IL RIFIUTO DELLA BELLEZZA CI CONDANNERÀ

Roma statue coperte presidente Iran Rohani

“La bellezza ci salverà” ha detto un grande scrittore russo. Alla luce di quanto accade ai nostri giorni si può pronosticare “Il rifiuto della bellezza ci distruggerà.” Cancellare il passato significa cancellare le orme dell’umanità. Obliterare la memoria con tutti i suoi possibili insegnamenti e moniti, nel bene come nel male. Accade purtroppo ancora nel Duemila con la barbarie dei criminali senza cervello, che fanno saltare interi templi sopravvissuti a terremoti e a secoli di guerre in un Medioriente, culla della prima cultura che oggi maledice se stessa. In un rinnegamento dei propri progenitori. In una forma di parricidio archeologico-culturale da parte di chi ha un totale disprezzo per la sacralità del bello e del corpo umano in tutte le sue forme. Usato persino come detonatore. In una incoscienza forsennata al “dalli al capolavoro”, che ha registrato l’ultimo episodio, meno disastroso, ma più grottesco, proprio a Roma per la visita del presidente iraniano Rohani. Con il burqa messo ai capolavori di arte antica. Nudi sublimati dall’arte. E a questo punto non ci interessa il colpevole, che non verrà mai fuori nella vera responsabilità. Ma lo spirito di sottomissione, di ignoranza e di sottesa complicità che ha ispirato l’ iniziativa. Possibile che nessuno abbia pensato alle possibili conseguenze e al ridicolo al quale ci esponevamo? Un gesto di sensibilità nei confronti dell’ospite? Un atto semplicemente di servilismo e di stupidità. Un gesto talebano. Una compiacenza untuosa. Che ha avuto precedenti anche qualche anno fa. Ma che ci fa tornare indietro di circa 500 anni, al tempo sì delle crociate e quando ai corpi possenti nella loro nudità della Cappella Sistina di Michelangelo si mettevano i braghettoni. In un tempo superato persino in Vaticano, che operò allora la censura, dove oggi i nudi di statue e dipinti fanno bella mostra per l’ammirazione del mondo intero. Ma la mamma degli idioti è sempre incinta: dalla ottusità degli inquisitori agli zelanti zerbini del Campidoglio.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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