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MA COLOMBO ERA DAVVERO ITALIANO? ORA UNO STORICO LO METTE IN DUBBIO

Di Luca Romano

19/10/2015

Columbus taking possession

lettera Ese a scoprire l'America non fosse stato un italiano? Ci sarebbe da tirare un segno nero sulle pagine di molti libri di storia, integrandoli con le informazioni rivedute e corrette. A dire che Cristoforo Colombo forse così italiano non lo era è uno storico portoghese, Manuel Rosa, che dell'argomento è un esperto e scrive sulla Legal History Review dell'università di Quinnipiac, in Connecticut di avere la certezza che il navigatore così italiano non fosse e che la teoria secondo cui nacque a Genova in realtà non ha solide basi storiche. All'agenzia stampa Efe lo storico ha spiegato che "il maggiorasco del 1948 è una falsificazione fatta 90 anni dopo che Colombo morì". Dice che a contestarlo furono già le autorità spagnole del tempo, stabilendo che quelle carte valevano "quanto un foglio bianco".

Rosa sostiene che Colombo fosse in realtà figlio del re polacco Ladislao III e che fosse nato a Madeira, in Portogallo, dopo che il padre riparò qui, dopo avere combattuto i turchi in una battaglia "in cui finora molti pensavano che fosse morto". Quello che bisogna capire se la teoria di Rosa sia fondata. Lui stesso ammette che nella comunità degli storici le sue idee destano più di una critica. "Mi considerano qualcuno che vuole riscrivere la storia", ha spiegato all'Efe, aggiungendo comunque che "quello che sembra scritto nella pietra, la versione ufficiale, è falsa".

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Questa la notizia. L’unica cosa, per quanto ci riguarda, certa, è costituita dal fatto che la versione ufficiale della storia della “scoperta” dell’America e di Cristoforo Colombo “è falsa”. Lo andiamo ripetendo da 25 anni. Stanchi di dovere assistere all’infinito al tiro libero al “colombo viaggiatore”. Qualcosa di vero c’è anche nell’affermazione che il navigatore non fosse al cento per cento italiano. Noi in proposito abbiamo le nostre idee, fermo restando che si tratta di un cittadino genovese, il che non vuole dire essere nati a Genova. Allora la Superba aveva molti possedimenti anche all’estero, in particolare nel mare Egeo. Non a caso Colombo usa la X come i greci. E molto ancora ci sarebbe da dire in proposito. Senza contare che parte nel 1492 finanziato da un pontefice, Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, che viene anche lui dalle isole greche. Manuel Rosa è, pertanto, l’ennesimo accademico che, in quanto tale, si può permettere il lusso di fare non solo ipotesi, ma di avanzare addirittura certezze circa i natali del navigatore. Cosa preclusa a chi non faccia parte della casta, pur limitandosi a ricomporre il secolare enigma attraverso una valanga di indizi, che finiscono per costituire una granitica prova. La teoria polacca, fra l’altro, non è nemmeno originale, dato che fu già lanciata qualche anno fa. Aggiungendosi al Colombo spagnolo, catalano, portoghese, svizzero … Presumibilmente è possibile che anche il “maggiorasco” sia un falso. Ma il professore Rosa dovrebbe spiegarci perché gli storici portoghesi contemporanei di Colombo e non proprio inclini alla benevolenza nei confronti dell’Ammiraglio, visto come umiliò il loro re al ritorno dal “primo” viaggio, lo definiscano tutti “italiano, ligure, genovese, milanese”. Manuel Rosa li ha letti? Falsari anche loro? Ma si sa basta spararla grossa per ottenere con Colombo un’immediata risonanza. Come è accaduto. Purché si sia un “onorato” barone. Con tanto di cattedra del cazzeggio.

Ruggero Marino firma

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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