PAPA INNOCENZO VIII

 

Antonio del Pollaiolo Innocenzo VIII                             Innocenzo Vaticano

lettera Una stupenda immagine della parte superiore del monumento funebre di Innocenzo VIII, che si trova nella Basilica di San Pietro. La foto è stata concessa dalla Fabrica di San Pietro in Vaticano, che sentitamente ringraziamo, in via del tutto "eccezionale". Eccezionale è l'aggettivo più ricorrente nella richiesta del Cardinale francese Donnet che redasse la postulazione per introdurre la causa di beatificazione di Cristoforo Colombo. Nella statua di Antonio Pollaiolo il pontefice con la destra è in atto benedicente, mentre con la sisnitra stringe la lancia di Longino, il soldato romano, che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce per accelerarne la morte. L'alabarda è stata inseguita da alcuni dei più grandi protagonisti della storia, da Carlo Magno ad Hitler, perché darebbe a chi la possiede il dominio del mondo intero.

LA BIOGRAFIA DI GIOVANNI BATTISTA CYBO VISTO DALLA TRECCANI

Questa la biografia di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, che compare sul Dizionario della Treccani. Non ne condividiamo parecchi punti (a cominciare dall’omissione dell’y greca nel cognome), mentre abbiamo sottolineato con il neretto quelli che ci paiono gli elementi più importanti e più rispondenti alla convinzione che ci siamo fatta, in 25 anni, della vera statura del pontefice, che abbiamo da sempre considerato il vero "sponsor" del primo viaggio colombiano.

Ruggero Marino firma

 

treccani 

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IL CARDINAL MERCATI: INNOCENZO VIII AIUTÒ CRISTOFORO COLOMBO

poster Papi           Papi

 

lettera A anticasinistra il particolare di un poster, che ancora oggi si vende in Vaticano, con l’elenco di tutti i vicari di Cristo romani, a cominciare da San Pietro. Per Innocenzo VIII si conferma il suo essere uomo di pace. Ma quello che è più incredibile si aggiunge che “aiutò Cristoforo Colombo”, cosa mai detta in 500 anni di storia e confermata dall’epigrafe sulla tomba del pontefice nella basilica romana. Il mausoleo, opera stupenda del Pollaiolo, è l’unico traslato dal vecchio tempio costantiniano al nuovo, in un omaggio singolare per un papa ignorato e colpito da “damnatio memoriae”. Questo è uno dei cavalli di battaglia strumentalmente e scorrettamente usato dagli accademici per confutare che le nostre tesi, vanno avanti con studi approfonditi da ormai 25 anni, sarebbero basate unicamente su un pezzo di carta ascientifico, venduto persino nelle edicole. E pensare che abbiamo scritto circa 800 pagine con una valanga di prove con tanto di note! Quelle vengono ignorate. Ma quello che avvalora ancora di più, anche scientificamente, la sorprendente affermazione circa Innocenzo VIII e Colombo, è la vecchia edizione confezionata in libretto dell’odierno poster. Che fu visionato e approvato dal Cardinale Angelo Mercati responsabile, dell’Archivio segreto vaticano. Un imprimatur che lo rende definitivamente scientifico! Alla faccia dei presunti soloni colombiani. Scientificamente ciechi.

 

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LA STRAORDINARIA SOMIGLIANZA TRA IL PAPA E COLOMBO

             

            

Da sinistra Cristoforo Colombo in un dipinto, scoperto recentemente, del pittore spagnolo Pedro Berruguete, Arano Cybo il padre del papa Innocenzo VIII Giovanni Battista Cybo, il ritratto di un vecchio ad opera del Ghirlandaio ed il famoso ritratto del navigatore sempre a firma del Ghirlandaio. Le prime 3 immagini evidenziano una notevole somiglianza. Il ritratto del vecchio, che rimane anonimo, assomiglia ai primi due ed è vestito praticamente come era abbigliato l'ammiraglio cittadino genovese.

Si tratta solo di coincidenze?

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CHE CI FA PAPA PAOLO V NELL’UMILE CASA DI LORENZO COLOMBO?

Paolo V 1     Paolo V 2

In uno dei castelli romani, sulle scale di una casa privata c’è questa strana lapide. Dove si dice che papa Paolo V Borghese scese “ad infimos” per incontrare un Lorenzo Colombo. Che ci faceva un pontefice in quella modesta casa? E perché ci andò? E chi era Lorenzo Colombo? Sembrerebbero domande volte a soddisfare semplici curiosità. Ma non è così. Papa Paolo V fu il ristrutturatore dell’Archivio segreto vaticano è il papa la cui scritta campeggia lungo tutta la facciata di San Pietro. Ma soprattutto è il pontefice, che era sulla cattedra di Pietro, quando fu aperta la tomba di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, il cui corpo, a distanza di oltre un secolo, fu trovato integro e in odore di violetta. Ma soprattutto fu colui che consentì al discendente diretto di Innocenzo, Alberico Cybo Malaspina (notare la Y greca rivelatrice delle origini della famiglia) di apporre un’altra lapide sul mausoleo del Pollaiolo (l’unico traslato dalla vecchia basilica costantiniana alla nuova) in cui è incisa la frase “novi orbis suo aevo inventi gloria”. Cioè “nel tempo del suo pontificato la gloria della scoperta di un Nuovo mondo”. Mentre Innocenzo morì sette giorni prima della partenza da Palos di Cristoforo Colombo. A conferma che il 1492 fu la ripetizione ufficiale di un viaggio già fatto. E successivamente cancellato. Come attesta anche la mappa dell’ammiraglio turco Piri Reis.

Ruggero Marino firma

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LA LANCIA DEL DESTINO PORTATA IN PROCESSIONE DA PAPA INNOCENZO VIII

Papa Cybo lancia 2        Papa Cybo lancia 1       Papa Cybo lancia 3

 

L’arrivo a Roma della lancia del destino, che offese il costato di Cristo, portata Roma in processione da Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo. A precedere il baldacchino, riconoscibile per il turbante, Djem, il figlio di Maometto II, il conquistatore nel 1453 di Costantinopoli, ostaggio e alleato in Vaticano in vista della riconquista di Gerusalemme e del Santo Sepolcro. Le immagini ci sono state inviate da Simone Cristao. L’affresco compare nelle grotte vaticane. Per ulteriori particolari sull’importanza della lancia e del rapporto fra il pontefice cattolico romano e il principe musulmano si ricerchino gli argomenti in altre pagine e altri articoli del sito.

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DOPO LA CADUTA DI GRANADA (1492) I SOLDI DEL PAPA VANNO A COLOMBO

Fernando II de Aragon e Isabel I de Castilla      La Rendicion de Granada Pradilla

Il 2 gennaio del 1492 con la presa di Granada cadeva l’enclave musulmana in Spagna, dopo 750 anni di dominazione e di conflittualità costante. L’agiografia ha da sempre accompagnato l’operato di Isabella di Castiglia e di Ferdinando d’Aragona, come in questo quadro magniloquente. In effetti si trattò di una pace concordata, con molte promesse fatte ai musulmani, che verranno presto disattese dalle teste coronate. Proprio per la loro lotta contro i Mori il papa Giovanni Battista Cybo, aveva nominato “re cattolici” la coppia regale. Dopo avere finanziato da tempo con una bolla la guerra. Ora quei soldi potevano essere finalmente destinati alla partenza di Cristoforo Colombo, come risulta da uno studio relativo alla diocesi di Badajoz amministrata, fra gli altri, da un genovese della famiglia Gentile o Gentili, familiare del pontefice. Lo studio parla dell’origine “ecclesial” del finanziamento. Per risarcire, dopo appena tre giorni, il prestito fatto dalla “Santa Hermandad” nelle persone dell’ebreo converso Luis de Santangel e soprattutto del genovese Francesco Pinelli. Il primo era ricevitore delle rendite ecclesiastiche in Aragona, il secondo era addirittura nipote del pontefice. Uomini non della Spagna, ma del papa. Se si aggiunge che l’altra metà dei soldi era italiana, trattandosi di parenti genovesi di Innocenzo e di un banchiere dei Medici, visto che Lorenzo il Magnifico era il consuocero del Cybo, si vede come tutta la filiera del denaro, occorrente al viaggio del 1492, riconduce unicamente al “re di Roma” e alla cattedra di Pietro. In un’attesa sempre più messianica e millenaristica.

Ruggero Marino firma

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RISOLTO IN PARTE IL MISTERO DELLA MEDAGLIA DI INNOCENZO VIII

Sigillo Innocenzo VIII Stato Pontificio grosso Muntoni 5 r2 

Sigillo Innocenzo VIII Stato Pontificio grosso Muntoni 5 r2 2

statua di San Paolo in Vaticano        statua di San Pietro in Vaticano

Medaglia sigillo di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo (1484-1492), il papa cittadino genovese e oriundo della Grecia che fu lo “sponsor” di Cristoforo Colombo e che morì solo 7 giorni prima della sua partenza. La spedizione fu voluta dalla Chiesa di Roma, nella persona di quello che il Pastor, il grande storico dei papi, ha definito “il papa marinaro” e la cui tomba in San Pietro è l’unica traslata dalla vecchia alla nuova basilica vaticana. In un omaggio strano per un pontefice, colpito da “damnatio memoriae”, grazie anche al suo successore, lo spagnolo Rodrigo Borgia, che assegnerà le terre scoperte alle teste coronate della sua Spagna. Di Innocenzo VIII non rimane molto. Oggi pubblichiamo una moneta-sigillo per la cui interpretazione abbiamo chiesto aiuto a numismatici e appassionati. Nella prima immagine si vedono da un lato lo stemma del papa, dall’altro dei personaggi di difficile identificazione a causa della consumazione dell’argento, dovuta ai secoli trascorsi e un’otturazione che ci sembrava sospetta. Le figure che si intravedono sono due? A destra San Pietro (così ritratto nelle statue della Basilica di Roma) con in mano verosimilmente una croce, o una chiave e a sinistra un’altra persona con la barba. In basso una rosa sei petali simbolo dai molteplici significati fra i quali la Madonna e la Resurrezione. Avevamo lanciato un appello per l’identificazione dei personaggi. E abbiamo avuto la risposta da Carlo Animato, che ringraziamo, il quale ci ha inviato una medaglia molto meno consumata, dove sono facilmente visibili San Pietro e San Paolo (così ritratto nelle statue sempre a San Pietro). Luca Bravi inoltre ci ha precisato che l’occlusione sarebbe il risultato di un foro, successivamente otturato (per rimettere il sigillo sul mercato) per appendere la moneta, di soggetto sacro, probabilmente al collo. Resta però il fatto che le due immagini non sono il prodotto di una stessa matrice e differiscono per più di un particolare. Anche se la presenza di una possibile terza persona viene esclusa da Animato, che dice che avremmo confuso un libro in mano a San Paolo con la testa di una persona vista di spalle e in ginocchio. Quasi sicuramente ha ragione.

Ruggero Marino firma

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PAPA INNOCENZO VIII RIUSCÌ AD UNIRE GLI ORDINI CAVALLERESCHI

Cybo San Giorgio

 

Papa Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, il pontefice che finanziò il viaggio di Colombo, riuscì nell’impresa che molti suoi predecessori cercarono di realizzare senza però mai riuscirci: l’unione tra i vari ordini cavallereschi, che spesso erano rivali fra loro. Lo testimonia l’immagine che riproduciamo. Per questo le croci sulle vele di Colombo cambiano spesso di colore e di forma, ora rosse, ora verdi, come lo stendardo con sui sbarca con la F e la Y, Ferens Yesus; croci ora singole, ora molteplici in una sintesi di eredità templari, mutuate nell’ Ordine di Rodi, del Santo Sepolcro, di Santiago e di San Lazzaro … D’altronde che Colombo fosse un cavaliere e un crociato non ci sono dubbi. Lo testimoniano molte immagini e i suoi stemmi (vedere lanci precedenti sul sito). Lo fa intendere lui stesso quando, messo ingiustamente sotto accusa, scrive che non può essere giudicato come una persona qualunque, ma come un “capitano” che si è recato in terre sconosciute per conquistare e combattere. Tanto più che come crociato partecipò alla presa di Granada contro i Mori di Spagna. E che come crociata per l’evangelizzazione di nuovi popoli va intesa la sua spedizione visto che nelle capitolazioni con i re di Spagna si parla di un’ “armada” che va alle Indie, nonostante tre sole imbarcazioni. Mentre l’impresa viene fatta soprattutto allo scopo di realizzare la santa crociata, con l’oro trovato, per la riconquista di Gerusalemme e del Santo sepolcro, in mano agli infedeli. Un impegno che Colombo ripeterà in tutti i suoi scritti e che non dimenticherà nemmeno nel suo testamento.

Ruggero Marino firma

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LE CONCHIGLIE SULLA TOMBA DI INNOCENZO VIII ALLUDONO ALL’OCEANO

conchiglia     Antonio del Pollaiolo Innocenzo VIII     Sandro Botticelli la nascita di venere

Compostela      Acquasantiera      Camino de Santiago 1769

il simbolo della conchiglia è molto diffuso, fin dall’antichità, ma si moltiplica nelle immagini e nelle sculture al tempo di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo (1484-1492). Al punto che compare ripetuta nella sua bellissima tomba del Pollaiolo in San Pietro. Un simbolo che conserveranno anche i suoi discendenti, come appare sulle finestre del Palazzo ducale di Massa dei Cybo Malaspina. Nel pieno del Rinascimento anche il Botticelli la utilizzava per il capolavoro “La nascita di Venere”. La coquille Saint Jacques o capesante era inoltre il talismano e l’emblema dei pellegrini che si recavano a Compostela per la devozione ai resti di San Giacomo, lungo il cammino di Santiago. Oltre a comparire spesso nelle chiese, dove era usato come contenitore dell’acqua benedetta, l’acquasantiera. La conchiglia è evidente richiama il mare, forse meglio l’oceano, il pellegrinaggio lungo il campo delle stelle si concludeva alla finisterrae, l’ultima propaggine dell’Europa prima di precipitare nell’Atlantico. Per Innocenzo VIII, il pontefice che il Pastor, il massimo storico del papato, definisce “il papa marinaro” e visto che siamo ai tempi della partenza di Cristoforo Colombo, probabilmente la conchiglia nascondeva molti significati sottesi.

Ruggero Marino firma

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GEM IL FIGLIO DI MAOMETTO II OSPITE-OSTAGGIO ALLA CORTE DI INNOCENZO

Gem figlio Maometto II 2         Gem figlio Maometto II quadro Pinturicchio         Gem figlio Maometto II 1

Bayezid        Bertoldo di Giovanni trionfo del sultano mehmet II        Maometto II

 

Nelle foto in alto due ritratti di Gem, presente anche al centro in un affresco del Pinturicchio. Sotto il fratello Bayazed, una medaglia commemorativa del fiorentino Bertoldo e il ritratto di Maometto II del Bellini. Questi due ultimi omaggi la dicono lunga sui rapporti fra le repubbliche italiane e l’Islam.

lettera Uno degli snodi cruciali del pontificato di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, il papa che patrocinò e rese possibile la partenza di Colombo, fu la detenzione alla corte di Roma di Gem, uno dei figli di Maometto II, che nel 1453 aveva conquistato Costantinopoli. Nella lotta fratricida per la successione al trono d’Oriente aveva prevalso Bayazed. Gem era trattato con tutti gli onori in Vaticano e fece addirittura una lezione a papa Cybo sulle vere origini del Cristianesimo, in una storia per lui falsata. Nel contempo chiedeva l’aiuto del pontefice per tornare sul trono di Bisanzio: prometteva la le restituzione di Gerusalemme e perfino di Costantinopoli. Dal canto suo Bayazet alle stesse concessioni, purché Innocenzo tenesse con sè Gem ostaggio, aggiungeva un consistente tributo annuale in denaro e una serie di reliquie, fra cui quelle di san Giovanni Battista, il profeta al quale Innocenzo aveva dedicato il suo pontificato. Su questa vicenda, completamente ignorata dagli storici di Colombo, nell’ennesima colposa voragine dei cosiddetti esperti, per la verità, si conosce ben poco. Gli studi più approfonditi in materia sono quelli di Giacomo E. Carretto. Ma se qualcuno avesse da fornirci ulteriori ragguagli ne saremmo lieti e riconoscenti.

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LE TRACCE DI PAPA INNOCENZO VIII SONO SPARSE PER TUTTA ROMA

Ostia Antica Dogana Pontificia       San Saba Santa Balbina

 

lettera L anticae tracce del pontificato di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, “il papa di Colombo”, ignorato fino a qualche anno fa dalla ricerca storica, sono sparse per tutta Roma e dintorni, a dispetto di quanti scrivono ancora, nella perfetta e perseverante ignoranza, che non fu un grande pontefice, sia dal punti di vista politico, sia da un punto di vista artistico. Purtroppo le opere più belle che commissionò, a cominciare da quelle del Mantegna, del Perugino e del Pinturicchio e altri, sono andate distrutte nel tentativo di “damnatio memoriae” operata dal successore, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, avvelenatore, lussurioso, ambizioso e primo autore di un secolare depistaggio. Nelle foto lo stemma del papa a Santa Balbina e un altro alla Dogana Vecchia di Fiumicino a fianco di quelli dei della Rovere.

Ruggero Marino firma

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IL TALISMANO PIÙ POTENTE DEL MONDO: LA LANCIA SACRA DEL DESTINO

CHE DA' L'IMMORTALITA' NELLA MANO DI INNOCENZO VIII

 

 Innocenzo VIII statua Pollaiolo evidenziata lancia

lancia sacra 01

lettera La lancia Sacra (conosciuta secondo la leggenda anche come Lancia del Destino, Lancia Santa, Lancia di Longino o Lancia di Cristo) fu la lancia, che perforò Gesù mentre era sulla croce. Il riferimento alla Lancia Sacra viene fatto solo nel Vangelo di Giovanni (19:31-37) e non nei Vangeli Sinottici. Nel Vangelo viene riportato che i Romani pensarono di rompere i piedi di Gesù, una pratica conosciuta come il“crurifragium”, che era un metodo per accelerare la morte durante la crocifissione. Ma prima di farlo i soldati Romani pensarono che forse Gesù era già morto, allora “... uno dei soldati ha perforato il suo costato con una lancia ed immediatamente è venuto fuori sangue ed acqua” (Giovanni 19:34).

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LA FAMOSA SALA DEL MAPPAMONDO A PALAZZO VENEZIA

PAPA CYBO LA TERRA COMPLETATA E LA CHIESA NUOVA

 

Andrea Mantegna fregio a sfingi e girali vegetali Roma Palazzo Venezia sala del Mappamondo        Andrea Mantegna sala del mappamondo Palazzo Venezia

La famosa sala del mappamondo (quella anche di Benito Mussolini) a Palazzo Venezia. Affrescata da Andrea Mantegna si può ammirare in grande evidenza lo stemma di papa Cybo che campeggia al centro della parete. Era il salone nel quale si trovava anche il magnifico e grande mappamondo successivamente sparito. Dove certamente compariva anche l’America. In quella stanza, che custodiva anche la lancia sacra, il 25 luglio (altra data importante nella storia del fascismo) del 1492 si spense Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo. Quasi sicuramente non di morte naturale visto che il successore fu Rodrigo Borgia, Alessandro VI, che divenne anche simbolo dell’Anticristo. Il 25 luglio curiosamente la Chiesa festeggia ai nostri tempi San Cristoforo, di cui Colombo fu l’incarnazione. Sette giorni dopo, il 3 agosto, Cristoforo Colombo partiva per il Nuovo Mondo, senza sapere che il “suo” pontefice genovese era sparito. Quando il navigatore trovò quella che credette la terra promessa la battezzò in un primo momento Juana, Giovanna, come il nome del papa. Successivamente divenne Cuba. L’etimologia del cognome Cybo è cubos o cubus a seconda del latino o del greco. La terra dell’oro fu chiamata il Cibao: perfette assonanze ad indicare la nuova pietra cubica sulla quale fondare una Chiesa nuova e diversa nell’al di là. Sulla grande parete del Mantegna compaiono curiosamente anche delle sfingi, che verranno poi adottate dalla Massoneria, come molti dei simboli relativi alla famiglia Cybo. Tra le interpretazioni della sfinge, icona dell’iniziazione e dei misteri, c’è anche questa: “la sfinge è simbolo strettamente connesso alla morte, al passaggio ad un mondo al di là”.

Ruggero Marino firma

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TRACCE A GENOVA DI INNOCENZO VIII

 Genova-01        Genova-02         Genova-03        Genova-04        Genova-05

 

Sulle pareti di un antico edificio genovese, a pendant con l'immagine di Innocenzo IV Fieschi, compare quella di Innocenzo VIII Giovanni Battista Cybo. Purtroppo la parte più importante della didascalia risulta abrasa, per cui ne è impossibile la lettura, lasciando in sospeso qualche interessante particolare della vita del Papa desaparecido.

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LA CAPPELLA CYBO A SANTA MARIA DEL POPOLO A ROMA

cappella cybo Santa Maria del popolo     rome santa maria del popolo cybo chapel large     santa maria del popolo

 

La cappella dedicata a San Lorenzo venne fondata agli inizi del ‘500 da Lorenzo Cybo, nipote di Innocenzo VIII (1488-1492). Già affrescata da Pinturicchio e decorata da artisti della bottega di Andrea Bregno, si presenta oggi nella veste acquisita in virtù del radicale rinnovamento intrapreso tra il 1680 e il 1687 dal cardinale Alderano Cybo, realizzato da Carlo Fontana. A croce greca, interamente rivestita di marmi neri e verdi, è sormontata da una cupola con affreschi di Luigi Garzi raffigurante Dio Padrein gloria; agli spigoli della crociera, sedici colonne di diaspro di Sicilia con basi e capitelli in marmo bianco. Sull'altare l'Immacolata Concezione e i santi Giovanni Evangelista, Gregorio, Giovanni Crisostomo e Agostino, olio su muro di Carlo Maratta. Sul fondo i due Monumenti funebri dei cardinali Lorenzo e Alderano Cybo, opere di Francesco Cavallini, autore anche degli angeli in bronzo dorato che sostengono la mensa dell'altare. Nel vestibolo, infine, le tele di Daniele Seyter raffiguranti il Martirio di santa Caterina d'Alessandria e di san Lorenzo (1686).

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BONIFACIO IX TOMACELLI (TOMASELLO) CYBO ANTENATO DI INNOCENZO VIII

Bonifacius IX Tomacellus Cybo         Bonifacio IX

 

Il cognome Cybo viene da molto lontano. Una famiglia illustre che, prima di Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, aveva avuto con Bonifacio IX già un pontefice del ramo Tomasello-Tomacelli. Ne sono testimonianza alcuni ritratti, come quello che ci ha inviato un discendente, Giovanni Tomasello Cybo Colonna e una statua in San Paolo fuori le mura. Da notare nel primo caso anche l’ y greca del cognome, che poi sparirà. Per nascondere le origini della famiglia. Innocenzo VIII sarà il Pietro che finanzierà il viaggio di Cristoforo Colombo.

 

 

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