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COSA C’ENTRA COLOMBO CON IL GENOCIDIO IN NORD AMERICA?

mappa delle culture indigene dei nativi americani      mappa delle lingue native delle tribu americane

 

Cmappa delle tribu della nazione indianaon l’età di 10 anni, la maggior parte dei bambini degli Stati Uniti studiano tutti i 50 stati che compongono il paese. Ma secoli fa, la terra che ora porta il nome degli Stati Uniti era molto diversa. Più di 20 milioni di nativi americani dispersi in oltre 1.000 tribù distinte, bande e gruppi etnici popolavano il territorio. Oggi, i nativi americani rappresentano solo l’ 1,5 per cento della popolazione, e gran parte della loro storia è andata persa, in particolare a causa del sistema educativo di oggi che purtroppo trascura la ricca e complessa storia degli Stati Uniti. Qui esaminiamo i fatti relativi ai nativi americani, che dovrebbero essere inclusi in ogni libro di storia.

Tribù
A partire dal gennaio 2016, ci sono 566 tribù legalmente riconosciute di nativi americani negli Stati Uniti, secondo quanto stabilito dal Bureau of Indian Affairs. Prima del contatto con gli europei, c’erano oltre 1.000 tribù, gruppi o clan. Purtroppo, alcuni si sono completamente estinti a seguito di epidemie di malattie o guerre.
Oggi non c’è una sola mappa storica precisa che rispecchi le posizioni delle tribù dei nativi americani nel Nord America in quanto in seguito al contatto post-europeo vi è stata continua trasformazione, in tempi diversi e in aree diverse.
Dal 16 al 19 ° secolo, la popolazione degli indigeni americani è nettamente discesa da circa 20 milioni, a un minimo di 250.000. Oggi, ci sono circa 2,9 milioni di nativi americani nel Nord America.
A partire dal 2000, i più grandi gruppi erano i Navajo, Cherokee, Choctaw, Sioux, Chippewa, Apache, Blackfeet, Iroquois e Pueblo.

Regioni
mappa delle lingue native delle tribu americane dettaglioLe tribù dei nativi americani negli Stati Uniti sono in genere divise in 8 regioni distinte, le tribù mantenevano alcune somiglianze attraverso la cultura, la lingua, la religione,i costumi e la politica.
Northwest Coast – I nativi americani di questa regione non avevano bisogno di coltivare perché piante commestibili e animali erano abbondanti grazie alla terra vicino al mare. Essi sono noti per i loro totem, canoe in grado di contenere fino a 50 persone e le case fatte di tavole di cedro.
California – Oltre 100 tribù di nativi americani un tempo vi vivevano. Pescavano, cacciavano, raccoglievano ghiande che venivano pestate in un cibo saporito.
Il Plateau – I nativi americani dell’altopiano vivevano nella zona tra Cascade Mountains e le Montagne Rocciose. Per proteggersi dal freddo molte case erano costruite in parte sotto terra.
Il Great Basin – Esteso fra Nevada, Utah e Colorado, i nativi americani del Great Basin sopportavano un clima caldo e secco e dovevano lavorare per procurarsi il loro cibo. Sono stati uno degli ultimi gruppi ad aver avuto contatti con gli europei.
Il sud-ovest – i nativi del sud-ovest hanno creato case a più livelli fatte di mattoni di adobe. Molte delle tribù avevano agricoltori qualificati in grado di creare canali di irrigazione. Le tribù più famose includono la nazione Navajo, Apache, e gli indiani Pueblo.
La Piana – Le Great Plains sini gli indiani noti per la caccia ai bisonti, bufali e antilopi che fornivano cibo abbondante. Erano nomadi e vivevano in tepee, si muovevano seguendo costantemente le mandrie.
Nord est – I nativi americani del Nord-Est vivevano in una zona ricca di fiumi e foreste. Alcuni gruppi erano in costantemente in movimento, mentre altri costruivano case permanenti.
Il sud-est – La maggior parte delle tribù dei nativi americani erano contadini qualificati e tendeva a rimanere in un posto. La più grande tribù di nativi americani, i Cherokee, sono vissute nel sud-est.

Le lingue
Si stima che ci sono stati circa mille lingue parlate nelle Americhe prima dell’arrivo degli europei. Oggi, ci sono circa 296 lingue indigene in tutto il Nord America. 269 sono raggruppate in 29 famiglie, mentre le restanti 28 lingue sono isolate o non classificate.
Nessuna delle lingue native del Nord America aveva un sistema di scrittura. Tuttavia, le lingue parlate non erano né primitive né semplici. Molte avevano sistemi grammaticali complessi come quelli del russo e latino.
C’era un enorme varietà tra le lingue. Le persone provenienti da clan o tribù a soli cento miglia di distanza non erano in grado di comunicare fra loro. Le tribù vicine usavano spesso una forma di linguaggio dei segni per comunicare tra loro.
Secondo l’UNESCO, la maggior parte delle lingue indigene del Nord America sono in pericolo di estinzione, e molte sono già estinte. Negli Stati Uniti, la lingua Navajo è la lingua dei nativi americani più diffusa, con più di 200.000 individui nel Sud degli Stati Uniti.
Solo 8 lingue di nativi americani hanno una popolazione abbastanza grande in grado di rappresentare una città di medie dimensioni. Questi sono Navajo, Cree, Ojibwa, Cherokee, Dakota, Apache, Blackfoot e Choctaw. Meno di 20 lingue dei nativi americani negli Stati Uniti dovrebbero sopravvivere altri 100 anni.

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Ogni volta che si parla del genocidio dei nativi americani si parla delle colpe di Cristoforo Colombo. Nella totale ignoranza di come si sono svolti effettivamente i fatti. Quando il navigatore, profondamente cristiano, nonostante e a volte addirittura contro le leggi del suo tempo, che prevedevano lo schiavismo, in avvenimenti e vicende che non vengono mai contestualizzati, fu di gran lunga il migliore di quanti sbarcarono nel nuovo continente dal punto di vista morale. “Buono con i buoni e cattivo con i cattivi” era il suo discrimine, considerando anche i costumi del tempo e il fatto che era un cavaliere e quindi un soldato. Dove i buoni erano gli indios che gli furono sempre amici e cattivi i cannibali. Mentre quasi mai si fa riferimento a quanto accadde nel Nord America, dove Colombo e gli spagnoli non ebbero voce in capitolo.

Ruggero Marino firma

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CHI FURONO I PRIMI ABITATORI DELLE AMERICHE?

mappa abitatori americhe     incisione mammut roccia     Beringia land bridge noaagov

 

12 maggio 2017

La proposta di una traversata oceanica dall'Europa all'America settentrionale, seguendo i bordi della calotta glaciale, è stata formula da Dennis Stanford dell'istituto americano Smithsonian e Bruce Bradley dell’Università inglese di Exeter alla fine degli anni Novanta. A oggi non esistono prove certe per avallare questa ricostruzione

Occupazione del Nuovo mondo, l'ipotesi solutreana
strumenti antichiLa celebre "ipotesi solutreana" suggerisce una traversata dell'Atlantico da parte di alcuni pionieri europei, sbarcati sulla costa orientale dei futuri Stati Uniti, intorno al massimo glaciale: la proposta è stata formulata alla fine degli anni Novanta dall'archeologo Dennis Stanford dell'istituto americano Smithsonian e dal suo collega Bruce Bradley dell’Università inglese di Exeter. A oggi non esistono prove certe per avallare questa ricostruzione. La tesi dei due studiosi parte da un ritrovamento avvenuto nel 1971: in un sito al largo delle coste della Virginia, un territorio che era emerso durante il massimo glaciale, vennero recuperate dalle reti di un peschereccio ossa di mammut e una lama di pietra realizzata con una tecnica simile a quella adottata dalla cultura solutreana, comparsa all'improvviso in Europa occidentale tra i 22 e i 17 mila anni fa. Una volta analizzati, i resti dei mammut hanno evidenziato la data di circa 22 mila anni fa e in mancanza di altre indicazioni si è ritenuto di inquadrare la lama nella stessa epoca. La prima critica mossa dagli scettici è che non esiste modo per stabilire se la lama è contemporanea ai mammut, dal momento che quel tipo di bifacciale è stato prodotto anche in epoche post-Clovis. A ben vedere, questo dubbio potrebbe sorgere per infiniti reperti archeologici di ogni tempo, rinvenuti in tutto il mondo, ma in questo caso l'immediata contestazione si è sollevata soprattutto a causa dei noti apriorismi sull'occupazione del Nuovo mondo.
Secondo un'interpretazione maggioritaria nei decenni scorsi, la cultura Clovis di 13.500 anni fa era la più antica d'America e ancora ai giorni nostri, a dispetto di tanti ritrovamenti più datati (almeno 50 mila anni fa , ma qualcuno dice il doppio), si fa molta fatica a far accettare questa doverosa rivalutazione cronologica, indipendentemente dalla bontà della teoria in esame. strumenti antichi punta Pre Clovis a forma foglia lauroSecondo i due studiosi, i solutreani avrebbero sfruttato il ponte di ghiaccio esteso tra l'Europa, la Groenlandia e l'America del nord. In questo caso non sono mancate le obiezioni sulla reale esistenza in quell'epoca di una lingua ghiacciata in grado di connettere i due continenti. Per la verità, la discussione rappresenta un falso problema: oggi sappiamo che oltre 100 mila anni prima dei solutreani alcuni uomini giunsero a Creta, inevitabilmente navigando, quindi non è poi così indispensabile postulare una lunga camminata sul ghiaccio. Anche le modalità del ritrovamento subacqueo effettuato da “profani” costituiscono un grosso problema: in effetti ci troviamo in presenza di una quasi totale mancanza di documentazione, quantomeno davanti a un resoconto assai impreciso, circostanza che peraltro caratterizza moltissime scoperte americane del secolo scorso. Molti contestano anche che questi primi americani preistorici, al contrario degli uomini del Solutreano europeo, non si cimentavano nell'arte rupestre, il che indicherebbe due culture differenti.
Al momento, la più antica rappresentazione artistica americana è un mammut inciso su un osso, risalente a 13 mila anni fa, l'epoca dei Clovis. Nel corso del tempo, tuttavia, non solo in Virginia, anche in Maryland e Pennsylvania, sono emerse altre tracce pre-Clovis realizzate con una tecnica simile, ma non identica, a quella dei solutreani (specie le punte a forma di foglia di lauro). Cinque anni fa Bradley ha annunciato una nuova campagna di ricerche. Tra le notizie è circolata anche un'informazione molto specifica: la lama di pietra trovata quasi mezzo secolo fa in Virginia sarebbe stata ricavata da una selce di origine francese. Un elemento determinante, ma mai confermato da ulteriori dichiarazioni o dalla divulgazione di analisi, dunque per quanto ne sappiamo da ritenere non provato. Certamente se dovesse emergere una simile evidenza non resterebbe che celebrare l'ipotesi solutreana. Ma come detto, sappiamo che esistono tracce di presenza umana nelle Americhe ben più antiche del periodo solutreano, quindi che l'America fosse popolata prima dei Clovis non può più essere messo in discussione. Il professor Bradley, non a caso, ha parlato anche di reperti risalenti a 19-26 mila anni fa, date che tra l'altro sono più antiche di quelle solutreane d'Europa: paradossalmente, dunque, si dovrebbe propendere per un viaggio dal Nuovo mondo all'Europa e non viceversa, come invece recita la teoria dei due studiosi.
In generale, sembra accertato che la prima occupazione dell'America del nord sia avvenuta attraverso la Beringia. Gli amerindi secondo la genetica hanno avuto origine nell'area dei monti Altai nella Siberia meridionale, oltre 20 mila anni fa. Spesso vengono citati ritrovamenti di antichi scheletri americani dall'aspetto cromagnoide, quindi di ipotetica origine europea: in realtà si tratta di un tipo fisico diffuso in Asia prima della comparsa degli amerindi e dei mongolici, solo somigliante agli uomini che popolavano l'Europa nel Paleolitico superiore, ma con differenze che non possono sfuggire a uno sguardo attento. Questi primi coloni, probabilmente, erano gli antichissimi cacciatori di mammut stanziati in Siberia ovvero i pescatori paleolitici residenti sulle coste estremo-orientali. La cultura preistorica giapponese dei Jomon presenta le stesse caratteristiche fisiche di questi presunti cromagnoidi americani. Secondo alcuni studi, l'improvvisa diffusione della cultura solutreana sulle coste atlantiche europee potrebbe essere dovuta ad arrivi dall'Europa nord-orientale: in questo caso sarebbe spiegata la connessione con le genti siberiane migrate in America attraverso la Beringia (una "fuga" verso il sud Europa e verso l'America libera dai ghiacci, forse causata della recrudescenza del freddo, che ha costretto gli uomini stanziati alle estreme latititudini a cercare aree dal clima più mite). In effetti, sappiamo che dagli Urali all'estrema Siberia si estendeva un'unica cultura di cacciatori devoti alla Dea Madre e a quanto pare "innamorati" della foglia di lauro, dunque non dovrebbe risultare poi così sorprendente la somiglianza tra le culture americane pre-Clovis e i popoli solutreani europei.
G.G.

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¿Y¿Y SI CRISTÓBAL COLÓN FUERA CUBANO?

Cuba statua Colombo        flag Vila De Cuba

 

El descubridor de América tiene un museo en un pueblo del Alentejo portugués, donde se dice que nació
30 ABR 2017

A estas alturas de la historia, la noticia no es dónde nació Cristóbal Colón, sino dónde no nació. Los historiadores serios se empeñan en decir que en la italiana Génova, pero estos son minoría y, a menudo, sin sentido alguno del marketing. Así que en estos siglos la fe de bautismo de Colón o Colombo se ha situado en lugares variopintos, principalmente en España, y más concretamente en Mallorca, Cataluña, Galicia o Extremadura; pero no solo.También algunos prejubilados con mucho tiempo libre han extendido su imaginación hasta el más allá, es decir, a un pueblecito del Alentejo portugués llamado Cuba.
El pueblo no tenía nada destacable hasta que un historiador repentino, Augusto Mascarenhas Barreto (1923-2017), publicó en 1988 El portugués Cristóbal Colón.Según el extraductor y expoeta metido a historiador, Colón no se llamaba Colón, sino Salvador Gonçalves Zarco, hijo bastardo del hermano del rey, y tampoco había nacido donde fuere, sino en la Villa de Cuba, un pueblecito del Alentejo, hoy con 4.700 habitantes y poco más.
La ocurrencia del historiador fue bien recibida en el pueblo, donde existe desde 2011 una escultura del navegante y un museo para dar fe de lo que decía el historiador, "un espacio que, a través de palabras e imágenes, nos transporta al ambiente de la época y nos revela la portugalidad de Colón y de sus ligaciones a la Cuba del Alentejo", se dice en centro.
Los documentos sí avalan que Colón vivió en Portugal, unos nueve años, pero que ya había llegado crecidito y además como agente de una casa comercial genovesa, Centurione. La falta de documentos del protagonista en italiano, y los que hay en castellano con palabras en portugués, han dado pie a las más diversas interpretaciones. Colón, además se casó con una portuguesa, Felipa Moniz, residió en la isla de Madeira y allí nació su primogénito Diego, en 1482.
Dos años después expuso al rey de Portugal, João II, su plan para descubrir una nueva ruta hacia la India; pero como no había dinero buscó financiación en la corte de Castilla. Mascarenhas va más allá y dice que, en realidad, Colón era un espía del rey portugués, en ese caso, el peor espía de la historia pues le dio a la competencia el Nuevo Mundo.
Otro historiador, esta vez profesional, Luís Filipe Thomaz ha publicado en la revista científica de la Universidad de Nova Lisboa Anais de História de Além-mar,un largo artículo para rebatir documentalmente cada una de las tesis de Mascarenhas sobre la cubanidad portuguesa de Colón.
El dislate del presunto historiador ha dado, por lo menos, para que algún turista llegue hasta Cuba, la aldea perdida del interior de Portugal y se eche un selfie con otra escultura de Colón en otro lugar donde se dice que nació.

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Per la verità a noi che indaghiamo da circa 27 anni su Colombo la sua nascita interessa fino ad un certo punto. Fermo restando che crediamo che sia un cittadino genovese di origine greca, probabilmente nato a Chio, che era di proprietà della Superba. Pronti a cambiare idea di fronte a prove inoppugnabili, cosa che probabilmente non potrà avvenire mai perché tutti continueranno a tirare la coperta, sempre corta, dalla loro parte. Ma la nascita, ripetiamo, ha un valore relativo se non quello di un’eterna battaglia d’orgoglio nazionalista e di bandiera. Mentre Cristoforo Colombo fu un uomo universale, il corrispettivo vivente dell’uomo vitruviano di Leonardo.

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A SANTO DOMINGO SOPRAVVIVE LA STORIA (POCO CONOSCIUTA) DI CRISTOFORO COLOMBO JR

Cristoforo Colombo e suo figlio Diego     Alcazar di Santo Domingo      regina Isabella

 

Nell’Alcazar si racconta di Diego, figlio dell’esploratore e viceré delle Indie

DI LUIGI GRASSIA

10/04/2017

SANTO cattedrale Santa Maria Minore Santo DomingoDOMINGO: Credevamo di sapere tutto su Cristoforo Colombo: ha scoperto l’America e poi ha patito l’ingratitudine della Spagna. Ma visitando l’Alcazar di Santo Domingo, cioè il palazzo da cui gli spagnoli governavano il loro impero oltreoceano, abbiamo scoperto la seconda puntata della storia: Diego Colombo, figlio primogenito di Cristoforo, sposò una Grande di Spagna, cugina del re, ripristinò il prestigio perduto della famiglia (Colombo senior a un certo punto era stato addirittura arrestato) e oltre ad acquisire vari titoli nobiliari conquistò anche quello di viceré delle Indie. Per i cultori della materia saranno cose ovvie, ma noi non ne sapevamo nulla e probabilmente questa vicenda non è molto nota in Italia.
L’Alcazar è un palazzo suggestivo non tanto per la sua bellezza (è un edificio dall’architettura molto rigorosa) quanto per la sua aria antica, genuina, senza rifacimenti: non ha subito un restauro barocco, una rivisitazione settecentesca eccetera. È rimasto come doveva essere cinque secoli fa, quando attorno non aveva l’attuale capitale della Repubblica Dominicana, ma un porto di velieri di legno e un villaggio di capanne, con la foresta tropicale che assediava le case.
Molto suggestivi nell’Alcazar i ritratti che restituiscono vita ai personaggi, messi accanto ai mobili e agli oggetti di uso comune; danno l’idea che queste persone siano ancora lì, o che si siano allontanate appena un attimo fa, e fra poco torneranno. I quadri sono ovunque. Nello studio da cui Diego dirigeva il vicereame, dietro alla scrivania, campeggia la grande tela di Cristoforo Colombo con il figlioletto; e poi, visto che lo “sponsor” è sempre stato importante, e lo era anche 500 e più anni fa, ecco al posto d’onore il ritratto di Isabella, la regina che ha messo a disposizione di Colombo le tre famose caravelle.

COME ARRIVARE: Santo Domingo è una meta lontana ma facile da raggiungere perché la Repubblica Dominicana è molto frequentata dagli italiani e ben collegata con il nostro Paese. Nel caso specifico, noi ci siamo arrivati sbarcando dalla nave da crociera Msc Poesia. Dalla località di La Romana dopo un breve tragitto in autobus si gode di una giornata per visitare con calma il centro storico con l’Alcazar e la Cattedrale di Santa Maria Minore.
Lo stesso si può fare con altre crociere o soggiornando in uno dei numerosi villaggi turistici della Repubblica Dominicana che organizzano frequenti escursioni verso la capitale. È prevista anche una sosta alla tomba di Cristoforo Colombo, che però è controversa: quando il corsaro britannico Francis Drake saccheggiò Santo Domingo, le spoglie di Colombo vennero fatte sparire per evirare profanazioni, e in seguito furono ritrovate, ma in duplice copia: una adesso si trova (appunto) a Santo Domingo, presso il Faro di Colombo (una costruzione moderna) e una in Spagna nella Cattedrale di Siviglia. Che le spoglie siano tutte e due originali sembra piuttosto improbabile. Ma ognuna delle due parti è arcisicura di possedere quelle vere e allega prove storiche inoppugnabili. Alle quali ci inchiniamo.

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LA SPAGNA LE TENTA TUTTE PER APPROPRIARSI DI COLOMBO: ORA È GALLEGO

Galicia patria de Cristobal Colon 

 

La teoría del Colón gallego estará presente en el Congreso Internacional del Papel, cuya décimo segunda edición se celebrará el próximo mes de junio en Santa María da Feira, en Portugal. La Asociación Cristóbal Colón Galego ha sido invitado a este simposio en donde se propone inicialmente presentar 5 de los 14 documentos que sirvieron a Celso García de la Riega para elaborar la hipótesis del origen gallego del navegante.
La asociación que defiende esta hipótesis entiende que la invitación es una oportunidad idónea para que "los estudiosos, investigadores y profesionales de la investigación histórica, se acerquen a la realidad que aún se encuentra en muchos archivos, el apellido Colón, y "de Colón" tal y como el navegante figura en las capitulaciones de Santa Fe o en su Mayorazgo, por citar los dos principales documentos, con validez notarial, que llegan hasta nuestros días".
Añade que el simposio constituye un "escaparate mundial" servirá "además de para dar a conocer la teoría gallega, para que en un futuro próximo, puedan aparecer más documentos que relacionen a los Colones con la Península Ibérica, Galicia o Pontevedra".
A propósito de los documentos que presentará en el congreso, recuerda que el año 2013 fueron validados por el Instituto del Patrimonio Histórico de España, dependiente del Ministerio de Cultura. Los resultados de este estudio fueron presentados en el Museo de Pontevedra por la jefa del servicio de Conservación y Restauración de Patrimonio Bibliográfico, Documental y Obra Gráfica, María del Carmen Hidalgo Brinquis.
El congreso se dirige a investigadores de la historia del papel, archiveros, bibliotecarios, conservadores, restauradores de libros y documentos y en general a los interesados en el estudio de los documentos de distintas épocas realizados en soporte papel.
Por otra parte, la Asociación Cristóbal Colón Galego Celso García de la Riega ha anunciado que promueve la grabación de la segunda parte del Documental "Colón Gallego" de mano del realizador pontevedrés Ángel Peláez Poyán, que ya dirigió el primer audiovisual realizado por el tema.
La idea es aprovechar "el efecto mediático que está desencadenando el anuncio de la presentación de los resultados de ADN de los restos de la tumba de Colón de la Catedral de Sevilla, a finales de éste año, según anunció a los medios de comunicación el profesor Lorente de la Universidad de Granada". Todas estas coincidencias y proyectos animan a los directivos de la Asociación Cristóbal Colón Gallego a afirmar que "éste año 2017 será el de Cristóbal Colón español".

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IL POLIGLOTTA SALTERIO DEL FIGLIO FERNANDO DI COLOMBO VA ALL’ASTA

Fernando Colombo                Poliglotta Salterio libro dei Salmi

 

Fernando Colombo, il secondo figlio di Cristoforo, possedeva la prima edizione multilingue del libro dei Salmi. Il poliglotta Salterio fu stampato a Genova dieci anni dopo la morte del padre, nel 1516. Si tratta del secondo libro mai stampato in arabo, a fianco l'originale ebraico e aramaico, oltre al latino e alle traduzioni del testo greco.
"Questa è la copia più incontaminata di questo libro che abbiamo," ha dichiarato David Wachtel, ricercatore presso Kestenbaum, al Times di Israele. Il Poliglotta Salterio rappresenta il progetto di un'edizione poliglotta della Bibbia. In realtà il vescovo genovese Agostino Giustiniani riuscì a dare alla luce soltanto il testo del Salterio, stampato a sue spese nel 1516 a Genova, nell'abitazione di suo fratello Nicolò, dal tipografo Pietro Paolo Porro, chiamato per l'occasione apposta da Torino. Il Salterio, edito col titolo Psalterium Hebraeum, Graecum, Arabicum et Chaldaicum e dedicato al pontefice Leone X, presentava i Salmi in latino, greco, ebraico, aramaico ed arabo. I Salmi costituirono in un certo senso il nucleo iniziale di una primitiva Bibbia poliglotta, ma l'opera voluta dal Giustiniani ebbe un successo molto limitato poiché destinata a letterati o studiosi e non certo a un vasto pubblico. Questa copia è una delle pochissime sopravvissute senza che le pagine siano state tagliate e andrà all’asta il 16 marzo a Kestenbaum & Co. casa d'aste di New York. Appartenne alla ricchissima biblioteca di Fernando Colombo, figlio di Cristoforo, che raccolse forse la più grande collezione del suo tempo, tanto da fare invidia a principi, re e imperatori. A dimostrazione della statura intellettuale della famiglia Colombo.

Il Salterio appartiene a "una collezione privata europea" che la casa d'aste ha rifiutato di rivelare. Tre copie del 1516 del Salterio di Giustiniani sono state vendute sempre all'asta negli ultimi anni per $ 17.500, $ 18.000 e $ 19.200 .

Nelle foto Fernando Colombo e il frontespizio del Poliglotta Salterio del 1516

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PEPPERDINE RIMUOVERÀ STATUA DI CRISTOFORO COLOMBO

Columbus statue Pepperdine University 1        Columbus statue Pepperdine University 2

 

NATHAN RUBBELKE - STAFF REPORTER • 2 FEBBRAIO 2017

La Pepperdine University rimuoverà una statua di Cristoforo Colombo dal suo campus dopo che gli studenti della scuola cristiana del sud della California hanno fatto molteplici richieste in questo senso. Attualmente il monumento si trova sopra l'anfiteatro dell'università, la statua sarà trasferita al campus della Pepperdine a Firenze anche se per ricollocarla ci vorrà del tempo. Il preside ha confermato il trasferimento, ma non ha fornito ulteriori commenti.
La statua, è stata donata all'università nel 1992 da un gruppo che rappresenta il 500 Congresso Columbus, si tratta di "amici italoamericani" dell'Università. Il giornale degli studenti di Pepperdine, La grafica, ha riferito che circa due dozzine di studenti sono scesi a protestare in occasione del Columbus Day lo scorso semestre. Una dichiarazione scritta da parte del gruppo di protesta, "onde contro Columbus," ha affermato che la statua è " una celebrazione di genocidio e oppressione razziale."
In una lista di richieste, i manifestanti hanno chiesto che Colombo venga rimosso "da qualsiasi luogo Università aperta a tutti gli studenti e / o pubblico in generale."

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Non ci stancheremo di segnalare questi episodi di idiozia ed ignoranza congenite che, purtroppo, si stanno verificando con una frequenza allarmante e non solo in America. Il colmo è che questa volta l’iniziativa sia ad opera di un’Università cattolica, dove la bellezza di quattro gatti sbarbatelli, che sicuramente non hanno letto nemmeno una pagina degli scritti di Colombo e della storia in generale, si impancano a giudici osannati persino dalla presidenza dell’ennesima iniziativa-pappagallo contro Colombo. Abbiamo più volte spiegato i perché dell’assurdità di simili iniziative contro un esempio di eroismo cristiano quale è stata la vita del grande genio Cristoforo Colombo.

Ruggero Marino firma

 

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CRISTOFORO COLOMBO NON ERA ITALIANO: STORICO PORTOGHESE DICE DI AVERE LE PROVE

navi Colombo 

 

lettera N anticaew York (New York, Usa), 18 ott. (LaPresse/EFE) - Lo storico portoghese Manuel Rosa, specializzato in studi su Cristoforo Colombo, è tornato a mettere in dubbio il fatto che lo scopritore delle Americhe sia nato in Italia e assicura di avere trovato la prova definitiva. In un nuovo articolo pubblicato dalla Legal History Review dell'università di Quinnipiac, in Connecticut, lo storico assicura che il maggiorasco di Colombo, sul quale si basa la teoria ufficiale secondo la quale Colombo nacque a Genova, era un falso. "L'importanza dell'articolo è che prova che il maggiorasco del 1498 è una falsificazione fatta 90 anni dopo che Colombo morì", ha spiegato a Efe lo storico.
"Ho scoperto che il presunto documento fu contestato già allora dalla giustizia spagnola, che stabilì che questo documento vale quanto un foglio bianco", ha aggiunto, affermando poi: "La storia di Colombo come ce l'hanno raccontata è falsa". Secondo Rosa, questi nuovi elementi su Colombo danno maggiore fondamento alla sua teoria secondo la quale l'uomo inviato dai re cattolici verso l'India non era italiano. "Colombo è nato a Madeira, in Portogallo, ed era in realtà figlio del re polacco Ladislao III, che fuggì a Madeira dopo avere lottato contro i turchi in una battaglia in cui finora molti pensavano che fosse morto", spiega. A Madeira il padre di Colombo avrebbe vissuto con il nome falso di Henrique Alemão.
Manuel Rosa, che nel 2008 ha pubblicato 'Colombo. La storia mai raccontata' in cui già cominciava a smontare la biografia ufficiale di Colombo, si è detto "consapevole" delle critiche che riceve da parte della comunità degli storici. "So che mi considerano qualcuno che vuole riscrivere la storia, ma devono rendersi conto che quello che sembra scritto nella pietra, la versione ufficiale, è falsa", ha detto. Lo specialista assicura nel suo libro che Cristoforo Colombo lavorava in segreto per il Portogallo e non per la Spagna, che con la scoperta dell'America voleva allontanare dai ricchi mercati dell'Asia. A suo parere, il vero Colombo non era un plebeo italiano agli ordini della monarchia spagnola ma un uomo di fiducia della monarchia del Portogallo, che ben sapeva dall'inizio che non andava in India ma in America. Parlando con Efe, Rosa si è detto fiducioso che "quando il libro sarà pubblicato in inglese - finora è solo possibile trovarlo in portoghese, spagnolo, lituano e polacco - tutta la storia di Colombo come la conosciamo crollerà".

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Pur non condividendo le tesi di Manuel Rosa circa l’origine e alcuni aspetti fondamentali della vita di Colombo varrà la pena di segnalare che anche in questo caso si avanzano dubbi circa la autenticità del maggiorasco di Colombo. Oltre al fatto che la storia del navigatore, che sapeva di andare in America e non in Asia, corrisponde alla verità. Per finire con il rifiuto dei presunti natali plebei. Tutti i punti sui quali concordiamo e che pubblicizziamo dal 1990.

Ruggero Marino firma

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ANCHE LO YOGA SEMBRA AVERE UN RETAGGIO COMUNE

yoga 

 

Una grafica realizzata da Enrico Baccarini in cui si comprende l'antichità e la vastità del vero (non quello ipercommercializzato in Occidente) Yoga. A destra il sigillo che raffigura Rudra/Shiva scoperto a Mohenjo Daro e risalente almeno al 3000 a.C., al centro il dio celtico Cernunnos (circa 300 a.C.) e destra una foto degli anni '30 con il maestro Krishnamacharya. Tutti e tre sono nella posizione definita Mulabandhasana, tra le più difficili che questa disciplina conosca e non raggiungibile da tutti i praticanti. Lo yoga secondo i sapienti indiani avrebbe più di 6000 anni!!!!!
Retaggio di una cultura passata?

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PRESTO IN PIEDI LA STATUA DI COLOMBO A BUENOS AIRES?

Cristobal Colon statua Buenos Aires         Cristobal Colon statua Buenos Aires manifestazione italiani

 

A SINISTRA LA GABBIA CHE IMPRIGIONA LA STATUA DI COLOMBO. A DESTRA UNA MANIFESTAZIONE DI ITALIANI CHE RIVENDICANO IL RITORNO DEL MONUMENTO AL NAVIGATORE.

 

Sembra che sia imminente l’avvio dei lavori di assemblaggio del monumento a Cristoforo Colombo di fronte al “rio de la Plata”, dove i quasi trecento pezzi che compongono la grande opera di Arnaldo Zocchi attendono da un anno e mezzo che “Colombo sia rimesso in piedi”.
Secondo il quotidiano La Nación, notizia rilanciata anche da Tribuna Italiana, dalla segreteria generale della Presidenza argentina confermano l’imminenza dell’avvio dei lavori e in questo coincidono anche altre fonti che hanno seguito le vicende del monumento fin dal momento in cui Cristina Fernandez de Kirchner decise di toglierlo dalla piazza dietro alla Casa Rosada. Speriamo che questa sia la volta buona.

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PREVEMOS DESCUBRIR EN 2017 EL LUGAR DONDE NACIÓ COLÓN

immagine sbarco scoperta America           calendario Colombo 1892

 

A sinistra un’immagine dello sbarco di Colombo a destra il calendario fatto nel 1892 nella ricorrenza del quattrocentenario della “scoperta”. E’ sempre ritratto come un cavaliere.

 

Jaén 27/11/2016

 

El catedrático de medicina legal y forense José Antonio Lorente prevé que el laboratorio de identificación genética de la Universidad de Granada que dirige consiga en 2017 precisar el lugar de nacimiento de Cristóbal Colón. La documentación histórica y el análisis de las muestras de ADN de coetáneos del descubridor de América determinarán su cuna, que se disputan genoveses, catalanes, mallorquines y portugueses.

Con los datos con los que cuenta actualmente ¿tiene una idea aproximada del origen de Cristóbal Colón?
Ahora mismo están todas las posibilidades abiertas, pero estoy convencido de que pronto sabremos en qué lugar nació. Los avances en materia de identificación genética son tan grandes que es previsible que en 2017 nuestro equipo tenga la respuesta.
¿Cómo llegarán a ella?
Sabemos que los restos de Sevilla son de Cristóbal Colón. También tenemos los de su hijo. Es un buen punto de partida. Ahora debemos analizar los de supuestos familiares suyos coetáneos y confrontar el resultado con la documentación histórica de la que disponemos. Nuestro trabajo consiste en armar un puzzle a partir de los datos históricos y de la comparativa de las muestras.
¿Qué lugares se disputan su nacimiento?
La corriente mayoritaria asegura que es genovés. También hay quien defiende la tesis de que es hijo de Carlos, Príncipe de Viana. Otros aseguran que es catalán y están los que consideran que nació en Portugal. Objetivamente, puede haber nacido en cualquiera de esos lugares.
Además de Colón, ¿en la identificación de qué otros personajes históricos trabajan?
En la de Simón Bolívar y en la de Leonardo da Vinci. También en la del príncipe de Viana, cuyos restos no están identificados plenamente porque el lugar donde fue enterrado, el monasterio de Poblet, fue saqueado en dos ocasiones: durante la desamortización y durante la invasión napoleónica.
También hay controversia sobre la identificación de los restos de Cervantes encontrados en un convento de Madrid. ¿No puede analizarlos su equipo?
Es muy complicado porque no hay ADN de familiares de su época para cotejarlo.
¿Es su labor tan apasionante como parece? Usted asegura que la serie de televisión CSI refleja muy bien el trabajo de los investigadores forenses.
Sí, es cierto, aunque tengo que hacer dos puntualizaciones: los casos no ser resuelven tan rápido ni se resuelven siempre con tanta eficacia.

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AVANZA LA GIGANTESCA CONSTRUCCIÓN DE COLÓN A PORTO RICO

Porto Rico monumento Colon 2

 

Finalmente una buona notizia per le statue e i monumenti a Cristoforo Colombo. A Portorico sta per concludersi una gigantesca opera in omaggio al navigatore. Da ricordare che l’isola fu quella dove approdò nel secondo viaggio. La battezzò San Giovanni Battista da cui la capitale Sant Juan. Certamente in ricordo di Giovanni Battista Cybo, il pontefice che aveva finanziato la spedizione e legato all’Ammiraglio da uno stretto vincolo di sangue.

 

En enero en la ciudad puertorriqueña de Arecibo se inaugurará el monumento “Nacimiento de un Nuevo Mundo”, de Zurab Tsereteli. RBTH relata los puntos más importantes de la escultura.

21 de noviembre de 2016 - ANNA POPOVA, PARA RBTH

Porto Rico monumento Colon 1Si bien la presentación al público del monumento a Cristóbal Colón tendrá que esperar aún varios meses, la historia de su creación se remonta a mucho tiempo atrás. El monumento se planteó para el 500º aniversario del la llegada de los occidentales al continente americano.
Zurab Tsereteli propuso que se creara no uno, sino dos monumentos. El primero, el “Nacimiento de un Nuevo Mundo”, se inauguró ante la presencia del entonces rey de España, Juan Carlos I, en 1995 en Sevilla, lugar de donde partió la flotilla de Colón. El segundo se planeaba situar al otro lado del Atlántico. Al final se decidió que se ubicaría en Puerto Rico.
“La escultura 'Nacimiento de un Nuevo Mundo' supone un complemento conceptual para la obra 'Nacimiento del hombre nuevo'— relata el director ejecutivo del Museo Ruso de Arte Contemporáneo, Vasili Tsereteli —. La imagen de Cristóbal Colón plasma a un descubridor que aspira a lo nuevo, a lo aún inexplorado, y que intenta saciar su sed de conocimiento. A día de hoy la escultura se ha convertido en el nuevo símbolo de Puerto Rico”.
Varias naciones expresaron su deseo de erigir un monumento, pero pocas podían permitirse el gasto financiero que conlleva el proyecto: el transporte de la escultura, su instalación. Según Vasili Tsereteli, Zurab estuvo de acuerdo en ubicar el monumento en Puerto Rico debido a que fue precisamente el lugar en el que desembarcó Colón en 1493, durante su segundo viaje.
Porto Rico monumento Colon 3Estuvo de acuerdo con su compañero de proyecto, el empresario puertorriqueño José González, con la idea de rodear el monumento con un parque ecológico donde se muestre tanto la historia de la isla como su flora, tanto antes como después de la llegada de Colón. El parque contará con un complejo educativo de cuevas indias.
El monumento se erige en la ciudad de Arecibo, en una parcela de tierra costera cedida gratuitamente. La escultura está compuesta por un barco manejado al timón por Colón. La altura del monumento es de 126 metros (solo la figura de Colón mide 25 metros). Para tener una idea, la Estatua de la Libertad mide 94 metros, y la de Cristo Redentor ubicada en Río de Janeiro, 38.
“La altura y dimensiones del monumento están condicionadas por el proyecto y el paisaje que va a rodear al monumento —aclara Vasili Tsereteli—. Zurab siempre proyecta el monumento según el espacio donde este va a ubicarse, y esta vez el escultor era perfectamente consciente del lugar donde quería erigirlo. La demora para decidir dónde iba a levantarse la estatua en parte estuvo relacionada con la búsqueda de una ubicación conveniente. Se puede afirmar que Arecibo alberga el paisaje idóneo para el monumento”.
En los años que precedieron la colocación del monumento, se dijo que el Colón de Puerto Rico y la escultura de Pedro I en Moscú eran muy similares. Sin embargo, eso es cierto. “No solo se diferencian por el tamaño, hay más de 20 de separación entre la creación de uno y otro —explica Vasili Tsereteli—. Los modelos de ambos monumentos se encuentran en la Galería de Arte de Zurab Tsereteli en Moscú. Todo el que lo desee, puede ir a verlos y comparar. No tienen nada en común, ni en la representación ni en la concepción. Los monumentos están hechos de diferentes materiales, lo representa una enorme diferencia en su aspecto”.

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CONTINUANO LE OFFESE DEGLI IDIOTI AI MONUMENTI A COLOMBO

Chicago Arrigo Park Columbus statue 1     Chicago Arrigo Park Columbus statue 2     Buffalo Columbus Park statue     Saint Luis Grove Park Columbus statue     Middletown Harbor Park Columbus statue

 

Ormai l’ignoranza in America è diventato un vero e proprio sport nazionale, come avevamo facilmente pronosticato. Infatti i vandalismi alle statue e ai monumenti di Colombo non fanno che ripetersi da nord a sud. Coinvolgendo ora località come Chicago, Buffalo, Saint Luis e Middletown. Graffiti, scritte, vernici preferibilmente rosse oltre alle solite frasi offensive si propagano come un virus all’indirizzo del navigatore, impossibilitato a difendersi da queste pavide aggressioni alla verità storica. Nessuno difatti dei vandali avrà letto una riga delle carte di Colombo dalle quali trapela una figura molto lontana da quella che ci hanno tramandato. Ed un eroe della fede che, lo ripetiamo, due papi del calibro di Pio IX e Leone XIII, hanno cercato di fare santo. Senza contare che senza l’arrivo di Colombo l’America sarebbe stata conquistata dai cinesi o dai musulmani. Forse gli idioti di queste Americhe se lo sarebbero meritato.

Articoli originali in inglese:

- Chicago: www.dnainfo.com/chicago/20161109/little-italy/anti-trump-graffiti-spray-painted-on-124-year-old-bronze-columbus-statue
- Buffalo: www.dailypublic.com/articles/09162015/confederate-flags-fall-columbus-statues-stand-tall
- Saint Luis: http://fox2now.com/2016/10/10/columbus-statue-vandalized-with-red-paint-in-tower-grove-park/
- Middletown: www.middletownpress.com/article/MI/20161019/NEWS/161019534

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UN COLOMBO NERO: SFREGI ALLE STATUE DI HAMILTON E RICHMOND

Colombo statua Hamilton 1      Colombo statua Hamilton 2      Colombo statua Hamilton 3

 

HAMILTON - Una statua 7 piedi di Cristoforo Colombo che si trova di fronte all'American Heritage Center italiano su Liberty Street è stato deturpato questo fine settimana. Il volto di Colombo è stato dipinto di nero, sul suo petto è stato scritto il numero 13 e sul terreno è stato scarabocchiato "Fu" davanti al piedistallo. John Scarpati Sr., il presidente del Mercer County italiana americana Festival Association, ha detto che non comprende il motivo per cui qualcuno dovrebbe danneggiare la statua.
"Chi ha fatto questo per spruzzare di nero il viso e imprimere il numero 13 - Non so cosa volesse dire".L'edificio è la sede del Mercer County italiano Festival americano che si tiene ogni anno ogni anno a partire dal 2000. L’associazione ha investito 18.000 dollari per poter mettere la statua grazie ad una raccolta fondi di due anni. La statua è stata scolpita a Long Island, New York, e presentata lo scorso ottobre nel corso di una cerimonia pubblica.
Stevens ha detto la polizia sta anche esaminando il numero 13. Ha detto che è a conoscenza di una banda, conosciuta come MS-13, ma non ci sono prove di un collegamento.

Notizia originale: http://www.nj.com/mercer/index.ssf/2015/07/police_investigating_graffiti_on_statue_at_italian.html

 

 decorazione

 

Colombo statua Richmond 1     Colombo statua Richmond 2     Colombo statua Richmond 3

 

 Police: Christopher Columbus statue in Byrd Park vandalized

 

RICHMOND, Va. (WRIC) — A statue honoring Christopher Columbus in Richmond’s Byrd Park was vandalized on Columbus Day. The second Monday in October is Columbus Day, which is recognized in the Commonwealth and across the nation. Richmond Police tell 8News that the statue was vandalized with graffiti either late Monday night or early Tuesday morning. The statue had “the original lies” and “genocide” spray painted on it. The vandalism could be considered a felony if the damage to the statue costs more than $1,000. The Department of Public Works is responsible for cleaning up the statue.

Notizia originale: http://www.nj.com/mercer/index.ssf/2015/07/police_investigating_graffiti_on_statue_at_italian.html

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A DETROIT CRISTOFORO COLOMBO CON UN’ACCETTA IN FRONTE

Colomb monument Detroit 1       Colomb monument Detroit 2

 

This Christopher Columbus statue has a new feature, a bloody hatchet to the forehead.

The Indipendent

The statue was a gift to the city from 'The Italians of Detroit' back in 1910. Someone has vandalized Detroit’s statue of Christopher Columbus. reports that the statue, sitting downtown at Jefferson and Randolph, now features a hatchet with blood pouring down its frame.While Columbus Day is still observed as a federal holiday in many US states, cities across the nation are ditching the holiday that seemingly endorses the terror Columbus and his crew brought upon Native Americans. (Children sex slaves, smallpox, rape, murder, and genocide of millions of indigenous peoples, to name a few.)The statue was a gift to the city from “The Italians of Detroit” back in 1910. The statue's plaques read: "great son of Italy" who "discovered America," the Detroit Free Press.

fonte: www.independent.co.uk/news/world/americas/detroits-christopher-columbus-statue-vandalised-with-hatchet-on-columbus-day-a6691616.html

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Purtroppo lo sport idiota ed ignorante (nel senso soprattutto di non conoscenza) contro Cristoforo Colombo e la sua memoria in America continua. Probabilmente ad opera di piccoli circoli di sprovveduti e vandali in cerca di risonanza. Ora a Detroit addirittura, oltre alla solita vernice rossa, persino una scure conficcata nella fronte del navigatore. Ricordiamo ancora che due papi come Leone XIII e in precedenza Pio IX hanno tentato di fare santo il navigatore contro ogni regola, visto che non esistevano più testimoni viventi. E aggiungiamo che al ritorno da un viaggio, a causa di una bonaccia senza fine, il cibo a bordo cominciò a scarseggiare. Gli spagnoli pensarono bene di gettare o mare o di mangiare addirittura gli indios che erano con loro per avere meno bocche da sfamare. Mettendo a repentaglio la sua persona Colombo si oppose e riuscì a raggiungere terra con tutti quelli che trasportava.

Ruggero Marino firma

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IN NOME DELLA STORIA RESTAURATO A LIMA IN PERÙ IL MONUMENTO A COLOMBO

monumento Colombo Lima Peru 1        monumento Colombo Lima Peru 2

 

Vladimir Velásquez, director del proyecto Lima Antigua, denunció a través de su cuenta de Facebook el hecho que atenta contra el patrimonio cultural.

Vándalos aún no identificados dañaron el monumento a Cristóbal Colón ubicado en la avenida Paseo Colón, en el Cercado de Lima. Así lo dio a conocer – a través de una foto – Vladimir Velásquez, director del proyecto Lima Antigua. “¡La denunca acabar! Otro atentado más contra el monumento a Cristobal Colón, uno de los más antiguos de Lima (año 1860 aprox.) Las fotos son de hoy viernes. ¡Alerta Autoridades!”, publicó Velásquez el último viernes.
De acuerdo con el historiador Juan Luis Orrego, esta escultura fue inaugurada el 3 de agosto de 1860, y su autor fue el escultor italiano Salvatore Revelli. En su blog Rumbo al Bicentenario, Orrego Penagos explica que en un principio se “dispuso su colocación en el óvalo de la Alameda de Acho y el traslado de la pila que allí existía a la plazuela de Guadalupe”.
A comienzos del siglo XX, la Municipalidad de Lima dispuso trasladarla al Paseo 9 de Diciembre (hoy Paseo Colón), donde primero se ubicó casi donde hoy está el monumento a Grau y luego algunos metros más en dirección a la Plaza Bolognesi, donde se encuentra en la actualidad”.
Cabe señalar que en mayo de este año, la Municipalidad de Limarealizó trabajos de recuperación en la Alameda del Paseo Colón. Entre las labores que realizó el personal estuvo la remoción de pintura verde que había sido lanzada sobre la escultura de Cristobal Colón y los grafitis sobre las base y el pedestal del mismo.

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PREVEDIBILE EPIDEMIA (BALTIMORA BUFFALO) DELLE MADRI DEGLI IDIOTI SEMPRE INCINTA

Christopher Columbus statue Williamsville Buffalo      Baltimore Columbus Day

 

Baltimore City Council to consider changing Columbus Day to Indigenous Peoples Day

by Luke Broadwater - "The Baltimore Sun" - 20/10/2016

Baltimore City Councilman proposes changing name of Columbus Day: "We shouldn't celebrate terrorists."

The Baltimore City Council is considering a bill that would change the name of Columbus Day to Indigenous Peoples Day within the city limits. City Councilman Brandon Scott introduced the legislation Thursday after students at City Neighbors High School suggested it. "We shouldn't celebrate terrorists," Scott said of the bill's purpose. "That's what celebrating Christopher Columbus does. Very rarely do we have a chance to correct the wrongs of history. This is about Christopher Columbus. This is not anything against Italian-Americans." Columbus Day is celebrated the second Monday of each October. Scott's bill says renaming the day to Indigenous Peoples Day would honor "the many peoples inhabiting North America before its colonization by European settlers." Scott said the bill would change the name of the holiday on all official city communications and publications. Christopher Columbus was an Italian explorer who in 1492 landed on an island in the Bahamas. He later explored other Caribbean islands and Central America, but never reached the land today known as the United States of America. Columbus has been accused by several historians of initiating the transatlantic slave trade and committing violence against people native to the lands he explored.

Fonte: www.baltimoresun.com/news/maryland/baltimore-city/politics/bs-md-ci-columbus-day-20161020-story.html

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Williamsville schools may replace Columbus Day with Indigenous Peoples Day

By Barbara O'Brien - "The Buffalo News"- 20/10/2016

The largest suburban district in Western New York, with about 10,000 students, would follow several smaller districts and communities in designating the day to recognize the history and culture of Native Americans. Board President Toni Vazquez made the suggestion at the end of Tuesday's meeting, and the board will discuss it at its next meeting, Dec. 13. She said she had seen a presentation put together by students at Niagara Wheatfield School District, which this year changed the holiday known as Columbus Day to Indigenous Peoples Day. "I also think it would be a good idea," she said. In Niagara Wheatfield, 7 percent of the student body is Native American. In Williamsville, the number of native students is a sliver of the enrollment, and stood at 29 students in the 2014-15 school year, according to the state figures. The Town of Newstead, Village of Akron and Town of Lewiston declared Indigenous Peoples Day last year. Board Member Teresa Anne Leatherbarrow said she supports the idea, but said there needs to be education about the issue. She said she had a conversation recently with a family member who wanted to know why there is not the emphasis on the Nina, Pinta and Santa Maria – the ships that Christopher Columbus sailed – there once was. "Don’t you know about Christopher Columbus, don’t you know the atrocities?" she replied. "There’s a lot of people who don’t know. I think it is an education issue that needs to be shared. It can be part of this discussion." "We don’t know because we weren’t taught. Our generation and generations before weren’t taught," Vazquez said. "He did not discover America, because indigenous people were already here." President Franklin D. Roosevelt proclaimed Columbus Day a national holiday in 1937, but it was Buffalonian Mariano A. Lucca, a crusader for Columbus, who is credited with Columbus Day being designated as an official Monday federal holiday in 1971. Board members unanimously agreed to talk about the proposal at their next meeting, although several suggested starting the conversation then, but taking more time to involve parents, students and members of the community in the discussion. "We certainly would want community and stakeholder involvement. Maybe we can put some sort of plan together at the next meeting and see where we want to go with it," Board Member Ronald S. Shubert said.

Fonte: http://buffalonews.com/2016/10/19/williamsville-school-board-considers-indigenous-peoples-day/

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ANCHE A BADALONA IN SPAGNA LA MADRE DEGLI IDIOTI È SEMPRE INCINTA

Cristoforo Colombo con Indios

 

Anche oggi, nell'anniversario della scoperta dell'America, c'è chi contesta la memoria del navigatore genovese e della giornata che ne celebra l'impresa più celebre. II comune catalano di Badalona, duecentomila anime nel nord-est della Spagna, ha cancellato tutte le celebrazioni per la giornata di oggi perché si tratterebbe di una festa che commemora "il genocidio e l'occupazione dell'America, con connotazioni franchiste". L'amministrazione anti-capitalista della città, a partire dal sindaco Dolores Sabater, ha così permesso agli impiegati comunali di recarsi al lavoro, proponendo in alternativa un giorno di vacanza per il 9 dicembre, anniversario dell'instaurazione della Seconda Repubblica spagnola. In Spagna il 12 ottobre coincide anche con il giorno delle Forze Armate e viene festeggiato in tutto il Paese con parate militari e celebrazioni di ogni sorta. Appena pochi giorni fa il consiglio comunale di Barcellona aveva respinto di misura la proposta di rimuovere la celeberrima statua di Colombo dall'estremità più vicina al mare della Rambla. Anche in quel caso, argomentarono gli anti-capitalisti, si volevano cancellare le tracce di un passato imperialista e violento.

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È il colmo. Che la Spagna, responsabile prima del genocidio nelle Americhe, accusi dei crimini operati dai suoi hidalgos e dai suoi colonizzatori, Cristoforo Colombo, che fu messo persino in catene accusato di difendere i nativi contro i nobili spagnoli, è un’ulteriore misfatto che offende la memoria storica e la verità. Purtroppo simili rivendicazioni sono frutto, come abbiamo avuto più volte modo di dire, della più profonda ignoranza, tipica di certa sinistra estrema, che si riempie la bocca di slogan ripetuti a pappagallo. E del populismo più becero. Basterebbe leggere le poche righe scritte da Colombo nei confronti degli indios al loro apparire per comprendere di come il sindaco o la sindachessa Dolores Sabater sia solo l’ennesimo esempio della madre degli idioti sempre incinta. Ma leggere è troppo faticoso per chi non ha mai studiato gli argomenti di cui si vorrebbe ergere a giudice. Finché ne avremo la forza non ci stancheremo di ripeterlo.

Ruggero Marino firma

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CHRISTOPHER COLUMBUS MEMORIAL IN SAGINAW VANDALIZED WITH RED PAINT

Saginaw Colombo monument 1     Saginaw Colombo monument 2     Saginaw Colombo monument 3

 

SAGINAW, MICHIGAN — A Christopher Columbus memorial that stands in front of Saginaw County's government offices was covered in red paint on the annual holiday honoring the explorer.Workers arrived at the Saginaw County Governmental Center on the morning of Monday, Oct. 10, to find the paint splashed on the front of the monument, which stands in between benches near the steps leading up the building doors. Oct. 10 was the second Monday in October and, thus, was the day that the United States this year observed Columbus Day, which celebrates the anniversary of Columbus arriving in the Americas on Oct. 12, 1492.
Saginaw County Sheriff's Lt. Mike Gomez said investigators will review video surveillance to determine a possible suspect and exactly when the vandalism occurred. Investigators believe somebody vandalized the memorial sometime overnight because the paint was relatively fresh when workers arrived later in the morning, authorities said. Several red footprints that lead away from the memorial are evident in the immediate area, as is at least one footprint on a step leading away from the building toward Court Street. By noon Monday, county maintenance workers had washed the paint off the memorial.
Columbus was an Italian explorer whose four voyages across the Atlantic Ocean were funded by Spain. The Saginaw Lodge of the Order Sons of Italy placed the memorial in front of the Saginaw County building in September 1991.

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L’ULTRASINISTRA CATALANA: “VIA LA STATUA DI COLOMBO A BARCELLONA, È UN GENOCIDA”

monumento Barcellona Colombo 1     monumento Barcellona Colombo 3     monumento Barcellona Colombo 2

Confessiamo che con autentico disgusto registriamo questa ennesima offesa alla memoria di Cristoforo Colombo. Passi quando queste notizie arrivano dalle Americhe, ma che attecchiscano in Europa è sinceramente disarmante. Perché le motivazioni sono frutto della più crassa ignoranza, che a quanto pare alberga nella sinistra velleitaria e sprovveduta dei due mondi. Tanto più che vengono dai catalani, ovvero da quanti a loro volta rivendicano di essere la patria di Colombo. In questo senso le parole dei consiglieri (? bisognosi di consiglio) della Cup sono la migliore smentita circa i presunti natali di Colombo. Se fosse stato veramente catalano non avrebbero mai osato. Sarebbe anche il caso che gli untori dell’ultima ora imparassero almeno i rudimenti della storia e incominciassero a contestualizzare gli avvenimenti. Ricordando che lo schiavismo è in auge ancora oggi e che a quel tempo, purtroppo, non costituiva reato. Senza contare che fra le tante accuse mosse dagli spagnoli a Colombo c’erano quelle che il viceré delle Indie difendesse gli indios contro la prepotenza e la violenza degli “hidalgos”. Ma il discorso sarebbe lungo. Forse basterebbe studiare le parole di Pio IX e di Leone XIII, che tentarono di fare santo Colombo. Con buona pace delle idiozie dei consiglieri della Cup.

Ruggero Marino firma

 

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LA PRIMA RAFFIGURAZIONE DI NATIVI AMERICANI IN UN QUADRO DEL PINTURICCHIO IN VATICANO

Pinturicchio La Resurrezione di Cristo nativi americani           Pinturicchio La Resurrezione di Cristo

Il ritrovamento è straordinario. Il Direttore dei Musei Vaticani, lo storico dell’arte Antonio Paolucci, afferma di aver trovato quelle che potrebbero essere in assoluto le prime immagini degli indios americani, in un affresco che fu dipinto due anni dopo il primo viaggio di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Si tratta di uno schizzo raffigurante un gruppo di uomini nudi, che sembrano intenti a danzare, apparso durante il restauro dell’affresco la Resurrezione di Cristo dell’artista rinascimentale Andrea Pinturicchio, dipinto in una delle numerose sale che lui stesso decorò per il Papa spagnolo Alessandro VI.

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ARGENTINA: ITALIANI SUL PIEDE DI GUERRA, LA STATUA DI COLOMBO NON SI TOCCA...

Lygur          Cristoforo Colombo Columbus day skeleton

di GIOVANNI TROTTA

sabato 20 aprile 2013

A Buenos Aires è scoppiato il “caso Cristoforo Colombo”. Un monumento del grande navigatore genovese donato dalla collettività italiana in Argentina nel 1921 per il primo anniversario della Rivoluzione di Maggio, potrebbe infatti essere spostato dalla piazza davanti alla Casa Rosada, che è chiamata piazza Colon, dove si trova ormai da molti anni, e portato nella città portuale di Mar del Plata. L’iniziativa è partita dal governo della presidente Cristina Fernandez de Kirchner. La comunità italiana respinge la proposta, dichiarandosi anzi offesa per «l’oltraggioso» trasloco. Il progetto promosso dal governo è stata subito respinto da diversi media e organismi della comunità, e del disappunto si é fatto interprete l’ambasciatore Guido La Tella nei suoi contatti con le autorità locali. Per poter essere esecutiva, l’iniziativa deve avere il via libera del sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri: «Per portare il monumento in un altro spazio pubblico, c’é bisogno di una nostra pronuncia», precisa infatti l’assessore all’Ambiente di Baires Diego Santilli. Martedì prossimo è in programma una manifestazione organizzata dal Comites di Buenos Aires proprio nella “plaza Colon” alle spalle della Casa Rosada. L’obiettivo è «salvare il nostro monumento», afferma il quotidiano Tribuna Italiana. Fra le altre iniziative contro il progetto, ci sono poi i ricorsi presentati alla magistratura da uno studio di avvocati di origine italiana. Tra l’altro, si calcola che 25 dei 40 milioni di abitanti del Paese hanno almeno un antenato italiano. Il monumento è opera dello scultore fiorentino Arnaldo Zocchi. Dal 2007, l’intera piazza è circondata da un’inferriata che ne impedisce la circolazione per ragioni – afferma sempre il governo – di sicurezza, decisione anche questa che subito era stata accolta con proteste. Secondo il progetto, al posto del monumento (alto sei metri, dal peso di 38 tonnellate, in marmo di Carrara), al centro della piazza che si chiamerà “dei popoli originari”, verrà collocata una statua in omaggio a Juana Azarduy, donna simbolo dell’indipendenza della Bolivia, che ha combattuto anche con il generale argentino Manuel Belgrano. La donna è stata nominata post mortem dalla Kirchner generale dell’esercito argentino. «Colombo non è un invasore, è lo scopritore dell’America», dice da parte sua Tullio Zembo, ex giornalista, ovviamente italo-argentino, di L’Italiano, che riassume lo stato d’animo della comunità italiana di Buenos Aires: un rifiuto assoluto di trasferire monumento. Spiega ancora il giornalista: «La figura di Colombo è simbolica per gli emigranti italiani in tutto il mondo: la comunità di New York, per esempio, tiene ogni 12 ottobre la parata del Columbus day. In Argentina ci sono circa un milione di italo-argentini, ossia con la doppia nazionalità. Nel frattempo, Marco Busti, proprietario della rivista Tribuna Italiana , ha dichiarato: «Le associazioni della comunità hanno scritto al Segretario generale della Presidenza Oscar Parrilli, ma non ha avuto risposta». Intanto, l’addetto culturale dell’ambasciata di Argentina in Bolivia, Daniel Ricardo Beltramo, ha confermato che il presidente ha ordinato il cambio di monumenti. Addirittura sarebbero stati anche chiesti preventivi per il trasloco, il che pone qualche difficoltà, perché il monumento è alto sei metri e pesa 38 tonnellate… Probabilmente la decisione della Kirchner è legata sia a un nazionalismo continentale risorgente, sia al fatto che la seconda ondata migratoria nel Paese latino americano è formata proprio da boliviani, che forse si intende omaggiare con il monumento all’eroina.

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L’IGNORANZA DI CHÁVEZ HA ISPIRATO L’IGNORANZA DELLA KIRCHNER

Cristobal Colon statua Argentina 7         Hugo Chavez

Cristobal Colon statua Argentina 6

Sembra che l’ispiratore del trasferimento della statua di Cristoforo Colombo a Buenos Aires sia stato lo scomparso Hugo Chávez, caudillo venezuelano ubriaco di slogan di sinistra, il quale, dall’alto della sua abissale ignoranza e ignorando la minima contestualizzazione storica, durante una visita alla Casa Rosada in Argentina, guardando dal terrazzo, avrebbe detto alla Kirchner: “Cómo tienes ahí la estatua de un genocida?”. La Presidenta avrebbe quindi deciso di sostituire il monumento del “genocida” con uno nuovo in onore dell’eroina boliviana Juana Azurduy, simbolo dell’indipendenza dalla Spagna. Non si accettava insomma che la nazione fosse rappresentata, proprio dietro il palazzo presidenziale e in bella vista, dal colonizzatore per eccellenza, colui che, con la sua “scoperta”, avrebbe, secondo una leggenda nera, determinato le stragi delle popolazioni native. Eppure Colombo parlava in maniera ammirata degli “indios” e aggiungeva che si sarebbero convertiti “per amor”. Fu accusato dagli spagnoli addirittura di non volerli battezzare. Unicamente perché voleva che ne fossero convinti. Per salvare la statua di Colombo si sono mosse moltissime persone e si sono creati comitati. Niente da fare, la statua se n’è andata tristemente e ingiustamente e ad ora restano un cumolo di macerie. Le macerie della storia vera del navigatore.

Ruggero Marino firma

VIDEO: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com/video/l-ingiustizia-colpisce-ancora-colombo-che-due-papi-volevano-santo.html

¿LLEGARON LOS CHINOS A AMÉRICA ANTES QUE COLÓN?: EL ADN TIENE LA RESPUESTA

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El arqueólogo chino Tang Jigen, experto en la dinastia Shang, está dispuesto a financiar una investigación genética para encontrar vínculos que conecten la dinastía china Shang con las civilizaciones peruana preíncas. Si dicha conexión se demostrara, ello significaría que los chinos llegaron al continente americano antes que Cristóbal Colón.

 

civilta peruviana

 

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DESECRATING COLUMBUS, A GROWING SPORT

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It is open season on Christopher Columbus. A posse of would-be historians, human rights advocates, heralds of the politically correct, assorted nativists and native revanchists have found the perfect target in Columbus. Thus, Columbus Day is no longer an American festivity, it is the day of opprobrium that should be remembered for all the pain and suffering that the discovery of America brought upon the native populations.

Berkeley started it all by disowning Columbus Day in 1992, five hundred years after the Italian navigator landed in a small island in the Caribbean. Then came other cities such as Minneapolis that last April renamed Oct. 12 as Indigenous Peoples' Day. Last one to get into the act was the city council of Seattle, which canceled Columbus Day after listening to an Americn Indian chief who stated with assurance that "nobody discovered Seattle, Washington." To be sure, a century ago the American Indians were the first to decry Columbus' discovery of America through their first indigenous advocacy group. Certainly the American Indians do not lack targets. The Washington Redskins are only the latest.

But American Indians are a small part of the movement to condemn Columbus as a miserable incident of history. For a growing number of people, Columbus brought murder, diseases, exploitation and misery to the indigenous people. He did not do it personally, of course, but created the conditions for such crimes against humanity. Genocide is the preferred choice.

Others who opposed Columbus Day early on were those who in 1934, when President Roosevelt decreed the celebration, objected to it because in their eyes it was influenced by a Catholic organization that they claimed was an outreach of the Vatican and, needless to say, of Italian Americans who at that time were on the receiving end of discrimination together with Jews and other Southern European immigrants.

Present-day Italian Americans are not taking it lightly. They see the abolition of Columbus Day as an offense to their sense of pride and identity in the world discovered by their compatriot. Of course, trying to abolish an entrenched American holiday is an exercise in futility. America is not a perfect world and besides, the crimes against the American Indians were committed by the pioneers of English and Northern European stock.

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BERINGIA, LA PORTA DELLE AMERICHE

beringia1Quando l’uomo si è portato in America e come si sia diffuso in quel continente è un problema su cui c’è ancora molto da scoprire. Fino a poco tempo fa le informazioni potevano venire dallo studio dei fossili e delle culture. Si sono poi utilizzate le analisi dei polimorfismi genetici sulle popolazioni viventi. Attualmente si dispone di analisi compiute sul Dna antico di reperti di diverse epoche fra 14.000 e 10.000 anni fa, nel Montana, nell’Alaska, nel Nevada, e supportano l’ipotesi di una derivazione asiatica attraverso la Beringia, una vasta regione che univa l’estremità nordorientale dell’Asia all’Alaska e ora è sommersa. Secondo le comuni vedute i Paleomerindiani mostrano caratteristiche diverse dai nativi odierni, essendo caratterizzati da crani stretti, fronte prominente.

Studi recenti sui resti di una ragazza (ribattezzata Naia) vissuta tra 13.000 e 12.000 anni fa, ritrovati in una grotta sommersa nello Yucatan a Hoyo Negro (cf. Science, 16 maggio 2014) hanno messo in evidenza, accanto a caratteristiche paleoindiane (forma allungata del cranio, faccia bassa, naso largo, prognatismo) un profilo genetico simile a quello dei Nativi Americani. In particolare il Dna mitocondriale presenta il subaplogruppo D1 derivante da una linea asiatica che risulta presente nelle Americhe. Le differenze cranio-facciali degli Amerindiani attuali che hanno testa arrotondata e faccia larga, vengono interpretate come cambiamenti evolutivi avvenuti in situ. Verrebbe così confermato il modello della continuità genetica fra Paleoamericani e Nativi americani.

Resta però sempre la domanda se non possa essere intervenuta qualche mescolanza nel tempo con altri gruppi. Al di là della questione sollevata dal recente studio sui reperti di Hoyo Negro si ripropone il grande tema del popolamento del continente americano che viene fondamentalmente ricondotto ad apporti asiatici, avvenuti in tempi diversi, ma con gruppi umani non riferibili a una medesima tipologia. Essi sono giunti nel continente americano dall’estremità nordorientale dell’Asia lungo un corridoio di terra, la Beringia (attualmente lo stretto di Bering) che univa la Siberia all’Alaska. Infatti durante l’ultima glaciazione il notevole accumulo di acqua in forma di ghiaccio nell’emisfero boreale portò oltre che a estese formazioni glaciali a basse latitudini, a un abbassamento del livello del mare facendo emergere vaste regioni attualmente ricoperte dal mare.

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L’ENIGMA DEI GUANCI: I DISCENDENTI DEI SOPRAVVISSUTI DI ATLANTIDE?

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I Guenci sono gli abitanti antichi delle Canarie, stabilitisi nell'arcipelago migliaia di anni prima della conquista spagnola avvenuta nel 15° secolo. Di origine ignota, nonostante la loro scomparsa, i Guenci si sono lasciati dietro non poche vestigia. Descritti come alti, di carnagione chiara e dai capelli dorati, secondo alcuni potrebbero essere i discendenti diretti dei superstiti di Atlantide.

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UN TEOLOGO MEDIEVALE IPOTIZZAVA L'ESISTENZA DI ALTRI UNIVERSI

Teologo prima di Copernico 

 

Nel 1225 il teologo inglese Roberto Grossatesta scrive De Luce, un testo in cui sono preconizzate alcune idee che stanno alla base della moderna cosmologia. Alcuni ricercatori hanno provato a tradurre in equazioni quelle idee, dimostrando che sono addirittura compatibili con le attuali teorie sull’esistenza di universi multipli. 

Chi l’avrebbe detto che in pieno Medioevo, periodo storico non certo aperto alla scienza, sarebbero stati gettati, seppur involontariamente, i semi di una delle teorie oggi più avanzata e dibattuta sull’evoluzione del cosmo, ovvero quella che prevede l’esistenza di più universi? Quando le ‘streghe’ venivano bruciate come fossero fiammiferi e i più eminenti dotti giuravano e spergiuravano che la Terra fosse al centro dell’Universo, fulcro di quella ordinatissima e perfettissima armonia celeste, il teologo inglese Roberto Grossatesta scriveva il trattato De Luce (La Luce). Era il 1225 quando Grossatesta, che aveva studiato le opere recentemente riscoperte di Aristotele sul moto delle stelle e della Terra in una serie di nove sfere concentriche, propone nel suo scritto l’idea di un universo iniziato con un lampo di luce. Questo lampo avrebbe spinto tutta la materia verso l’esterno, da un piccolo punto fino a trasformarla in una grandissima sfera. Questa analogia vi ricorda qualcosa? Ma sì, è sorprendente moderna, assai vicina al concetto che sta alla base della ben nota teoria del Big Bang. Una simile visione, o meglio previsione, annidata nel paludato latino del De Luce, non poteva certo lasciare indifferenti anche qualcuno dei ricercatori del nostro XXI secolo, e così è stato. Tom McLeish, fisico presso la Durham University nel Regno Unito, aiutato da alcuni colleghi ha provato a ‘tradurre’ le speculazioni di Grossatesta dalla lingua di Cicerone a quella della matematica contemporanea, fatta di simboli, equazioni differenziali e complessi metodi di approssimazioni numeriche, per vedere a quali risultati avrebbero portato. “Abbiamo cercato di scrivere in termini matematici quello che il teologo ha detto con parole latine”, dice McLeish. “Abbiamo così a disposizione una serie di equazioni, che possono essere inserite nei computer e risolte. Stiamo esplorando con il solo ausilio della matematica un nuovo tipo di universo, che poi è proprio quello che i fisici teorici delle stringhe fanno a tempo pieno. Possiamo considerarci dei teorici delle stringhe medievali”.

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LA PIETRA RUNICA DI KENSINGTON

Kensington runestone1Nel 1577 il cartografo Gerardus Mercator scrisse una lettera contenente solo una dettagliata descrizione del contenuto di un testo geografico relativo alla regione artica dell'Oceano Atlantico, forse redatta oltre due secoli prima da Jacob Cnoyen.

Cnoyen aveva saputo che, nel 1364, otto uomini erano tornati in Norvegia dalle isole artiche, uno dei quali, un sacerdote, fornì al re norvegese numerose informazioni geografiche. I libri di studiosi quali Carl Christian Rafn all'inizio del XIX secolo forniscono suggerimenti per la dimostrabilità di questa tesi. Un sacerdote di nome Ivar Bardarsson, che era stato soprattutto in Groenlandia, appare negli annali norvegesi dal 1364, e copie della descrizione geografica della Groenlandia sopravvivono tuttora. Inoltre, nel 1354, re Magnus Eriksson di Svezia e Norvegia aveva scritto una lettera nominando un legale di nome Paul Knutsson a capo di una spedizione presso la colonia della Groenlandia per verificare se la popolazione stesse abbandonando la cultura cristiana. Un altro dei documenti ristampati dagli studiosi del XIX secolo è un tentativo del vescovo islandese Gisli Oddsson, nel 1637, di redigere una storia delle colonie artiche. Data l'abbandono della cristianità in Groenlandia al 1342, sostenendo che fossero tornati alla cultura americana. Coloro che sostengono un'origine nel XIV secolo per la pietra di Kensington, affermano che Knutson potrebbe avere viaggiato oltre la Groenlandia fino all'America settentrionale, in cerca dei rinnegati groenlandesi, che molti dei suoi uomini siano morti in Minnesota e che solo in otto fecero ritorno in Norvegia.

In ogni caso, non esistono prove del fatto che la spedizione di Knutson sia mai salpata (il governo norvegese dovette affrontare i tumulti del 1355) e le informazioni provenienti da Cnoyen, come citato da Mercator, affermano esattamente che gli otto uomini che giunsero in Norvegia nel 1364 non erano i sopravvissuti di una precedente spedizione, ma discendenti dei coloni che abitarono le terre distanti, generazioni prima.

Hjalmar Holand sostenne che l'interazione con i norreni sopravvissuti potrebbe spiegare gli indiani "biondi" presenti tra i Mandan o nella parte alta del fiume Missouri, ma, in uno studio multidisciplinare della pietra, l'antropologa Alice Beck Kehoe smentì questa e altre ipotesi che suggeriscono contatti precolombiani con 'esterni', come la storia di Hochunk (Winnebago) circa un ancestrale eroe "Corno Rosso" e il suo incontro con "giganti dai capelli rossi".

Una rotta di navigazione naturale nord-sud, con numerosi punti pericolosi con le rapide, si estende dalla Baia di Hudson fino al fiume Nelson (o al fiume Hayes, come preferiscono numerosi moderni commercianti della York Factory) attraverso il lago Winnipeg, e poi su fino al Red River del Nord. Il corso d'acqua settentrionale parte da Traverse Gap, sull'altro lato della sorgente del fiume Minnesota , e scorre fino a entrare nel Mississippi presso Minneapolis. Uno dei primi sostenitori della pietra, George
Flom, scoprì che esploratori e commercianti giungevano dalla baia di Hudson Bay fino al Minnesota tramite questa rotta decenni prima che fosse ufficialmente colonizzato. 
I sostenitori dell'autenticità della pietra fecero notare che il gruppo del 1362 potrebbe aver usato lo stesso corso d'acqua.Questa ipotesi si basava sul fatto che i viaggiatori scandinavi risalivano i fiumi dal Mar Baltico fino ad Istanbul durante l'epoca vichinga, ma dimenticavano che per le traversate oceaniche venivano usate barche differenti. Le barche che erano sufficientemente piccole per risalire i fiumi, erano inadatte alla navigazione in mare aperto.

Altri reperti?

Questo corso d'acqua conterrebbe anche altri segni della presenza vichinga. Presso Cormorant Lake nella Contea di Becker, Minnesota, ci sono tre massi con buchi triangolari simili a quelli usati per l'ormeggio lungo le coste norvegesi del XIV secolo. Holand trovò altri buchi triangolari nelle rocce nei pressi del punto in cui fu rinvenuta la pietra; comunque, l'archeologia sperimentale suggerì in seguito che questi buchi sono stati fatti con uno scalpello piuttosto che col trapano, dato che tendevano ad avere una sezione a croce, a prescindere dal loro utilizzo. Poco più a nord, lungo lo stesso Red River, a Climax, Minnesota, fu trovata nel 1871 una pietra focaia, sepolta a poca profondità nel terreno morbido, che somigliava a quelle norrene medievali esposte presso il museo dell'Università di Oslo in Norvegia.

Ci sono anche discussioni aperte su quella che è stata recentemente chiamata pietra runica di Vérendrye, una piccola piastra che si dice essere stata trovata da una delle prime spedizioni lungo l'attuale confine USA/Canada, negli anni 1730. "Si dice", perché non viene menzionata nel resoconto della spedizione, né da altre fonti di prima mano, ma solo in un resoconto di una conversazione sulla spedizione avvenuta dieci anni dopo.

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