CRISTOFORO COLOMBO

I FRATELLI COLOMBO: UNA STIRPE DI NOBILI CAVALIERI

stemma Cristoforo Colombo      Diego Colombo      Bartolomeo Colombo      simbolo araldico dei Colombo      Batolomeo Colombo statua Santo Domingo 2     Batolomeo Colombo statua Santo Domingo 1

Columbus landing on Hispaniola       Christopher Columbus on board his ship during his first voyage to America       Columbus landing on Hispaniola paint

emblema Innocenzo VIII        Andrea Mantegna dettaglio sala del mappamondo Palazzo Venezia        stemma Perestrello        stemma famiglia Barbo

In alto: da sinistra uno degli stemmi di Colombo, il fratello Diego, il fratello Bartolomeo e lo scudo della famiglia Colombo.
In basso: l’emblema di Innocenzo VIII, quello congiunto Cybo-Barbo ad opera del Mantegna a Palazzo Venezia, e quelli infine dei Perestrello e del Barbo, patriarca di Aquileia.

Nella storia di Cristoforo Colombo troppi particolari non sono stati presi in considerazione. Per non venire in contrasto con quanto si ripete a pappagallo da 500 anni. Pur di oscurare persino l’evidenza, nella pavidità complice o nella disattenzione degli studiosi. Nel più grande inganno nella storia dell’umanità. Una conferma ce la danno ritratti e stemmi. Lasciando stare molti di quelli del navigatore, in cui compare fra l’altro quasi sempre vestito con un saio, come un monaco, prendiamo ora ad esempio quello del fratello Diego, quello del fratello Bartolomeo e due dei tanti emblemi di Colombo. Nelle immagini vediamo pertanto da sinistra verso destra e dall’alto uno stemma dell’Ammiraglio, il fratello Diego (forse in omaggio al santo spagnolo Santiago de Compostela) Bartolomeo e l’emblema della famiglia Colombo. Che Compare ridotto in basso anche in quello iniziale a sinistra e in bianco e nero. A dimostrazione che non era un “vu cumprà”, come ancora si continua ad insegnare a scuola. Nella versione a colori le tonalità sono pressoché identiche a quelle di papa Cybo (in basso a sinistra). La banda trasversale con l’azzurro rimanda in araldica anche al simbolo dell’oceano. Concentrandoci ora sullo stemma colombiano (da sinistra in alto) scorgiamo un castello uguale a quello che compare nel blasone dell’isola greca di Chio. Dove Colombo si recò per circa un anno. Il che avvalorerebbe la sua origine greco-genovese, visto che di quella località fa menzione nei suoi scritti. Tanto più che la caratteristica di quella terra, come si può rilevare andando su internet, è la terra rossa e il figlio di Colombo Fernando scrive che il padre era di Terrarossa (Terrarubra). C’è da aggiungere che i Cybo, la genia greco-genovese di papa Innocenzo VIII, erano i signori di quella terra. A destra un leone rampante, elemento che fa parte dello scudo gentilizio dei Perestrello (Felipa Perestrello, morta prematuramente, fu la moglie e la sfortunata compagna di Cristoforo,) e di quello del cardinale veneziano Barbo. Marco Barbo era il nipote di papa Paolo II, Pietro Barbo (1464-1471). Curiosamente nella sala del mappamondo del Mantegna a Palazzo Venezia, dove Innocenzo morì, lo stemma del pontefice è unito a quello del cardinale patriarca di Aquileia. Almeno a me non risultano casi analoghi. Il leone è simbolo cristologico e potrebbe significare anche la tribù di Giuda, nella componente di sangue ebraico presente quasi sicuramente sia per Colombo che per papa Innocenzo. In basso a sinistra le isole (dorate quando lo stemma è a colori) si riferiscono alle sue “scoperte”. C’è infine da rilevare che Colombo dice che “chi sa leggere e scrivere” (altro elemento che la dice lunga sulla sua preparazione non certo da marinaretto, mentre persino Isabella di Castiglia non sapeva scrivere bene) lo fa in quattro modi differenti, come Dante. Di qui la certezza che lo scudo del navigatore nasconda altri significati. Se qualcuno ha qualche idea in proposito saremmo felici di avere qualche indicazione. Infine quattro ancore (in tutti gli altri emblemi ne compaiono cinque!): testimoniano sicuramente il suo ruolo di uomo del mare e la carica di ammiraglio. Ammiraglio? Per la verità tutte le figure dei tre Colombo sono contrassegnate da un unico elemento comune: un cimiero con pennacchio ed un elmo. Inequivocabile testimonianza di una stirpe di nobili cavalieri e di gentiluomini di antica schiatta. Con Colombo insuperabile monaco-cavaliere.

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Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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