CHE NOIA IL CALCIO CHE NON… SI VEDE PIÙ IN TV

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Non sono fanatico del calcio, ma mi piace vedere sugli schermi della Rai una bella partita in tv, cosa rara ormai in Italia, e mi accontento perciò delle sintesi, con relativi risultati, classifiche (anche dei cannonieri). E aspetto con pazienza i filmati, le azioni e naturalmente i gol. Ma tutto questo ormai è un optional di trasmissioni dal chiacchericcio continuo. Vada per allenatori e giocatori, che tutto sommato sono i protagonisti, anche se a loro volta sono di una noia mortale. Ma sono i giornalisti e gli ospiti in studio a rendere il calcio televisivo insopportabile. Si discetta come se il pallone fosse una scienza, in un talk show senza fine, nel quale il calcio giocato finisce per essere un intruso. In un cazzeggio, fra analisi e … battute, da bar dello sport o da tv privata. Forse è un mio pallino, ma quando compare il ridanciano Marco Mazzocchi penso ai duetti dei fratelli De Rege. Anche gli occhiali sono gli stessi. E non è che gli altri colleghi gli siano di gran lunga superiori. Come penso all’idea idiotamente geniale della palla delle parole. E per finire penso agli opinionisti: Marco Sconcerti per esempio ha il dono dell’ubiquità, se ne intende, si vede che è una brava persona, ma gli hanno affibbiato il ruolo dell’oracolo presenzialista e finisce per inflazionarsi, a parte gli articoli sul “Corriere della sera” che, in alcuni passi, sono indecifrabili. Il tutto condito da stipendi da favola e dal proliferare di testate una più insulsa dell’altra. D’altronde il campionato italiano non è da anni il più bello del mondo. E ha pertanto i cantori che si merita.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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