BEATI I POPOLI CHE NON HANNO BISOGNO DI EROI

 Fabrizio Frizzi

 

“Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” (Brecht). Evidentemente questa Italia disastrata ne ha un estremo bisogno. Al punto da inventarseli. Faccio una premessa per non essere frainteso. Anche io ammiravo Frizzi, la sua bonomia, la sua allegria, la sua signorilità, la sua professionalità in una tv ormai piena di nani e ballerine, di linguaggi grevi e urla da bettola. Ma ho l’impressione che si perda il senso della misura e che soprattutto lo perda la sua tv, quella stessa che privilegiando la volgarità non sempre gli era stata amica e che oggi lo piange e rimpiange, anche con lacrime e dichiarazioni di coccodrillo. È morto un uomo perbene. Ma è morto, sia pure tragicamente e crudelmente, di morte naturale. Non è morto un eroe di cui riempire i telegiornali mattina e sera e addirittura mandare in onda in diretta la cronaca dei funerali. In una distorsione che traspare anche dalle parole di molte persone anonime accecate dall’affetto e forse dall’intervista televisiva: “Era uno di noi”. Ma quando? Ma dove? Come se fossimo tutti personaggi nati e vissuti attraverso il piccolo schermo. È morto un uomo di spettacolo. Un personaggio dai tanti meriti, di cui ora si scoprono anche le doti di generosità, pudicamente tenute segrete. Ma pur sempre un uomo di spettacolo. Non è morto Falcone, non è morto Borsellino, non è morto l’agente francese che si è sacrificato spontaneamente nel corso dell'ultimo attentato in Francia da parte degli assassini dell’Isis. Da domani che Fabrizio riposi in pace, lontano anche da questo frastuono eccessivo, sul quale avrebbe fatto ancora una risata. Ma questa volta amara.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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