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I CINESI SBARCARONO IN AMERICA PRIMA DI COLOMBO

map chinese world 1418

 

Lo storico ed ex comandante britannico Gavin Menzies afferma nel suo libro I "1421, l'anno in cui la Cina scoprì il mondo" che i cinesi arrivarono in America 72 anni prima di Cristoforo Colombo. Menzies ha detto che la conoscenza dei cinesi nel astronavigation ha consentito all'esploratore Zheng He di arrivare quasi al Polo Sud seguendo la stella Canopus per l'orientamento. L'imperatore Yongle finanziava questi viaggi e costruiva grandi navi.
Parole in lingua quechua come "wawa" o "gualeguaychú", tra le altre, hanno significato e pronuncia simile in lingua cinese, il che rende credibile l’ arrivo dei cinese sul continente americano prima dell'arrivo degli spagnoli.
Inoltre, dai resti archeologici dei nativi americani, si può dedurre che Zheng He viaggiò più di una volta in questo continente. Le ceramiche lasciate dai nativi del Messico e del Perù presentano figure di volti chiaramente asiatici; si può aggiungere che sono cinesi per via dei tipici baffi lunghi e sottili. Tuttavia, molti ricercatori rifiutano questa teoria e difendono la "storia ufficiale". Quando Zheng He intraprese i viaggi lui e il suo equipaggio non invadevano le località nelle quali non rimanevano nemmeno per un lungo periodo di tempo. Lo scopo non era quello di conquistare, ma di esplorare.

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El historiador y ex comandante británico Gavin Menzies asegura en su libro “1421, el año en que China descubrió el mundo” que los chinos llegaron a América 72 años antes que Cristóbal Colón. Menzies menciona que los conocimientos de los chinos en astronavegación permitieron al explorador Zheng He llegar casi hasta el Polo Sur utilizando la estrella Canopus para guiarse. El emperador Yongle financió estos viajes e hizo construir grandes barcos. Palabras nativas en quechua como “wawa” o “Gualeguaychú”, entre otras, tienen significados y pronunciaciones similares al idioma chino, lo que hace verosímil esta versión de la llegada de chinos al continente antes que los españoles.
Además, por los restos arqueológicos de los nativos americanos, se puede inferir que Zheng He viajó más de una vez a este continente. Cerámicas de alto nivel cultural dejadas por nativos de México y Perú incluyen figuras de rostros claramente asiáticos; y hasta se puede decir que son chinos por los rasgos y los típicos bigotes finos y largos. Sin embargo, muchos investigadores rechazan esta teoría y defienden la “historia oficial”. Como Zheng He viajaba para su emperador, él y sus tripulantes no invadian un lugar ni se quedaban por un largo periodo de tiempo. No querían conquistar, sino explorar, ya que su punto de partida era diferente.

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Quanti hanno avuto l’amabilità di seguire il nostro lavoro sanno che anche io sono dell’ idea di una precedenza dei Cinesi in terra americana. Fra l’altro siamo convinti che i contatti siano di molto precedenti a quanto afferma Gavin Menzies. Fermo restando che forse chi è stato il primo a sbarcare in America non lo sapremo mai. Ma sappiamo con certezza chi è stato colui che ha cambiato il corso della storia del mondo. In questo caso il primato e l’importanza fondamentale di Colombo è inequivocabile. Ogni precedente “scoperta” difatti è rimasta sterile, mentre solo con il navigatore la terra divenne finalmente una sfera. I cinesi si chiusero nei loro confini e distrussero carte e parte della loro storia. Così come ogni altro sbarco, vichinghi o altri, non ebbe la minima conseguenza per l’ umanità.

Ruggero Marino firma

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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