PAPA INNOCENZO VIII

 

Antonio del Pollaiolo Innocenzo VIII                             Innocenzo Vaticano

lettera Una stupenda immagine della parte superiore del monumento funebre di Innocenzo VIII, che si trova nella Basilica di San Pietro. La foto è stata concessa dalla Fabrica di San Pietro in Vaticano, che sentitamente ringraziamo, in via del tutto "eccezionale". Eccezionale è l'aggettivo più ricorrente nella richiesta del Cardinale francese Donnet che redasse la postulazione per introdurre la causa di beatificazione di Cristoforo Colombo. Nella statua di Antonio Pollaiolo il pontefice con la destra è in atto benedicente, mentre con la sisnitra stringe la lancia di Longino, il soldato romano, che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce per accelerarne la morte. L'alabarda è stata inseguita da alcuni dei più grandi protagonisti della storia, da Carlo Magno ad Hitler, perché darebbe a chi la possiede il dominio del mondo intero.

LA BIOGRAFIA DI GIOVANNI BATTISTA CYBO VISTO DALLA TRECCANI

Questa la biografia di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, che compare sul Dizionario della Treccani. Non ne condividiamo parecchi punti (a cominciare dall’omissione dell’y greca nel cognome), mentre abbiamo sottolineato con il neretto quelli che ci paiono gli elementi più importanti e più rispondenti alla convinzione che ci siamo fatta, in 25 anni, della vera statura del pontefice, che abbiamo da sempre considerato il vero "sponsor" del primo viaggio colombiano.

Ruggero Marino firma

 

treccani 

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IL CARDINAL MERCATI: INNOCENZO VIII AIUTÒ CRISTOFORO COLOMBO

poster Papi           Papi

 

A sinistra il particolare di un poster, che ancora oggi si vende in Vaticano, con l’elenco di tutti i vicari di Cristo romani, a cominciare da San Pietro. Per Innocenzo VIII si conferma il suo essere uomo di pace. Ma quello che è più incredibile si aggiunge che “aiutò Cristoforo Colombo”, cosa mai detta in 500 anni di storia e confermata dall’epigrafe sulla tomba del pontefice nella basilica romana. Il mausoleo, opera stupenda del Pollaiolo, è l’unico traslato dal vecchio tempio costantiniano al nuovo, in un omaggio singolare per un papa ignorato e colpito da “damnatio memoriae”. Questo è uno dei cavalli di battaglia strumentalmente e scorrettamente usato dagli accademici per confutare che le nostre tesi, vanno avanti con studi approfonditi da ormai 25 anni, sarebbero basate unicamente su un pezzo di carta ascientifico, venduto persino nelle edicole. E pensare che abbiamo scritto circa 800 pagine con una valanga di prove con tanto di note! Quelle vengono ignorate. Ma quello che avvalora ancora di più, anche scientificamente, la sorprendente affermazione circa Innocenzo VIII e Colombo, è la vecchia edizione confezionata in libretto dell’odierno poster. Che fu visionato e approvato dal Cardinale Angelo Mercati responsabile, dell’Archivio segreto vaticano. Un imprimatur che lo rende definitivamente scientifico! Alla faccia dei presunti soloni colombiani. Scientificamente ciechi.

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MA QUANDO È MORTO ESATTAMENTE INNOCENZO VIII, PAPA CYBO?

Innocenzo VIII Cybo       Innocenzo VIII tomba lapide

 

Il mistero che circonda il pontificato di Innocenzo VIII, lo “sponsor” di Cristoforo Colombo è senza fine, come abbiamo rilevato ormai infinite volte. A cominciare dall’epitaffio sulla tomba del Pollaiolo in San Pietro, che fa riferimento alla scoperta del Nuovo Mondo. Che non è però il solo arcano del bellissimo monumento, l’unico trasferito dalla vecchia basilica costantiniana alla nuova. Strano omaggio per un pontefice malfamato dalla storia grazie anche al successore Borgia. Sappiamo che Giovanni Battista Cybo morì il 25 luglio (curiosamente è il giorno di san Cristoforo) del 1492, sette giorni prima della partenza di Cristoforo Colombo. Ma clamorosamente in un’ulteriore scritta che compare sul mausoleo la data è un’altra. L’abbiamo fatta interpretare, sarebbe 1493, altri sostengono 1497, il che è impossibile. Mentre un anno cambierebbe tutta la storia, in quella che ormai definiamo senza tema una tradizione che corrisponde ad una “barzelletta d’antiquariato”. Qualcuno può darci una mano?

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LA STRAORDINARIA SOMIGLIANZA TRA IL PAPA E COLOMBO

ritratti colombo 1             ritratti colombo 2

            

Da sinistra Cristoforo Colombo in un dipinto, scoperto recentemente, del pittore spagnolo Pedro Berruguete, Arano Cybo il padre del papa Innocenzo VIII Giovanni Battista Cybo, il ritratto di un vecchio ad opera del Ghirlandaio ed il famoso ritratto del navigatore sempre a firma del Ghirlandaio. Le prime 3 immagini evidenziano una notevole somiglianza. Il ritratto del vecchio, che rimane anonimo, assomiglia ai primi due ed è vestito praticamente come era abbigliato l'ammiraglio cittadino genovese.

Si tratta solo di coincidenze?

 

 

LA GENEALOGIA DEI CYBO

 

genealogia Arano 1          genealogia Arano 2          lista dei cardinali nipoti

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IL CORTILE DEL BELVEDERE E IL PALAZZETTO CYBO IN VATICANO

giardino di Belvedere col palazzo del Papa in Vaticano        palazzo Belvedere

 

Dove oggi si trovano i musei vaticani e il cortile omonimo sorgeva una volta il giardino del Belvedere voluto da Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo e il palazzetto Cybo. Un papa di cui quasi tutte le cronache presentano, sotto tutti gli aspetti, in maniera negativa. Anche in campo artistico. Eppure ebbe al suo servizio fior di pittori fra i quali Pinturicchio e Mantegna … Solo che tutto è stato distrutto dai suoi successori. Mentre le tracce dei suoi interventi artistici e non solo sono sparse ovunque. Nelle immagini come si presentava anticamente il Belvedere e il Palazzetto Cybo oggi. Curiosamente ha merli ghibellini.

 

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CHE CI FA PAPA PAOLO V NELL’UMILE CASA DI LORENZO COLOMBO?

Paolo V 1     Paolo V 2

In uno dei castelli romani, sulle scale di una casa privata c’è questa strana lapide. Dove si dice che papa Paolo V Borghese scese “ad infimos” per incontrare un Lorenzo Colombo. Che ci faceva un pontefice in quella modesta casa? E perché ci andò? E chi era Lorenzo Colombo? Sembrerebbero domande volte a soddisfare semplici curiosità. Ma non è così. Papa Paolo V fu il ristrutturatore dell’Archivio segreto vaticano è il papa la cui scritta campeggia lungo tutta la facciata di San Pietro. Ma soprattutto è il pontefice, che era sulla cattedra di Pietro, quando fu aperta la tomba di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, il cui corpo, a distanza di oltre un secolo, fu trovato integro e in odore di violetta. Ma soprattutto fu colui che consentì al discendente diretto di Innocenzo, Alberico Cybo Malaspina (notare la Y greca rivelatrice delle origini della famiglia) di apporre un’altra lapide sul mausoleo del Pollaiolo (l’unico traslato dalla vecchia basilica costantiniana alla nuova) in cui è incisa la frase “novi orbis suo aevo inventi gloria”. Cioè “nel tempo del suo pontificato la gloria della scoperta di un Nuovo mondo”. Mentre Innocenzo morì sette giorni prima della partenza da Palos di Cristoforo Colombo. A conferma che il 1492 fu la ripetizione ufficiale di un viaggio già fatto. E successivamente cancellato. Come attesta anche la mappa dell’ammiraglio turco Piri Reis.

Ruggero Marino firma

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LA LANCIA DEL DESTINO PORTATA IN PROCESSIONE DA PAPA INNOCENZO VIII

Papa Cybo lancia 2        Papa Cybo lancia 1       Papa Cybo lancia 3

 

L’arrivo a Roma della lancia del destino, che offese il costato di Cristo, portata Roma in processione da Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo. A precedere il baldacchino, riconoscibile per il turbante, Djem, il figlio di Maometto II, il conquistatore nel 1453 di Costantinopoli, ostaggio e alleato in Vaticano in vista della riconquista di Gerusalemme e del Santo Sepolcro. Le immagini ci sono state inviate da Simone Cristao. L’affresco compare nelle grotte vaticane. Per ulteriori particolari sull’importanza della lancia e del rapporto fra il pontefice cattolico romano e il principe musulmano si ricerchino gli argomenti in altre pagine e altri articoli del sito.

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IL ROSONE DI SANTO STEFANO A FERENTILLO SEMBRA UN TIMONE

Carrara stemma cromolitografia Vallardi 1901      timone      Church of Santo Stefano Ferentillo Umbria Italy      Church of Santo Stefano Ferentillo Umbria Italy detail      rosone

 

lettera L anticaa Famiglia Cybo, discendente di papa Innocenzo VIII, il papa “sponsor” di Cristoforo Colombo, ebbe, fra l’altro, la signoria di Ferentillo, in Umbria, con Lorenzo e poi Alberico Cybo Malaspina. A loro si deve nel paese la ristrutturazione della chiesa di Santo Stefano. ll primo martire cristiano era di origine greca e quasi sicuramente si trattò di un giudeo convertito al cristianesimo. Strani ricorsi visto che i Cybo sono di origine greca, con una componente di sangue ebreo. Il padre del pontefice Giovanni Battista si chiamava Aronne. Ma quello che più sorprende è il rosone del luogo di culto, che oggi fra l’altro accoglie il museo delle mummie. Un rosone, uguale allo stemma di Carrara (senza il sole però) altro feudo dei Cybo, decisamente sui generis: più che assomigliare ai consueti e arabescati rosoni delle nostre chiese sembra il timone di un’imbarcazione. Con un sole raggiante in mezzo, che è il simbolo di Cristo, ma anche il cammino dell’astro (il rosone è una ruota-cerchio come la sfera geografica che si completava) lungo la ruota del sole che inseguirono verso ponente le caravelle di Cristoforo Colombo. Forse solo suggestioni per chi è convinto che fra i Cybo e Colombo ci sia uno stretto vincolo di sangue, in un codice che si è sempre affidato al simbolismo.

Nelle foto il rosone di Santo Stefano (al centro) lo stemma di Carrara e un timone di barca a sinistra, a destra infine un rosone classico di chiesa.

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DOPO LA CADUTA DI GRANADA (1492) I SOLDI DEL PAPA VANNO A COLOMBO

Fernando II de Aragon e Isabel I de Castilla      La Rendicion de Granada Pradilla

Il 2 gennaio del 1492 con la presa di Granada cadeva l’enclave musulmana in Spagna, dopo 750 anni di dominazione e di conflittualità costante. L’agiografia ha da sempre accompagnato l’operato di Isabella di Castiglia e di Ferdinando d’Aragona, come in questo quadro magniloquente. In effetti si trattò di una pace concordata, con molte promesse fatte ai musulmani, che verranno presto disattese dalle teste coronate. Proprio per la loro lotta contro i Mori il papa Giovanni Battista Cybo, aveva nominato “re cattolici” la coppia regale. Dopo avere finanziato da tempo con una bolla la guerra. Ora quei soldi potevano essere finalmente destinati alla partenza di Cristoforo Colombo, come risulta da uno studio relativo alla diocesi di Badajoz amministrata, fra gli altri, da un genovese della famiglia Gentile o Gentili, familiare del pontefice. Lo studio parla dell’origine “ecclesial” del finanziamento. Per risarcire, dopo appena tre giorni, il prestito fatto dalla “Santa Hermandad” nelle persone dell’ebreo converso Luis de Santangel e soprattutto del genovese Francesco Pinelli. Il primo era ricevitore delle rendite ecclesiastiche in Aragona, il secondo era addirittura nipote del pontefice. Uomini non della Spagna, ma del papa. Se si aggiunge che l’altra metà dei soldi era italiana, trattandosi di parenti genovesi di Innocenzo e di un banchiere dei Medici, visto che Lorenzo il Magnifico era il consuocero del Cybo, si vede come tutta la filiera del denaro, occorrente al viaggio del 1492, riconduce unicamente al “re di Roma” e alla cattedra di Pietro. In un’attesa sempre più messianica e millenaristica.

Ruggero Marino firma

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RISOLTO IN PARTE IL MISTERO DELLA MEDAGLIA DI INNOCENZO VIII

Sigillo Innocenzo VIII Stato Pontificio grosso Muntoni 5 r2
Sigillo Innocenzo VIII Stato Pontificio grosso Muntoni 5 r2 2
Sigillo Innocenzo VIII Stato Pontificio grosso Muntoni 5 r2 3

 

statua di San Paolo in Vaticano        statua di San Pietro in Vaticano

Medaglia sigillo di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo (1484-1492), il papa cittadino genovese e oriundo della Grecia che fu lo “sponsor” di Cristoforo Colombo e che morì solo 7 giorni prima della sua partenza. La spedizione fu voluta dalla Chiesa di Roma, nella persona di quello che il Pastor, il grande storico dei papi, ha definito “il papa marinaro” e la cui tomba in San Pietro è l’unica traslata dalla vecchia alla nuova basilica vaticana. In un omaggio strano per un pontefice, colpito da “damnatio memoriae”, grazie anche al suo successore, lo spagnolo Rodrigo Borgia, che assegnerà le terre scoperte alle teste coronate della sua Spagna. Di Innocenzo VIII non rimane molto. Oggi pubblichiamo una moneta-sigillo per la cui interpretazione abbiamo chiesto aiuto a numismatici e appassionati. Nella prima immagine si vedono da un lato lo stemma del papa, dall’altro dei personaggi di difficile identificazione a causa della consumazione dell’argento, dovuta ai secoli trascorsi e un’otturazione che ci sembrava sospetta. Le figure che si intravedono sono due? A destra San Pietro (così ritratto nelle statue della Basilica di Roma) con in mano verosimilmente una croce, o una chiave e a sinistra un’altra persona con la barba. In basso una rosa sei petali simbolo dai molteplici significati fra i quali la Madonna e la Resurrezione. Avevamo lanciato un appello per l’identificazione dei personaggi. E abbiamo avuto la risposta da Carlo Animato, che ringraziamo, il quale ci ha inviato una medaglia molto meno consumata, dove sono facilmente visibili San Pietro e San Paolo (così ritratto nelle statue sempre a San Pietro). Luca Bravi inoltre ci ha precisato che l’occlusione sarebbe il risultato di un foro, successivamente otturato (per rimettere il sigillo sul mercato) per appendere la moneta, di soggetto sacro, probabilmente al collo. Resta però il fatto che le due immagini non sono il prodotto di una stessa matrice e differiscono per più di un particolare. Anche se la presenza di una possibile terza persona viene esclusa da Animato, che dice che avremmo confuso un libro in mano a San Paolo con la testa di una persona vista di spalle e in ginocchio. Quasi sicuramente ha ragione.

Ruggero Marino firma

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PAPA INNOCENZO VIII RIUSCÌ AD UNIRE GLI ORDINI CAVALLERESCHI

Cybo San Giorgio

 

Papa Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, il pontefice che finanziò il viaggio di Colombo, riuscì nell’impresa che molti suoi predecessori cercarono di realizzare senza però mai riuscirci: l’unione tra i vari ordini cavallereschi, che spesso erano rivali fra loro. Lo testimonia l’immagine che riproduciamo. Per questo le croci sulle vele di Colombo cambiano spesso di colore e di forma, ora rosse, ora verdi, come lo stendardo con sui sbarca con la F e la Y, Ferens Yesus; croci ora singole, ora molteplici in una sintesi di eredità templari, mutuate nell’ Ordine di Rodi, del Santo Sepolcro, di Santiago e di San Lazzaro … D’altronde che Colombo fosse un cavaliere e un crociato non ci sono dubbi. Lo testimoniano molte immagini e i suoi stemmi (vedere lanci precedenti sul sito). Lo fa intendere lui stesso quando, messo ingiustamente sotto accusa, scrive che non può essere giudicato come una persona qualunque, ma come un “capitano” che si è recato in terre sconosciute per conquistare e combattere. Tanto più che come crociato partecipò alla presa di Granada contro i Mori di Spagna. E che come crociata per l’evangelizzazione di nuovi popoli va intesa la sua spedizione visto che nelle capitolazioni con i re di Spagna si parla di un’ “armada” che va alle Indie, nonostante tre sole imbarcazioni. Mentre l’impresa viene fatta soprattutto allo scopo di realizzare la santa crociata, con l’oro trovato, per la riconquista di Gerusalemme e del Santo sepolcro, in mano agli infedeli. Un impegno che Colombo ripeterà in tutti i suoi scritti e che non dimenticherà nemmeno nel suo testamento.

Ruggero Marino firma

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LE CONCHIGLIE SULLA TOMBA DI INNOCENZO VIII ALLUDONO ALL’OCEANO

conchiglia     Antonio del Pollaiolo Innocenzo VIII     Sandro Botticelli la nascita di venere

Compostela      Acquasantiera      Camino de Santiago 1769

il simbolo della conchiglia è molto diffuso, fin dall’antichità, ma si moltiplica nelle immagini e nelle sculture al tempo di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo (1484-1492). Al punto che compare ripetuta nella sua bellissima tomba del Pollaiolo in San Pietro. Un simbolo che conserveranno anche i suoi discendenti, come appare sulle finestre del Palazzo ducale di Massa dei Cybo Malaspina. Nel pieno del Rinascimento anche il Botticelli la utilizzava per il capolavoro “La nascita di Venere”. La coquille Saint Jacques o capesante era inoltre il talismano e l’emblema dei pellegrini che si recavano a Compostela per la devozione ai resti di San Giacomo, lungo il cammino di Santiago. Oltre a comparire spesso nelle chiese, dove era usato come contenitore dell’acqua benedetta, l’acquasantiera. La conchiglia è evidente richiama il mare, forse meglio l’oceano, il pellegrinaggio lungo il campo delle stelle si concludeva alla finisterrae, l’ultima propaggine dell’Europa prima di precipitare nell’Atlantico. Per Innocenzo VIII, il pontefice che il Pastor, il massimo storico del papato, definisce “il papa marinaro” e visto che siamo ai tempi della partenza di Cristoforo Colombo, probabilmente la conchiglia nascondeva molti significati sottesi.

Ruggero Marino firma

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GEM IL FIGLIO DI MAOMETTO II OSPITE-OSTAGGIO ALLA CORTE DI INNOCENZO

Gem figlio Maometto II 2         Gem figlio Maometto II quadro Pinturicchio         Gem figlio Maometto II 1

Bayezid        Bertoldo di Giovanni trionfo del sultano mehmet II        Maometto II

 

Nelle foto in alto due ritratti di Gem, presente anche al centro in un affresco del Pinturicchio. Sotto il fratello Bayazed, una medaglia commemorativa del fiorentino Bertoldo e il ritratto di Maometto II del Bellini. Questi due ultimi omaggi la dicono lunga sui rapporti fra le repubbliche italiane e l’Islam.

lettera Uno degli snodi cruciali del pontificato di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, il papa che patrocinò e rese possibile la partenza di Colombo, fu la detenzione alla corte di Roma di Gem, uno dei figli di Maometto II, che nel 1453 aveva conquistato Costantinopoli. Nella lotta fratricida per la successione al trono d’Oriente aveva prevalso Bayazed. Gem era trattato con tutti gli onori in Vaticano e fece addirittura una lezione a papa Cybo sulle vere origini del Cristianesimo, in una storia per lui falsata. Nel contempo chiedeva l’aiuto del pontefice per tornare sul trono di Bisanzio: prometteva la le restituzione di Gerusalemme e perfino di Costantinopoli. Dal canto suo Bayazet alle stesse concessioni, purché Innocenzo tenesse con sè Gem ostaggio, aggiungeva un consistente tributo annuale in denaro e una serie di reliquie, fra cui quelle di san Giovanni Battista, il profeta al quale Innocenzo aveva dedicato il suo pontificato. Su questa vicenda, completamente ignorata dagli storici di Colombo, nell’ennesima colposa voragine dei cosiddetti esperti, per la verità, si conosce ben poco. Gli studi più approfonditi in materia sono quelli di Giacomo E. Carretto. Ma se qualcuno avesse da fornirci ulteriori ragguagli ne saremmo lieti e riconoscenti.

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LE TRACCE DI PAPA INNOCENZO VIII SONO SPARSE PER TUTTA ROMA

Ostia Antica Dogana Pontificia       San Saba Santa Balbina

 

lettera L anticae tracce del pontificato di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, “il papa di Colombo”, ignorato fino a qualche anno fa dalla ricerca storica, sono sparse per tutta Roma e dintorni, a dispetto di quanti scrivono ancora, nella perfetta e perseverante ignoranza, che non fu un grande pontefice, sia dal punti di vista politico, sia da un punto di vista artistico. Purtroppo le opere più belle che commissionò, a cominciare da quelle del Mantegna, del Perugino e del Pinturicchio e altri, sono andate distrutte nel tentativo di “damnatio memoriae” operata dal successore, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, avvelenatore, lussurioso, ambizioso e primo autore di un secolare depistaggio. Nelle foto lo stemma del papa a Santa Balbina e un altro alla Dogana Vecchia di Fiumicino a fianco di quelli dei della Rovere.

Ruggero Marino firma

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IL TALISMANO PIÙ POTENTE DEL MONDO: LA LANCIA SACRA DEL DESTINO

CHE DA' L'IMMORTALITA' NELLA MANO DI INNOCENZO VIII

 

 Innocenzo VIII statua Pollaiolo evidenziata lancia

lancia sacra 01

La lancia Sacra (conosciuta secondo la leggenda anche come Lancia del Destino, Lancia Santa, Lancia di Longino o Lancia di Cristo) fu la lancia, che perforò Gesù mentre era sulla croce. Il riferimento alla Lancia Sacra viene fatto solo nel Vangelo di Giovanni (19:31-37) e non nei Vangeli Sinottici. Nel Vangelo viene riportato che i Romani pensarono di rompere i piedi di Gesù, una pratica conosciuta come il“crurifragium”, che era un metodo per accelerare la morte durante la crocifissione. Ma prima di farlo i soldati Romani pensarono che forse Gesù era già morto, allora “... uno dei soldati ha perforato il suo costato con una lancia ed immediatamente è venuto fuori sangue ed acqua” (Giovanni 19:34).

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LA FAMOSA SALA DEL MAPPAMONDO A PALAZZO VENEZIA

PAPA CYBO LA TERRA COMPLETATA E LA CHIESA NUOVA

 

Andrea Mantegna fregio a sfingi e girali vegetali Roma Palazzo Venezia sala del Mappamondo        Andrea Mantegna sala del mappamondo Palazzo Venezia

La famosa sala del mappamondo (quella anche di Benito Mussolini) a Palazzo Venezia. Affrescata da Andrea Mantegna si può ammirare in grande evidenza lo stemma di papa Cybo che campeggia al centro della parete. Era il salone nel quale si trovava anche il magnifico e grande mappamondo successivamente sparito. Dove certamente compariva anche l’America. In quella stanza, che custodiva anche la lancia sacra, il 25 luglio (altra data importante nella storia del fascismo) del 1492 si spense Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo. Quasi sicuramente non di morte naturale visto che il successore fu Rodrigo Borgia, Alessandro VI, che divenne anche simbolo dell’Anticristo. Il 25 luglio curiosamente la Chiesa festeggia ai nostri tempi San Cristoforo, di cui Colombo fu l’incarnazione. Sette giorni dopo, il 3 agosto, Cristoforo Colombo partiva per il Nuovo Mondo, senza sapere che il “suo” pontefice genovese era sparito. Quando il navigatore trovò quella che credette la terra promessa la battezzò in un primo momento Juana, Giovanna, come il nome del papa. Successivamente divenne Cuba. L’etimologia del cognome Cybo è cubos o cubus a seconda del latino o del greco. La terra dell’oro fu chiamata il Cibao: perfette assonanze ad indicare la nuova pietra cubica sulla quale fondare una Chiesa nuova e diversa nell’al di là. Sulla grande parete del Mantegna compaiono curiosamente anche delle sfingi, che verranno poi adottate dalla Massoneria, come molti dei simboli relativi alla famiglia Cybo. Tra le interpretazioni della sfinge, icona dell’iniziazione e dei misteri, c’è anche questa: “la sfinge è simbolo strettamente connesso alla morte, al passaggio ad un mondo al di là”.

Ruggero Marino firma

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TRACCE A GENOVA DI INNOCENZO VIII

 Genova-01        Genova-02         Genova-03        Genova-04        Genova-05

 

Sulle pareti di un antico edificio genovese, a pendant con l'immagine di Innocenzo IV Fieschi, compare quella di Innocenzo VIII Giovanni Battista Cybo. Purtroppo la parte più importante della didascalia risulta abrasa, per cui ne è impossibile la lettura, lasciando in sospeso qualche interessante particolare della vita del Papa desaparecido.

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ALBERICO CYBO MALASPINA E MASSA LA CITTÀ CYBEA

Alberico I Cybo Malaspina Principe di Massa del Sansovino scultura    Alberico I Cybo Malaspina targa Massa    Alberico I Cybo Malaspina lapide    epitaffio

 

AAlberico I Cybo Malaspina ritrattolberico è il figlio secondogenito di Lorenzo Cybo e di Ricciarda Malaspina, capostipite della nuova linea marchionale dei Cybo-Malaspina, che unì le due grandi famiglie. A seguito della tragica morte del fratello maggiore Giulio nel 1548 e della madre nel 1553, all'età di ventun anni divenne erede designato della casata Cybo-Malaspina il 17 febbraio 1554, giorno in cui l'imperatore Carlo V gli concesse l'investitura feudale, anche se non aveva compiuto l'età canonica di venticinque anni. Nello stesso anno venne eletto luogotenente del duca Guidobaldo II Della Rovere, capitano generale delle armi della Chiesa. L'anno successivo Alberico si attivò, senza successo, per fare di Massa una sede di vescovato. Nel 1552 Alberico sposò Elisabetta Della Rovere, figlia del duca di Urbino, Francesco Maria I Della Rovere che si era schierato a favore del giovane marchese. In occasione della guerra per la conquista dello Stato di Siena, voluta dal granduca Cosimo I de' Medici, Alberico, nella sua veste di comandante militare, inviò un contingente di circa 1000 fanti.
Dopo l'esperienza spagnola e pontificia, Alberico fece ritorno nel suo Stato e pose la sua residenza a Massa dove trasformò l'impianto urbanistico e costruì edifici prestigiosi, in questo periodo si parlò di rifondazione della città che venne denominata <> o <>. Il nuovo stemma di Alberico rappresentava la nuova dignità acquisita di principe del Sacro Romano Impero, ed era così formato: spino fiorito dei Malaspina, la croce e banda a scacchi dei Cybo, nel cuore lo stemma mediceo, composto da sei palle rosse e una azzurra, caricata di tre gigli d'oro, il principe vuole così ricordare che la nonna paterna era della casata de' Medici. Ferdinando II con il Diploma del 25 agosto 1620, elevò Massa al rango di città imperiale. Alberico morì a ottantanove anni a Massa il 18 gennaio 1623 dopo aver governato per settant'anni sul marchesato e poi sul principato di Massa, dove fu sepolto come aveva indicato nella chiesa di San Francesco. Gli subentrò il nipote Carlo I, la cui discendenza amministrerà il territorio fino a Maria Beatrice d'Este.

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A MASSA I CYBO DIVENTARONO CYBO MALASPINA

Massa Carrara Cybo Malaspina           Stemma cybo malaspina ALBERICO

 

 

IL MISTERO DELLA FAMIGLIA CYBO APPRODA A MASSA “CITTÀ DEL SOLE”

 

Sotto Alberico Cybo Malaspina Massa doveva diventare la “Città Nuova Cybea”. Che vide la luce in concomitanza con l’equinozio di primavera ed il solstizio d’estate. Le date fondanti fanno di Massa “La città del sole”. In un linguaggio consegnato ad un’“impresa” in cui compaiono, il cubo, la cicogna, il sole, i segni zodiacali della primavera. In un incastro allegorico dalla molteplice lettura. Una delle quali si concilia con un perfetto “iter” alchemico dalla pietra grezza alla pietra filosofale. A ennesima conferma dei segreti ideali della famiglia Cybo, ereditati anche dai discendenti di papa Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo. Il papa che finanziò Colombo e che era sicuramente legato a lui da stretti vincoli di sangue. Ancora oggi restano le tracce di quel misterico passato dal bellissimo castello, posto in posizione dominante fra il mare e i contrafforti delle cave di marmo, dove su una parete prospiciente il cortile sono ancora visibili le circonferenze di due mappamondi, che il tempo purtroppo ha cancellato. Cosa rappresentavano? Nella galleria di foto dall’alto varie immagini del maniero per concludere con il palazzo del principe sempre dei Cybo in città, l’immagine di Ricciarda Malaspina, marchesa di Massa e sovrana di Carrara, e la cattedrale di San Francesco, dove sono conservate varie tombe dei familiari del pontefice. Sarebbe auspicabile una ricerca del dna per confrontarlo con quello di Cristoforo Colombo. Sarà mai possibile?

 

Castello Malaspina Massa 1     Castello Malaspina Massa 2     Castello Malaspina Massa 3     Castello Malaspina Massa 4     Castello Malaspina Massa 5

 

Castello Malaspina Massa 6     Castello Malaspina Massa 7     Castello Malaspina Massa 8     Castello Malaspina Massa 9 

 

Palazzo Cybo Malaspina          Ricciarda Marchesa di Massa          La cattedrale dei Santi Pietro e Francesco Massa

 

 

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I CYBO DALLA PRIMA CROCIATA CON ARANO FINO A COLOMBO

Goffredo Di Buglione 1      Cybo Arone Goffredo Di Buglione       Goffredo Di Buglione 2

 

lettera E anticavidentemente la conquista di Gerusalemme e la difesa del santo Sepolcro erano nel Dna della famiglia Cybo quanto meno dalla prima crociata fino a Innocenzo VIII, Giovani Battista Cybo, il papa che finanziò Colombo e che verosimilmente era legato a lui da vincoli di sangue. Non è dunque un caso che il navigatore dalla partenza fino alla morte non fa che ripetere che l’oro delle Indie deve servire alla restituzione della città santa alla cristianità. La riprova è la partecipazione di Arano Cybo (stesso nome del padre del pontefice) al fianco di Goffredo di Buglione alla prima crociata. In un ruolo di primaria importanza visto che convinse i vari capitani ad eleggere Goffredo re di Gerusalemme, titolo che si convertì in difensore del Santo Sepolcro. Non è il solo elemento che lega quel lontano evento all’impresa del navigatore. Goffredo di Buglione fondò l’ordine del Santo Sepolcro, di cui portava le insegne. Da tempo insistiamo sul fatto che Colombo era una cavaliere. Quasi sicuramente del Santo Sepolcro, anche se Innocenzo era riuscito ad unire i vari ordini cavallereschi, proprio in vista della crociata, in un unico ordine.

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LA CAPPELLA CYBO A SANTA MARIA DEL POPOLO A ROMA

cappella cybo Santa Maria del popolo     rome santa maria del popolo cybo chapel large     santa maria del popolo

 

La cappella dedicata a San Lorenzo venne fondata agli inizi del ‘500 da Lorenzo Cybo, nipote di Innocenzo VIII (1488-1492). Già affrescata da Pinturicchio e decorata da artisti della bottega di Andrea Bregno, si presenta oggi nella veste acquisita in virtù del radicale rinnovamento intrapreso tra il 1680 e il 1687 dal cardinale Alderano Cybo, realizzato da Carlo Fontana. A croce greca, interamente rivestita di marmi neri e verdi, è sormontata da una cupola con affreschi di Luigi Garzi raffigurante Dio Padrein gloria; agli spigoli della crociera, sedici colonne di diaspro di Sicilia con basi e capitelli in marmo bianco. Sull'altare l'Immacolata Concezione e i santi Giovanni Evangelista, Gregorio, Giovanni Crisostomo e Agostino, olio su muro di Carlo Maratta. Sul fondo i due Monumenti funebri dei cardinali Lorenzo e Alderano Cybo, opere di Francesco Cavallini, autore anche degli angeli in bronzo dorato che sostengono la mensa dell'altare. Nel vestibolo, infine, le tele di Daniele Seyter raffiguranti il Martirio di santa Caterina d'Alessandria e di san Lorenzo (1686).

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BONIFACIO IX TOMACELLI (TOMASELLO) CYBO ANTENATO DI INNOCENZO VIII

Bonifacius IX Tomacellus Cybo         Bonifacio IX

 

Il cognome Cybo viene da molto lontano. Una famiglia illustre che, prima di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, aveva avuto con Bonifacio IX già un pontefice del ramo Tomasello-Tomacelli. Ne sono testimonianza alcuni ritratti, come quello che ci ha inviato un discendente, Giovanni Tomasello Cybo Colonna e una statua in San Paolo fuori le mura. Da notare nel primo caso anche l’ y greca del cognome, che poi sparirà. Per nascondere le origini della famiglia. Innocenzo VIII sarà il Pietro che finanzierà il viaggio di Cristoforo Colombo.

 

 

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FAKE NEWS D’ANNATA E DANNATA: TRE BAMBINI UCCISI PER INNOCENZO VIII

Innocenzo VIII trasfusione        Schedel sche Weltchronik Sacrifice of a child CCLIII

 

lettera L anticaa storia di una trasfusione di sangue per allungare la vita di Innocenzo VIII, grazie al sacrificio di tre bambini ebrei, è una delle tante notizie-bufala, che costellano la storia di Giovanni Battista Cybo. La classica fake-news d’annata e dannata fa parte dell’opera di “damnatio memoriae” di un pontefice, al quale succedette il Borgia, che fece di tutto per cancellarlo, il cui spessore e la cui statura, mano mano che le ricerche vanno avanti, si dimostrano sempre più sorprendenti. Dopo 500 anni e più risalire la corrente non è facile, ma da quando abbiamo cominciato possiamo dire che il pontefice è quanto meno resuscitato, con buona pace degli storici, colpiti da una svista sesquipedale (arroganza nostra? No, cecità altrui) in funzione soprattutto della scoperta dell’America.

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