edizione americana del libro Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari                    copertina libro Romania Cristofor Columb ultimul templier                    copertina libro repubblica ceca

A sinistra l'edizione delle edicole della Fabbri Editore. Seguono la copertina delle edizioni americana, rumena e della Repubblica Ceca.

copertina libro Polonia Krzysztof Kolumb                    copertina libro Spagna Cristobal Colon el ultimo de los templarios                    copertina libro Cristobal Colon el ultimo de los templarios                    copertina libro Portogallo Cristovao Colombo o ultimo dos templarios

Da sinistra l'edizione polacca, le due versioni spagnolo e quella portoghese.

  

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UN APOLOGO PER... BAMBINI DAI 5 AI 90 ANNI

Dalla collaborazione alla sceneggiatura di un film rimasto sulla carta di Riccardo Fellini, il fratello anche lui scomparso del grande Federico.
Riccardo, che era un vero talento, diceva: "lui 8 1/2 e io nemmeno la sufficienza."
Qualcuno ha accostato il libro allo spirito del "Piccolo principe".

 

Copertina dell'edizione portoghese del libro Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari

Leggi le prime 10 pagine del libro GRATIS sul sito 10RIGHEDAILIBRI!

 

 

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CONFERENZA IN OCCASIONE DEL CONFERIMENTO

DEL PREMIO "RICERCA NEL MISTERO"

 

 

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Nella sezione Polemiche continua il botta e risposta tra Ruggero Marino e Franco Cardini.

 

Gli ulteriori accesi scambi di vedute nella polemica fra Marino e Cardini
 

 Nella sezione Hanno Detto inseriti due nuovi articoli tratti da El Mundo, scritti da Javier Serra, direttore di Mas alla e autore dei libri La cena segreta e Le porte dei Templari.


La cruzada prohibida de Cristòbal Colòn (1)
Di Javier Serra

El exstrano mapa que "inspirò" a Colòn (2)
Di Javier Serra

 

 

I PERCHÉ DELLA NASCITA DI QUESTO WEBSITE

 

“La storia è una bugia sulla quale si è d’accordo”.
Francis Bacon
  “Gli storici non ci dicono quello che è realmente accaduto, ma quello che preferiscono credere”
Benjamin Franklin.


L’America fu scoperta da Cristoforo Colombo il 12 ottobre del 1492. Da quella data, che cambiò il mondo, avrebbe inizio, per convenzione condivisa, l’era moderna. Il marinaio di poveri natali, generalmente considerato genovese, era partito da Palos il 3 agosto dello stesso anno. Grazie all’aiuto e ai finanziamenti concessi dai re di Spagna, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Colombo era finalmente riuscito a convincerli a varare la sua impresa, dopo lunghi anni di insistenze. Nel primo viaggio Colombo salpò con due caravelle: la “Niña” e la “Pinta” oltre alla nave “Santa Maria”, con le quali attraversò l’Atlantico, in poco 40 giorni. Al ritorno, nel corso del 1493, il papa, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, assegnò le nuove terre ai sovrani spagnoli. Colombo fece quattro viaggi alle Americhe. Morì nel 1506 senza avere mai compreso, si continua a dire, dove fosse sbarcato. Convinto che quei territori facessero parte dell’Asia. Il nome America, si aggiunge, fu dato al Nuovo Mondo in omaggio alle spedizioni alle quali prese parte il fiorentino Amerigo Vespucci. Questa è la storia che viene tramandata da oltre 500 anni. Ma i fatti non andarono così. La storia fu cambiata. È giunto il momento di rovesciarla come un’antica clessidra. Lo strumento che segnava il tempo per i naviganti. Perché le vicende della “scoperta dell’America” e del genio di Colombo sono completamente da riscrivere. I miei due ultimi libri, che cercano anche nel linguaggio e nello stile di uniformarsi, a volte, all’enfasi delle cronache coeve, dopo quelli del 1991 e del 1997 (ambedue dal titolo “Cristoforo Colombo e il papa tradito”) sono del 2005 e del 2009 (rispettivamente “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri e “L’uomo che superò i confini del mondo, Sperling & Kupfer). Vorrebbero essere le prime due tappe di una possibile trilogia in un progressivo approfondimento che, complessivamente, va avanti ormai da circa 25 anni. Lavoro in larga parte concluso. In una ricostruzione degli eventi, che si ripropone di affrontare, una volta completata l’intera pubblicazione, la secolare questione dalle più svariate angolazioni possibili. La ricerca, nel suo complesso, si muove, lungo i percorsi, ancora una volta, di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, erede di un sogno anche templare oltre che plausibilmente figlio o parente di papa Innocenzo VIII, Giovanni battista Cybo. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Di carattere ora storico ora geografico. Cercando di procedere attraverso due assi portanti di ricerca: verità e giustizia, per quanto possibile allo stato attuale dei fatti e sia pure in un labirinto irto di ostacoli e dalle molte porte, che potrebbero comportare qualche inevitabile errore, di cui chiediamo in anticipo scusa al lettore. Così come per alcune suggestioni, lo confessiamo, non definitivamente suffragate, ma che ci sembrano, tuttavia, da non sottovalutare. Non faremmo d’altronde che cadere in alcuni dei troppi “peccati” di chi ci ha preceduto. Ma nessun errore potrà ribaltare la visione d’insieme degli eventi. E la certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia.

La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Ciò che per gli uni è autentico, per gli altri è un falso. Colombo è così scientificamente italiano per gli italiani e svariate località se lo contendono sulla base di prove e documenti; è scientificamente ed allo stesso modo spagnolo per gli spagnoli; portoghese per i portoghesi e così via in una sequenza senza fine. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza. Possiamo anche sbagliare, ma ci auguriamo di poter dire, come il navigatore dei due mondi, che “la verità trionfa sempre”. In nome, ripetiamo, di quella giustizia e di quella verità che Colombo ha sempre invocato, mentre Oriente ed Occidente, l’Islam e la Cristianità, si disputavano il dominio del mondo, né più né meno come oggi. In una vicenda, che sembra riproporsi in maniera inquietante ai nostri tempi. In un ambiente ebraico, francescano, ecumenicamente spiritualista e probabilmente anche eretico, che fa da sfondo all’enigma Colombo. Con digressioni nell’alchimia e nella cabala. C’è da aggiungere che gli antichi conoscevano l’America, che i cinesi andavano in America prima di Colombo, lo stesso poteva avvenire dall’Africa, mentre i musulmani, che pure rivendicano le loro “prescoperte”, avevano le stesse carte del navigatore. Per cui, se non fosse sbarcato il devoto Christo Ferens, oggi l’America avrebbe potuto agitare il libretto rosso di Mao o addirittura inginocchiarsi verso la Mecca. Ecco perché il nostro presente ha radici più che mai vive in quel passato ed è quanto mai debitore delle imprese che videro Colombo eroico protagonista. Allora, grazie a lui, l’Occidente prevalse. E trovò la Terra promessa. La terra di “repromissione” che il Colombo viaggiatore inseguiva ripetendo, in una visione da fine del mondo, intesa anche in senso geografico, il cammino di Mosè. Così il mondo nuovo fu “rivelato”, la sfera si completò e l’umanità cambiò rotta.

R. M.

Questo sito nasce in funzione di quanto detto sopra, con l’intenzione di stimolare l’attenzione su un evento fondamentale per la storia dell’umanità e dell’Occidente in particolare: la “scoperta” dell’America. Cercando di alimentare interrogativi sui troppi misteri obnubilati da macroscopiche falsità e da “verità” prefabbricate dai vari poteri. Siano politici, siano religiosi, siano economici, siano accademici … Noi non proponiamo dogmi di qualsiasi tipo, ma rifiutiamo i troppi dogmi, sulla secolare vicenda, che ci sono stati tramandati ed imposti. Oltre che supinamente accettati, ora con indifferenza e superficialità, ora con sufficienza ed arroganza. Specie da parte dei cosiddetti storici spagnoli, fedeli solo alla reputazione dei loro re, che inventarono il crimine della “limpieza de sangre”.

Nella speranza che “la verità trionfi sempre”, come affermava lo stesso Colombo, e che “io non sia confuso in eterno”. Perché la storia, che ci viene tramandata, non sta in piedi da nessuna parte, è un arazzo tarlato e pieno di buchi, che si stenta a credere possa avere resistito per 500 anni. Al punto da potere ormai considerare l’intera questione, dopo 25 anni di ricerca, “una barzelletta d’antiquariato”. Senza il dubbio non esiste pensiero scientifico. Quel pensiero che purtroppo, ieri come oggi, molti scienziati (spesso anche poco preparati) tradiscono solo nel loro interesse. Accettando solo i documenti (senza contare i falsi) che fanno comodo alle loro mummificate conclusioni e ignorando o trascurando il quadro d’insieme. Perciò lanciamo piste e offriamo suggerimenti in tutte le direzioni, consapevoli almeno noi delle nostre inevitabili lacune, in modo che altri, speriamo limpidi di mente e onesti, possano raccoglierli, rilanciarli e approfondirli per ricostruire la secolare ragnatela strappata. Aprendo inoltre questi spazi anche ad interventi su altri temi, che provengono da ricercatori vari e dei quali non rispondiamo, ma che avanzano domande alle quali non sempre si danno risposte definitive.

Questo sito vuole essere pertanto come una bottiglia contenente messaggi, lanciata nel grande oceano di Internet. Come fece Colombo, al ritorno in Europa nel 1493, allorché temette di perire a pochi giorni dal fatidico approdo a causa di una tempesta. Quelle tempeste che lo hanno tormentato in vita e continuano a tormentarlo in morte. Nel silenzio incomprensibile dei rappresentanti di una croce (il Vaticano, allora la Corte di Roma) di cui era il messaggero. In nome di un papa, Innocenzo VIII, colpito da “damnatio memoriae” e cancellato dal successore, lo spagnolo Borgia con la complicità di Ferdinando d’Aragona. Per impadronirsi del Nuovo Mondo.

R.M.

 

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