UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO: NERO. DENUNCIATE GLI EVASORI

evasione

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. NERO. E’ dai tempi di Visentini, circa 50 anni fa, che si parla della voragine valutata oggi in centinaia di miliardi in euro sottratti alle case dello stato, che si rivale sui soliti noti, lavoratori fissi stipendiati e pensionati, condannati a pagare fino all’ultimo centesimo a causa del prelievo alla fonte. In un’ingiustizia palese, che dovrebbe essere il tema dominante dei sindacati. Ai quali la giustizia non interessa affatto, impegnati a difendere l’indifendibile e unicamente i loro iscritti. Oltre che i loro personali emolumenti. Ora in Francia è allo studio una legge che dovrebbe premiare in soldoni chi denuncia gli evasori, soprattutto i grandi evasori. Certo la delazione non è la migliore delle soluzioni, il provvedimento ricorda un poco le taglie del Far West, ma a mali estremi estremi rimedi. Purtroppo in Italia chi evade passa per un furbo invece che per un criminale. Perché tale è: un ladro. Un ladro le cue pene sono evanescenti e che riempie le tasche sue, mettendo la mano nelle tasche nostre. Impedendo così che lo stato possa calmierare e abbassare per tutti i prelievi da usura diretti solo contro una parte, eternamente vessata, della popolazione. Purtroppo la lotta che si fa all’evasione non è mai abbastanza. In più ci sono altri due fattori importantissimi. Non si tratta di colpire, anche se è più facile, unicamente le grandi evasioni. Bisognerebbe andare in cerca della cosiddetta piccola evasione, che poi spesso tanto piccola non è. Con famiglie dove il nero riguarda più persone, ma il reddito rimane sotto la soglia della povertà. In seconda istanza c’è poi il comportamento alla Tafazzi del consumatore, che persino dove è facile chiedere la ricevuta fiscale, come nei bar, nei ristoranti, o nei negozi vari non lo fa. Non capendo che è un atteggiamento oltre che illegale anche masochista. Non pretendere lo scontrino significa fare male a se stessi. Ma vai a farglielo capire! Se solo i caffè fossero pagati con lo scontrino lo stato sarebbe ricco. Ecco che a questo punto una legge, come quella francese, dove il fenomeno è molto meno grave che in Italia, sarebbe da studiare con serietà. Perché se si riuscisse finalmente a fare una lotta concreta all’evasione i conti della stato e quello dei cittadini si potrebbero sanare in poco tempo. Riempiendo il buco senza fine e mai affrontato del debito pubblico. Che ci viene costantemente sbattuto in faccia a livello europeo. Dunque venga pure “WANTED”.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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