IMMAGINI

 Malaspina araldica 1        Malaspina araldica 2        Malaspina araldica 3        Malaspina araldica 4        Malaspina araldica 5

 

Non è facile trattare delle arme usate dal casato Malaspina. Occorre infatti considerare che l’araldica oggi ha regole ben definite, ma non così era nei secoli in cui tale famiglia si impose ed iniziò a ramificarsi. In quelle lontane epoche l’adozione di questo o quello stemma era lasciato in gran parte all’arbitrio degli interessati, che non sempre rispettavano quelle che, in seguito sarebbero diventate norme di rigida osservanza.
Di fatto, non soltanto ogni ramo della famiglia adottò elementi araldici differenti da quello di provenienza, ma, addirittura, li modificò nel corso dei secoli. Conosciamo perfino casi in cui lo stesso personaggio, in successivi anni, adottò arme diverse, pur non abbandonando mai l’elemento distintivo del casato, vale a dire lo spino. Tuttavia, prima di passare a dare qualche informazione sugli stemmi dei Malaspina, appare utile qualche precisazione. Lo "stemma" araldico comprende, oltre allo scudo, che è l’elemento principale, anche altri elementi secondari (elmo, cimiero, svolazzi, motto, ecc.) i quali non sempre compaiono. In questa sede ci limitiamo a trattare dello scudo. Esso in origine era di forma sannitica, in seguito comparve anche in forma ovale. Nelle illustrazioni che accompagnano queste note ci si attiene allo scudo sannitico. Sembra assodato che, prima della storica divisione del 1221 (la quale diede origine alle due grandi diramazioni dello spino secco e dello spino fiorito), lo stemma malaspiniano fosse di assai semplice fattura: uno spino secco (di color nero) in campo d’oro. Lo spino aveva tre rami sul lato destro e due su quello sinistro (vedi fig. 1). Si badi bene che, in araldica, le parole "destra" e "sinistra" hanno valore inverso a quello comunemente inteso: infatti, per definire la "destra" e la "sinistra", occorre porsi idealmente nella collocazione di chi porta lo scudo, ossia, in altri termini, sulla visuale opposta a chi lo osserva. Dal 1221 il ramo dei marchesi che governavano i territori posti sulla sponda destra del fiume Magra conservarono lo spino secco (salvo le modifiche di cui accenneremo), mentre i Malaspina che governavano sulla sponda sinistra del fiume adottarono lo spino fiorito. Quest’ultimo in genere non è nero ma verde, ha i rami specularmente disposti rispetto all’altro e, in più, ogni rametto è ornato alla sommità da tre piccoli globi argentei o bianchi, che simbolizzano la fioritura. Più o meno in quel tempo compare nell’arma l’aquila bicipite nera in posizione di volo abbassato (ossia con le ali dispiegate); essa simbolizza il Sacro Romano impero, di cui i Malaspina erano vassalli. Detta aquila talvolta occupa il terzo superiore dello scudo (vedi fig. 2), talvolta la metà e talaltra abbraccia lo scudo intero (vedi fig. 3). I Malaspina dello spino secco introdussero ben presto nel loro scudo la figura del leone bianco rampante ed incoronato. Tale privilegio fu loro concesso da Luigi IX re di Francia, quale riconoscimento per l’aiuto fornito da Corrado Malaspina alla spedizione d’Egitto (vedi fig. 4). Altre modificazioni furono introdotte per quanto riguarda il colore del campo: mentre i Malaspina dello spino fiorito divisero il campo in due colori, confinando l’oro nella metà superiore dello scudo, e colorando di rosso quelle inferiore (vedi fig. 5), i Malaspina dello spino secco (ma non tutti i rami) introdussero una fascia rossa nel mezzo del campo, di guisa che l’oro rimane nel terzo superiore ed in quello inferiore. Come abbiamo già osservato, molte altre modificazioni si ebbero anche successivamente.

 

Cybo araldica

L’araldica della casa Cybo: Lo stemma Cybo: di rosso, alla banda scaccata di tre file d'argento e d'azzurro, al capo d'argento alla croce di rosso.

Cybo Malaspina araldica

I Cybo-Malaspina: Nella figura di Alberico I si fusero le due casate dei Malaspina e dei Cybo. Qui a lato lo stemma Cybo-Malaspina che possiamo considerare "più completo".

 

Esempi di stemmi Malaspina, Cybo e Cybo-Malaspina su alcune monete

Malaspina di Tresana stemma

Stemma dei Malaspina di Tresana (Spino secco) su un sesino del marchese Guglielmo I Malaspina. 17mm, 0,45 gr.

 Malaspina di Fosdinovo stemma

Sul rovescio di questo luigino di Fosdinovo a nome di Cristina Pallavicini nello scudo coronato partito con armi Malaspina e Pallavicini troviamo rappresentato lo spino fiorito dei Malaspina di Fosdinovo.

Cybo stemma Fiorino di Camera

Stemma Cybo su un fiorino di camera s.d. di INNOCENZO VIII (1484-1492), Roma. CNI 1/6 Munt. 2/4 Au g 3,4 . ex Asta Varesi 57, lotto 970.

Cybo stemma Quattrino

Stemma Cybo su un quattrino di Alberico I coniato a Massa di Lunigiana.

Cybo stemma Quadrupla

Stemma Cybo-Malaspina su una quadrupla da 2 doppie del 1593 di Alberico I. Massa, CNI XI 138 var. (D/ interpunzione); Morosini I 7; Fr. 596. 13.29 g.

 

Fonte: http://cfnmassese.jimdo.com/numismatica/araldica-malaspina-e-cybo-malaspina/

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
Ultimi articoli pubblicati:

Web Analytics