TERRORISMO: FORSE GLI AGENTI CAPACI ESISTONO SOLO NEI FILM

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Questi sono alcuni dei lanci che facemmo nel nostro blog all’indomani della strage del “Bataclan” a Parigi. Sono passati mesi interi, nulla è cambiato. Come se nulla fosse successo. Forse gli 007 efficienti e in grado di prevenire la follia e il male esistono solo nel film.

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Non sono umani, non sono nemmeno animali. Non uccidono, fanno il tiro a segno a caso, come in un videogioco, su persone innocenti, senza distinzione di razza e di religione. Non hanno motivazioni visto che le loro parole ispirate ad Hallah si basano sulla falsità d’interpretazione (almeno così ci viene detto dai cosiddetti arabi moderati, ma ho molti dubbi) dei versetti del profeta. Non sono combattenti, perché aprono il fuoco contro inermi disarmati. Non sono barbari, perché hanno una lucidità luciferina e usano alla perfezione le tecniche mediatiche più moderne e la forza delle immagini. Non sono coraggiosi, perché non affrontano un nemico in un duello alla pari. Non sono folli, perché i loro piani sono architettati e portati ad esecuzione con una razionalità perfetta e diabolica. Non sono improvvisatori, perché tutto è predisposto fin nei minimi particolari, fidando anche nell’ignavia dell’Occidente. Il loro è un viaggio nel tempo all’indietro, non vanno verso il futuro, sono i replicanti del passato più troglodita ed oscuro. Chi sono allora? Sono una perversa trasformazione genetica, nutrita di ignoranza e di odio. Sono mutanti, un’etnia sommersa, necrofora, che risponde solo all’orgasmo del sangue e della morte. Che danno e si danno. Sono ordigni con le gambe: si moltiplicano come in un virus letale o come nei film sulle invasioni della terra da altri mondi. Sono filiazioni del male supremo e di una regressione allo stadio tribale e agli ominidi (ma non uomini) delle caverne. Con le loro barbe, con le loro risate, con i loro riti macabri, con le loro minacce, con i loro tagliagole, con i loro mascheramenti e le loro armi, con le loro esecuzioni sempre più efferate e crudeli, con il loro colore, il nero, distintivo dell’Ade, con il loro disprezzo di quanto c’è di più sacro al mondo per tutti i credi: la vita. Avevamo paura dei marziani. Senza accorgerci che gli alieni erano e sono già fra noi. Ci costringono a vivere nel terrore? Non sono nemmeno terroristi, perché il loro terrore alimenta soprattutto la reazione e il coraggio. Ed incredibilmente ci aiutano a ricordare quale è il vero senso dell’umanità e da che parte stare. Senza paura, con l’orgoglio di essere, sia pure in una società dai mille difetti, almeno migliori di loro.

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Finalmente la parola è stata esorcizzata. È guerra. Se siamo tutti nel mirino era evidente da tempo. Ma il “politically correct”, il buonismo imperante, gli interessi contrastanti, gli egoismi nazionali, l’incapacità di prendere atto dei pericoli, l’ignavia e perfino l’indifferenza hanno fatto in modo di ritardare l’allarme fino alle stragi ancora in atto. Siamo in guerra, ma quale guerra? E a questo punto lo spiazzamento è totale. Una guerra come dice il papa “a pezzi”, a rate. Una guerra che non assomiglia a nessuna delle guerre che conosciamo, perché non esiste nessun campo di battaglia, perché non vede eserciti ed armamenti contrapposti. Una guerra slabbrata, difficile da individuare e localizzare, nella proliferazione di sigle, una guerra di agguati, semovente, fatta di cani sciolti dalla mente ottenebrata, dove non può esistere un minimo di rispetto e di cavalleria come poteva accadere anche sui fronti più cruenti. Una guerra sporca e crudele dove si uccide a sangue freddo a caso, con esecuzioni indiscriminate, dove non esiste un nemico ma un assassinio fine a se stesso. E tutto questo in nome di un Dio. Un Dio,per questi mutanti dell’orrore, killer seriale. A dimostrazione che questa è anche una guerra di religione e di civiltà, ma è soprattutto una guerra di cervelli. Il radicalismo musulmano è ancorato a molti secoli fa, usa un linguaggio che appartiene al Medioevo: guerra, santa, crociati, infedeli, l’oscenità delle decapitazioni, le torture … Una sorta di inquisizione planetaria, che condanna senza nemmeno un processo. Nella quale il lavaggio del cervello è l’arma più letale e praticamente irreversibile. Generazioni allevate nell’odio, bambini e bambine armati fino ai denti, mandati al macello al grido di “Allah ukbar”. Fatti esplodere come i palloncini colorati nemmeno si trattasse di un gioco. Giovani di belle speranze che si uniscono in sponsali alla morte: da dare o felicemente da ricevere. Affamati di martirio. Sarà una guerra lunga, una guerra difficile. Che si potrà vincere solo cercando di modificare lentamente i loro costumi più retrivi senza armi, sull’onda di una modernità che almeno tecnologicamente li affascina:a che darà frutti solo se si cercherà di recuperare i cervelli. A cominciare dall’educazione delle nuove generazioni.

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Sono neri, vestono di nero, si mascherano di nero, hanno bandiere nere. Nere come la notte, la notte della ragione. Nere come il buio, nere come l’Ade, nere come la morte. Si nutrono di morte, sono assetati di sangue come vampiri. Tagliano gole, decapitano, torturano, bruciano, crocifiggono. Plagiano le menti immature. Sono nemici del bello e distruggono il bello di civiltà passate, chiese monasteri, tesori archeologici. Cancellano la storia, la storia dell’umanità con la loro contro-umanità. Sono neri come scarafaggi. Gli scarafaggi quando entrano nelle case li schiacciamo, ma questi scarafaggi con zampe umane stanno tessendo indisturbati una ragnatela di terrore e di vite squarciate, continuando ad agire nella superficialità, nella disattenzione, nell’ignavia di stati che dispongono delle più avanzate armi di sterminio, che si proclamano orgogliosamente civili, moderni, democratici. Che assistono ad ogni carneficina praticamente senza battere ciglio. Mentre loro prolificano, si moltiplicano, sono una minaccia già davanti all’uscio di ogni casa. Colpiranno anche da noi. Svegliamoci, svegliatevi! Sono irriconoscibili, levantinamente subdoli, falsi, infingardi. Persino sorridenti. Sono giovani che hanno sostituito alla conoscenza il fanatismo, l’ignoranza più profonda. Covano solamente odio. Usano persino donne e bambini come mine esplodenti contro gli innocenti. Sono riusciti a colpire un po’ dovunque, uccidono in strada, sulle spiagge persone inermi, alle spalle, vigliaccamente con il volto coperto. Sono barbari necrofori incapaci di esprimere un pensiero diverso dalle loro azioni ispirate solo all’orrore, al desiderio di instillare il terrore. Terroristi dunque? Semplicemente assassini, come una setta medioevale. Combattenti? Soltanto assassini. Non c’è molto tempo per capire, per accorgerci del rischio che corriamo. Adesso basterebbe ancora poco per sterminarli, schiacciarli proprio come facciamo con gli scarafaggi. Ma domani? La sottovalutazione del pericolo è stata la causa del crollo degli imperi del passato. Accecati dai problemi economico-monetari, che minacciano il nostro benessere e concentrandoci solo su quelli, non ci rendiamo conto che stiamo già perdendo tutte le battaglie e potremmo perdere anche, contro i luciferini figli del male, la guerra finale. Forse l’Armageddon.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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