MARIA ELENA BOSCHI E IL PAPÀ MARATONETA

Maria Elena Boschi

Lo confesso a me Maria Elena piace, nel senso che la trovo piacente, in un riuscito incrocio fra Leonardo da Vinci e Botticelli. Confesso che la sua giovane età non mi provoca invidia, ma qualche perplessità in fatto di esperienza. Comunque a sentir le cronache pare che sia in gamba, al punto che qualcuno l’ha addirittura pronosticata come possibile futuro Presidente del Consiglio. Ho ascoltato la sua difesa in aula a proposito della Banca Etruria e senza entrare nel merito della questione, visto che al solito i pareri sono contrapposti, debbo dire che il tono mi è parso appropriato. Ma è scivolata spesso nella sostanza, con quel quadretto familiare da libro Cuore, con l’orgoglio del papà contadino e maratoneta, che faceva 5 chilometri al giorno (più o meno quelli che facevo io a Perugia con il vento e la neve, pur essendo un borghese figlio di un direttore di banca), andata e ritorno (come il refrain di una canzone) per andare a scuola; con il clan, mamma, papà e fratelli, derubricato da privilegiato a perseguitato. Con lei a guisa di Pulzella d’Orleans pronta a chinare il collo sotto la mannaia e ad offrirsi al rogo di una sacrale punizione in caso di malaffare. Maria Elena dei Boschi ha parlato con accenti anche troppo garbati, ma pare non abbia spiegato fino in fondo. Mentre gli investimenti suoi e dei congiunti sarebbero stati penalizzati. Tuttavia la famiglia non ne esce certamente con le ossa rotte dal punto di vista finanziario. Il patrimonio è al sicuro. Ma tutti gli altri poveri cristi gabbati fino all’ultimo centesimo dei propri averi? Non una parola. La Boschi ha parlato solo dei suoi denari e di quelli dei suoi. E si è difesa nel solco inossidabile del “tengo famiglia” italiano. Per non parlare poi della processione di saluti e baci seguita al suo intervento, nemmeno fosse nella capanna di Betlemme invece che in Parlamento. Alla luce di questi ultimi fatti il nuovo non è poi così nuovo come lo si dipinge? Purtroppo il dna italiota è del tutto refrattario al cambiamento.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
Ultimi articoli pubblicati:

Web Analytics