LA MANNAIA DEL "BUONISMO" CALA ANCHE SU PEPPA PIG

cancelliamo Peppa Pig       Peppa Pig

Continuiamo a farci del male. Spesso ai limiti del grottesco e della gratuita autofustigazione. Ora di fronte al clima voluto dagli assassini di Parigi ci va di mezzo persino Peppa Pig, la misterica maialina rosa che, non si comprende bene il perché, è diventata l’idolo delle creature di mezzo mondo. Un’icona dell’infanzia, al di là di ogni connotazione di razza, visto che impazza in 180 paesi, calamitando l’attenzione dei più piccoli. Che rischiano di vedere oscurata la loro beniamina, con tutta la famiglia “pig”, a causa dell’ennesima fatwa. La notizia viene dall’Inghilterra, dove l’autorevole casa editrice “Oxford University Press”, che pubblica testi scolastici ed educativi e ha una notevole influenza nel mondo della cultura, ha deciso di evitare nelle pubblicazioni ogni riferimento al maiale e alle sue carni, oltre ai derivati, per evitare di offendere i precetti religiosi di musulmani ed ebrei. Non bastava, come accade da noi, togliere i crocefissi dalle scuole, abolire il presepe, ora la “porca idea” dei fondamentalisti del “politically correct” si scaglia lancia in resta persino contro i cartoni animati. Ci auguriamo che sia, anche se sgradevole, l’ennesima trovata pubblicitaria di chi ha come unico obiettivo quello di farsi conoscere da tutti e globalizzare il mercato a tutti i costi e costi quel che costi. Persino a sangue ancora caldo delle vittime della strage parigina. Altrimenti nemmeno “Charlie Hebdo” è sufficiente a fare comprendere che di resa in resa, di genuflessione in genuflessione finiremo per inchinarci verso la Mecca. Persino le comunità ebraiche e musulmane hanno giudicato il provvedimento “senza senso”. Come a dire che, in questo caso sì grazie a loro, sono ancora i musulmani a voler dettare i nostri comportamenti. Un tempo si mettevano i braghettoni alle immagini di Michelangelo, oggi si rischia di fare calare il fendente della censura sui sorrisi degli innocenti. Nella speranza che Peppa, come nell’immagine che pubblichiamo, non sia davvero all’ultima spiaggia.

Ruggero Marino firma

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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