MAPPE

LA FLORIDA PRESENTE NELLA PRIMA MAPPA DEL NUOVO MONDO

Juan de la Cosa North up map 1500        Juan de la cosa       Juan de La Cosa conceptual map

 

Mappamondo realizzato da Juan de la Cosa nel 1500. Il Nuovo Mondo è rappresentato nella parte superiore (in verde)

Da WIKIPEDIA

Juan de la Cosa (Santoña, 1460 circa – Yurbacos, 28 febbraio 1510) è stato un navigatore spagnolo. Pilota e cartografo di Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Alonso de Ojeda, Rodrigo de Bastidas e Juan Díaz de Solís viene ricordato per aver redatto il primo mappamondo che mostra le terre del Nuovo Mondo nel 1500.

Viaggi
1492: Fu il pilota di Cristoforo Colombo nel famoso viaggio del 1492. Era il proprietario della nave Santa Maria, che fece naufragio durante la spedizione. Per questa perdita ricevette un indennizzo.
1493: Partecipò come pilota al secondo viaggio di Colombo, era al comando della nave Santa Clara.
1497: Partecipò al viaggio con Amerigo Vespucci del 1497. Il comandante di questa spedizione era probabilmente Juan Díaz de Solís. In questo viaggio i tre esploratori toccarono le terre della penisola della Guajira in Colombia, poi individuarono l'attuale lago di Maracaibo, qui Vespucci notò le palafitte incontrate in riva al lago e disse che sembravano una "Piccola Venezia", che in spagnolo si pronuncia Venezuela. La spedizione proseguì costeggiando le coste centroamericane e rientrò nel Mare Oceano passando tra l'isola di Cuba e la penisola della Florida.
1499: Viaggiò nella spedizione di Alonso de Ojeda e Amerigo Vespucci. Al ritorno da questo viaggio Juan de la Cosa redasse il famoso mappamondo.
1501: Viaggiò con Rodrigo de Bastidas e Vasco Nunez de Balboa. In questo viaggio Juan de la Cosa mappò le attuali coste del territorio colombiano dal Cabo della Vela fino al golfo di Urabá.
1504: Juan de la Cosa fu nominato "Aguacil Mayor de Urabá", e viaggiò nuovamente nel golfo di Urabá, salvò la vita al mercante sivigliano Guerra e come ricompensa per le sue esplorazioni ebbe una forte somma (50000 maravedis) e si diresse nell'isola di Hispaniola dove rimase per due anni.
1509: Ultimo viaggio di Juan de la Cosa. In una spedizione capeggiata da Ojeda, il cantabrico nuovamente fu un abile pilota e cartografo. Alonso de Ojeda non seguì i consigli del cantabrico, e volle fondare un avamposto dove attualmente esiste la città di Cartagena. In quel luogo vi erano feroci indigeni e così gli spagnoli furono sorpresi in una imboscata a Yurbacos (l'attuale Turbaco, non lontano da Cartagena de Indias) dove Juan de la Cosa morì.

Il mappamondo
Nel giugno del 1500 Juan de la Cosa rientrò a Cadice ed elaborò per i Regnanti di Spagna il primo mappamondo nel quale appaiono le terre americane. La mappa fu fatta in modo verticale, ossia l'Occidente corrisponde alla parte superiore e l'Oriente la parte inferiore. Nella parte superiore appare un'effigie di San Cristoforo, ma può essere anche considerata come un ritratto di Cristoforo Colombo; inoltre compare un'iscrizione che dice: «Juan de la Cosa lo fece nell'anno 1500».

 

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Il fattore più sconcertante della mappa di Juan de la Cosa è la presenza dell’intero Golfo del Messico con lo Yucatan e persino la Florida (la terra fiorita) che, per la storia, sarebbe stata “scoperta” un decennio … dopo da Ponce de Leon. Curioso ancora che nel diario di bordo del primo viaggio Colombo la nomini come qualcosa di già conosciuto. In effetti la direzione delle tre caravelle era orientata verso quella destinazione continentale, ma il navigatore fu costretto a cercare un approdo innanzi tempo, a causa della paura e del malumore che serpeggiava fra i suoi marinai. Per calmare i quali Colombo mise a disposizione la sua vita se entro tre giorni non avesse raggiunto una terra. Dopo tre giorni esatti fece “tana”. Come chi conoscesse già tutto.

Altra considerazione interessante è la presenza di un San Cristoforo, di cui il Cristoforo esploratore era evidentemente l’incarnazione. Un gigante che, attraversando l’oceano, avrebbe sbarcato il Bambino nuovo, l’Adamo nuovo, l’uomo nuovo, dopo 40 giorni di navigazione, tanti quanti furono quelli necessari per raggiungere la terra promessa o per la navigazione dell’arca di Noé. La storia di Colombo va tutta letta attraverso il simbolo, per un genio ed un mistico, che si firmava Christo Ferens, portatore di Cristo, proprio come San Cristoforo.

Da rilevare inoltre che al Museo navale di Madrid nella cosiddetta “sala colombiana” Juan de la Cosa l’unico video per il pubblico è dedicato al marinaio spagnolo, che assume così un rilievo quanto meno alla pari, se non superiore, a Cristoforo Colombo. Se quest’ultimo fosse stato spagnolo se ne sarebbero guardati bene!

Ruggero Marino firma

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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