FRANCO PICCHINI RECITA LA POESIA "CECILIA (IL MALE)" DAL LIBRO "LE STAGIONI DEL TURANO"

12/09/2017

CECILIA (Il male)

Hai occhi di laguna verde
liquidi e trasparenti
come non ho visto mai
distesa sul letto bianco
con le spalle nude
la ferita sul cranio
la ricrescita argento
e la testa rasata
come in un campo
di concentramento,
ma ancora bella
come un totem scolpito.
Tu così viva non sei nata
per soffrire allacciata
al respiro, il collo offeso
con tubi trasparenti
dai bottoni colorati.
Al fianco macchine
e numeri accesi di rosso
nel duello della vita,
PER LA VITA.
le labbra distorte
tumefatte si sforzano
ma non esce un suono
nelle sillabe soffiate
non si coglie il senso
mentre alzi gli occhi al cielo.
Tu così piena di energie
tu così fiera e battagliera
ora sfinita, disarmata
il corpo abbandonato
una marionetta senza fili
nella camera d’ospedale
affacciata alla campagna.
Ricordi quando al lago
raccoglievi nella mano
gli uccelli caduti implumi?
Ora sei come loro,
lo sguardo vitreo, spento
la mano che stringe appena
come stringevi la rondine,
innocente e impaurita,
come una creatura
che ha smarrito la strada.
Ti ho protetta sempre
ora non posso più.
Vorrei darti la forza
che anche io sto perdendo
come il coraggio di dirti bugie
per un domani migliore.
Non lo sanno i medici
lo sa solo il tuo angelo
se lui è mai esistito.

DA "LE STAGIONI DEL TURANO" il libro che ha vinto il "PREMIO LAURENTUM", la poesia singola che ha vinto il Premio speciale "LE ROSSE PERGAMENE."

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