REDDITO DI CITTADINANZA: FAVORIRÀ ANCORA LE CICALE?

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Il reddito di cittadinanza, nelle intenzioni, dovrebbe smuovere l’economia italiana ingessata da tempo e, sempre nelle intenzioni, cancellare le sacche di povertà endemiche e quelle nuove. Ottime intenzioni anche dal punto di vista del ritorno elettorale ormai alle porte. Il reddito di cittadinanza è già attuato in molte nazioni. E qua sta il busillis. Perché siamo in Italia e ancora una volta si corre il pericolo di favorire i disonesti rispetto agli onesti. Ovvero quelli che da decenni mantengono il paese attraverso tasse versate fino in all’ultimo centesimo con il prelievo alla fonte. Quelli che hanno sempre sudato rispetto a quelli che hanno fatto sempre i furbi, con la complicità dei governi e dei sofismi legali. E’ il ribaltamento esatto della favola sulla cicala e la formica. Che potrebbe vedere la cicala continuare a cantare imperterrita. Sì perché in un Paese dove l’evasione fiscale raggiunge la cifra di oltre 100 miliardi, dove il lavoro nero è una consuetudine, il reddito di cittadinanza rischia seriamente di andare a ingrassare i tanti falsi nullatenenti tutto sommato agiati che divorziano persino, ma solo apparentemente, per non risultare percepitori di un reddito. Senza contare i possibili giochini societari. Non siamo la Svizzera, non siamo la Svezia, abbiamo un rapporto conflittuale con le leggi e lo Stato, convinti che è meglio fregare che essere fregati. Non siamo giapponesi, in grado persino di fare harakiri se accusati di slealtà, non ci sentiamo cittadini di uno Stato, ma cani sciolti dediti da sempre all’ arte di arrangiarsi e di riempire il più possibile la pancia e le tasche a scapito del vicino. D’ altronde l’esempio è quello che è. Non passa giorno che non ci sia uno scandalo di spezzoni della spina dorsale del Paese che non venga coinvolto in accuse di arraffamento, malversazioni, mazzette, imbrogli … Non si salvano i politici, non si salvano i sindacalisti, non si salvano i grandi e piccoli imprenditori, non si salvano i magistrati, non si salvano i sindaci, non si salvano i preti, non si salvano i professori … Ecco perché di fronte al reddito di cittadinanza mi sento assalito da dubbi più che fondati. Dicono che si perderà se si rifiuta più volte il possibile lavoro. Nel frattempo passeranno anni di pacchia a spese della comunità. Al momento impazza il Festival di Sanremo. Sembra proprio l’eterna stagione delle cicale. Cicale, cicale, cicale

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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