EVENTI

 

IL PREMIO LAURENTUM A RUGGERO MARINO CON "LE STAGIONI DEL TURANO"

 EV3226F0145 Tassara Letta Calabro Marino

 

Nella storica sala della lupa, nella camera dei deputati, dove la corte di cassazione nel 1946 sancì la nascita della repubblica italiana, è stato assegnato il prestigioso Premio Laurentum per un libro edito di poesie, che è andato a Ruggero Marino per l'opera "Le stagioni del Turano". Nella foto l'autore a destra con la presentatrice Olivia Tassara, il Presidente Gianni Letta e il magistrato poeta Corrado Calabrò.

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LA 'VERA' STORIA DI CRISTOFORO COLOMBO AL ROTARY ANCONA CONERO

Ruggero Marino Rotary Ancona Conero

 

«Quando Colombo partì sapeva perfettamente di non andare verso le Indie, ma verso un nuovo Continente, probabilmente già conosciuto. E non fu inviato dai Re di Spagna, ma da Papa Innocenzo VIII».
Da oltre 20 anni Ruggero Marino, ex redattore del Tempo, sostiene che la storia di Cristoforo Colombo sia da riscrivere. Le sue tesi, basate su documenti dell’epoca, sono state riprese negli Stati Uniti dal celebre quotidiano Times. Ieri sera il giornalista e scrittore romano, con un’adolescenza vissuta ad Ancona, è stato ospite del Rotary Club Ancona-Conero. Per Marino, la storia di «Colombo signor nessuno, che bussa nelle principali corti d’Europa per finanziare un progetto ritenuto impossibile per l’epoca, è una barzelletta tramandata, che oggi appare in netto contrasto con i documenti che abbiamo. Colombo era quantomeno un nobile, aveva amicizie importanti, suo fratello era alla Corte del Re d’Inghilterra, in alcune lettere si comparava perfino a Lorenzo il Magnifico. Molti indizi dicono che potesse appartenere all’ordine dei Cavalieri Templari.
Non è escluso che potesse essere il figlio del Pontefice Innocenzo VIII, che di figli ne aveva diversi». E’ proprio su questo Papa che si concentrano gli studi di Marino. Innocenzo VIII muore sette giorni prima della partenza di Colombo da Palos, nel viaggio che avrebbe portato alla scoperta del nuovo Continente. Ma nella sua tomba a San Pietro è scritto che fu nel suo pontificato che venne scoperto il nuovo mondo. Nelle sue pubblicazioni, Marino cita carte geografiche che raffiguravano l’America già prima del 1492.
«Colombo – spiega – era partito con uno scopo ben preciso: prendere l’oro del nuovo Continente necessario a finanziare la Crociata di Roma per il riscatto del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La prova che quando era partito aveva stretto accordi precisi con il Pontefice risiede in una lettera di Colombo ad Innocenzo VIII al ritorno dal primo viaggio, dove avanza la richiesta di un cardinalato per il figlio minorenne Diego. Quando scrive, Colombo non sa ancora che il Papa è morto. Siamo nel 1493 e Colombo dice che è disposto, con l’oro che gli spetta, a mettere in piedi l’esercito per la Santa Crociata».
Che Colombo fosse «messaggero di Roma e non dei Re di Spagna lo si legge dai documenti», prosegue Marino. «I soldi per la sua spedizione sono per metà genovesi e fiorentini. I genovesi sono tutti parenti di Papa Innocenzo VIII, la parte fiorentina viene invece da un banchiere dei Medici. I fondi spagnoli non sono di Isabella né tanto meno di Ferdinando, ma vengono dal fondo della Crociata per la guerra contro i Mori in Spagna. Fondo istituito sempre da papa Innocenzo VIII». La Santa Casa, inoltre, ha continuato per secoli a ritenere Colombo un suo uomo, «tanto che – evidenzia Marino - Pio IX tentò di fare santo Colombo, poi, nel 1892, ci provò anche Papa Leone XIII».
Perché allora la storia parla di una scoperta tutta spagnola? Marino ha ricordato quanto potesse significare la paternità di una scoperta del genere e sottolineato che quando Colombo tornò dalla sua spedizione, il Papa non era più Innocenzo VIII, ma Alessandro VI, lo spagnolo Rodrigo Borgia, che dopo essere stato eletto con gli intrighi della Corte e dei Cardinali spagnoli, concederà le nuove terre ai Re di Spagna, Isabella e Ferdinando. Con l’oro delle Indie, la Spagna poté dominare la Cristianità per oltre un secolo.

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ALBERICO I CYBO MALASPINA. SETTANTA ANNI DI REGNO

Nei giorni 8-9 Luglio 2006 si sono svolte, presso il comune di Ferentillo,
le celebrazioni in onore della figura di Alberico I Cybo Malaspina.

 

Alberico I Cybo MalaspinaCOMUNE DI FERENTILLO

8-9 LUGLIO 2006

Il Principe Alberico I Cybo Malaspina è la figura più importante della storia di Ferentillo e della sua casata. Alberico, figlio di Lorenzo Cybo e Riccarda Malaspina, è nato a Genova il 28 febbraio del 1534 e morto a Massa il 18 gennaio del 1623, dove è sepolto nella chiesa di S. Francesco. Nel 1549 è nominato Conte di Ferentillo: nel 1563 è Principe di Ferentillo e firma i nostri Statuti Comunali.

I festeggiamenti sono stati organizzati dal comune di Ferentillo in collaborazione con l'associazione Cybo. Presso il sito dell'associazione è possibile visualizzare il filmato dei festeggiamenti ai quali è intervenuto, in qualità di relatore, anche Ruggero Marino.

 

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17 MARZO 2006: PAVIA, IL MONFERRATO E CRISTOFORO COLOMBO

Il Collegio Universitario Lorenzo Valla di Pavia
in collaborazione con "Il giornale di Socrate al caffè"
organizza il convegno nazionale

Pavia, il Monferrato e Cristoforo Colombo
Studi e ipotesi a confronto verso il Cinquecentenario
della morte del Navigatore il 20 maggio 2006

PDF della locandina del convegno (9 Kb)

 

PDF dell'articolo nella "Cronaca di Pavia" del 21 marzo 2006 (220 Kb)
Colombo meno genovese e più monferrino
Al forum le tesi sull'origine dell'Ammiraglio e sul caso Pavia

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