SDOGANATA LA PAROLACCIA? NO, SDOGANATA LA VOLGARITÀ

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Parallelamente allo sbando, che ormai da tempo attraversa il Paese, in un declino senza via d’uscita, anche la lingua parlata, il linguaggio di tutti i giorni sta subendo un’involuzione irreversibile. Si discetta con sussiego di sdoganamento della parolaccia, ma il punto non è questo, non stiamo sdoganando le brutte parole, stiamo spalancando la bocca ad un profluvio di volgarità, stiamo limitando il vocabolario, in un corto circuito del cervello, all’uso ripetitivo di sconcezze buone a tutti gli usi ed in tutti i momenti. Ed in tutti gli strati della società. Lo fanno i politici, lo fanno i cantanti, lo fanno gli attori, lo fanno gli intellettuali, la tv, le radio … lo fanno persino i bambini. Un segnale di libertà, un segnale di emancipazione? No, solo un segnale di regressione, di ignoranza, di maleducazione debordante, che offendono anche la musicalità dell’italiano. Ormai a tutti sarà capitato di ascoltare colloqui di giovincelli che ogni tre parole, spesso sgrammaticate, si avvalgono di un vaffa …, di un cazz …, di uno stron … Se poi si aggiungono gli anglismi, le parole coniate ex novo (valga per tutte l’idiozia straripante sui media di “petaloso”), gli scritti delle chat e i balbettii di Twitter è facile pronosticare un de profundis per quella che è stata la lingua di Dante, dei poeti e dei santi. Allora l’italiano si risciacquava in Arno. Ora nell’inquinamento mentale (e non solo) imperante, un’operazione analoga appare impossibile, anche perché i fiumi sono cloache. Poiché l’inquinamento è ovunque, come la spazzatura, che dai cassonetti tracima sulle bocche e nelle menti. Occorrerebbe a questo punto un’operazione in stile “Salvate il soldato Ryan”. Un wwf come per le specie animali in via d’estinzione. Ma gli animali fanno sempre tenerezza. Persino più degli umani. Le parole no, anche se in principio fu il Verbo. Che tra un’oscenità e l’altra si bestemmia pure.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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