TEMPLARI

ENRICO IL NAVIGATORE IL PRINCIPE CHE SPEZZÒ LE CATENE DELL’ATLANTICO

Enrico il navigatore       Cross of Ordem de Avis       Enrico il navigatore maiolica

 

Enrico il navigatore bandieraEnrico di Aviz, detto Enrico il Navigatore o principe di Sagres (in portoghese: Infante Dom Henrique o Infante de Sagres ou Navegador, Henricus in latino; Porto, 4 marzo 1394 – Sagres, 13 novembre 1460), fu Infante del Portogallo, principe della casa reale portoghese e Primo Duca di Viseu. Fu una figura molto importante degli inizi dell'era delle esplorazioni geografiche.

Biografia

Era il figlio quintogenito del re del Portogallo e dell'Algarve, João I o Giovanni I d'Aviz e di sua moglie, Filippa di Lancaster.

Suo padre, il re Giovanni I, gli fece avere una buona educazione ed una buona istruzione come ai suoi cinque tra fratelli e sorelle che arrivarono all'età adulta, Edoardo, Pietro, Isabella, Giovanni d'Aviz e Ferdinando, in un ambiente tranquillo e privo di intrighi (Il grande poeta portoghese, Luís de Camões, li cita nel racconto epico, I Lusiadi, come Ínclita geração). Nel 1414 convinse il padre a intraprendere la conquista di Ceuta, sulla costa nordafricana vicino allo Stretto di Gibilterra. Nell'estate del 1415, fu al fianco del padre e dei fratelli Edoardo e Pietro alla conquista di Ceuta, ed il giorno dopo la presa della città fu fatto cavaliere. La caduta della città, poco dopo la morte della madre Filippa (19 luglio 1415) avvenne nell'agosto del 1415 e aprì al Portogallo grandi possibilità di sviluppo commerciale. A seguito di questa impresa, l'11 settembre 1415, gli fu conferito il ducato di Viseu congiuntamente al fratello Pietro che ricevette il ducato di Coimbra (furono i primi due ducati creati in Portogallo). Sembra che siano iniziati nel 1416 i lavori di costruzione della villa del Principe nell'attuale località di Sagres, accanto al Capo di San Vicente, nell'Algarve, all'estremità sudoccidentale del Portogallo. La città conobbe una rapida crescita come polo tecnologico d'eccellenza dell'epoca nel campo della navigazione e cartografia, con un arsenale reale, un osservatorio e una scuola per l'insegnamento di queste materie alla nuova marineria portoghese. I risultati di questa ricerca furono la caravella, la diffusione dei portolani e il perfezionamento della bussola. Jehuda Cresques, un famoso cartografo ebreo, fu chiamato da Maiorca e venne a Sagres per dedicarsi alla raccolta della somma delle conoscenze geografiche, ma soprattutto insegnò ai portoghesi a fare le mappe.

 

Croce dell Ordine del CristoScoperte geografiche

Uno dei primi risultati di questa attività sarebbe stata la riscoperta di Madera e Porto Santo, verso il 1419 per opera di João Gonçalves Zarco e Tristão Vaz Teixeira, che sarà prontamente colonizzata.

Il 25 maggio 1420, Enrico fu nominato Gran Maestro dell'Ordine del Cristo, un ordine religioso e militare fondato, nel 1319 dal re Dionigi per incorporare le proprietà dell'Ordine dei Templari, soppresso da papa Clemente V il 3 aprile 1312. Questa carica lo accompagnerà per tutta la sua vita di fervido e operoso cristiano. Per quanto riguarda l'esplorazione dell'Oceano Atlantico, la nomina fu importante in quanto le vaste rendite dell'Ordine aiutarono a finanziare le spedizioni atlantiche, la vera passione del principe. Nel 1427, Gonçalo Velho ed altri scoprivano le prime isole Azzorre. Anche queste isole disabitate furono presto colonizzate. Alla morte del re suo padre, nel 1433, il fratello del Principe Enrico, il figlio maggiore, Duarte, salì al trono come Edoardo I e gli concesse un quinto dei proventi commerciali ottenuti dalle zone appena scoperte, assieme all'esclusiva del diritto di esplorazione oltre Capo Bojador. All'epoca, il Capo Bojador, sulla costa nord-occidentale dell'Africa, era il punto più meridionale sulla costa dell'Africa conosciuto in Europa. Gil Eanes, fu il primo a oltrepassarlo nel 1434, dimostrando l'infondatezza delle superstizioni sui territori ignoti che si trovavano più a sud. Infatti già nel 1436 le navi portoghesi arrivarono al Rio do Ouro, aprendo la strada a un'ulteriore esplorazione verso sud della costa africana. A questo punto però i viaggi vennero interrotti per qualche anno. Anzitutto per la disastrosa spedizione di Tangeri del 1437 e poi per la disputa per la reggenza. Nel 1441, ripresero i viaggi e nel frattempo continuava la colonizzazione delle Azzorre.

Enrico il navigatore mappa rotteCon lo sviluppo di un nuovo tipo di nave, la Caravella, in grado di reggere meglio il mare Atlantico burrascoso, le spedizioni conobbero ulteriore impulso. La penisola di Capo Bianco fu raggiunta nel 1441 da Nuno Tristão e Antão Gonçalves e la Baia di Arguim, a sud della penisola di capo Bianco, fu scoperta nel 1443, e nel 1448 vi veniva costruito un insediamento fortificato. Tra 1444 e 1446 circa cinquanta caravelle partirono da Lagos e si spinsero per 450 leghe oltre capo Bojador. Dinis Dias raggiunse le foci del fiume Senegal e doppiò il Capo Verde (1444). dopo si iniziò l'esplorazione della Guinea. Furono così raggiunte le stazioni commerciali a sud del grande Deserto del Sahara. Uno degli obiettivi di Enrico era aggirare le rotte carovaniere del Sahara e rendere accessibili via mare le ricchezze dell'Africa meridionale. A partire dal 1452 il flusso di oro giunto in Portogallo era sufficiente a coniare i primi cruzados d'oro. A partire dal 1450, Alvise Cadamosto esplorò le coste africane dell'Atlantico arrivando al fiume Gambia nell'attuale Senegal e, tra il 1455 ed il 1456 scoprì (probabilmente avvistò le isole senza esplorarle) le prime cinque isole dell'arcipelago di Capo Verde. Antonio da Noli vi giunse negli stessi anni e le esplorò e poi le colonizzò.

Enrico il navigatore monumentoNel 1459 un geografo, cartografo e monaco camaldolese veneziano del XV secolo, Fra Mauro, gli inviò in Portogallo un planisfero del vecchio Mondo (oggi perduto), ordinatogli da Enrico. Nel 1460 la costa africana era stata esplorata fino all'attuale Sierra Leone. Ventotto anni dopo, Bartolomeo Diaz confermò che l'Africa era circumnavigabile, raggiungendo il punto più a sud del continente africano (oggi si chiama Capo di Buona Speranza). Nel 1498, Vasco da Gama, per primo, dal Portogallo raggiunse l'India. Però Giovanni, il conestabile del Portogallo e Pietro, duca di Coimbra, erano contrari all'iniziativa; avrebbero preferito evitare un conflitto con il re del Marocco. I fatti dettero loro ragione. L'attacco a Tangeriebbe successo, ma a prezzo di alte perdite umane e ben presto la città fu perduta. Enrico, per preservare l'esercito da ulteriori perdite, si accordo per una tregua, lasciando il fratello più giovane, Fernando, in ostaggio del sultano del Marocco; la tregua fu rotta, sembra dai Mori, e, non essendo riusciti a trovare un accordo, Fernando rimase prigioniero e fu trasferito a Fes, dove, in seguito, morì in prigionia. La reputazione militare del principe Enrico fu gravemente macchiata, anche perché fu ritenuto responsabile della cattura del fratello (pensò a mettere in salvo l'esercito) e negli ultimi anni della sua vita il principe si dedicò soprattutto all'amministrazione interna. Enrico morì a Sagres il 13 novembre del 1460 e fu tumulato nel Monastero di Batalha. Enrico il Navigatore è passato alla storia come un personaggio alquanto misterioso, spinto da motivazioni non sempre chiare [senza fonte]; Il suo ruolo nel progresso scientifico della navigazione è oggetto di discussioni e distinguo, ma senza dubbio fu tra i personaggi che diedero impulso alla espansione oltremare del Portogallo. Studi recenti [senza fonte] tendono a ridimensionare il ruolo del Principe e della scuola nella espansione oltremare del Portogallo, arrivando a definirla talvolta come un mito senza fondamento storico.

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Da ricordare che Cristoforo Colombo viaggiò con la croce rossa sulle vele con i Cavalieri di Cristo in Portogallo che erano i Templari i quali avevano solo cambiato nome.

Ruggero Marino firma

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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