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COSÌ SI PRESENTAVA IL MONDO 16000 ANNI FA NELL’ETÀ GLACIALE

the world ice age borders

Il mondo 16000 anni fa. Una mappa incredibile

Questa incredibile mappa, creata da Martin Vargic, grafico dilettante slovacco, cartografo e disegnatore di mappe online, ci svela come doveva apparire il mondo al culmine dell'ultima era glaciale. Gli ideatori hanno lavorato con i geologi per mappare con precisione le enormi lingue di terra e gli strati di ghiaccio che rendevano il mondo un posto molto diverso.the world ice age by jaysimons d7igy31

"E' la prima mappa di questo tipo su una tale scala e livello di complessità, e rappresenta il nostro pianeta come doveva sembrare durante l'ultimo massimo glaciale dell'ultima era glaciale, nel 14000 a.C.", ha affermato l'autore. "La mappa ha richiesto circa un mese e mezzo per essere completata, ho contattato diversi geologi e climatologi dell'università che mi hanno fornito i dati scientifici necessari sui vari laghi preistorici, le misure del livello del mare, la dimensione effettiva dei ghiacciai, l'idrologia del tardo Pleistocene, il clima e anche le correnti marine nell'anno 14.000 a.C. (alla fine del'ultima era glaciale, circa 2-3 mila anni prima del picco glaciale e successivo massiccio crollo)".

L'ultimo massimo glaciale (Last Glacial Maximum - LGM) si riferisce a quel periodo della storia della Terra, quando i ghiacciai erano al loro massimo spessore e il mare al suo livello più basso. Questo lavoro rappresenta una grande mappa completa e dettagliata del mondo, 2 mappe che mostrano le principali regioni polari settentrionali e meridionali e 2 mini mappe dettagliate che confrontano il clima attuale con quello del massimo glaciale.the world ice age borders Mini mappa del 14000 aCthe world ice age borders Mini mappa del presente

"Ho incluso nella mappa i paesi e le città attuali, per aiutare le persone a capire la geografia del mondo glaciale e confrontarlo con quella presente in maniera più accurata. A causa del massiccio abbassamento del livello del mare (causato dall'accumulo di acqua in enormi strati di ghiaccio), i confini sono stati estesi in base alle zone economiche esclusive e ai confini marittimi ufficiali. Sono rimasto davvero sorpreso di come il clima e la geografia del mondo sia cambiato in soli 16 mila anni (solo una frazione di tempo rispetto alla storia della Terra)".

L'era glaciale del Pleistocene

Durante il Pleistocene, i continenti si trovavano già nelle loro posizioni attuali. A un certo punto durante l'era glaciale, le enormi lastre di ghiaccio coprivano tutto dell'Antartide, gran parte dell'Europa, del Nord e Sud America e piccole aree dell'Asia. In Nord America si allungavano sopra la Groenlandia e il Canada e parti del nord degli Stati Uniti. I resti di ghiacciai dell'era glaciale sono ancora visibili in alcune parti del mondo, tra la Groenlandia e l'Antartide. Nel corso del tempo vi furono grandi movimenti, ci furono circa 20 cicli in cui i ghiacciai avanzavano e si ritraevano, quando si congelavano e scongelavano. I principali effetti della glaciazione sono l'erosione e la deposizione di materiale su gran parte dei continenti, modifica dei sistemi fluviali, la creazione di milioni di laghi, variazioni del livello del mare, lo sviluppo dei laghi pluviali lontano dai margini di ghiaccio, l'aggiustamento isostatico della crosta, e venti anomali. Questo aveva effetti sugli oceani, sulle inondazioni, e sulle comunità biologiche. Gli scienziati hanno individuato quattro fasi o età chiave del Pleistocene: Gelasiano, Calabriano, Ioniano e Tarantiano. Il nome del Pleistocene è la combinazione di due parole greche: Pleistos (che significa "più") e kainos (che significa "nuovo" o "recente"). Fu utilizzato per la prima volta nel 1839 da Sir Charles Lyell, geologo britannico.the world climate change by jaysimons d770uno

Il mondo 16 mila anni fa era in molti modi radicalmente diverso da quello presente; perché grandi quantità di acqua erano concentrate nelle enormi lastre di ghiaccio che coprivano la maggior parte del Nord America e dell'Eurasia occidentale, il livello del mare era di circa 110 metri più basso se confrontato ad oggi. Questo espose enormi ponti di terra, in particolare Beringia, Sundaland e Sahul. L'emisfero nord è stato coperto da due ghiacciai principali; il Wechselian, che copriva la maggior parte dell'Europa settentrionale e la Siberia occidentale, arrivando a sud fino a Berlino, e il complesso Laurentine e Cordilleran, che copriva quasi tutto il Canada e porzioni del nord degli USA. Grandi ghiacciai erano presenti nelle zone montane, soprattutto sull'Himalaya, sulle Montagne Rocciose, sulle Alpi e sulle Ande della Patagonia.L Italia durante lultima glaciazione

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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