VARIA

TUTTI ACCUSANO COLOMBO MA GLI INDIOS NON ERANO SANTI

Tzompantli Tovar      Columbus vs indios      sacrifici

 

Sono in aumento le proposte di rimuovere alcune delle tante statue di Cristoforo Colombo. Senza però sapere chi erano veramente gli indigeni.

16/02/2017 - Emiliano Stella

Colombo non era un filantropo ed i conquistadores spagnoli non sembrano proprio, a 500 anni di distanza dal loro sbarco in Messico, una scolaresca in gita o un pacifico gruppo di boy-scout. Non fraintendete dunque ciò che leggerete, ma allo stesso tempo non credete alle storie che vogliono dipingere le civiltà Maya, Inca e Azteca popolate da “buoni selvaggi”, arretrati sì, ma col cuore d’oro.
A Barcellona “i consiglieri di estrema sinistra vorrebbero abbattere la statua dedicata a Colombo sulle Rablas”, scrive Stefano Magni, mentre a Malibù, negli Usa, un gruppo di studenti universitari è riuscito ad ottenere la rimozione del busto del celebre esploratore genovese. Colpevole, a loro dire, di aver dato il via, inconsapevolmente, ad un atto di pura conquista e sterminio che si sarebbe perpetrato per vari secoli.
Ci vuole tanta ignoranza storica, per dire e credere che gli indigeni che allora popolavano l’America fossero tutti indifesi ed inermi. E che 500 persone, magari munite di armi da fuoco moderne, ne hanno sopraffatte 100mila senza l’aiuto di nessuno.
La verità (e se volete toccarla con mano visivamente vi consigliamo il film “Apocalypto” di Mel Gibson) è che esistevano nell’America precolombiana popolazioni guerriere che sistematicamente ne sottomettevano altre. Ed oltre a schiavizzarle per utilizzarle nei lavori più faticosi ed ingrati, uccidevano i loro appartenenti in riti sacrificali cruenti che si protraevano per giorni.
È lecito pensare che all’arrivo degli europei alcuni popoli abbiano intravisto in loro una speranza di riscossa contro gli oppressori autoctoni. Ed è verosimile che si siano alleati con i nuovi padroni che cancellarono primitivi riti propiziatori che in taluni casi comprendevano anche veri e propri casi di cannibalismo.

Da “L’ultima ribattuta”.

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Pur non condividendo per filo e per segno l'articolo ci pare che nella sostanza colga il segno nello schierarsi contro la vergognosa campagna che sta investendo Colombo e le sue immagini in America.

Ruggero Marino firma

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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