CRISTOFORO COLOMBO

PERCHÉ LA CHIESA NON PARLA IN DIFESA DI COLOMBO?

firma Cristoforo Colombo         Colombo nero

 

 

2017.09.02 Il Tempo articolo Colombo Ruggero Marino prima pagina 1       2017.09.02 Il Tempo articolo Colombo Ruggero Marino prima pagina 2

Perché papa Bergoglio non parla? Perché lui, così loquace, che è venuto dalla “fine del mondo” non difende l’uomo che andò (non il primo, ma il definitivo) come legato del Vaticano “alla fine del mondo”? Lo sa il pontefice che ha ispirato il suo pontificato a santo Francesco che Cristoforo Colombo quando fu messo in catene ed in morte indossò il saio francescano? E che alla Rabida per anni si accompagnò ai francescani spirituali, quelli che volevano un ritorno alla chiesa delle origini, sulla base delle profezie dell’abate calabrese Gioacchino da Fiore, di “spirito profetico dotato”, come scrive Dante ?

Lo sanno che il navigatore scrisse con un monaco certosino un “Libro delle Profezie”, che è anche una raccolta di salmi? Lo sanno in Vaticano che due papi come Pio IX e Leone XIII hanno cercato di farlo santo contro ogni regola data l’”eccezionalità” del personaggio. Pio IX scriveva quando “si conosceranno i veri documenti …”. Leone XIII in una lettera enciclica mai fatta nei confronti di qualcuno che non fosse già santo scrisse “Colombo è nostro quello che ha fatto lo ha fatto per la Chiesa …”. Lo sanno che Colombo è annoverato nell’elenco di santi e beati come “servo di Dio”? E lo sa la Chiesa che perfino il famigerato Borgia, che contribuì a cambiare la storia, per tramandare “la barzelletta d’antiquariato” alla quale ancora si crede si rivolse a Colombo come “al diletto figlio nostro”? Lo sanno che si scrisse con ben tre pontefici? E perché i suoi ritratti furono commissionati in gran parte da uomini di Chiesa? Perché dovunque approdava piantava una croce dopo essere partito in nome della Santissima Trinità sulla nave dal nome Santa Maria? Mentre le sue lettere erano contrassegnate da un’invocazione religiosa: Iesus cum Maria sit nobis in via. Perché Bartolomeo de Las Casas, l’apostolo delle Indie e contemporaneo del navigatore, scriveva che Colombo andava a fondare “una Chiesa nuova”?
Ma soprattutto la sua firma, il suo identikit. Un criptogramnma misterico di sette (!) lettere maiuscole a forma di triangolo, come l’occhio di Dio, che terminano con un Xpo Ferens, ovvero “Portatore di Cristo”. Precedute da una X una M e Y. Poiché Colombo come Dante afferma che chi sa leggere e scrivere lo fa in quattro modi diversi (alla faccia del marinaretto ignorante!) quella sigla deve avere quattro differenti interpretazioni. Una la offriamo noi: ovvero Cristo, Maometto, Yaweh, visto che l’ammiraglio afferma più volte che “lo spirito Santo è presente in cristiani musulmani ed ebrei e di qualunque altra setta”.
Un uomo complesso, di una cultura profonda, un uomo universale, l’esempio vivente dell’uomo vitruviano di Leonardo. Ora questo “figlio della Chiesa” viene insultato e sbeffeggiato ovunque nelle Americhe. E dell’ altro ieri la decapitazione di una statua a New York. Sul nostro sito www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com alla voce Notizie si possono trovare almeno altri dieci episodi più o meno analoghi in un virus che è un festival dell’ignoranza e dell’imbecillità. Un orgasmo da talebani. Al quale l’”Osservatore romano” avrebbe il dovere di rispondere, senza lasciare un eroe della fede in balia di esaltati, che non hanno letto o studiato niente, ma che ripetono a pappagallo idiozie senza senso, facendo stupro della verità. Statue divelte, imbrattate di sangue, coperte di scritte irriverenti. Persino grazie alla Kirchner, sotto il suggerimento di quell’uomo “colto” di Chavez, la grande statua a Buenos Aires è stata tolta dall’avenida principale davanti alla casa rosada.
Quali le colpe di Colombo? “ … E sono molto ben fatti e di bellissimi corpi e di bei sembianti .. e credo che facilmente si farebbero cristiani convertendosi alla nostra Santa Fede con l’amore e non con la forza … perché è gente di buon intendimento … io non permisi che si toccasse cosa neanche del valore di uno spillo …”. Queste le prime parole all’incontro con gli indios: è l’amore di cui parlava San Francesco, mentre le prime isole diventano San Salvador e Santa Maria de la Conception. Certo il navigatore è un uomo d’armi, un cavaliere, “buono con i buoni cattivo con i cattivi”, laddove viene accolto da selvaggi bellicosi (solo i cannibali) la sua risposta è quella di un milite, di un esponente di quegli ordini cavallereschi, probabilmente il Santo Sepolcro (ne chiesero a loro volta la beatificazione, perché anche loro tacciono?) con eredità templari, come attesta la croce sulle vele. Ma è il migliore di quanti andarono al punto che gli spagnoli lo accusarono di punire gli hidalgos invece degli indiani. Mentre al ritorno da uno dei quattro viaggi, scarseggiando il cibo i marinai gli suggerirono di buttare a mare gli indigeni o di sfamarsi con le loro carni.
Colombo si oppose evitando il massacro.
Il capitolo schiavitù fa capo soprattutto ai reali di Spagna. Ma se non si contestualizza questo aspetto significa violentare le vicende storiche nella totale impreparazione. La legge non vietava la schiavitù, anche Las Casas, il difensore degli indios, aveva schiavi. Oggi la schiavitù è vietata, ma prolifera ovunque. Colombo non fu uno stragista e tanto meno uno schiavista, dovette però adeguarsi ad una situazione totalmente mutata con la morte di papa Innocenzo VIII, il genovese dai molti figli e consuocero di Lorenzo il Magnifico, al quale succedette lo spagnolo Borgia, che concesse tutte le terre “rivelate” (le carte erano nella biblioteca vaticana) alle corone di Spagna. Mentre si cercò di cancellare papa Cybo, che fu il vero “sponsor” dell’operazione America, ma la cui tomba è ancora in San Pietro (unica traslata dalla vecchia basilica costantiniana in un omaggio singolare) con una scritta dove si legge “Nel tempo del suo pontificato la gloria della scoperta di un Nuovo Mondo”. Prima del 1492! Papa Cybo-Colombo un legame talmente stretto da fare pensare che possano essere padre e figlio. Colombo al nord significa figlio dello Spirito Santo. Una storia insomma completamente da riscrivere, nella speranza, come invoca il navigatore che “io non sia confuso in eterno … perché la verità trionfa sempre”.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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