DOPO DUE ANNI DI RAGGI ROMA VEDE LE CINQUE STELLE

Blog Virginia Raggi dopo 2 anni

 

Oltre alla rabbia sta subentrando una forma di tenerezza nei confronti della signora che ha avuto l’onere e l’onore di essere la prima donna sul cadregone del Campidoglio. Per tanto tempo mi sono chiesto: ma c’è o ci fa? Ora ho capito: c’è e ci fa. Perché ad un’innata incapacità e sprovvedutezza si sposa una furbizia volpina nello scaricare sempre su altri le colpe di una Roma abbandonata e ridotta ad una vergognosa pattumiera. Roma si inonda? La colpa è delle piogge che si presentano insolitamente abbondanti. I tombini sono intasati? La colpa è delle foglie che sono cadute prima del tempo. A distanza di mesi foglie e tombini sono nelle stesse condizioni. Le buche sono ormai un capitolo leggendario, la riedizione grillina dei fori romani. La tappa del giro d’Italia viene interrotta. La Raggi squittisce: “Ma è stata una festa e la gara è stata ultimata”. Il verde pubblico è ormai una giungla incontrollata. Ci si appella alle pecore. Il problema della spazzatura si ripresenta a intermittenza. Virginella debuttò con il complotto dei frigoriferi abbandonati per strada. Topi e gabbiani la fanno da padroni. Gli alberi vengono giù come stelle cadenti. Intellettuali, gente di spettacolo, comuni cittadini, persino i sindacati denunciano l’ immobilismo. Gli stessi colleghi di movimento si mostrano imbarazzati. Non è bastato nemmeno il valzer delle poltrone. In tutto questo lei persevera nel darsi un 7. Anche se giorni fa ha ammesso che Roma è “In sofferenza”. Ora sia pure in forma ridotta è arrivato il primo verdetto dalle ultime elezioni, che ha visto sparire la grillomania. La colpa è dell’ assenteismo ai seggi. Lei dice che ci vuole “tempo e risorse”, che le hanno lasciato un’eredità disastrosa. E’ l’unica pura verità che è in grado di dire. Ma due anni di amministrazione non sono pochi . E finora a parte le uscite da mannequin con abiti griffati ad alcuni eventi, o la fascia tricolore sull’ esile figurino i romani di decente non hanno visto nulla. Al punto che sorge il sospetto che in Campidoglio ci sia un ologramma.

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LA CAPUT MUNDI AI RAGGI X E LA SINDACA SORRIDE

Virginia Raggi al posto di Monna Lisa satira 

 

Roma è al dodicesimo posto fra le città più visitate del mondo. Per le bellezze di cui dispone dotrebbe essere la prima. Fra le città italiane, nella classifica per la qualità della vita, scende al ventitreesimo posto perdendo 11 posizioni. Anche se non tutti gli indicatori dipendono dalla politica. Ma la pupattola che è al vertice del Campidoglio continua a cantare vittoria: “Stiamo cambiando Roma”. E’ vero. Ma come? Evidentemente l’arroganza cresce di pari passo all’incapacità. Queste perle sono le sue ultime esternazioni. Roma si allaga? La colpa è delle foglie: sono cadute prima del tempo. Ma stanno ancora là. Per il suo incarico ha sacrificato la vita privata? E cosa pensava che fare il primo cittadino fosse solo stringere le mani dei potenti del mondo che transitano dalla capitale e fare con loro un defilée con la fascia tricolore al collo? Ma dove vive la virginiella? Non si avvede che le lamentele sono un coro? E dove va in giro? Roma è un autentico foro romano nel senso di buche, l’immondizia è dappertutto, topi e gabbiani impazzano, le strisce sono un ricordo, del verde non ne parliamo, gli alberi sono a caduta libera, gli scioperi sono sempre selvaggi anche per musei e monumenti, gli orari dei mezzi sono un optional, tutto è un abuso e abusivo, gli ambulanti sono un esercito permanente a cominciare dai gladiatori, il centro è ormai un suk, il tanfo regna, poiché le strade sono lo sfogo per i bisogni dei cani e non solo, le cicche sono ovunque anche nelle fioriere il suolo pubblico diventa privato a uso della prepotenza ... Un tempo si credeva che se un musulmano si fosse insediato nella città eterna sarebbe stato il segnale della fine del mondo. Dell’apocalisse. I musulmani in Italia ormai sono ovunque. E Roma sembra proprio una “caput mundi” alla vigilia dell’Apocalisse. Questa è la Roma ai Raggi X, aldilà delle menzogne compiaciute. Altro che cinque stelle. Quelle le vedono i romani.

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TREMENDO COLPO DI SOLE PER LA SINDACA VIRGINIA RAGGI

Virginia Raggi coraggio

 

La Virginiella raggiata comincia a farmi tenerezza. Sarà il caldo, sarà un colpo di sole, ma certo ha ragione il suo ex puparo Marra quando dice che è confusa, che ha bisogno di un esame psicologico. Dopo un anno da “sindaca” i risultati del mandato sono sotto gli occhi di tutti. Roma vede letteralmente le stelle (non le cinque di appartenenza) ! Vero è che a disastrarla non è stata lei. Ma a distanza di tutto questo tempo la pupina cosa ha fatto? Ci indichi una sola cosa fra le tante, le troppe che riguardano la vita quotidiana della capitale alla quale il suo operato ha posto un argine. Tanto meno un rimedio. Spazzatura, sporcizia, degrado, decoro, trasporti, verde, aiuole, buche, sicurezza, traffico, strisce sparite, onde verdi inesistenti, marciapiedi trabocchetto, alberi che crollano … e via così in un elenco di incapacità ormai collaudata. Dal Campidoglio lei affaccia sul foro. Forse si è abituata alle rovine. E in tutto questo che fa? Si crogiola nei massimi sistemi futuribili e nei sogni visionari: lo stadio, la teleferica … A questo punto uno si aspetta almeno un atto di contrizione, vista la sua appartenenza al cosiddetto partito degli onesti, una parola di scuse, una richiesta, almeno una, di perdono. Zero assoluto. E’ largamente, tragicamente sotto la sufficienza. E lei che fa? Si dà un sette e mezzo, roba da Messi o da Ronaldo. Il tempo passa, ma la supponenza resta. Come quando in campagna elettorale Virginia Raggi disse: “Vi insegneremo a fare politica.” Lo abbiamo visto. Al punto che verrebbe da concludere amaramente: “Aridatece i puzzoni.” Chi glielo spiega alla virginiella che fare il primo cittadino non è solo sfilare ridens con la fascia tricolore incontrando i potenti e le teste coronate della terra?

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IL POPOLO DI ROMA RAGGI-RATO DAL SINDACO SORRIDENS

Virginia Raggi rato 1           Virginia Raggi rato 2

 

Roma è allo sfacelo. Siamo passati dall’incapacità stizzosa di Marino, all’incapacità arrogante della verginella (in quanto all’efficienza) Virginia. “Vi insegneremo a fare politica” squittiva la pupetta nei comizi preelettorali. Impudica! Convinta che fare il sindaco o la sindaca si limitasse a sfilare con la fascia tricolore e il sorrisino beota sul visino. A distanza di circa un anno dall’incarico, ereditata una città già alla canna del gas, quando ha avuto l’occasione di occuparsi dei problemi dell’amministrazione, visto che deve trascorrere tutto il tempo alle prese con gli scandali quotidiani del suo mandato? Dimissionari, inquisiti, arrestati, polizze a sua insaputa (la verità è che abbiamo una genia politica che fa politica a sua insaputa, ormai i casi sono tanti), consulenze, irregolarità, faide intestine … Mentre risuonano parole da ultima spiaggia: “una lotta fra bande, inadeguata, incapace”.

A parte i no che cosa ha fatto? Basta vedere come risponde alle domande dei cronisti per rendersi conto che non è all’altezza, che è un pesce fuor d’acqua, che non capisce un’acca e fa persino battute sulle cavallette. Della cui invasione lei è la prima responsabile. Cosa fa? Ce ne dicano almeno una i Cinquestelle, quelli da marchio grandi alberghi, quelli nati e cresciuti sul vaffa. Grillo fa quadrato, ma si rende conto di come il suo movimento produca mostri? Il manichino della Standa Di Maio se la prende con la stampa e fa addirittura liste di proscrizione da epoca del fascio. Ma nonostante tutto le simpatie per i miracolati stellati non diminuiscono. Tale e tanta è diventata l’avversione, legittima, degli italiani per i politicanti del recente passato. Ma facendo così non è che si diventa tutti Tafazzi?

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ROMA GRAND HOTEL A ORE E A 5 STELLE: GENTE CHE ENTRA GENTE CHE ESCE

Virginia Raggi 1      Virginia Raggi 2

 

Sarà ma i raggi non portano fortuna all’amministrazione di Roma. Prima quelli della bicicletta dell’incapace Marino, con il quale si pensava di avere toccato il fondo. Ma per la “grande monnezza”, in tutti sensi, che gravita su Roma il fondo è eternamente (Roma città eterna) lontano. Ora la radiografia ai raggi X della sprovveduta bambolina Raggi dimostra che in sei mesi è riuscita nel record dei record del non-fare. Eternamente alle prese con una serie di incarichi regolarmente sballati. Dando la prova seriale di non sapere formare una squadra decente. Al punto che il Campidoglio sembra la porta girevole di un grand hotel a ore e a cinque stelle: gente che entra, gente che esce.
Che la sindaca (ci scusi Napolitano) fosse troppo fragile per reggere sulle spalle il peso di un incarico che piegherebbe Atlante, era presumibile. Sarebbe bastato che si fosse puntellata con fedelissimi all’altezza. Lo sono stati: ma all’altezza del malaffare. Così il carillon della bambolina si è inceppato in continuazione. Ora dice di avere sbagliato, ammette i suoi errori, chiede scusa ai romani. Ma scherziamo? Non siamo mica all’asilo. Pensava forse che la carica di primo cittadino fosse un giochino a padron del monte? E’ nata su un “vaffa” si prenda un “vaffa” anche lei e il suo mentore, che non la può scaricare. Perché sa che se perde ora, perde anche l’Italia. Finirebbero così le illusioni di quanti credono ancora che i grillini siano la panacea di tutti i mali e soprattutto che siano diversi dagli altri. Alla prova dei fatti e delle faide intestine è dimostrato che non basta il voto di protesta di chi non ne può più dell’ horror della politica per fare di loro gli integerrimi paladini di una nuova Italia. Che dal tempo di Dante rimane più o meno la stessa: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”. Ciao, ciao bambina...

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