NON C’È FONDO ALLO SQUALLORE DELLA POLITICA

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È incredibile come lo squallore di questa classe politica sia senza fondo. Salvini, che puntava a guidare il Paese, si spupazzava nell’attesa fra ragazze cubo panterate facendo dell’ inno di Mameli un tormentone da spiaggia. Per non parlare del linguaggio: “La mando a cagare …, devono alzare il culo .., mi sono rotto i coglioni ..!”. Era diventato la copia nordica del Grillo del “vaffa”. Come le parole si concilino con il rosario e le immaginette della Vergine è un mistero di questa Italia buffa. Un personaggio della Lega di successo e che sembrava una persona seria come Zaia si scandalizzava per i soldi concessi “ai sassi” (questa la definizione) di Pompei . I grillettini dal canto loro dopo avere lanciato fino a ieri offese continue nei confronti dell’ alleato di governo, una volta abbandonati, alzano il tiro in una grandinata di improperi per quello che fino a ieri era il loro partner. Come nei divorzi in piena regola non si capisce perché mai si siano “sposati”. La sinistra, che non ha mai argomenti e si autodefinisce democratica, fa di Salvini la controfigura di Hitler e un giorno sì e un giorno no gli augura una pallottola in fronte. Ma senza un “uomo nero” da creare e bistrattare non riesce a fare altro che innescare faide imperiture al suo interno. Mentre alcuni suoi esponenti ritengono di poter impunemente andare contro le leggi dello stato. Il Presidente del Consiglio Conte, che pure per preparazione è un gigante rispetto ai due vicepremier, fa un discorso di addio facendo una mappina di uno dei suoi due partners. L’ avvocato degli italiani ha collaborato per più di un anno con un mentecatto. Se Salvini non avesse fatto harakiri se ne sarebbe accorto? Il suo discorso è incentrato (per fatto personale?) esclusivamente sulle “malefatte” dell’ex amico. Capitan Rodomonte invece di alzarsi subisce gli schiaffi facendo le faccette alla Crozza. Si è già pentito dell’ atto di coraggio e impetra il perdono. Arriva persino a proporre di Maio come Presidente del consiglio. Si accontenta di fare il partner- coniglio. Circola anche il nome di Fico. L’ Italia vota a destra, l’ eventuale governo nascerebbe a sinistra. Non rimane che pregare? Non resta nemmeno quello. Un padre, tal Zanotelli impreca: “Chi vota Lega non può dirsi cristiano”. Evidentemente l’ Italia è sempre più eretica. Come se non bastasse ci si mette anche il papa. Anche lui evoca Hitler e condanna la politica del sovranismo. Predica di aprire le porte ai migranti tranne quelle delle proprietà del Vaticano. Forse si confonde, più che a San Pietro ora che la poltrona è vuota pensa di essere a Palazzo Chigi.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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