DAGLI STADI D’EUROPA GIUNGE L’ALLARME. SAPREMO APRIRE GLI OCCHI E IL CUORE?

vignetta attentati Parigi

Gli stadi sono rappresentano anche loro in qualche modo la piazza, l’agorà, lo specchio, con gli umori altalenanti dalla felicità alla ferocia, del mondo moderno. Il Colosseo dei nostri anni. E dagli stadi, dopo il sangue di Parigi, giungono contraddittori messaggi.

  1. Stadio di Francia a Parigi. È il momento dello sgomento improvviso, l’impatto con una realtà troppo a lungo trascurata, quanto meno dall’attentato a Charlie Hebdo. È la Waterloo dell’intelligence francese. Hollande viene allontanato per motivi di sicurezza. La capitale della Francia diventa una Santabarbara ad intermittenza. A pagare sono gli innocenti. Una strage che è una dichiarazione di guerra.
  2. Stadio di Hannover in Germania. A prevalere è la prudenza forse la paura. Arrivano segnalazioni varie di possibili minacce. Il richiamo della presenza della Merkel potrebbe amplificare il potenziale dei piani dell’Isis. In questo caso i musulmani hanno conseguito, sia pure sul piano della psicologia, un successo a spese dei nostri odiati costumi occidentali. Quelli che fanno di noi degli infedeli globali.
  3. Stadio di Londra Inghilterra. Qua i giocatori vanno in campo regolarmente, in un tripudio di folla. Tutto come se nulla fosse avvenuto, a parte quel canto a squarciagola degli ottantamila che, sull’onda della reazione emotiva, cantano in coro la Marsigliese. Un segnale di contrapposizione all’orrore e di solidarietà europea. Anche se per il futuro non basterà intonare uniti l’inno francese.
  4. Stadio di Istanbul Turchia. Agli inni dei padroni di casa e della Grecia dovrebbe seguire un minuto di silenzio per le vittime parigine. Ma a questo punto si leva un assordante frastuono di fischi, al grido ormai stantio di “Allah ukbar” . Anche nell’appendice estrema dell’Europa il tempo si è fermato e gli adepti fanatici del Corano sembrano tornare in una moviola del tempo al 1453. Quando Costantinopoli cadde, i cristiani furono trucidati e Maometto II sbarcò in seguito in Puglia minacciando di arrivare a Roma.

IN PIÙ DI CINQUECENTO ANNI LE MINACCE NON SONO CAMBIATE. ROMA E ALTRE CAPITALI SONO SOTTO TIRO. SAREMO CAPACI DI FARE FRONTE INSIEME AI SEGNALI INEQUIVOCABILI CHE LA QUOTIDIANITÀ OFFRE? AVREMO OCCHI E CUORE PER NON PREOCCUPARCI SOLO D’UNA MALRIUSCITA MONETA COMUNE?

Ruggero Marino firma

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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