immagine di apertura

"La verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata; nella seconda ci si oppone violentemente; infine, la si accetta come ovvia."

"Li riconosci gli stupidi, sono quelli che non cambiano mai idea. Neanche davanti all'evidenza."

 

 

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INNOCENZO VIII, GIOVANNI BATTISTA CYBO, IL PAPA... AMERIKANO.

 

FU LO "SPONSOR" DEL PRIMO VIAGGIO DI CRISTOFORO COLOMBO NEL 1492

 



Innocenzo Vaticano       Colombo-nero 

 

lettera Una stupenda immagine della parte superiore del monumento funebre di Innocenzo VIII, che si trova nella Basilica di San Pietro. La foto è stata concessa dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano, che sentitamente ringraziamo, in via del tutto "eccezionale". Eccezionale è l'aggettivo più ricorrente nella richiesta del Cardinale francese Donnet che redasse la postulazione per introdurre la causa di beatificazione di Cristoforo Colombo. Nella statua di Antonio Pollaiolo il pontefice con la destra è in atto benedicente, mentre con la sinitra stringe la lancia di Longino, il soldato romano, che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce per accelerarne la morte. L'alabarda è stata inseguita da alcuni dei più grandi protagonisti della storia, da Carlo Magno ad Hitler, perché darebbe a chi la possiede il dominio del mondo intero. A destra il ritratto più conosciuto e veridico di Cristoforo Colombo opera del Ghirlandaio. Si noti la somiglianza fra i due personaggi.

Per saperne di più, leggi gli articoli all'interno del sito. leggi tutto

 

 

decorazione

FUNDRAISER FOR COLUMBUS AND THE AMERICA'S REDISCOVERY

Innocenzo Vaticano         Colombo nero        Ruggero Marino ritratto con libro

 

england

FUNDRAISER FOR COLUMBUS AND THE AMERICA'S REDISCOVERY

 

lettera i  have been searching for the truth since 1990, and have published four books and am constantly updating this website. My work concerns the TRUTH about one of the most important events in human history: the “discovery” of America. This event represents the beginning of the modern era and it changed the entire course of human history and led to the Renaissance. With the rise of the “other world”, as Columbus correctly called it, the crisis in longstanding beliefs and dogmas changed the political and economic balance in the West.
After more than 28 years of researching documents and finding innumerable clues I have reached the conclusion that what we have been told for over 500 years represents the greatest deception in the history of mankind. In order to continue to shed some light on this labyrinth in which lies have predominated, my single-handed effort to uncover the truth now requires additional outside financial support to continue my research. I need to acquire books, both old and new, to travel and enlist the assistance of archivists and paleographers, and maintain and constantly update this website. In short, to dispel the fossilized myths that prevailed over the centuries. I have only been able to do so with the financial help of many contributors. My goal is to reconstruct an historical path populated with forgotten or shadowy figures, staring with the “desaparecido” Pope who was Christopher Columbus’s real patron -- the Genovese citizen Giovanni Battista Cybo, afflicted with “the damnatio memoriae” -- who was eliminated by his successor the infamous Alexander VI, Rodrigo Borgia. The New World was handed over to Spain by a Spaniard.
During that period as never before, the quest for unity in diversity constituted an attempt to square the circle in more ways than the geographical, with the expansion of the known world. It is with the hope that this recent definitive effort to enlist financial support will result in new and better research as I attempt to discover the truth. There is no guarantee that I will succeed but I will express my gratitude by recognizing donors in my future reports and publications that aim to rewrite history. I seek to record the story based on truth and justice. It is no coincidence that Christopher Columbus said “Truth always triumphs”. And his tomb bears the words: “Let me not remain in confusion throughout eternity.”

TO DONATE NOW, GO TO: https://www.gofundme.com/COLUMBUS-AND-THE-AMERICA-S-REDISCOVERY

 
VIDEO-DOCUMENTARY SHOWN IN THE MOST IMPORTANT ITALIAN TV CHANNEL (RAI) ON 08/21/2017 (ENGLISH SUBTITLES)

 

 

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RACCOLTA FONDI PER COLOMBO E LA RISCOPERTA DELL'AMERICA

Innocenzo Vaticano         Colombo nero        Ruggero Marino ritratto con libro

 

lettera D legnoal 1990 inseguo la verità. Con quattro libri pubblicati e un sito (www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com) in continuo aggiornamento. La VERITÀ su uno degli avvenimenti più importanti nel cammino dell’umanità: la “scoperta” dell’America. Dalla quale si fa iniziare l’era moderna e che rivoluzionò il corso degli eventi umani in pieno Rinascimento. Con l’avvento dell’ “otro mundo”, come giustamente lo chiamò Colombo, furono messi in crisi i dogmi della fede e cambiarono gli equilibri politici ed economici dell’Occidente.
Dopo oltre 28 anni sono giunto alla conclusione, sulla base di documenti ed innumerevoli indizi, che quanto ci hanno raccontato da 500 anni rappresenta il più grande inganno nella storia dell’uomo. Per continuare a fare luce in questo labirinto, dove la menzogna ha prevalso fino ad ora sulla verità non basta la tenacia del singolo senza il supporto di una spinta finanziaria, che consenta di continuare a vasto raggio le indagini. Acquisto di libri d’epoca e recenti, viaggi, l’aiuto di archivisti e paleografi, di ricercatori, l’apporto di un tecnico per l’aggiornamento del sito … sono necessari per andare avanti, per poter scardinare una tradizione ingessata nei secoli. In un impegno economico, che richiede un apporto esterno da parte di appassionati e non. Per ricostruire un percorso costellato da personaggi fatti sparire o rimasti nell’ombra a cominciare dal papa “decaparecido”, che fu il vero “sponsor” di Cristoforo Colombo, il cittadino genovese Giovanni Battista Cybo, colpito da “damnatio memoriae” e che fu cancellato dal successore il famigerato Alessandro VI, Rodrigo Borgia. Uno spagnolo che consegnò il Nuovo Mondo agli spagnoli.
Mai come in quel tempo si cercava l’unità nella diversità, che doveva compiersi nella quadratura del cerchio non solo geografica, con il raddoppio del mondo conosciuto. E’ in vista di un ulteriore, speriamo definitivo, sforzo che facciamo appello a quanti possono essere in grado di sostenere e supportare in denaro questa sfida. L’investimento è a rischio, perché non è sicuro che ci sarà un ritorno. Ma l’altra faccia della medaglia è l’opportunità, con i dovuti ringraziamenti che verranno messi nelle nuove pubblicazioni, di partecipare a riscrivere la storia. Per ricondurla sui binari della verità e della giustizia. Non a caso Cristoforo Colombo scriveva “la verità trionfa sempre” e sulla sua tomba si legge: “Perché io non sia confuso in eterno”. Grazie comunque.

PER EFFETTUARE UNA DONAZIONE VAI SU: https://www.gofundme.com/COLUMBUS-AND-THE-AMERICA-S-REDISCOVERY

 

VIDEO-DOCUMENTARIO ANDATO IN ONDA SU VOYAGER (RAI) IL 21/08/2017

 

 

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UN NUOVO LIBRO CHE PRESENTA NOTIZIE INEDITE SU CRISTOFORO COLOMBO

 

copertina libro Marisa Dolente Colombo viaggio per i Borgognoni

La copertina del libro, appena uscito, della signora Marisa Dolente, che promette nuove rivelazioni sulla vita, ancora avvolta nel mistero, di Cristoforo Colombo.

 

 

 

Paolo Lagazzi copertina libro Mondo uovo 

 

 

UN LIBRO CHE SVELA LE TROPPE LACUNE
DELLA RICERCA STORICA E GEOGRAFICA

copertina libro pionieri degli oceani

OMNIBUS

 

OMNIBUS

 

IL PESCIOLINO CHE INVENTO' IL SESSO

di Anna Meldolesi

Il-pesciolino-che-invento-il-sesso

Lo scenario è un fondale marino di 380 milioni di anni fa. I protagonisti sono una femmina e un maschio diMicrobrachius, una specie di pesciolini lunghi pochi centimetri e ricoperti da una corazza. I due animali si dispongono uno di fianco all’altro, vanno a braccetto con le pinne anteriori e in questa posa bizzarra i loro corpi si fondono. È la scena di sesso più antica del mondo, appena ricostruita su Nature. L’accoppiamento laterale è reso possibile dall’organo maschile a forma di L. Due piastre, simili a due strisce di velcro, lo agganciano in corrispondenza dell’organo femminile. L’abbraccio serve a mantenere la posizione, che i ricercatori paragonano a una figura della quadriglia ma ha piuttosto l’ardore di un tango. La paleontologia a luci rosse non è soltanto un divertissement. L’origine del sesso, infatti, interessa gli scienziati sin dai tempi di Darwin. Si è creduto a lungo che i primi vertebrati si riproducessero deponendo le uova all’esterno e poi spruzzandole con gli spermatozoi, come fa tuttora la maggior parte dei pesci. Il primitivoMicrobrachius, però, con le sue arti amatorie racconta una storia più complicata. La fecondazione interna, e dunque il sesso, sarebbero stati inventati, dimenticati e reinventati nel corso dell’evoluzione. Forse perché qualche gene fondamentale si è spento in alcuni animali e riacceso in altri. Ad aprire la strada, comunque, sarebbe stato questo pesciolino tra Scozia, Cina ed Estonia, i luoghi di rinvenimento dei fossili di Microbrachius. Ricordatevene la prossima volta che stringerete la persona che amate, è l’invito del primo firmatario dello studio, John Long.

(L’articolo è stato pubblicato sul Corriere della sera il 21 ottobre 2014; per l’immagine il Credit è  Dr Brian Choo, Flinders University)

 

 

LE AMAZZONI TRA STORIA E LEGGENDA

di Anna Meldolesi

 

Le Amazzoni sono esistite davvero, nelle steppe del I millennio a.C., anche se molte delle cose che crediamo di sapere su di loro sono sbagliate. Quali? Potete scoprirlo qui, su La Lettura,Le-Amazzoni-tra-storia-e-leggenda dove cerco di spiegare anche perché hanno avuto tanto successo nella cultura antica e moderna, perché le abbiamo mitizzate insomma. C’è chi dice che la psiche greca abbia inventato le Amazzoni per poterle uccidere, e in effetti nei miti greci la regina guerriera di turno finisce puntualmente uccisa dall’eroe greco, a differenza di quanto accade nelle leggende asiatiche in cui spesso e volentieri è lei a vincere. Particolarmente suggestivo è il confronto tra il mito greco di Pentesilea e quello caucasico di Amezan, dal cui nome potrebbe derivare la parola Amazzoni. Nel primo mito Achille sconfigge Pentesilea, che era accorsa a combattere dalla parte di Troia, ma togliendole l’elmo resta sconvolto dalla bellezza della guerriera morente e desidera di non averla mai uccisa. Nel secondo è Amezan che uccide senza saperlo il nemico di cui è innamorata e poi, disperata, si pianta uno stiletto nel cuore. Le Amazzoni greche comunque non sono solo una trovata misogina. Gli artisti greci infatti non amavano rappresentarle nel momento della sconfitta: le scene di Amazzonomachia sono dei fermo-immagine carichi di suspense, in cui tutto può ancora succedere. E per quanto riguarda i miti, resta il fatto che una morte in battaglia è una morte gloriosa, mentre agli eroi maschi spesso tocca in sorte una dipartita assai poco eroica (avvolti da una tunica in fiamme, sbalzati giù dal cavallo alato, precipitati da un dirupo e via continuando). Insomma le cose sono assai più complicate di come potrebbe sembrare. Oltre al bellissimo libro di Adrienne Mayor che ha ispirato il mio articolo ( “The Amazons. Lives and legends of warrior women across the ancient world” , Princeton University Press, 2014), segnalo una ricerca condotta dalla stessa storica della Stanford University insieme a David Saunders del Getty Museum e al linguista John Colarusso. Gli studiosi hanno decifrato le iscrizioni apparentemente prive di senso presenti su alcuni vasi greci (Hesperia, vol. 83, 2014) ricostruendo il nome di alcune delle Amazzoni dipinte, tra cui “Grido di battaglia”, “Armata di spada”, “Fianchi bollenti”. C’è poi tutto il filone pop delle Amazzoni di teatro e cinema. La prima attrice a scaldare il pubblico americano interpretando un’Amazzone è stata Katharine Hepburn nel 1932 a Broadway, nei panni di Antiope. Una rassegna ragionata delle eroine della cultura popolare è “The modern Amazons. Warrior women on-screen” di Dominique Mainon e James Ursini (Limelight Editions, 2006). Qui si propongono nove requisiti, tra cui la propensione per lo scontro fisico, la non subalternità ai personaggi maschili, il rapporto di sorellanza con le altre donne, la provenienza da una civiltà perduta, la sessualità atipica. Per rientrare nella categoria dellemoderne guerriere del cinemaun personaggio femminile deve soddisfarne almeno due o tre.

L’immagine in apertura del post è un collage di tre opere di Verena Kälin ispirate alle donne delle tribù nomadi della Scizia, le vere Amazzoni insomma.

 

 

ADAMO METTE LA MARCIA INDIETRO

Adamo fa le bizze. E l'antropologia è costretta, suo malgrado, ad adottare la "tecnica del canguro". Con continui balzi. Ma all'indietro. Gli ultimi rinvenimenti, annunciati quasi in contemporanea e su diversi fronti geografici, qualora dovessero essere confermati ulteriormente, attraverso i meticolosi accertamenti, basterebbero da soli a rimescolare le carte dell'origine del genere umano. E sarebbe essere facili profeti avanzare sin d'ora il dubbio-certezza che le sorprese non sono certo finite. Il sapere scientifico si basa su ciò che c'è. La regola resta valida. Bisognerebbe avere l'umiltà di avvisare che simili verità potrebbero essere quanto meno e quanto prima contraddette da ciò che non c'è e soprattutto da ciò che potrebbe esserci. Si eviterebbero incidenti di percorso come quelli che hanno sottoposto ad un fuoco di fila di nuovi interrogativi, con le scoperte più recenti, il sapere degli antropologi. A cominciare dal cranio di un eurasiatico rinvenuto a Damnisi, in Georgia, spuntato come un alieno, visto che risalirebbe ad un milione ed ottocentomila anni fa. Un individuo piccolo e giovane, forse una donna, dalle dimensioni "eccezionalmente piccole" ed una capacità cerebrale di 600 cc. circa. Considerato una specie di "anello mancante" tra Homo erectus ed i primi rappresentanti del genere Homo, arrivato fino ai confini dell'Europa. Il guaio è che l'ominide dai grandi canini di Damnisi fa retrodatare la comparsa della specie in quelle zone di 800.000 anni, visto che dovrebbe discendere dall'australopiteco africano, che si sarebbe allontanato dalla sua "culla", grazie anche al suo cervello, solo un milione di anni fa. Dividendosi per sempre dal "parente" scimpanzé. Chi è dunque l'uomo di Damnisi?
Se l'Eurasia chiama, l'Africa prontamente risponde. Ed ecco affiorare dalle sabbie del Sahara quello che è stato definito "il cranio più antico della storia". E'riemerso nel Ciad settentrionale, è stato battezzato "Sahelantropus tchadensis" e soprannominato Toumai, che nella lingua indigena vuol dire "speranza di vita" ed indica i bambini nati prima della stagione secca. "Il volto appare piatto, con tratti poco pronunciati, e poi c'è il canino, piccolo rispetto a quello degli scimpanzé". Caratteristiche che lo avvicinano molto all'uomo". Ma quale uomo visto che Toumai si colloca fra 7 e 5 milioni di anni fa? Una nuova specie? dal cervello di appena 320-350 centimetri cubici. Lo scopritore, il francese Brunet, come tutti gli scopritori non ha dubbi:"E' stato molto emozionante aver tra le mani l'inizio della linea evolutiva che ha portato al genere umano". In attesa di ulteriori sviluppi si può solo rilevare che i due crani, secondo lo schema dell'evoluzione finora codificato, sono stati trovati dove "non dovevano essere". La natura, la realtà si tolgono così il gusto di sovvertire il presunto primato della scienza, come giocatori che spariglino le carte, mettendo in crisi l'ortodossia.
A questo punto continuare a pensare che l'Africa sia stata l'unica culla diventa difficile, come ancora più difficile è continuare a credere che, grazie alla crescita della materia cerebrale i primi ominidi si siano convertiti in emigranti dal ceppo originario del continente nero. Difeso strenuamente come unica "culla", per il fatto che l'uomo doveva discendere dalle scimmie, cominciando a trovare la sua individualità, nel corso dell'evoluzione, quando si sollevò sui piedi, nella posizione eretta, per meglio muoversi, in fase di difesa e di offesa, nelle erbe alte della savana. Ora si rispolvera un multiregionalismo, che porrebbe in migrazione un "cespuglio" di australopitechi, che avrebbero proceduto gli "eretti" alla scoperta del mondo. Con buona pace di un albero genealogico che procedeva in maniera rettilinea. E il motore-cervello? Un organo come un altro. Gli antenati non si sarebbero mossi sulla spinta dell'accresciuta materia cerebrale, ma sull'onda di un impulso iscritto nel Dna fin dalle origini del genere umano. Uomini delle caverne si, ma già potenziali Ulissi. Figli di una scintilla primigenia, divina o meno, anche nell'aspetto ferino e sotto il manto di pelo. Almeno fino alla prossima puntata.

 

DACCI OGGI IL NOSTRO CERCHIO QUOTIDIANO

Sembrano il codice cifrato di un Archimede pitagorico maniacale. Una via di mezzo fra matematica ed arte, segno e messaggio, simbolo e mistero. Il passatempo di un buontempone ispirato, lo scherzo di un vagabondo delle stelle, la rifrazione attraverso qualche satellite (come suggerisce qualcuno di nostra conoscenza) di una tecnica e di una comunicazione incomprensibili, un fenomeno naturale, che sfugge ancora alle capacità di indagine e spiegazione? Interrogativi senza risposta. Nondimeno continuano ad affascinare con i loro rebus irrisolti, con quelle forme ai confini di un talento tanto inedito quanto inesauribile. Che usa la natura per dare corpo alle sue criptiche creazioni. Quasi possa esserci un “architetto” alle spalle, che si diletta a giocare a nascondino. In una forma cangiante, che non ha corrispettivi nel nostro sapere e che tutt’al più ricorda i maghi dei gessetti, che colorano con le loro figure i marciapiedi o il caleidoscopio, nel quale affondavano un tempo gli occhi curiosi e rapiti dei bambini. Quando i gadget tecnologici erano di là da venire. Parliamo, naturalmente, dei cerchi nel grano. Li offrono le televisioni sulla linea di confine, ne parlano riviste specializzate, ma la ricerca-che-non cerca, quella che, quando si confronta con una novità “impossibile”, la rimuove al punto da considerarla ininfluente e persino inesistente, li ignora con tenacia. Fece più scalpore mediatico il fatto, veramente incredibile, che ad eseguirli fossero due vecchietti. Evidentemente dotati, fra l’altro, del dono dell’ubiquità. La verifica sul campo dimostrò che la rudimentale tecnica artigianale e naive dei due arzilli burloni non aveva nulla a che vedere con la perfezione degli autentici cerchi nel grano. Che si moltiplicano, fra l’altro, ad un ritmo e con una fantasia impressionante. Da dove vengono, cosa rappresentano, chi li esegue, a cosa servono? Sono un’esercitazione fine a sé stessa o hanno un senso? Sono “trasmissioni” singole o fanno parte di un disegno generale? E’ un linguaggio figurativo-numerico, una geometria a suo modo sacra? Non è facile rispondere. Una delle chiavi è indubbiamente quella che persegue lo stesso direttore di questa rivista, Adriano Forgione, in tandem con Alfredo Di Prinzio. Percorrono una pista simbolica, dai riscontri tanto plausibili quanto inquietanti. Che se non risolve la litania dei perché, avanza una lettura tanto fascinosa quanto possibile.
Noi sul tema siamo profani, ma ci pare che due, tuttavia, siano gli elementi fondanti, ricorrenti dei “crop circles”. La figura del cerchio ed il grano. Perché il cerchio, perché il grano? A questo punto può soccorrere ancora il simbolo.

 L’uno e l’altro hanno valenze universali e universalistiche. Il cerchio è figura geometrica per eccellenza, la forma per Platone più perfetta; è sole e luna, la cui unione è l’opera ultima. Stonehenge, come molti templi sono circolari, Atlantide era una serie di circoli concentrici di terra e d’acqua. Il cerchio non ha un inizio, non ha una fine, nel suo perimetro l’alfa si confonde con l’omega. Il cerchio è un Dio perennemente al centro di ogni cosa. Il movimento delle sfere, con la sua musica celeste, ha un andamento circolare. L’eternità, l’ouroboro, è un serpente, che si morde la coda. Il cerchio alchemico è oro e la “quadratura del cerchio” è il superamento della materia, per un uomo che torna al divino. Un cerchio di scongiuro disegna il mago, un cerchio luminoso diventa aureola, tre cerchi uguali sono la Trinità… 

Allo stesso modo il grano, che è messe, che è spiga, che è farina ed infine pane. Emblema di fecondità, di attributo solare, di Cristo (il chicco divino), di germinazione e crescita, di comunione ed eucaristia, quindi di rigenerazione e resurrezione. Un fascio di spighe è “l’integrazione imposta dall’unione forzata nella molteplicità” è l’insieme “dei poteri psichici integrati e diretti verso finalità”. Anche la Madonna è un covone di grano (Cristo) e il suo manto è di spighe. Il “Cantico dei cantici” aggiunge: “Il tuo ventre è un mucchio di grano”, mentre nel Vangelo di Giovanni Gesù afferma: “In verità, in verità vi dico se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo. Se invece muore produce molto frutto”. Il pane è il pane della vita, che si moltiplica con i pesci, è nutrimento soprattutto spirituale, come sull’altare, insieme al vino. “Il cammino del pane – dal chicco di grano, che viene sprofondato nel buio solco del terreno, dal campo che si tinge delicatamente di verde, dall’ondeggiante e dorato mare di spighe, attraverso il lavoro della mietitura e della trebbiatura, il processo della macinazione del setaccio, la preparazione dell’impasto e la cottura al calore del forno, fino alla sua generale distribuzione sul desco familiare, - ebbene, ogni tappa della trasformazione di questo cibo è densa di valenze simboliche, e testimonia il cammino compiuto della civiltà umana”.
Forse tutto questo e altro ancora i cerchi non lo dicono. Ma quanto sarebbe bello, se lo dicessero con i loro meravigliosi ed enigmatici geroglifici!

 

THOR HEYERDHAL, IL GRANDE SEMINATORE

Se ne è andato nel silenzio. Le pagine dei giornali, così pronti a mettere in evidenza le notizie dell’inutile, hanno trattato la sua uscita di scena come un avvenimento minore. Eppure ci ha lasciato un gigante. Forse un inconsapevole erede di quella stirpe sparita alle origini del tempo. Thor Eyerdahl aveva 87 anni. Dal 1958 viveva in un piccolo centro della Liguria, abbarbicato di fronte al mare. Quel mare che, da Colombo al norvegese, è come una sorta di virus. Che si insinua nell’animo dell’uomo, facendone in qualche modo un clone dell’Ulisse omerico. Anche se Eyerdhal, quando arrivò in Italia, il primo “folle volo” l’aveva già compiuto. La sua è una leggenda fatta di intuizioni. Puntualmente sperimentate sulla propria pelle e sul campo. A rischio della vita. A dispetto del coro degli scettici. Heyerdhal non poteva produrre documenti, perché la documentazione di quanto asseriva non poteva esistere. Ha portato prove. Non è bastato. Perché non c’è avversario più ostico di quella cultura ottusa, che si trincera sulle proprie posizioni e che, come le tre scimmiette non vuol vedere, non vuol parlare, non vuole soprattutto sentire. Poiché quanto andava sostenendo provocava solo lo scherno degli studiosi Heyerdhal si convertì in un antenato: come un antenato lasciò libri e carte per prendere il mare. Era convinto che la Polinesia era stata raggiunta e popolata dalle genti del Perù. Che l’origine asiatica di quelle etnie era una menzogna. Aveva individuato una mole di indizi a sostegno delle sue teorie. Tutti replicavano che una simile impresa era impossibile. Andò nella foresta dell’Ecuador, tagliò i tronchi di legno di balsa nella giungla, li scortecciò come facevano gli antichi Incas, li legò con funi di canapa. Costruì una zattera con due alberi ed una vela quadrata, che innalzava il volto barbuto del figlio del sole: la chiamò “Kon Tiki” (nella lingua kechua degli indios Kon Tiki significa appunto “figlio del sole”, che in seguito si tramuterà nel Virakocha delle leggende inca). Un vegliardo, nell’isola di Fatuhiva, mentre era in luna di miele, gli aveva raccontato: “Fu Tiki, dio e capo a guidare i nostri lontani genitori su queste isole”. Furono il genio ed il coraggio a guidare Thor, cinque compagni ed un pappagallo, attraverso 8000 chilometri di oceano. Una capanna di bambù intrecciato e foglie di banana come riparo, un rudimentale timone come strumento di navigazione. Il cibo l’offriva l’acqua salata dove pescavano, squali compresi. Per centouno giorni il loro mondo fu soltanto una sfida quotidiana all’elemento liquido, che spesso mostrava i muscoli a quel drappello di argonauti pazzi. Lasciano Callao, sulla costa peruviana, il 28 aprile 1947. Il 7 agosto finiscono contro la barriera corallina dell’arcipelago di Tahiti: nell’atollo di Raroia, che fa parte delle Tuamotu. Thor aveva 33 anni. Il Pacifico era domato. I Moai dell’isola di Pasqua potevano avere individuato la loro origine. Non erano domati gli scienziati, che non si sporcano mai le mani e rimangono avvinghiati ai libri scritti e alla zattera rassicurante del già noto. Ma Heyerdhal era un vichingo inarrendevole, un Erik il Rosso nato per seminare dubbi nel grande stagno del sapere e della conoscenza. Effettuò altre “traversate impossibili”. Con barche di papiro battezzate “Ra”, come avrebbero potuto fare gli antichi egizi, superò l’Atlantico, salpando dal Marocco. Ancora una volta il gioco delle correnti, nelle quali confidava, gli fece raggiungere le Barbados. Alla sua veneranda età andava ancora a caccia di piramidi, cercando un nesso fra civiltà precolombiane ed Egitto. Studiava i Sumeri e inseguiva Asgaard, la mitica residenza del re dei vichinghi. L’evidenza delle sue avventure, dei manufatti e del buon senso spingevano le sue vele. Etnologi ed antropologi remavano contro. Resta un gigante che ha navigato sempre controcorrente. Lasciandoci, come sanno fare i grandi, una serie di interrogativi. Sui giornali, lo ripetiamo, poche righe. Titoli, che in gergo, vengono chiamati da “taglio basso”. Viene da pensare alle pagine intere dedicate alla scomparsa recente di qualche tifoso piuttosto noto, come l’avvocato Prisco o la madre di Cecchi Gori. Quali furono i loro grandi meriti, oltre a quelli della passione sportiva? A questo punto il dubbio si dilata, per abbracciare i troppi temi irrisolti del tempo che viviamo. Che pure si dice orfano e recrimina sul tramonto di valori e virtù. Che non riesce nemmeno a riconoscere la grandezza di un cacciatore di verità, di un cavaliere del mondo e del mare. Di un esploratore che cercava in terra l’anima dell’uomo.



 

IMPARA L'ARTE E ARRETRALA NEL TEMPO

In principio fu il verbo, la parola. Da cui tutto è cominciato e con quel che ne è seguito. Che non è stato poco. Parola come scrigno misterico, come sequenza di suoni, di consonanti e vocaboli, in grado di celare e disvelare al tempo stesso il segreto dell'esistenza, l'espressione del divino. Parola che può tramutarsi in segno, simbolo o puro disegno, ovvero arte. Che spesso è scrittura, che procede per immagini. Parola e segno come alba del mondo. Non a caso, nei secoli che ci hanno preceduto, chi aveva il dono della parola come della scrittura, quindi del segno, era venerato come un essere superiore. Così l'artista è un tramite con il divino. Siamo ere distanti dal nostro linguaggio e dai segni di tutti i giorni, ridotti a pura espressione meccanica o mnemonica, per lo scambio di comunicazione fra gli esseri umani. Specie in tempi di cosiddetta comunicazione globale, ma anche di totale incomunicazione, mai così lontani, rispetto al passato, dalla parola-segno sorgente; specie in un'epoca mediatica, che cerca di fare della parola e dell'immagine un'arma, sulla scia di un futuro (già in parte pericolosamente presente) da consegnare per qualcuno ad un "grande fratello" di orwelliana memoria. Sulla scorta anche di quella caricatura, costituita dall'omonima trasmissione televisiva. Esempio di audience a basso prezzo e di un uso della parola, del linguaggio, della comunicazione e del messaggio quanto mai caduti in basso.
Abbia o non abbia un'anima la parola-segno, anche qualsiasi linguaggio, come ogni manifestazione che lo traduce in segnale, ha bisogno per la scienza di un'origine precisa. Nella necessità di riempire a tutti i costi gli spazi vuoti dell'incognito. Probabilmente dell'inconoscibile. Sappiamo ancora troppo poco di noi per stabilire con sicumera da quando la "favella", pronunciata e tracciata, ha accompagnato l'essere, da quando si è trasformata in un'eredità orale, scritta o "picta", da affidare ai posteri. Nondimeno i sacerdoti dell'ortodossia hanno bisogno di date, di caselle, di scadenze. Anche quando queste si basano su pochi dati e su moltissimi omissis. In un'erudizione che cerca di mettere dei punti fermi che, nel tempo, servono solo a porre altrettante barriere all'avanzare della conoscenza. In un processo scontato. Se si dà, difatti, attraverso studi, che possono durare una vita intera, un incipit, come lo si

 può rinnegare all'apparire di elementi nuovi e stravolgenti? Sarebbe come un darsi la morte. E sul cammino della scienza sono pochi gli "esperti" disposti ad un venerabile e intellettuale harakiri, al sacrificio. Più facile, più semplice, più pratico osteggiare il nuovo. 

Ma la vita è fatta di sorprese. Così di colpo la prestigiosa pubblicazione "Science" ha dovuto fare arretrare la "nascita" dell'arte a 77.000 anni fa. I record sportivi dell'uomo vanno avanti per frazioni, a volte infinitesimali di unità. Quelli della cosiddetta scienza sono costretti a balzi da canguro scomposti. Persino risibili. Fino a ieri la "nascita" dell'arte aveva la metà degli anni. E' invecchiata repentinamente. Tutto è dovuto alla scoperta in Sudafrica, presso Città del Capo, a Blombos Cave nel 1999, di ottomila frammenti di ocra, di cui sette "con possibili incisioni e due con incisioni certe", oltre al rinvenimento di vari oggetti di pietra scheggiata. Fino a ieri si era decretato che l'arte era nata fra i 35.000 e i 40.000 anni fa. Un dato difeso graniticamente (ma l'era della pietra non era stata superata?), a dispetto di numerosi altri reperti, che mandavano da tempo in tilt la clessidra ostentata come un ostensorio dagli scienziati. 

E' il caso di una minuscola figura femminile proveniente dalla alture del Golan israeliano e di una pietra lavorata (amigdale) proveniente dall'Inghilterra, dove due fossili sono posti, proprio al centro dei manufatti, in una scelta altamente decorativa. Il guaio è che quei fossili fanno retrodatare le opere a 250.000 anni fa, mentre i "sapiens" risalirebbero a 130.000 anni fa. Ulteriori scoperte nello Zambia, trecento frammenti di ocra gialla e rossa, naturalmente rimossi dalla comunità scientifica, avanzano sospetti per età ancora più "impossibili": Si parla di 350.000, 400.000 anni fa. Evidente che i conti non tornano più. Meglio per ora attenersi alle stime che le tavolette di ocra sudafricane comportano. Si tratta, tuttavia, di un incredibile passo avanti, sulla via della formulazione del dubbio. Tanto più che sulla pagina del "Corriere Scienza", un giornalista scientifico e pragmatico, come Viviano Domenici, accenna, a voler prendere chiaramente le distanze, alla riottosità degli specialisti "a spostare all'indietro le date che ormai sono stampate sui libri (che hanno scritto loro) e aggiunge che "se questi oggetti venissero riconosciuti come "oggetti d'arte" ne discenderebbe che i primi artisti della storia non fummo noi "sapiens" (comparsi, lo ripetiamo, sulla terra attorno ai 130.000 anni fa), ma una specie umana che ci ha preceduto. E questo, per molti, è insopportabile". E fu così che il "sapiens", a fronte di chi lo aveva preceduto, diventò del tutto "insipiens".

 

DAL VINO ALLA SCIENZA, UN SORSO DI VERITA'

Il vino è ancestralmente collegato alla verità ed al sacro. Riti che si perdono nel tempo, con i culti di Dioniso e Bacco. In Oriente e in Egitto gli acini dell’uva venivano chiamati “gli occhi di Horus”. In una linea di confine ininterrotta fra il limite terreno e quello non terreno. Un nettare che elevava la mente allo stato d’ebbrezza, fino al limitare della soglia del divino, in una comunione, che la chiesa cattolica raccoglierà. Così “il sangue dell’uva” si trasforma nel sangue di Cristo, attraverso il rito che si rinnova sull’altare. “L’esperienza religiosa ha elevato il vino a parabola del sangue divino. Nel vino è l’elemento eccitante, la forza dello spirito, che vince il peso della terra e mette ali alla fantasia… il miracolo del vino è, dal punto di vista dell’anima il miracolo divino della trasformazione di un’esistenza terrena vegetativa in uno spirito alato”. E’ il versante animico-spirituale della personalità umana, che trova, attraverso la bevanda degli dei, un canale di mediazione con il mondo altro. Il sangue, d’altronde, unisce a sua volta simbolicamente tanto la vita quanto la morte, l’aldiqua come l’aldilà. Nulla a che vedere con l’uso e l’abuso dell’alcool. Anche se spesso l’ubriaco, come il folle, può essere un esempio di innocenza. Un simbolismo, mai abbandonato, insistito visto che Cristo diventerà la vite, i discepoli i viticci e la vendemmia, il simbolo del Giudizio Universale, che accompagna la fine dei tempi. La vite, infine, come albero della vita, che si tramuta nella croce. Insomma una “bevanda spirituale”, un fuoco vitale, che si spargeva in terra anche per i defunti, che ancora oggi il sacerdote beve e unisce al pane nel sacramento dell’Eucarestia.

Tutto questo e molto altro ancora è il vino, anche se ai nostri giorni ha perduto il suo connotato sacrale, come ogni altra cosa, per diventare una libagione, un sapore da sposare ad un buon pasto per la festa profana delle papille gustative. Per trasformarsi addirittura in uno “status symbol”. A dimostrazione della caduta verticale dei simboli nella società contemporanea. Ciò che era considerato un veicolo dello spirito, oggi è l’oggetto del desiderio della materialità più spinta, quella legata alla capacità economica dell’individuo. Tutto questo come preambolo ad un fatto singolare avvenuto in Francia. Presso l’università di Bordeaux, in un tempio cioè della ricerca scientifica, in una famosa area vitivinicola, che non ignora il “background” esposto e dove si tramanda nei secoli la cultura e la coltura del vino. E’ là che due professori hanno dato vita ad un esperimento scientifico, con la complicità ignara di 54 degustatori, scelti fra i migliori studenti della facoltà di enologia. All’esame dei quali è stato sottoposto un bianco ed un rosso. Com’era il rosso? Con tracce di violetta, cacao, tabacco e persino con un retrogusto di animale. Com’era il bianco? Al sapore di miele, pompelmo, burro e addirittura idrocarburo. Al rosso gli esperti hanno puntualmente assimilato elementi dal colore scuro, al bianco al contrario elementi dal colore chiaro. Nel primo vi hanno individuato un retrogusto anche di pepe, nel secondo persino di paglia. In “vino veritas”? 

La verità è che il vino era sempre lo stesso, un bianco del 1966, vitigni Sémillon e Sauvignon. I due professori avevano fatto diventare il bianco anche rosso, grazie ad un colorante inodore e insapore. Deducendone che il colore influenza l’esperienza olfattiva, l’odore. Limitandosi a sostenere “che la degustazione è un’illusione doppiamente orale, poiché è al tempo stesso boccale e verbale”. A restarne coinvolta sarebbe una zona della nostra corteccia, area V1, che spingerebbe all’inganno. Ne scaturisce, per quanto ci riguarda, una semplice, elementare constatazione. Che svela come un certo condizionamento, dovuto all’abitudine, porti conseguentemente alla menzogna. Sia pure in buona fede. Denunciando un “habitus” mentale, che ha bisogno dell’uso del vino (fedele, in questo caso, alla sua tradizione sacrale), per essere eluso ed aggirato. A noi, difatti, il problema pare, soprattutto, un altro. La verità sorprendente, circa l’esito dell’esperimento scientifico, ci sembra esemplare. Un sano scetticismo dovrebbe presiedere alle cosiddette certezze scientifiche che frequentemente finiscono con il tradursi nella difesa del luogo comune. Producendo pigrizia ed ottundimento. Al punto che anche un finto vino rosso deve forzosamente corrispondere alle caratteristiche del vino rosso. Purché ci sia una documentazione attendibile. Il “documento-vino-rosso” assaggiato è reale: semplicemente non è autentico. Quante volte si è interpretato e si interpreta per rosso ciò che rosso non è, per il semplice fatto di essere presentato e interpreto da sempre come tale? In questo modo ogni possibile errore della scienza viene annullato in partenza, sulla base di un presupposto fasullo. Fino a prova contraria conclamata ed accettata. Anche se Leo Longanesi qualche dubbio lo aveva avanzato, con una battuta illuminante: “Esperto: un signore che, a pagamento, ti spiega perché ha sbagliato l’analisi precedente”. Restando sempre esperto e considerando inesperti sempre gli altri. Specie se non appartengono alla sua casta. O corporazione?. Usiamo l’interrogativo, perché preferiamo non avere troppe certezze.

 

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ARRESTI DOMICILIARI PER GATTO MATTO

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Un vero e proprio gatto da guardia, che tira fuori gli artigli e i denti ogni volta che un estraneo si avvicina. Lewis, questo il suo nome, ha seminato il panico in un paesino del Connecticut, mandando sei abitanti del quartiere dritti in ospedale e terrorizzando l'intero vicinato. Così per il felino, a detta di tutti di stazza mostruosa, sono scattati gli arresti domiciliari. Lewis è un gatto, ma per le sue dimensioni potrebbe sembrare una tigre. Almeno nei racconti degli abitanti di Sunset Circle, il quartiere di Fairfield dove il felino vive. "E' grande quanto il gatto Felix - ha detto Janet Kettman - con lunghi artigli per ogni zampa, che sono armi formidabili". Al di là delle leggende metropolitane, un fatto è certo: Lewis non è quel tipo di gatto che puoi tenere in grembo ad accarezzare. In ospedale, a farsi curare le ferite, sono già finite sei persone. Ora però l'incubo di Sunset Circle sembra finito. Rachel Solveira, responsabile dell'Animal Control, ha deciso per Lewis gli arresti domicialiri. Già nei giorni scorsi aveva emanato un ordine di cattura contro di lui. Si tratta della prima volta che un simile provvedimento viene preso all'interno della cittadina di Fairfield. Meno contenta dei suoi concittadini è la padrona del gattone, Ruth Cisero. La donna, che difende il suo micio a spada tratta, dovrà ora rispondere adesso di aver preso con troppa leggerezza l'avviso di "reclusione" imposto qualche settimana fa.

 

GLI ANIMALI SONO IN GRADO DI TRASMETTERCI I LORO MESSAGGI

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Si è sempre pensato che il linguaggio sia esclusivo dell'uomo. Una sorta di investitura iniziatica. Gli studi più recenti decretano che non è così. Anche gli animali "parlano" e a quanto pare persino le piante hanno una loro memoria. Siamo noi a non capire o ad avere perduto questa forma di comunicazione. Che alcuni conservano, tuttavia, in modo spiccato.C'è, difatti, chi ha un "feeling" particolare con la fauna e chi con la flora. Non è un caso che si parli di "pollice verde" e si dica che, vivendo insieme, animali e padroni finiscano per somigliarsi. Un servizio sulla rivista "Focus" avvalora queste teorie spiegandoci cosa dicono cani, gatti e altri animali quando si rivolgono ai loro simili o alla razza umana. Sapevate, tanto per fare un esempio, che il vostro gatto è capace di 23 diversi "miao" e vocalizzi? Senza contare le scimmie che fanno di conto e compongono parole? Imparare questa forma di "parlare", soprattutto gestuale, ci può aiutare a capire meglio i nostri amici, domestici e non, e a talvolta a riconoscere le situazioni di rischio, specie durante i viaggi, quando ci si avventura in territori altrui. Anche gli animali non sopportano intrusioni o prevaricazioni in quelli che ritengono i loro possedimenti. (22-5-2001) 
 

 

VIVE IN AFRICA IL PESCE PREISTORICO

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Nelle acque più profonde del Sud Africa una squadra di sudafricani ha trovato un esemplare adulto di celacanto, un pesce preistorico ritenuto estinto da 400 milioni di anni, di oltre un metro di lunghezza. La spedizione, guidata da Pieter Venter, ha un grande valore scientifico per l'eccezionale scoperta e per aver osservato il celacanto nel suo ambiente naturale. Per mesi il gruppo ha cercato l'animale, che non veniva avvistato nei mari sudafricani dal 1938 quando un esemplare, capitato per caso nelle reti di un peschereccio, venne riconosciuto dalla comunità scientifica e considerato una delle più importanti scoperte zoologiche del secolo.
 

 

 
IL VOLTO DI GESU' CRISTO: DA COSI' A COSI'
 
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Se una ricostruzione del genere l'avesse fatta un non addetto ai lavori, la scienza si sarebbe sollevata inorridita. Ma siccome l'ipotesi viene da uno studioso se ne può parlare, sia pure respingendola. Pacatamente, perché fra simili non ci si sbrana. Guardate quel figuro bruno e vagamente beota, riprodotto a sinistra: a metà fra un aborigeno e un "vu cumprà". Per qualcuno sarebbe il ritratto più realistico di Gesù. Farebbe fede una ricostruzione che si basa sul cranio di uno dei tanti palestinesi dell'epoca. Che il volto di Cristo, al quale siamo e ci hanno abituati, sia una ricostruzione puramente oleografica lo si sa bene. Ma da qui a credere che la verità possa essere rappresentata dall'ominide di Neanderthal che ci viene proposto, proprio in concomitanza con la Pasqua, ce ne corre. Il gioco, fra l'altro, dato il particolare periodo, indipendentemente dalla fede, pare di dubbio gusto. Se a Gesù si deve dare proprio un volto preferiamo sceglierlo fra i tanti in mostra a Roma al Palazzo delle Esposizioni. Mentre ci viene da chiedere perché nessuno si azzarda a raffigurare Maometto. Sulman Rushdie insegna… (RugMar) (13-4-2001) 
 

 

PANORAMA DI UN MADAGASCAR INCONSUETO

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E' un panorama che è possibile scorgere dall'alto in Madagascar. Una sorprendente conformazione geologica dovuta all'acidità delle piogge che hanno scavato l'altopiano calcareo. In un gioco fra pietra e verde, che pare un eccentrico ricamo. (Foto tratta da "Panorama")

 


SVELATE LE "MONTAGNE" DEL MAR TIRRENO

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Ci son voluti più di tre anni, cento giorni di navigazione e 36mila km percorsi ai ricercatori dell'Istituto di Geologia Marina del Cnr di Bologna per mappare il fondale del Mar Tirreno rendendolo visibile con la prima carta geologica dettagliata. "E' come se avessimo tolto l'acqua" afferma orgogliosamente il professore Michael Marani, capo del Progetto Tirreno, "e per la prima volta abbiamo potuto cartografare con precisione il vulcano sottomarino Marsili (nella foto) geologicamente attivo...". (24-3-2001)(Foto da National Geographic Italia)


RABDOMANTI DELLO SPAZIO

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Un italiano su due, dice la statistica, crede nell'esistenza degli extraterrestri. E' quanto sostengono gli ufologi. Dall'inizio dell'anno, gli avvistamenti di "oggetti volanti non identificati" nella penisola sono stati tre: a Bologna, a Campobasso e a Siena. Gli scienziati sostengono che si tratta di fenomeni celesti perfettamente spiegabili. Ma la ricerca continua. L'ultima trovata è ancora italiana e viene definita Itasel. Consiste nell'individuare i pianeti dove c'è l'acqua e di conseguenza possibili forme di vita primitiva: i microrganismi. Un po' come guardare il cielo con tecniche da rabdomanti dello spazio. Come quello che, di recente, sarebbe stato individuato su un meteorite di provenienza marziana. (20-3-2001) (Illustrazione tratta dalla pagina della scienza del Giornale)
 
 
 
 
 
ANIMALI E PIANTE: GLI OCCHI DELL'EDEN
 
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Un fiore, una pianta grassa? Un'opera d'arte di ispirazione divisionista? E' semplicemente l'ingrandimento dell'occhio, in grado di ruotare in tutte le direzioni, di un camaleonte. I camaleonti sono spesso frequenti anche nella specie umana. Solo che, anche se sottoposti a qualsiasi tipo di ingrandimento, restano piccole persone. Non certo in grado di rivelare una simile sinfonia di colori e di nascoste bellezze. Per analogia, a destra, una delle cupole, dal sapore avveniristico, costruite in Inghilterra per un giardino botanico unico al mondo: una specie di Eden globale dove sono stati riprodotti tutti i climi del pianeta. (20-3-2001)
(Foto tratta da Panorama e dal Venerdì di Repubblica)

 
 
E' SEMPRE "MADE IN KENIA" IL NUOVO NONNO DELL'UMANITA'
 

millenium

Lo hanno chiamato "Millennium man": l'uomo del Millennio. Sono i resti fossili di un ominide, ritrovato in Kenia, che sta creando un serio scompiglio fra i ricercatori di paleoantropologia. Sarebbero i resti del vero "nonno" dell'umanità. Che farebbe retrodatare a 6 milioni di anni fa i più antichi progenitori, finora conosciuti, della specie umana. La famosa "Lucy", che era fino a poco tempo fa la vera "star" delle ricerche sull'origine dell'uomo, era ad uno stadio evolutivo molto meno avanzato. Naturalmente non tutti sono d'accordo e la questione resta aperta, in una guerriglia fatta di primati e di giochi di potere, che coinvolge gli studiosi. Mentre il Kenia è diventato, con la Rift Valley, la miniera d'oro degli scienziati in cerca di notorietà. In una serie di disfide, che mette a rischio la stessa credibilità della cosiddetta scienza. (16.3.2001)(Il disegno è tratto da La Stampa)

 
 
 
AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEGLI ANIMALI
 
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robot, un poco vanto, un poco disperazione, entrano sempre più prepotentemente a fare parte del nostro quotidiano, della nostra vita. Ma più che l'uomo, che è il loro creatore, sembrano prendere a modello la natura. In particolare si rifanno alla vita animale. Le ultime macchine, sempre più sofisticate nuotano, camminano, strisciano. Sono insetti tecnologici che saranno preziosi per la medicina del futuro, per andare su Marte, per migliorare la vita. Prima o poi ci vorrà un San Francesco delle creature "tecno". (16-3-2001)(Foto tratte da NET, il supplemento di Panorama ispirato alle nuove frontiere della tecnologia)

 
 
 
 
L'INGANNO DEL COLORE
 
gessetti

Verrebbe proprio la voglia di mettersele in bocca per provarne il sapore. Colorati, accattivanti non sono caramelle. Potrebbero essere mozziconi di gessetti?. Nemmeno. Sono formazioni di carbone, nitrato di potassio e zolfo molto più subdole e pericolose. E' l'effetto al microscopio di diversi tipi di polvere da sparo che, in versione micro, hanno il fascino dei fuochi d'artificio. Ma che, in versione macro, sono solo un segnale di distruzione e di morte. 
(9-3-2001)
(Foto tratta da Panorama)

 

 

SFINGE E PIRAMIDI, RISOLTO IL MISTERO?
 
piramidi       sfingesahara

Dopo anni e anni di ipotesi, forse risolto il mistero dell'origine dei monumenti più enigmatici della civiltà, la Sfinge e le grandi Piramidi egizie. Non sarebbero state solo frutto dell'inventiva di artisti e architetti, ma sarebbero servite a riprodurre le forme delle rocce che l'erosione atmosferica aveva modellato nel deserto del Sahara occidentale. E' la tesi di uno studioso americano di origine araba, Farouk el-Baz, del Center for Remote Sensing dell'Università di Boston (Usa), che ha portato a corredo una serie di documenti fotografici di impressionante evidenza. Dunque, lo sbocciare della civiltà dei Faraoni sarebbe da attribuire all'arrivo nella Valle del Nilo - oltre 3000 anni fa - di popolazioni nomadi provenienti da ovest, che si fusero con le tribù di agricoltori stanziati da millenni nelle fertili rive del Nilo. La migrazione verso est sarebbe stata imposta dai cambiamenti climatici, che trasformarono progressivamente in un deserto senza vita l'antico "Sahara verde". Durante questa migrazione alla ricerca dell'acqua, le tribù nomadi si trovarono ad attraversare territori dove l'erosione aveva attaccato i grandi banchi di calcare modellando migliaia di "piramidi" e di "leoni pietrificati" (noti come yardang, "leoni di fango"), che ancora oggi caratterizzano soprattutto l'area dell'oasi di Kharga. Forme tanto "innaturali" da essere ritenute manifestazioni di forze superiori, di dei. E così, arrivati nella Valle del Nilo, i nomadi portarono alle popolazioni del posto i loro miti e le loro immagini sacre, tra cui l'idea della collina "piramide" e del "leone accovacciato". Appunto quelle forme riprodotte a gloria dei Faraoni, che ancora oggi ci ammaliano lungo la valle del Nilo. (9-3-2001)(Foto tratte dal Corriere della Sera)

 


PAZZE STAGIONI: CI HANNO SCIPPATO L'INVERNO

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Ci hanno scippato le stagioni. Ci hanno scippato soprattutto l'inverno. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Le mimose stanno quasi per sfiorire, le piante da frutto sono già in fiore. Pare che la media delle temperature sia stata di ben sette gradi superiore alla media, rispetto agli Anni 70. Se non si tratta di un caso eccezionale siamo di fronte ad un fenomeno estremamente preoccupante, segno indubbio di equilibri dissestati. E' vero che nel corso dei secoli le ere si sono avvicendate fra periodi di grande freddo e periodi di grande caldo. Ma il cambiamento sembra troppo repentino per non lasciarsi andare a previsioni pessimistiche. Superato il periodo delle paure legate alla guerra fredda siamo ora al terrore della guerra del caldo, che potrebbe mutare il volto del pianeta. A meno che, a schiarirci le idee, non sopravvenga qualche gelata. Fino a ieri l'avremmo accolta con fastidio. Ora ci manca.(Foto pubblicata dal settimanale Panorama)
 

 
 
NEVI DEL KILIMANGIARO ADDIO
 
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Le nevi del Kilimangiaro fra quindici anni saranno soltanto il titolo di un grande romanzo di Hemingway e una fotografia di archivio da tramandare ai posteri. Secondo gli scienziati, la grande montagna africana, "sistemata" dalla natura al centro di una savana calda e sterminata, sarà la prima vittima dell'effetto serra, prima delle Ande e del Tibet. In pratica, le sue mitiche nevi a quota 5.890 scompariranno, a causa dell'inarrestabile surriscaldamento della Terra. In Italia, le prime montagne ad essere colpite saranno la Marmolada e l Bernina. Le Alpi saranno completamente sconvolte, perché entro il 2025, secondo gli ultimi calcoli, i nostri ghiacciai avranno perso circa il 90 per cento del volume di un secolo fa. L'Africa è il continente più vulnerabile a causa dell'effetto serra, seguito dall'Asia, America e paesi meridionali dell'Europa, Italia compresa, se non saranno ridotte le emissioni industriali, saranno paurosamente a corto di acqua. (Nella foto un'immagine di ghiacciai eterni che stanno regredendo in maniera preoccupante a causa del riscaldamento del pianeta)
 

 

IL PIANETA DALL'ALTO

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"Omaggio alla Terra. Un ritratto del pianeta all'alba del 2000". Cinque anni di lavoro, 75 Paesi ripresi dall'alto, 2000 ore di volo, 15.000 rulli e 100.000 fotografie selezionate. E' il libro frutto del lavoro di Yann Arthus-Bertrand sintetizzato anche in una serie di mostre, che verranno organizzate con l'appoggio dell'UNESCO, che ha favorito la straordinaria impresa del fotografo. Un modo singolare per dare un'interpretazione diversa degli eccezionali aspetti del nostro pianeta, che sfuggono all'occhio di un normale osservatore. (Nelle foto, a sinistra i rifiuti di un impianto di dissalazione delle acque in Kuwait, a destra un paesaggio agricolo tra la diga di Massira e Rabat. In Italia un affascinante e analogo lavoro fu compiuto qualche anno fa da Folco Quilici, il noto regista italiano) 
 

 

 

BOLIVIA: PARADISI A RISCHIO

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E' un grande polmone verde: è il Madidi, uno stupendo parco naturale. Nella lontana Bolivia. A ovest ghiacciai, a est foresta pluviale, pampas a nord e, nel mezzo, ancora foresta. Un ecosistema ancora non del tutto esplorato e ricco di biodiversità, che rischia di essere sommerso da una grande diga in progettazione, alla ricerca di una fonte di energia elettrica, di cui il paese è affamato. Il nuovo lago coprirebbe trecentomila ettari di verde, rifornendo anche il vicino Brasile. Con un servizio di Steve Kemper e le stupende fotografie di Joel Sartore, che in parte riprendiamo dall'ultima pubblicazione, ilNational Geographic lancia l'allarme per un Eden da salvare. Anche perché sono state individuate altre zone che potrebbero veder realizzata la diga, senza creare altrettanti danni per la vita della foresta.


ULTIME SCOPERTE: IL MISTERO DELLA NASCITA

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Il Natale richiama la Natività, la nascita, in un mistero sul quale la scienza indaga, andando a scandagliare nella fase prenatale. Cosa, difatti, accade dal concepimento alla "venuta alla luce"? E' un interrogativo al quale cerca di rispondere "Focus", con una serie di immagini suggestive e grazie ad una serie di fotografie ottenute con tecniche endoscopiche. Offrendo inoltre una sintesi delle conoscenze attuali sulla vita fetale: dalle fasi di sviluppo alle analisi per valutare i progressi della gravidanza, dalla chimica della vita alle più recenti tecniche d'intervento chirurgico prenatale.


NON SOLO BOLLE DI SAPONE

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E' incredibile quello che si nasconde all'occhio umano. Un mondo affascinante al quale ci è precluso l'accesso attraverso la vista normale. A introdurci in queste possibilità di scoperta può essere solo la scienza, come in questi comportamenti dei gas, intrappolati nei liquidi negli ingrandimenti fotografici tratti dalla nuova pubblicazione "La macchina del tempo". Nella prima foto "un alveare di bolle", nella seconda l'effetto prodotto dalle rifrazioni della luce sulle pareti di una bolla di sapone. In una magia che non ha nulla da invidiare al talento artistico.


ARCHEOLOGIA VIRTUALE
 
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Le magie del computer sono già in grado di offrirci l'archeologia virtuale, ovvero la possibilità di addentrarci, fra rumori e suoni, nelle civiltà del passato. Sarà possibile "spostarsi all'interno delle piramidi egiziane, camminare sulle vie lastricate dei Fori imperiali, entrare nella tomba di Nefertari o assistere a uno spettacolo nell'antico teatro greco di Agrippa". Oppure incamminarsi (come nelle immagini tratte da Newton) lungo il viale della Morte che divideva la capitale dei Toltechi. Quando quel popolo precolombiano si insediò nell'area che accoglie oggi Città del Messico nel IX secolo.


SE IL CLIMA IMPAZZISCE

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Sono ancor più allarmanti dei precedenti gli ultimi dati sui cambiamenti climatici sfornati per conto dell'Onu dall'Ipcc (Intergovernmental panel on climate charge). Se nel 1995 l'aumento medio delle temperature dal 1860 era stimato fra 0,3 e 0,6 gradi centigradi, oggi è salito a 0,4-0,8, tanto che gli ultimi dieci anni sono considerati i più caldi del millennio. Colpa dei 6,8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e di altri gas surriscaldanti riversati nell'atmosfera dai processi di combustione, dalle produzioni industriali e dalle attività agricole. Di questo passo, si calcola che nel 2100 si arriverà ad aumenti non di 3 ma di 6 gradi centigradi. Con conseguenze che l'Ipcc ipotizza catastrofiche, come l'intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi, lo scioglimento di una parte della calotta antartica, l'aumento del livello dei mari, piogge sempre più a carattere di alluvioni, la perdita di vaste aree insulari e costiere, la morte di specie agricole e forestali. In uno scenario che potrebbe vedere l'Europa meridionale avviata verso la desertificazione e quella settentrionale, dalla Gran Bretagna alla Penisola scandinava, paradossalmente interessata da una piccola era glaciale per le possibili alterazioni nel funzionamento della Corrente del Golfo. E intanto nessuno dei 38 Paesi industrializzati, i maggiori inquinatori, ha ratificato quell'accordo di Kyoto del 1997 che impegnava a ridurre in media del 5% entro il 2010 le emissioni di anidride carbonica e di altri gas. A salvarci in parte l'anima, c'è da dire, però, che non tutti i pareri sono concordi. I ricercatori dell'Esa, ad esempio, hanno attribuito il surriscaldamento globale a una complessa interazione fra aumento del campo magnetico solare, diminuzione dei raggi cosmici in arrivo sulla Terra e diradarsi della copertura nuvolosa. Insomma, un ridimensionamento della responsabilità dell'uomo e l'interpretazione dell'effetto serra come una temporanea oscillazione. Sarebbe davvero l'ipotesi più augurabile per tutti.(Foto tratte da Scienze Dossier)


A-DAMA VENNE PRIMA DI ADAMO

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La scienza e la ricerca scientifica non lasciano trascorrere giorno senza stupirci. L'ultima novità equivarrebbe ad un definitivo colpo di spugna circa il primato del maschio. Adamo e la sua costola non sarebbero che una "machistica" fandonia, complice il libro della Genesi. Da uno studio di due ricercatori della Stanford University, difatti, il cromosoma sessuale maschile sarebbe molto più recente di quello femminile. Loro raggiunsero l' "assetto" attuale 143 mila anni fa, lui solo 59 mila anni fa. Una differenza di… soli 84 mila anni. La culla, come già era noto, fu l'Africa. Come dire che "madama", o meglio A-dama, fece prima a registrare i suoi cromosomi, in una capacità di adattamento superiore. Se poi nel gioco dell'evoluzione si deve riconoscere che l'adeguamento esige un'elasticità che viene anche dallo sviluppo del pensiero, che a sua volta si riflette sul fisico, ne consegue che Eva, stando alle ultime ricerche, sarebbe prima in tutto. Ma poiché il mondo è ancora dei maschi, quelle capacità in parte innate, in parte sviluppate, conviene relegarle nel mondo dell'intuito e dell'istinto. Nulla a che vedere con…l'intelligenza. (Il disegno è tratto da Libero)
  

UMANITA' A RISCHIO: ASTEROIDI KILLER

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L'umanità ed il mondo in cui viviamo sono a rischio asteroide. Una delle tesi scientifiche più accreditate attribuisce ad un evento del genere la scomparsa dei dinosauri dalla Terra. Potrebbe capitare anche a noi. Le percentuali di impatto sono scarse, ma una possibilità esiste sempre. Negli ultimi 40 giorni sono stati due i sassi cosmici che ci hanno sfiorato ad 1 milione ed a 4 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Il che, in termini spaziali, rappresenta un'inezia. Il primo, di appena 100 metri di diametro, sarebbe stato sufficiente a distruggere Milano e provincia. L'altro avrebbe ucciso un quarto della popolazione mondiale. Naturalmente la catastrofe sarebbe proporzionale alle dimensioni dell'asteroide. Bastano dieci chilometri, o poco di più, a "sbocciare" come un pallino il nostro mondo infinitesimale con tutti gli esseri che lo abitano.
(Illustrazioni da Panorama, a firma Grazia Neri e Stefano Carrara)


TASMANIA: LE SORPRESE DELL'UNIVERSO

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Un piccolo universo perduto, un vulcano sottomarino spento, dove vivono animali creduti estinti da milioni di anni e altri ancora completamente sconosciuti. Questo mondo, nascosto nei fondali dell'Oceano Pacifico, è stato scoperto dagli scenziati del Csiro, il Centro di Ricerche australiano, durante una spedizione nel mare di Tasmania, a sud-est delle coste dell'Australia. A più di 1000 metri sotto la superficie dell'Oceano, i ricercatori hanno infatti avuto una straordinaria visione: una "montagna" colorata da centinaia di invertebrati, 850 specie di strane creature e di animali solitamente tipici delle barriere coralline di acque basse. "Ma l'aspetto più incredibile della nostra scoperta", racconta Tony Koslow, biologo marino e capo della spedizione, "è che di queste 850 specie circa 350 erano totalmente sconosciute, mentre molte altre sono 'specie relitte', appartenenti cioè a gruppi che si ritenevano estinti da tempo...". (Tratto dal numero di ottobre 2000 della rivista Newton. In alto una stella di mare serpentina di 10 centimetri., a destra un granchio con zampe lunghe 20)

  


AVEVANO IL CERVELLO PICCOLO

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Arrivarono un milione di anni fa. I primi coloni della penisola italiana avevano la fronte sfuggente, le arcate orbitali marcate e un cervello di 1.000 centimetri cubi, più piccolo di quello degli italiani di oggi (che in media è circa di 1.400 cc). Ma anche se il loro viso tradiva il passato scimmiesco, l'andatura bipede era perfetta. Non solo: dovevano già esistere la coppia, la famiglia e il clan, e la cooperazione fra i membri del gruppo permetteva di cacciare grossi animali. (Tratto da un articolo tratto da Focus. Nella foto, il teschio di un antenato rinvenuto nei pressi di Bari, ad Altamura. Lo scheletro testimonia l'evoluzione da "Homo erectus" a Neanderthal)

 


SONDE NELLO SPAZIO A CACCIA DI COMETE

cometapic
 

Si accinge ad entrare nello spazio una pattuglia di sonde, tre per l’esattezza che, da qui ai prossimi anni, andranno a caccia di comete. Per riprenderne la superficie come mai accaduto prima d’ora, per scoprire cosa si nasconde sotto la loro crosta, per studiarne la classica coda di gas e polveri, che si forma in prossimità del sole. L’attenzione è dovuta al fatto che “le comete contengono il materiale più antico del sistema solare, visto che, in seguito ai numerosi scontri con i pianeti hanno avuto un ruolo fondamentale nella loro formazione”. Depositando inoltre sulla terra quei “mattoni molecolari”, che avrebbero dato origine alla vita. Non a caso forse cantiamo “tu scendi dalle stelle…”. (17-07-2002)(Nella foto, tratta da “Panorama”, un’immagine della cometa Encke, che sarà messa sotto osservazione dalla Nasa).
 

FERTILITA’ SEMPRE PIU’ A RISCHIO

  fotosatellite

L’inquinamento rende più difficile la procreazione. I primi a risentirne sarebbero, difatti, gli spermatozoi. Con l’aggravante, a quanto pare, del buco dell’ozono che li danneggerebbe, ne ridurrebbe il numero, rendendoli anche incapaci di muoversi e di nuotare. E’ il risultato allarmante di un’indagine compiuta in California su 14mila campioni di sperma nell’arco degli anni fra ’96 e ’99. Il nesso causa-effetto non sarebbe stato, per la verità, compiutamente dimostrato, ma gli indizi metterebbero sotto accusa effetti collaterali, che innesterebbero una reazione infiammatoria via via più nociva con il progredire dell’età. La fertilità sarebbe, dunque, a rischio. Specie per i più anziani. Strano che il costume vada in controtendenza, visto che giovani donne, spesso molto belle, scelgano come partner uomini sempre più attempati. (29-5-2002)(sopra, nell'illustrazione tratta da “L’Espresso” un'immagine dal satellite che mostra l'assottigliarsi dello strato dell'ozono. Sotto, vignette di ElleKappa e Altan da "L'Espresso").


IL RITORNO DEL LUPO

lupo

Un lupo nascosto tra le foglie. Negli Usa è stato reintrodotto in zone dove era scomparso nel parco dello Yellowstone, nel Montana. Mentre quello europeo, partito dall’Italia, sta colonizzando le Alpi, con grande entusiasmo dei naturalisti, ma grande preoccupazione degli allevatori e degli operatori turistici. (Da “Panorama”. 10 – 4 – 2002)


L'UNIVERSO SAREBBE NATO MOLTO PRIMA DEL BIG BANG

bigbang

Tutto da rifare. La nascita dell'universo sarebbe stata molto più precoce di quanto sino ad ora creduto. Non più a distanza di miliardi di anni (fra 1 e 5) dal primigenio Big Bang, ma molto prima. In un'immediata serie di esplosioni e di fuochi d'artificio, che, secondo gli ultimi studi, avrebbero dato vita ad un autentico "baby boom stellare". Ad appena 500 milioni di anni, si fa per dire, dalla prima deflagrazione . Il padreterno, o chi per lui, avrebbe rimescolato innanzi tempo il "brodo primordiale". Lo hanno chiamato "Rinascimento cosmico". Siamo in attesa sempre di quello riguardante la nostra civiltà, anche se un Rinascimento, almeno per le arti, c'è stato. (30-2-2001)(Disegno tratto da "Panorama": la nascita dell'universo 500 anni dopo il "Big Bang". Panorama": la nascita dell'universo 500 anni dopo il "Big Bang").
 

IL GRANDE FIORE FIGLIO DELLA MOSCA

fiore1    fiore2

E' il fiore più grande del mondo. Lo hanno scoperto nell'isola di Sumatra in Indonesia nel 1818. Il suo nome è "Rafflesia arnoldii". Il suo ciclo vitale è rimasto a lungo un mistero. Il mega-fiore ha un metro di diametro e può raggiungere un peso di dici chili, ma la capacità di riproduzione dipende da un minuscolo insetto, una mosca che, stordita dall'odore o meglio da un olezzo fetido, si inoltra all'interno carnoso di un calice per raggiungere il polline, dopo avere superato numerosi ostacoli. Una volta portata a termine la non facile operazione ci vorranno due anni ed ancora qualche messe perché una piccola sfera si trasformi poi in un "pallone" in grado di esplodere con fragore tra effluvii nauseabondi e con un sibilo simile a quello del cobra. Il risultato è però decisamente spettacolare. (29-5-2001)(Fotoservizio tratto da Focus)

 

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INTERVALLO

 Caffellatte
Anche un semplice caffellatte può essere un modo
per lavorare con la fantasia. (PPS 324 kb)

David Copperfield
Un piccolo trucco di magia ad opera del più noto
prestigiatore dei nostri tempi. (PPS 203 kb)

Poesia della felicità
Un piccolo file powerpoint per riflettere sull'importanza che ogni singolo
istante ricopre nella nostra vita. (PPS 392 kb)

Il Vecchio Saggio
Un piccolo file powerpoint per riflettere sulla semplicità della vita
e sull'importanza dei ricordi (PPS 673 kb)

Gabriel Garcia Marquez
Gabriel Garcia Marquez si è ritirato dalla vita pubblica per motivi di salute.
Ha spedito una lettera di congedo ai suoi amici e ora, attraverso la rete,
questa lettera si sta diffondendo.

Test Subliminale
Una serie di piccoli e divertenti test per dimostrare il misterioso funzionamento
della mente umana. (PPS 87 kb)

Friends
L'amico è... Un'immagine per riflettere sull'amicizia sorridendo.

Amicizia
Un piccolo file powerpoint per festeggiare la settimana dell'amicizia.
(PPS 426 kb)

Life... vita 
Un piccolo file powerpoint per rilassarsi e riflettere sul valore della vita.
(PPS 426 kb)

Deseos
Una carrellata di splendide immagini con protagonisti i 4 elementi.
Rilassiamoci a contatto con la natura. (PPS 1.72 Mb)

Certificato di abbraccio
Un piccolo file powerpoint ma un gr
ande messaggio di amicizia.
(PPS 409 kb)

Buongiorno
Un buongiorno dato in maniera un po' particolare.
(PPS 729 kb)

MAIL RICEVUTE

Tullio Pascoli: 27/09/2010 19:41:06
L'appello del bravo Marino, rinnova la decennale lotta solitaria per ristabilire verità perse. Il grande impegno votato al riscatto dell’eminente eroe del nostro passato premia il coraggio dei lunghi anni di meticolose indagini, minuziose ricerche e logoranti riletture di antichi documenti che Marino ha spulciato, indifferente a quanto sostenuto per 5 secoli. Sfida falsità, ingiuste accuse, equivoche sentenze ed ingloriose condanne; non si scoraggia e nella solitaria battaglia personale, continua le scrupolose visitazioni di luoghi, musei, biblioteche ed archivi rimasti seppelliti nella secolare omertà, con l’unica finalità di liberare il grande navigatore dall’indegno discredito prodotto dai nemici. Svela come per troppo tempo il vero Colombo sia stato ignorato; i meriti usurpati e carpiti da avversari che, nella trama ordita lo privano dei diritti sulle terre scoperte. Sfruttano conoscenze e raggirato ne decretavano la disgrazia. Il probo idealista anticipa la modernità: portava il verbo cristiano lontano in pace con altre confessioni. Esautorato dalle cariche, assediato dalla coltre di menzogne, vede i famigerati “conquistadores” usurpare Gesù: la croce in una mano, la spada insanguinata nell’altra. Seminano morte, distruggono culture d’inestimabile valore; si salvano poche briciole, mentre rimane il ricordo della caterva di delitti impuniti. Tacciato come rozzo marinaio torna in Spagna in catene; il complotto lo cancella dalla storia. Qui resuscita nella ciclopica dimensione umana; splende l’artefice della svolta impressa alla storia. Riaffiora l’immagine del cartografo, accolto dalle corti europee e sostenuto dal papa Innocenzo VIII, suo presumibile padre. Seguito da traditori, cade nella trappola: da eroe diventa vigliacco. Ingannato dai “cattolicissimi” Fernando e Isabella di Spagna, in combutta col papa spagnolo Alessandro VI, Borgia, che evoca i più macabri intrighi della storia ecclesiastica. questa è solo parte dell’opera da leggere e da godere. Riconosciamo a Marino il merito di tanta ostinazione!

 

2015-07-17 10:13
Hi Mr. Marino! I am in the process of writing a novel about Christopher Columbus. I have a strong feeling that history has been unkind to the man's legacy. Recently, in an effort to read other views regarding Columbus, I read your fascinating book entitled "Christopher Columbus, the Last Templar." I thoroughly enjoyed your very intellectual approach and your extensive research! Thank you. The book seems to refer to another previous work, but I have been unable to find it.
Sincerely,
"Salve Mr. Marino! sono in procinto di scrivere una novella su Cristoforo Colombo. Ho un forte presentimento che la storia è stata ingiusta circa quello che quest'uomo ha fatto. Recentemente, cercando di leggere altri punti di vista riguardanti Colombo, ho trovato il suo affascinante libro intitolato "Christopher Columbus, the Last Templar". Ho apprezzato molto il suo approccio intellettuale e l'approfondita ricerca! Grazie. Il libro sembra riferire ad un altro precedente lavoro, ma non sono riuscito a trovarlo.
Sinceramente,"

Daniel Horrocks
Hershey, Pennsylvania, United States of America

 

2015-02-01 21:34
mi interesso dei Templari da quando ero piccola, per combinazione stasera mi sono imbattuta nel suo libro, che comprerò, perché girovagavo su FB, è una storia affascinate quella che ha scritto e io devo appagare la stessa, specialmente perché parla dei miei amici Templari con i quali ho trascorso buona parte della mia vita.

Bona Mustillo

 

Caro Ruggero
Primo punto: ho letto e confermo. Torno a dire che considero i tuoi due ultimi libri come pietre miliari della ricerca storica e, di conseguenza, anche come importanti chiavi di lettura per una più adeguata comprensione del Rinascimento italiano. Scritte, oltre tutto, non in modo asetticamente accademico, ma con la passione di chi, avendo intuito l'ingiustizia e l'ingratitudine perpetrate nei confronti di un eroe non soltanto nazionale, ha voluto dedicare parte della sua vita a documentarsi e ad immedesimarsi in full immersion con il suo personaggio. Ora come ora sto leggendo L'uomo che superò i confini del mondo e L'ultimo dei Templari per la seconda volta e con maggiore accuratezza; per cui via via che mi sorgeranno interrogativi sarò felice di sottoporli alla tua attenzione. "Gentile dott. Marino, complimenti davvero per il Suo lavoro. Ritengo sia di fondamentale importanza per continuare a far luce su una Storia che rivela sempre nuove "incrostazioni ideologiche", sempre nuove "bugie" che è nostro compito provare a svelare ed a rimuovere quotidianamente.

Pietro Ratto
Professore di Storia, giornalista, saggista e scrittore, direttore di INCONTRO/STORIA

 

Salve Ruggero,
E' stato molto interessante leggere i tuoi testi e preparare anche una sinossi degli avvenimenti da te scoperti. Per me e' stata una eccezionale esperienza accademica e così penso che resterà, sicuramente rinforzando non soltanto la mia conoscenza dei fatti, ma sicuramente arrichendola maggiormente. A presto,

Vincenzo Piazza

 

Caro Ruggero,
ho letto il tuo libro un anno e mezzo fa, e l'impressione che mi fece è quella che ti ho già detto. Il libro non è certamente sulla linea ortodossa, intendendo per ortodossia quella di Taviani, di Morrison, ecc, ma questo non lo rende privo di interesse e della capacita di suscitare sorpresa e voglia di saperne di più. Contiene novità e interpretazioni che  possono stupire o lasciare perplessi, ma che tu sostieni con prove e fatti che le rendono credibili. Un caro saluto

Beppe Foggini
scrittore

 

Buonasera,
ho letto con molto interesse i suoi due libri "L'uomo che superò i confini del mondo" e "Cristoforo Colombo l'ultimo dei Templari". Oltre ad essere molto ben scritti, trattano l'argomento da un punto di vista inusuale che mi ha molto affascinato. Per completare la trilogia vorrei leggere "Cristoforo Colombo e il papa tradito", testo che purtroppo non riesco a trovare disponibile neanche su prenotazione. Ringrazio per l'attenzione e rinnovo i complimenti per il Suo importante contributo nel raccontare la storia di uno dei più grandi personaggi della storia.

Paolo Pellizzari

 

Caro Ruggero,
ho letto il tuo libro e mi congratulo con te per l’ impressionante lavoro di ricerca che hai fatto e naturalmente per il bell'italiano di cui fai sfoggio. Leggendo il tuo libro, ho cercato di risolvere il dubbio, e tu mi aiuterai a farlo, se stessi leggendo un thriller, oppure un romanzo, oppure un pezzo di terza pagina che sconfina nella letteratura, un saggio insomma per il modo in cui mette a nudo i tuoi sentimenti, le tue emozioni ed in buona parte le tue frustrazioni. Che il tuo stile sia letterario mi sembra naturale. penso alle pagine dedicate alle spiagge caraibiche, alle descrizioni degli ambienti romani e vaticaneschi, al taglio che dai ai personaggi a seconda delle tue prime impressioni, che per uno scrittore sono sempre quelle che contano e che rimangono. Avrei voluto sapere di piu' sul destino del Cybo,  dopo che ce lo avevi descritto con tutti i suoi falsi entusiasmi, e la duplicità che lo contraddistingue. Insomma, mi resta dentro più di un dubbio perché avrei voluto vedere magari un colpo di scena alla fine, ma si sa che la storia non si conclude mai in modo definitivo, eccetto forse per le guerre che una volta finite rispecchiano fortemente la versione del vincitore. Colombo fu stranamente un vincitore che non seppe controllare la storia del suo successo. Si direbbe oggigiorno che fu vittima dello spin di forze oscure. In ogni caso, il tuo “papa tradito” e' un bel racconto che fa riflettere sulla fortuna umana, quella fortuna che come diceva il Guicciardini, e' sempre più' corta o più' lunga del disegno umano.

Marino de Medici
giornalista, corrispondente dall’America

 

Claudio Bonifacio libroCaro Ruggero,
in qualità di esperto in naufragi luso-spagnoli (epoca coloniale) avendo la grande fortuna di poter ricercare nei vari archivi della penisola iberica, particolarmente in quello delle Indie di Siviglia, dove abito, indubbiamente posso affermare che il grande Cristoforo Colombo sapeva perfettamente dove andava, come arrivarci e ciò che lo attendeva. Ho avuto la fortuna di assistere ad una conferenza di Isabel Alvarez de Toledo, duchessa di Medina Sidonia, che venne celebrata nell'università di Siviglia, dove presentava il suo libro "No fuimos nosotros" (alludendo a che non siamo stati noi, spagnoli, a scoprire il continente americano). In effetto, la duchessa, dopo un attento studio di documenti del suo notevole archivio privato, dimostrò nel suo libro che Colombo non fu il primo ad arrivare in America.Ti auguro buona fortuna con il tuo interessantissimo lavoro, e non temere di "nuotare" contro corrente. Cordialmente

Claudio Bonifacio
scrittore

 

Caro Marino,
Egregio Ruggero,
mi permetta insistere circa la mia ammirazione sul fatto che ha avuto il coraggio di scrivere i suoi capolavori su Colombo. Sicuramente conosce il libro di Isabel Alvarez de Toledo (duchessa di Medina Sidonia) No fuimos nosotros (Non siamo stati noi), dove dimostra, fatti alla mano, che la scoperta di Colombo fu tutta una farsa. Conobbi personalmente a Isabel (chiamata la duchessa rossa, perché era di idee di sinistra) e mi raccontò del suo calvario per pubblicare il libro (nel 1992, attenzione !), tant'è che lo dovette fare in Francia tradotto dallo spagnolo. Coraggiosa Isabel ! Come Le dissi, ho avuto la grande fortuna di conoscere molti paesi della favolosa America Latina (meglio chiamarla Iberoamerica). Poichè parlo spagnolo e portoghese, mi ha aiutato nella mia  passione: trovare piste della presenza di civiltà "anonime" prima dell'arrivo di Colombo. La storia è lunga e ne parleremo. Per me è un onore conoscere una persona come Lei e mi creda, ammiro il suo coraggio, in una nostra Italia totalmente "colombina" affermare quello che afferma (immagino la faccia di Taviani). Spesso veniva all'archivio delle Indie e si imbatteva con Juan Manzano Manzano (autore del libro Colón y su secreto). Guerra tra i due. Pero poi alla fine terminavano cenando assieme. Termino inviandoLe cordiali saluti e i miei più sinceri complimenti.

Claudio Bonifaci
scrittore

 

Egregio Signore Marino:
anche se può essere difficile di capire, per noi Catalani, tutto quello che può fare infuriare gli Spagnoli ci fa piacere. I Catalani ogni giorno di più desiderano di ritornare a la situazione politica nella penisola iberica della metà del secolo XV, prima dei Re Cattolici. Anche se il suo libro fosse contrario alla ipotesi della catalanità dil Colombo, cosa sicuramente certa,  non per questo lascerò di aiutarlo. Tutte le teorie e ipotesi oneste sull’ origine dal Colombo meritano il nostro interesse ed collaborazione. Javier Sierra non ha seguito il "fair play" con lei, penso che ha sfruttato il suo lavoro in una certa forma. Io ho trovato molto piú interessante il primo suo libro, che non il secondo, che era ricco di "troppa erudizione" al mio povero avviso. Il suo primo libro, un vero giallo sul Vaticano, era  piú interessante. Questa é la mia umile considerazione su il suo lavoro da un punto di vista di "merchandising". Questo suo primo libro, forse riscritto di nuovo nella direzione del best seller "Angeli e Demoni" di Dan Brown, potrebbe avere un successo similare. C'é qualcosa di nascosto fra Colombo e il Vaticano. E perché la causa di beatificazione è stata bloccata radicalmente? E perché non si trova più la causa di Colombo nell’ elenco delle cause de beatificazione dei Francescani? E finalmente, per ché il Papa Leone XIII ha pubblicato l’ enciclica dove affermava : "Columbus noster est"? La notte passata é considerata in Catalogna la notte dei misteri, la notte dove si danza tutta la notte fino all’alba intorno ai fuochi e si pensa di trovare la risposta ai dubbi che ognuno ha. Speriamo che la magia di questo giorno ci aiuti a trovare la verità, qualunque sia. Riceva, signore Marino, i miei saluti piú cordiali.

Francesc Albardaner
ricercatore e scrittore

 

Caro Marino, Sto leggendo il suo libro che mi avvince.
L'ho anche proposto ad amici che ne sono entusiasti. Uno di loro mi ha ringraziato e mi ha detto di non avere mai avuto occasione di leggere un libro da suscitare tanto interesse e da non volerne mai interrompere la lettura. Ha anche aggiunto che l'argomento, molto impegnativo, è espresso in maniera spontanea che ne facilita la lettura. Ne acquisterò altre copie da regalare a parenti e amici certa di farne cosa molto gradita. Sono sicura che Ginevra de Mari era la mamma di papa Innocenzo. Mia mamma lo affermava sempre. Questa notizia mi fu confermata dalla lettura di un documento che non ho più ritrovato. Vorrei sapere se risulta anche a lei il nome di Ginevra de Mari quale genitrice di Papa Cybo. Sperando di vederla le invio molti cordiali saluti,

affma Flora Perris Cirese
della famiglia De Mari, discendente dal papa Innocenzo VIII

 

Egregio professor Marino,
le mie valutazioni sul suo lavoro sono di stima per Lei e di rispetto per le fonti che ha adoperato. Per il mestiere della sua vita, non poteva utilizzare che le fonti storiografiche e l'ha fatto con passione evidenziando contraddizioni, talora macroscopiche, nella vita del suo diletto Colombo. Non tema, perciò che manterrò il mio impegno, come l'altro di inviarle il mio volume sullo stato di Ajello, che contiene alcune note sulla biblioteca che uno di loro, un cavaliere di Malta,  Francesco Cybo, figlio di Alberigo, aveva portato ad Aiello ai primi del Seicento. La ringrazio della serata aiellese

Fausto Cozzetto
professore

 

Sto leggendo, quando posso il tuo libro, e a parte le cose che io vedo sotto un altro aspetto posso anticiparti che mi è piaciuto perché finalmente qualcuno sviscera i contatti di C.C. con l'ordine dei Minori. Nel piccolo avevo cercato invece i contatti con i Minimi per la questione p. Bernard Boyl ed ho la dispensa del Papa perché appartenere all'ordine di s. Francesco da Paola voleva dire mangiar pesce e dimenticarsi la carne. Appena posso voglio seguire la tua impostazione sul tentativo di canonizzare C.C. Anche qui a suo tempo ero stato a Roma a cercare un frate che aveva in mano il dossier. So che il capitolo non è mai stato chiuso (così mi dissero) e hanno canonizzato tanta gente che ci starebbe bene anche il nostro Cristoforo, perlomeno  ad honorem.... Ciao e a presto.

Bruno Aloi
Presidente del Comitato Nazionale Cristoforo Colombo

 

E’ tutto estremamente interessante, penso che rileggerò i 3 volumi ricominciando dal primo. Complimenti e tenga duro che prima o poi LE daranno ragione. Devo complimentarmi per l’estrema accuratezza e vastità della documentazione citata nelle note. La ringrazio anticipatamente e Le porgo distinti saluti

Luciano Campestrini

 

Caro Ruggero,
L'uomo che superò i confini del mondo è il più bello dei tre libri. Complimenti! Ha descritto Colombo come un perfetto naumarco dell'argosy ragusea ( Repubblica Marinara di Ragusa). Dalle date di partenza dei 4 viaggi, con la moderna tecnologia, si possono calcolare le effemeridi del Sole e della Luna in quei luoghi nei giorni che la storia ci ha trasmesso. Usufruendo delle mie conoscenze nautiche ( nel XVII sec. il mio avo Jaksic era un armatore raguseo), con il computer ho calcolato che Colombo aveva la rotta tracciata fin dal suo primo viaggio da Palos. Conosceva le fasi lunari e le correnti, sapeva quanti giorni sostare alle Canarie per trovare i venti più propizi ecc... ecc.. Ho anche importanti notizie della stirpe dei rodiesi Cybo, per Plinio Curzola era un Castrum Cnidiorum, Kybo era un cognome significativo.

Margherita Cioppa

 

Buongiorno Marino,
La lettura del suo libro mi affascina, le debbo fare i miei complimenti per il contenuto e l'esposizione letteraria. La ricerca che ha fatto Lei è immensa e mi trova d'accordo nel suo pensiero e nei suoi concetti. Il personaggio Colombo è una enorme fucina di contraddizioni storiche dovute alla creazione del mito. saluti

Fabio Fornaciari

 

{adselite}

 

Carissimo Sig. Marino,
sono stato alla conferenza di Torre del Lago; non occorre che dica quanto la sua esposizione sia stata coinvolgente ed emozionante. La cultura, quella vera che è costata fatica e sudore, non deve essere lasciata decadere. Per fare spazio magari agli spot commerciali, che avvelenano le ns. coscienze, senza che ce ne rendiamo conto! Buon lavoro e cordiali saluti.

Gianni Giampaoli

 

Egr.Sig. Marino,
ho letto il Suo libro "Colombo l'ultimo dei templari" e l'ho trovato davvero molto interessante. Non è il primo libro che leggo sul navigatore genovese (forse?) ma è il primo dove non ci si limita solo a raccontare la vita e le gesta dell'uomo. Il Suo libro è bello perché discute anche di altri temi legati a Colombo. Un saluto e complimenti ancora per il Suo libro.

MASSIMILIANO

 

Gent. Sig. Marino,
Volevo ringraziarla per l'invio del suo libro su Cristoforo Colombo che apprezzo moltissimo. L'ho scorso velocemente per ora ma conto di leggerlo con grande attenzione. Mi sembra che la sua scoperta sia di primissima importanza. Complimenti!

Jodie Mariotti

 

A parte l'interesse per il personaggio del grande genovese e per l'approccio cristianocentrico (e non più ispano o italocentrico) al "gran descubrimiento", considero i suoi lavori su Colombo un contributo fondamentale allo studio di quel processo storico che ha portato alla dissoluzione del Mondo medievale (unito nell'endiadi Papato/Impero) ed alla nascita delle realtà nazionali. Un quesito: fra le ragioni che spingevano i Pontefici ed i Reami della Cristianità verso le Indie, che gonfiavano le vele di Colombo, Vespucci, Magellano (e Pigafetta) e Vasco de Gama (dopo avere attratto Marco Polo) non vi sarà stata l'ansia di ritrovare il Santo Graal? Vive cordialità da

Pio Luigi Teodorani Fabbri

 

Ringrazio Ruggero Marino per aver scritto il libro "Cristoforo Colombo, l'ultimo dei templari" perché si tratta di un libro che non si fonda come tanti su idee arbitrarie e superficiali ma su studi durati 25 anni da parte di una persona seria che sa ciò che fa. Purtroppo quello che Ruggero Marino ha scoperto non può essere ancora definito "storia accademica", anche perché come si sa gli storici spesso sono così radicati alle proprie idee da non avere la voglia di rivedere e correggere le loro idee passate seppur sbagliate. Comunque sperando in ulteriori scoperte nell'ambito delle esplorazioni e di Colombo saluto cordialmente e ringrazio ancora

Michele Rossi
ricercatore, scrittore

 

Caro Rugggero,
ricevo con piacere la sua risposta anche se apprendo con altrettanto sincero rammarico la notizia delle deludenti vendite de “L’uomo che superò i confini del mondo”, contrariamente al precedente Colombo templare. Lei merita certamente molto di più. Purtroppo, in Italia i saggi non godono la fortuna che premia con il successo di altra letteratura molto meno impegnativa, ma invece, sovente politicamente impegnata. Personalmente, ritengo che questo suo nuovo lavoro aggiunga davvero diversi nuovi elementi per una migliore interpretazione di questa affascinante storia e consolida verità poco note anche e, soprattutto, nei confronti dei re cattolici. Io ho particolarmente apprezzato l'11° capitolo che in rapporto al "Templare" rivela nuovi aspetti storici in realtà meno noti, ma capaci di ridimensionare un poco la loro tanto esaltata reputazione. Sono uno di quelli che credono che l'espulsione dei "mori" e degli Ebrei dalla Spagna non sia stato un evento tanto eroico e positivo; e se ancora oggi c'è chi alimenta tanta palese intolleranza religiosa - proveniente da tutte le direzioni - un ruolo ed una non indifferente responsabilità possono essere attribuite anche a quei lontani eventi. Gli Arabi non l'hanno mai digerita; e l'antisemitismo e la conseguente resistenza da parte di Ebrei più ortodossi all'assimilazione, hanno certamente anche qualche radice nata dalla discriminazione praticata, allora, proprio da noi "cattolici". Oggi, sembra che una silenziosa riconquista "mora" sia in pieno atto in Andalusia, dove i ricchi sceicchi stanno silenziosamente ricostruendo moschee frequentate dai sempre più numerosi "invasori", indesiderati dal pubblico intollerante, ma utili nel non indifferente ruolo dell'economia agricola spagnola, dove - come avviene un po' ovunque in Europa -, la gente non intendere più rompersi la schiena soprattutto sotto il cocente sole torrido. Ma non saranno queste nostre prediche a modificare il pensiero razzista che, purtroppo, si sta rafforzando nel vecchio continente, ma anche nel Vicino Oriente, la storia segue il suo cammino...  C'è da augurarsi, comunque, che traduzioni in altre lingue possano darle le soddisfazioni che il lettore italiano non le proporziona. Purtroppo, la saggistica italiana di maggior esito è, da decenni e troppo sovente, di inclinazione politica. Chi non è militante è destinato ad essere esposto al rischio dell'ostracismo. Non mi resta che salutarla, da sincero ammiratore, con i miei più cordiali saluti,

Tullio Pascoli

 

In Cristoforo Colombo. L'ultimo dei Templari Ruggero Marino ci invitava a ripensare l'immagine che è stata tramandata ai posteri del navigatore genovese. In questo nuovo libro, la sua tenace e anticonformista ricerca storica si spinge ancora oltre, regalandoci un'appassionante narrazione che smonta a uno a uno i "miti"costruiti sulla figura dell'ammiraglio genovese. A partire proprio dalla grande bugia, quella che tutt'oggi si trova sui libri di scuola, secondo cui Colombo approda al Nuovo Mondo per errore. Niente di più falso: il genovese è perfettamente consapevole del suo obiettivo ed è molto più di un semplice e fortunato marinaio. È un messaggero, incaricato direttamente da un papa, quell'Innocenzo VIII che subirà come lui una damnatio memoriae a opera del successivo pontefice, lo spagnolo Rodrigo Borgia. E l'Ammiraglio, il Christo Ferens (come si firmava), subirà l'infamia di tornare in Spagna in catene, per poi essere liberato da quei re cattolici, Ferdinando e Isabella, cui si è devotamente affidato ma che hanno più di una responsabilità tanto nell'accaduto quanto nella falsificazione storica che seguirà. Dopo la morte, il silenzio. Per secoli la figura di Colombo sarà dimenticata, e tuttora è in attesa di un'autentica riabilitazione. Per due volte è stato avviato un processo di beatificazione, regolarmente interrotto. I mille volti di Colombo, geniale navigatore, eroe senza pace, cavaliere del mare, templare, santo e missionario, vengono restituiti in questo libro definitivo con una prosa avvolgente, che incalza il lettore con ipotesi sorprendenti, sempre sorrette da solidissima documentazione,e lo conduce in un lungo viaggio, ricco di fascino e mistero, da ripetere al fianco del "navigatore dei due mondi".

Tullio Pascoli

 

Egregio Dottor Ruggero Marino,
mi complimento con Lei per la qualità delle Sue pubblicazioni su Colombo. La Sua competenza ed il Suo studio appassionato hanno offerto al mondo accademico l'occasione per una svolta decisiva, che vedo non ancora compiuta, purtroppo! Non molto tempo fa, a San Pietro, ho notato che Innocenzo VIII non solo è stato dimenticato, ma anche...impacchettato: la sua tomba, ricoperta di ponteggi e di assi, non offriva più lo "scandalo" delle date e delle notizie fuori dalla "vulgata"! Sono un professore di lettere, pressoché Suo coetaneo, che, anche sulla spinta delle Sue opere, non ha perso il vizio di scrivere. Ho pubblicato ora una sorta di "quaderno"  panoramico su "I misteri di Cristoforo Colombo", in cui, inevitabilmente, La cito a piene mani, insieme alla Guadalupe Chocano Higueras e all'ammiraglio Morison. Ho studiato molto meno di Lei, ma ho cercato una breve sintesi, nella speranza di offrire un minimo contributo a future ricerche fuori dal coro e da timori reverenziali. Mi pare particolarmente suggestivo il filone "francescano", che porta ai papi Della Rovere ed a Savona... Con profonda stima e viva cordialità,

 

Egregio Dott. Ruggero Marino,
La ringrazio per la simpatia che mi ha dimostrato e mi congratulo vivamente per la brillantezza del Suo intervento. Ancora una volta, comunque, ove ce ne fosse stato bisogno, si è toccata con mano l'ostilità del mondo accademico! Indirettamente, dopo oltre cinquecento anni, le idee di Colombo stentano ancora a farsi strada: meglio immaginare una storia "laica", fatta di soli interessi economici, come quelli delle tante attuali caste! Genova ci ha costruito un "business" non indifferente. A me piacerebbe indagare sull'asse Roma-Savona (Sisto IV-Innocenzo VIII-Giulio II), ma -a parte le chiusure cui va incontro chi non fa parte degli storici di professione- non ho conoscenze specifiche di epigrafia e di diplomatica, avendo condotto ricerche di archivio soltanto per la storia del '900. Con l'augurio che Lei possa navigare qualche volta con il vento in poppa, anziché sempre di bolina, spero di rimanere in contatto con Lei e di vederLa ancora. Con profonda stima e cordialità, distinti saluti, anche da parte di mia moglie Adele Marino.

Aldo Zandi
professore

 

Sì credo proprio che sia stata proprio dura sfidare la "scienza" ufficiale. Per sua fortuna studia cose di 500 anni fa, che interessano a poche persone, altrimenti.... Comunque c'è sempre la versione "ufficiale" spagnola che ancora dopo tanto tempo non potrebbe accettare "revisionismi" a suo danno (tenga presente che amo la cultura spagnola). Le farò pubblicità, poi a febbraio sarò in Messico e quindi se il suo libro è tradotto in Spagnolo, farò girare la voce anche laggiù. Le dirò anzi che la mia curiosità per il periodo Colombiano iniziò quando la guida del museo archeologico di Zihuatanejo ( costa del Pacifico, porto che commerciava con le Filippine, a circa 250 kl. a nord da Acapulco), mi disse che gli archeologi sanno che l'America era nota nel vecchio mondo anche prima di Colombo. Mi disse candidamente che lui, la guida, era un archeologo e che gli archeologi sanno la verità (in Messico) ma la possono dire solo sottovoce. Se passa dalla Malatestiana può farmi un fischio, gliela faccio vedere (come cittadino di Cesena, non sono un "addetto ai lavori". Attendo il suo prossimo libro, lo leggerò con piacere!!! Cordiali saluti a le

Luigi Turchi

 

Buongiorno Ruggero Marino.
Spero di non essere insistente, di non disturbarla ancora. Ma rileggendo la lettera di Cristoforo Colombo a Alessandro VI, del febbraio 1502 (riportata nel suo: Colombo e il papa tradito), ho notato alcuni errori in lingua spagnola che sono indicativi di un uomo che non è madre lingua iberico. Sono errori che indicano un uomo di lingua latina e che però ha studiato sia spagnolo, sia portoghese. Insomma sembra un testo di un genovese emigrato all'estero, non il testo di un castigliano o un andaluso. E' un po' come quando io scrivo in spagnolo, zac ci metto dentro un italianismo, dato che due lingue sono simili. Mi spiego: 1) l'avverbio agora, al posto di ahora. Agora è portoghese. es: Gozara mi ànima y descansara si agora en fin pudiera... Venir a vuestra Santitad agora, Beatissime Pater, suplico a vuestra Santitad... 2) Il verbo Deixar al posto di dejar, che esprimono "lasciare, smettere", rispettivamente in portoghese e in spagnolo Es: De todo esto serà bien que yo dexe de hablar.... (e non deje de hablar) 3) Il verbo fazer al posto di hacer  es: yo haya de facer viaje nuevo...  Anche se qui facer sembra un misto di italiano, portoghese e latino (facere), ma non certo hacer , verbo spagnolissimo. Non so se in spagnolo antico si scrivesse anche facer. Ma mi suonerebbe strano. Facer sembra più italiano vulgare, del 1500 e dintorni. e ancora 4) Il è al posto della y. Descubrì desde camino , è ganè mil è quatrocientas... la e al posto della y si usa in spagnolo solo se la y è seguita da i o hi, ma mai se segue una g o un q. Ma non devo insegnarle lo spagnolo che già conosce. Che ne pensa piuttosto di questo strano spagnolo. Mi sembra che forse ne ha già parlato nei suoi libri , dello spagnolo "mixed" di Colombo (non ricordo con esattezza, mi scusi ma non posso ricordare tutto), se non l'ha fatto è un altro indizio di cui tener conto.... In tutti i casi, io ho a casa alcuni libri di Colombo, in spagnolo stile antico (es: il famoso pleito), ma non mi era mai capitato di vedere i suddetti errori, in un testo autografo di Colombo. Forse l'editore ha pensato di ripulire il testo, rendendo in spagnolo corretto, nei libri che ho sugli scaffali di casa. Si tratta di una collana di testi del 500, ristampati negli anni 90 del secolo scorso, riguardanti la conquista del nuovo mondo. Testi comprati in Messico letteralmente rovistando nei resti degli angoli per la lettura dei supermercati e nelle librerie di libri usati. Buona estate,  con o senza studi su Colombo.

Luigi Turchi

 

Caro Ruggero Marino,
Egregio Dott. Ruggero Marino,
ho seguito il Suo consiglio ed ho letto il Suo articolo su "Fenix": è ormai ampiamente fuori dubbio che i fatti Le danno ragione, o meglio danno ragione alla Verità su Colombo che Lei vuole semplicemente (!) ristabilire, o stabilire per la prima volta. Il Suo scritto è, come sempre, chiaro ed avvincente; ma esistono, purtroppo, troppi sordi (e ciechi) della peggiore specie, cioè di quelli che non vogliono sentire (né vedere), per basse ragioni di prestigio e di interesse personale e di casta. Sarebbe altrimenti ovvio per tutti che tra il 1453 ed il 1480 si va maturando, per impulso papale, la necessità di "scoprire" il Nuovo Mondo, per bilanciare lo strapotere turco, una volta constatato che una "crociata" per così dire "tradizionale" non è possibile: se una tale idea non minasse il potere -anche economico- di un gran numero di persone legate tra loro a doppio filo, si tratterebbe soltanto di una quasi banale constatazione di carattere geo-politico... D'altra parte, anche le "Capitolazioni", lette senza pregiudizi, fanno già intuire tante cose! Lei, poi, ha già da tempo trasformato tali possibili intuizioni in tesi ben delineate, suffragate da sperimentazione attraverso documenti: il metodo galileiano sarebbe ampiamente salvo, se non esistessero persone dedite a far scomparire o a sottovalutare ogni testimonianza che non sia loro gradita. Colombo, però, sarebbe dalla Sua parte... Con stima, molto cordialmente,

Aldo Zandi

 

ho letto con vivissimo interesse il tuo nuovo libro sulla questione Cristoforo Colombo. L’ho letto come si legge un romanzo, una pagina dopo l’altra sempre più coinvolto in quell’intreccio che quasi mi ricordava un giallo. Con prove, controprove, sospetti, rivelazioni. In cifre in cui, pur con il rigore dello storico – e tu lo possiedi per intero – si davano spazi sempre più vasti alle ipotesi, con l’abilità di dimostrarle il più delle volte fondate anche con il sussidio di note, alla fine, in cui sei riuscito, con sicura abilità, a ricostruire attorno ai singoli personaggi, non solo delle biografie autentiche, ma anche gli esatti sfondi storici in cui quelle vite si sono mosse. Vorrei continuare a saperne di più, vorrei conoscere più ampiamente le reazioni ottenute nel mondo letterario e storiografico da tutte quelle tue suggestive deduzioni. Così mi aspetto, addirittura ansioso, un tuo nuovo libro sul tema. Il mio caro amico Manoel de Oliveira, dedicando un suo film a Colombo, ha dato rilievo, nel titolo, al termine “Enigma”. A te di scioglierlo. Vedo che ne hai gli strumenti adatti.

Gian Luigi Rondi
critico cinematografico, Presidente Biennale cinema, Fondazione Cinema per Roma

 

Carissimo Prof. Marino,
Ho letto la recensione in italiano sul suo website, la ringrazio tantissimo, e' un onore per me aver letto i testi e aver fatto un piccolo "review" dove ho imparato tantissimo e sono diventato un assiduo supporter delle sue ricerche e conclusioni. La ringrazio di nuovo e a sentirci a presto. Spero che un giorno venga in Florida a trovarci, comunque se veniamo in Italia ci vediamo, vedro' anche se la mia università' e altre due dove ho contatti vorranno fare una conferenze in materia, logicamente con lei. Sono diventato membro dell'associazione geografica della Florida e hanno bisogno di speaker speciali durante le radunate annuali. A presto,

Vincenzo Gentile

 

Dottor Marino,
ho terminato oggi la lettura del suo libro che trovo molto interessante e condivido i parallelismi con i Templari, con i quali Cristoforo Colombo ha in comune anche la "damnatio memoriae". Penso comunque che la peggior risposta che si può ricevere ad una richiesta (faccio riferimento alla richiesta di santificazione di Cristoforo Colombo) è una non risposta. Come pure sarà dura scardinare la storia scritta, come sempre, dai vincitori, nel caso specifico i Re cattolici spagnoli. La saluto cordialmente.

Alberto Cavazzoli

 

Buonasera,
mi chiamo Andrea Carrozzino e mi sono imbattuto casualmente nel Suo libro "Cristoforo Colombo, l'ultimo dei templari" , spinto dalla mia passione per il medioevo, i templari, e soprattutto da un amore turbolento ma viscerale per la mia città: Genova. Immagino perfettamente l'ostracismo Colombiano che avrà trovato, e immagino anche gli sforzi per portare a galla ipotesi di verità scomode e riconosco in quanto Lei ha scritto una interessante tesi da far conoscere a più persone possibile... Trovo che le Sue ricerche e le Sue ricostruzioni oltre ad affascinare risultino essenziali per colmare un vuoto lasciato dagli archivi storici, probabilmente a ragion veduta, su una delle figure più controverse del nostro passato, che immancabilmente ritroviamo in ogni ambito del nostro futuro.... oltre a promettermi la lettura del Suo nuovo libro sull'argomento Le volevo fare una richiesta: Io e alcuni amici abbiamo in mente di dare alla luce una specie di guida della mia città che sia vissuta sottoforma di caccia al tesoro, con aneddoti e curiosità circa la storia della superba. Nell'eventualità che il nostro progetto si realizzi, possiamo attingere al Suo lavoro, ovviamente citando sia Lei che la Sua opera? Sarebbe molto stimolante e sicuramente renderebbe la nostra guida più appassionante. La ringrazio sentitamente per la disponibilità, e Le rinnovo i complimenti per il suo lavoro.

Andrea Carrozzino

 

Gent.mo prof. Ruggero Marino,
Non ho alcun merito nella recensione se non nell’essermi entusiasmato e aver cercato di verificare le sue tesi.  Lo sa che ho tenuto a Genova due anni orsono una conferenza sui suoi libri e su papa Cybo? Con grande successo grazie alle Sue deduzioni. Complimenti vivissimi per il Suo lavoro di scrittura e di scavo storico e giornalistico, da autentico detective del passato.

Franco Manzoni
poeta e giornalista

 

Ho letto il libro ed è convincente. Ma gli specialisti, che hanno sempre ripetuto una versione, non l'accetteranno mai. Ci vorrebbe il documento che dice apertamente le cose, e anche in quel caso non sarebbero d'accordo. Un saluto e mi tenga informato

Giacomo Carretto
scrittore

 

Estimado Don Ruggero Marino:
La fabulosa vida de Don Critstobal Colón, de ninguna manera creo que pueda ser una maldición, al contrario Usted es una de las pocas personas que se han tomado muy en serio la investigación, y creame que los lectores que hemos leido sus trabajos estaremos muy agradecidos toda la vida por el trabajo tan minucioso que realizo, tambien he de comentarle que yo siempre he creido que el Almirante Colón, era un iniciado, porque aqui en México, exactamente en lo que se conoce como Toluca, Estado de México el día 12 de octubre los Masones de esa localidad cierran la avenida donde esta una estatua de Colón, y le rinden homenaje. Leere su libro con el respeto que se merece porque estoy segura que va a llenar las expectativas, y despues me comunicare con Usted. Veo que ya es de otra editorial, ojala que hagan el trabajo de provomerlo para que pronto este en las librerias de México. Le mando un afectuoso saludo y que los problemas economicos por los que esta pasando la Comunidad Europea no duren mucho, porque el vidente Nostradamus ya nos lo habia avisado en la cuarteta que dice que el niño nacera con 2 dientes en la garganta, piedras caeran con la lluvia en Tuscia, y muchos de hamblre moriran, EL NIÑO CON 2 DIENTES EN LA GARGANTA ES EL SIMBOLO DEL EURO (€) GRACIAS MUCHAS GRACIAS.

MARIANA HERNANDEZ S.

 

Cagliari 22.05.11
Egregio Dottor Marino
sono da qualche tempo un appassionato della storia di Colombo, passione che è scaturita dalla lettura di un suo libro ( Cristoforo Colombo ed il Papa tradito). Ho letto gli altri suoi volumi dedicati a Colombo ed in uno di questi (L'ultimo dei templari). La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione ma sopratutto per avermi fatto conoscere, dalla lettura dei suoi libri e di altri sull'argomento, una parte di Storia così interessante ed ancora suscettibile di sorprese. Distinti saluti

Dott. Pietro Mario Maggipinto

 

Caro Ruggero,
Congratulazioni per il nuovo assetto del tuo sito, più aperto ed invitante al contributo dei visitatori. Apro questo primo contatto per commentare il tuo “Testo a seguire” alla recensione del tuo ultimo libro del Prof. Vincent Piazza. Trovo che lo scritto del Dr Piazza mette bene in risalto la funzione delle tue opere: aprire un nuovo fronte della “questione colombiana”. Finora principalmente imperniata sull’eterna disputa dell’origine nazionale di Colombo. Disputa che oggi dovrebbe apparire marginale. Certamente ai tempi di quel grande uomo nessuno l’avrebbe neppure immaginata. Da amico devo però criticare la tua chiusura (le ultime tre righe) del “Testo a seguire” dopo la recensione del Dr. Piazza. Con rispetto per la tua opinione, quelle tre righe non hanno (diversamente dai tuoi lavori) valore scientifico e temo che allontanino, piuttosto che attrarre, interventi qualificati. In ogni caso non sono utili ad impostare correttamente l’attività di ricerca. Come tu stesso hai divulgato, è proprio grazie alla carta di Piri Reis, custodita dai sultani, che oggi si può far luce su quegli eventi cruciali per la storia umana. E sicuramente molto resta ancora da scoprire nelle biblioteche da loro ereditate, che è sperabile riserveranno sorprese alla futura ricerca storica. Sono convinto che anche dalla Cina arriverà nuova luce e dobbiamo essere preparati, con prudenza, ma con mente aperta. L’ipotesi che confuciani o mussulmani avrebbero fatto peggio dei cristiani nella conquista del Nuovo Mondo è indimostrabile. Conviene invece spendersi a ricercare il perché i sovrani di tali fedi lasciarono agli europei mano libera, pur essendo di gran lunga di essi più potenti, più ricchi, più avanzati tecnicamente e scientificamente. Tra i cinesi, i turchi e gli indiani immagino che nessuno avrebbe mai sollevato una “questione colombiana”. Inoltre, mentre noi conosciamo poco dei loro archivi non per loro avarizia, ma perché non siamo in grado di capirli (mentre loro capiscono in nostri), proprio gli europei, a cominciare dai cristiani, sono stati finora avari nella verità (ma generosi in depistaggi) per cinque secoli dagli eventi, come si sottolinea nella recensione. Comunque apprezzo molto sia la recensione che il resto del tuo “Testo a seguire”. Gli studiosi interessati dovrebbero esserne indotti a domandarsi quali sono le cause della reticenza della storiografia europea e della fuorviante teoria della casualità della scoperta. Tema che, a mio avviso, è di interesse fondamentale per una nuova storiografia su Colombo e le sue scoperte, svincolata da ogni strumentalizzazione di regime o di establishment e, quindi, realmente scientifica e più vicina alla storia.
Un “adelante... con juicio”.

Paolo Picozzi
Milano 12/5/2014

 

Carissimo signor Ruggero, ho letto il libro su Colombo Templare che mi è stato regalato da Salvatore Fratello e devo dire che è un capolavoro e quindi mi complimento con lei. La verità su Colombo prima o poi doveva uscire,e questo grazie a lei.

Pino Taormina

 

Sono un appassionato di misteri irrisolti e tralasciati nel tempo. Ho letto di recente "Cristoforo Colombo L'ultimo dei Templari" e sono rimasto davvero entusiasta. Cordiali saluti.

Andrea Panza

 

Mi chiamo Andrea Scano e sono un giovane cronista delle pagine del Sulcis del quotidiano L'Unione Sarda. Tralascio i complimenti di rito per il prezlioso lavoro che stai svolgendo: diamoli per scontati. E, per essere più chiari, sposo in toto le tue teorie. Dovresti però togliermi una curiosità: i navigatori che subito dopo Colombo (in alcuni casi dopo una manciata di anni) hanno messo piede nelle Americhe, come facevano a sapere come muoversi e come raggiungerla etc. etc, ammesso e non concesso che Colombo avesse loro spiegato nei dettagli l'impresa appena compiuta? Aveva già abbondanti cognizioni? Ho la sensazione che rispondendo al quesito si dia (se ancora non ce ne fosse bisogno) ancora più fondatezza alle tue conclusioni.

Andrea Scano
giornalista

 

Ringrazio Ruggero Marino per aver scritto il libro "Cristoforo Colombo, l'ultimo dei Templari", perchè si tratta di un libro che non si fonda come tanti su idee arbitrarie e superficiali, ma su studi durati 19 anni da parte di una persona seria, che sa ciò che fa. Purtroppo quello che Ruggero Marino ha scoperto non può essere ancora definito "storia accademica", anche perchè, come si sa, gli storici spesso sono così radicati nelle proprie idee da non avere la voglia di rivedere e correggere le loro idee passate seppur sbagliate. Comunque sperando in ulteriori scoperte nell'ambito delle esplorazioni e di Colombo saluto cordialmente e ringrazio ancora

Michele Rossi
Sansepolcro (Arezzo)

 

Ho letto con interesse il Suo libro-"Cristoforo Colombo l'ultimo dei Templari". Complimenti per il suo attento e minuzioso lavoro.

Giovanni Ciccarone

 

Gentile Dottor Marino,
"Cristoforo Colombo, l'ultimo dei templari": veramente un grande libro!

Elisabetta Mariani
New York

 

Desideravo ringraziarla per la sua audacia e coraggio e per il suo AMORE PER LA VERITA’. Ha dato un grande contributo nei confronti del DIVINO CRISTOFORO COLOMBO e ha ragione quando mette a confronto COLOMBO E MARCO POLO, che sono identici in tutto. Infatti, sono un unico personaggio che si ripete, nel corso della storia, a favore dell'umanità. Grazie ancora.

Salvatore Fratello
Palermo

 

Ho letto il suo ultimo libro "Cristoforo Colombo, l'ultimo dei Templari" e le assicuro che ho trovato sorprendente la chiarezza con cui ha "dimostrato" una sconcertante realta' storica finora solo ipotizzata da pochi. Le rinnovo il mio "in bocca al lupo" e resto in attesa, come sono sicuro che e' per moltissimi, di sapere che ha iniziato a scrivere di nuovo, perche' sono in pochi che hanno il coraggio e la capacita' di affrontare argomenti così controversi.

Celestino Vescera

 

Carissimo,
è un "libro tosto". Per leggerlo c'è bisogno di interesse culturale oltre che di cultura. Infatti l'argomento principale della storia di Colombo si articola e a volte si complica con tutta una abbondanza di dati che prima non si sospettavano o che non si sospettano. Naturalmente non ho la capacità di valutare i vari dati dell'informazione, ma devo dire che sono tanti. A volte oscurano il tracciato e fanno perdere di vista la storia di Colombo. Ma forse il vero scopo del libro è quello di fornire notizie o inquadrature di notizie anche all'interno di una spinta di valutazioni dipendenti da suggerimenti filosofici: "Le notizie si accavallavano alle notizie... scardinando l'ottusità geografica. I mappamondi si trasformavano, in una evoluzione che procedeva, per svariati motivi, al rallentatore. Gerusalemme perdeva lentamente la sua funzione di centro dei centri, di ombelico del mondo" (Citazione esemplificatrice). Anche le note abbodantissime spingono a valutare il libro in una ottica di lettura della storia all'interno di un quadro. Carissimo, questa è la mia valutazione che, credo, tornerà gradita data l'angolazione della mia lettura.
Cari saluti.

GianMaria Polidoro
padre francescano fondatore di Assisi Pax International
autore del libro Francesco di Assisi

 

Gli studi colombiani di Ruggero Marino comportano intuizioni e suggestioni di non trascurabile momento che vale la pena approfondire, ratificare, validare attraverso gli strumenti propri della ricerca storiografica.

Franco Salvatori
Presidente della Società Geografica italiana
Presidente della Commissione scientifica del Comitato italiano per le celebrazioni di Cristoforo Colombo

 

Caro Ruggero,
dopo attenta lettura (e, di moltissimi passi, rilettura) della tua ultima fatica, posso dirti che questa m' ha provocato una serie ininterrotta di grandi emozioni. Penso che la ragione di ciò riposi soprattutto sul taglio dell' opera, che offre (questo è soltanto il mio parere, s' intende) il privilegio d'immergersi, con coinvolgente progressione, in una lunga ed articolata vicenda storica avendo la sensazione straordinaria di vivere un romanzo. Sorvolo sulla ricchezza delle notizie e delle implicazioni che ne derivano (che sono, queste e quella, assolutamente fuori del comune) e sulla piacevolezza stilistica dell' espressione, ch' è dote che possiedi da sempre. Complimenti, Ruggero, e grazie per il godimento che mi hai procurato con le tue pagine.

Nicola Maggi
professore

 

Dr. Marino,
mi chiamo Alberto Cybo Ottone, non produco vini, sono un invece un economista che lavora alle Assicurazioni Generali. Vivo a Roma, con mia moglie e due bimbi, da circa 20 anni. Ho acquistato, circa 10 anni fa, il suo primo volume  su papa Innocenzo VIII ad un Remainders di Corso Vittorio, ed ho letto di recente il suo secondo libro. E' stata la prima volta che ho sentito parlare di questo personaggio storico in modo diverso dalla figura di scellerato riportata nella letteratura "ufficiale". Sono poi ancora più illuminanti i riferimenti a Cristoforo Colombo, del quale tutto sommato la storia non registra un'opinione tanto migliore del papa. Ogni tanto mi chiama qualcuno appassionato della materia per chiedere informazioni che io non posseggo. Ho però questo nome, o almeno un pezzo del nome, e mi farebbe molto piacere, se Lei è d'accordo, poterla incontrare.

Alberto Cybo

 

Exmo Senhor Marino,
Concordo consigo, a versão tradicional da história de Cristovão Colombo não é a verdade. Terei muito gosto em falar consigo sobre a sua teoria. Cumprimentos.

João Luiz Perestrello
discendente della prima moglie di Cristoforo Colombo

 

Ho finito il tuo libro. Ti faccio i complimenti perché mi rendo conto che deve essere stata una fatica immane di ricerca e elaborazione della tua teoria o meglio certezza. Scritto bene (i tuoi 30 e passa anni di giornalismo sono presenti) e una lettura dettagliatissima del trentennio finale del 1400 con tantissime informazioni interessanti. Ma il tuo lettore deve avere un minimo di cultura per poterti seguire. Io sono convinta:Cristoforo Colombo era un Cybo,era un uomo colto non un rozzo lupo di mare. Per me é stata una lettura appassionante a volte però un po' difficile. Sono assolutamente convinta che in una delle tue vite passate tu eri del "clan"Un uomo di quell'epoca,un alto prelato vicino al Papa,o un semplice marinaio con cui Colombo nelle lunghe giornate di navigazione si confidava,o un banchiere genovese che contribuiva alla parte economica della spedizione. Insomma uno che sapeva...

Kira Perego
San Paolo Brasile

 

Carissimo Ruggero Marino,
Ottimo! Ho letto (e analizzato) il tuo libro in queste due settimane di mare. Non capisco come possano certi accademici stroncarlo, visto che solo le note valgono quanto il libro (nel senso che dimostrano che non sono illazioni, ma ricerche documentate). Complimenti!

Marco Picasso
Direttore di Graphicus

 

Estimado Ruggero,
Le escribe Juan Pablo Alvarez Guedea, desde México. Soy investigador en historia. Mi tema actual trata de la vida de Francesco Pinelli, importante comerciante y banquero genovés, quien pasara a vivir a España a fines del siglo XV. Acabo de leer un artículo acerca de su última obra y ahí se menciona que este personaje (Pinelli) era sobrino (nipote) del papa Inocencio VIII.

Juan Pablo Alvarez Guedea

 

Sono un lettore del suo libro Cristoforo Colombo l’ultimo dei templari, le faccio i miei complimenti per il suo “arduo e certosino” lavoro, cosa non facile quando ci si imbatte in argomenti come quelli di papa Innocenzo, credo che lei avrà sicuramente trovato ostilità da parte della chiesa, invece di un aiuto, e questo avrà sicuramente reso il suo lavoro più complicato. In tutta sincerità devo dirle che sono anche un po’ deluso, essendo un lettore da molti anni dei templari (da prima del Codice da Vinci..) credevo che nel suo libro, con un titolo così,avrei trovato notizie più approfondite riguardo i legami tra Colombo ed i Cavalieri di Cristo. Comunque anche se non ho trovato ciò che credevo di trovare, le rinnovo i miei complimenti per il suo lavoro.

Carlo Di Berardino

 

Caro Ruggero,
Este verano inicio una serie de artículos en un periódico de tirada nacional, y creo que es la ocasión perfecta para promocionar en uno de ellos tu libro "Cristoforo Colombo, L'ultimo dei templari". Lo leí hace una semana y me pareció genial! Muchas felicidades. Recibe un fuerte abrazo,

Javier Sierra
Scrittore
direttore di "Mas hallà"
autore di best-sellers internazionali come Le porte dei Templari e La cena segreta.

 

Sono uno storico dell’età contemporanea e quindi non possiedo gli strumenti per controllare la veridicità di tante affermazioni fatte da Marino a proposito di Cristoforo Colombo. Posta questa premessa debbo confessare che ho letto con grande passione il suo libro su Colombo e che, più passa il tempo, più le sue tesi mi sembrano plausibili. Colombo era un ottimo geografo, aveva già compiuto numerosi viaggi e probabilmente era stato in America prima del 1492. Sembra del resto che anche taluni Vikinghi, Cinesi e Islandesi arrivassero in quel continente prima di lui e che qualcosa si sapesse in giro. Ruggero Marino cerca di abbattere i luoghi comuni accettati dalle accademie. Proprio per questo le accademie non gli daranno nessun riconoscimento.

Prof. Piero Melograni
Membro del Comitato nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo.

 

Sono un suo lettore avendo letto il suo eccezionale libro su Cristoforo Colombo. In onore del suo libro ho anche messo il cognome Cybo ad un personaggio femminile di un nostro fumetto sul web intitolato The Immaculate Connection che in un certo senso si ispira alle situazioni "politiche" dei papati raccontati nel suo saggio ma che sono riportate in una ambientazione fantascientifica. Mario Farneti mi accennava in una mail di un suo progetto a fumetti su Cristoforo Colombo. La realizzazione di un tale progetto mi interesserebbe molto in quanto apprezzo la sua opera e ci vedo delle ottime potenzialità fumettistiche.

Giorgio Messina
Presidente e Direttore Editoriale Cagliostro ePress editoria a fumetti - webcomics - ecomics - merchandise.

 

Caro Ruggero,
Ancora complimenti per la tua magistrale opera. Con ammirazione.

Ernesto Filoso
giornalista, autore del libro America, una scoperta da riscoprire.

 

Innanzitutto complimenti per la sua ultima fatica letteraria. Io sono residente nella Rep. Dominicana ed esattamente in una regione denominata Cibao e da noi si cita la versione che Cristobal Colon fosse giunto sino a qua convinto che l'espressione indigena(taino) fosse Cipango; aggiungo altresì che l'oro c'è veramente in questa regione a Cotui (miniera canadese Placer Dome).

Tiziano Scotti

 

Caro Marino,
ancora congratulazioni per il tuo libro che chiarisce punti restati sempre oscuri ed apre nuovi scenari. Congratulazioni ancora per il tuo coraggio, la tua visione e non turbarti degli attacchi, vuol dire che hai colpito giusto.

Professore Emilio Spedicato
Università di Bergamo

 

Gentile dottor Ruggero,
a Natale ho avuto difficoltà a trovare il suo libro, la Feltrinelli a Napoli l'aveva esaurito. Ne ho letto circa un terzo con grande interesse, lo terminerò in Finlandia, dove mi recherò Venerdì. Lo ha scritto in uno stile magistrale!

Cristina Wis Murena
ricercatrice

 

Gentile dottor Ruggero,
ho riletto con attenzione il suo meraviglioso libro, scritto magistralmente, ed estremamente interessante.. Mi sono segnata su foglietti almeno una quarantina di passi che riguardano anche le mie ricerche.

Cristina Wis Murena
ricercatrice

 

Egregio Dott.Marino
I miei complimenti uniti a quelli di mia moglie per come si e' difeso dagli incartapecoriti accademici !!!!!

Umberto il Templare.

 

Caro Marino, ho divorato in tre giorni la Sua "enciclopedia" colombiana, che scrolla la barca della tradizione, nella speranza che i sub della ricerca possano quanto prima riportare a galla il relitto della verità. Cordialità.

Pietro Canepa
Fautore della tesi di un Colombo nato a Cuccaro Monferrato
autore del libro "Cuccaro: c'era una volta..."

 

Mi convince la tua ricostruzione dello scenario storico prima dell'impresa di Cristoforo Colombo (ad esempio il clima di grande allarme dopo la caduta di Otranto in mano ottomana) e la valutazione dello sconcerto che la notizia di nuove terre e genti al di là dell'Oceano Occidentale provocò nell'Europa della fine del '400, dal momento che la predicazione del Vangelo non aveva riguardato le popolazioni native del Nuovo Mondo. Sono d'accordo con te anche sul fatto che sia stato un grande, come dire, bang: l'aggiunta di un quarto continente scardinò quella costruzione compatta e perfetta della figura del Vecchio Mondo sulla mappa mundi, che durava da circa un millennio, suddivisa nei tre continenti dedicati rispettivamente ai figli di Noè, Sem, Cam e Japhet.

Prof.ssa Patrizia Licini
Università di Macerata
Membro del Comitato Nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo

 

Conosco Ruggero Marino da moltissimi anni. L’ho incontrato per la prima volta in uno di quei convegni noiosi di storia in cui ci sono relatori che pensano di sconvolgere il mondo, con rivelazioni frutto di ricerche che vorrebbero stravolgere gli avvenimenti del passato, rovesciandoli come un guanto alla luce di documenti a volte falsi come Giuda. Anche Ruggero Marino con la sua tesi rivoluzionaria su Cristoforo Colombo mi era parso uno di questi innovatori a tutti i costi. Invece no. Mi accorsi subito che si trattava di un “cavallo di razza”. Le sue ricerche sulla figura dello scopritore delle Americhe rispondevano da sole alla domanda: “Cui prodest?”. Nell’interesse della verità. Era una ricerca motivata da serie considerazioni indipendenti da una qualsiasi strumentalizzazione fatta nel nome di campanilismi nostrani. Per anni ho seguito le sue indagini di segugio Nel tempo ho sempre più apprezzato oltre al lavoro di Ruggero Marino la sua amicizia, sebbene penalizzata dalla distanza tra le nostre vite, una voce solitaria che sta cercando di dare all’esploratore un’identità fuori dalla scontata tradizione e dalla melensa appropriazione nazionalistica di un personaggio la cui figura sembra nascondere una miniera di collegamenti storici sebbene apparentemente impossibili. La forza di Ruggero Marino sta nelle sue ricerche che fanno del suo ultimo saggio un thriller cui fa da sfondo un complot­to che non ha mai smesso di viaggiare nel tempo, quasi fosse vittima di una maledizione alla stregua del fantasma dell’Olonese Volante. Storia di mare appunto, di un Mondo Nuovo, di papi e di templari, nella migliore tradizione “gotica”, tutto documentato però con la
la solita avvincente narrazione tipica di Ruggero Marino.

Vittorio di Cesare
Docente in Intelligence presso l'Università dell'Aquila
Direttore di Intelligence STS

 

Caro Dottore....
sono un dilettante e... ci tengo. Spero che, nel frattempo, abbia avuto modo di rendersi conto di quante cose ignorano gli accademici (il minuscolo non è casuale) sulla cartografia antica. Saluti e... complimenti per il sito.

Rolando Berretta
Cagliari

 

Distinguido amigo Ruggero Marino:
He leído su libro con el máximo interés, como ya puede usted suponer. Su libro es una aportación fundamental dentro de la bibliografía reciente sobre Cristóbal Colón, ya que abre horizontes en escenarios inéditos, justo donde muchos otros autores contemporáneos no hacen sino repetir asuntos banales, conocidos desde tiempos inmemoriales, o casi. Además considero de suma importancia que usted sea italiano y, por lo tanto, que presente una nueva teoría sobre Colón desde una nueva óptica italiana y en contra de los criterios paralizantes y paralizados de los popes académicos de turno. Su Cristóbal Colón llena de aire fresco el ambiente enrarecido y hierático de la versión ortodoxa. Por todo ello solo me queda que felicitarle. Concuerdo con su expresión de que la lectura de su libro acaba en un pequeño naufragio debido a la sobreabundancia de consideraciones y explicaciones colaterales al tema principal de la obra, pero a mi este "defecto", que mas bien es virtud, ya que es el producto de un ingente trabajo de investigación a lo largo de mucho tiempo, no me preocupa tanto como el hecho de que me he quedado con la sensación de que he leído el primer libro de una obra de dos tomos y de que me falta poder leer más, mucho mas sobre el nuevo personaje Colón que se me presenta. Pero ello implicaria entrar ya en la fase de nuevos documentos alternativos y estudios científicos detallados, que acabasen de sostener el nuevo personaje que se nos presenta. Su libro es un buen vermouth, pero me falta, todavía, el plato principal. Dentro de este hipotético segundo libro deberia tratar el tema de si los súbditos napolitanos de Alfonso V de Aragón podían ocupar cargos en el Reino de Castilla sin ser naturalizados por ser súbditos naturales de dicho reino catalano-aragonés o no. Este punto es fundamental, ya que si la respuesta es positiva, su teoria se situaría muy por delante de la teoría convencional del súbdito Colombo de la Señoría de Génova, que en ningún caso hubiese podido ser almirante de Castilla sin antes ser debidamente nacionalizado. Otro punto en el que me gustaría profundizar es el porqué el Papa Inocencio VIII no mandó él directamente a Colón a descubrir el Nuevo Mundo, ya que tenía poder temporal suficiente y fuentes de financiación a su alcance. Qué necesidad hubo de mezclar en esta partida tan importante a un rey maquiavélico como Fernando el Catòlico? Etc., etc.. Agradeciéndole de nuevo su amabilidad, reciba, Sr. Marino, mis mejores deseos de paz y felicidad para este próximo año 2006. Esperemos que salga algo nuevo a la luz en tan importante fecha. ("In te, domine, speravi non confundar in aeternum........").

Francesc Albardaner i Llorens
Vice-presidente del Centre d'Estudis Colombins

 

Ho letto e in gran parte riletto il suo interessantissimo libro su Cristoforo Colombo. Le sue tesi sono affascinanti, come molte delle ipotesi che si discostano dalle credenze comuni, spesso acriticamente accettate, purché naturalmente avallate da prove e dati di fatto. Quindi, vorrei poter condividere con lei quanto dice di Colombo e di Innocenzo VIII. Ma qualche interrogativo mi fa sospendere il giudizio. Ho letto il suo libro nell'ambito di ricerche che sto effettuando su un personaggio dell'ultimo Medio-Evo/inizio Rinascimento che mi affascina per gli influssi che ha avuto su tanti grandi suoi contemporanei o posteri, restando egli stesso nell'ombra: Paolo dal Pozzo Toscanelli. Il suo nome spunta qua e là ogniqualvolta ci si immerge nel '400 italiano. L'esser quasi tutti i suoi scritti andati perduti accresce l'alea di mistero intorno alla sua figura. Forse lei ha avuto lo stesso tipo di attrazione iniziale per Colombo. L'altro personaggio che mi attira assai è il suo grande amico Nicolò Cusano; anch'egli per la modernità delle sue idee, nonostante il suo cammino l'abbia condotto sino alla porpora. L'interesse per entrambi questi uomini mi ha spinto a tentare la stesura di una sceneggiatura basata sulle loro vite, i cui percorsi tanto spesso si intersecano. Sto quindi usando anche il suo libro per avere notizie, anche cronologiche, che mi aiutino a rendere la storia il più vicino al vero. In attesa di sue risposte, la saluto cordialmente e mi complimento per l'approfondita messe di notizie che il suo libro fornisce.

Marco G. Pellifroni
Finale Ligure (SV)

 

Egr. Dr. Marino 
ho terminato la lettura del suo libro su Colombo. Mi creda, lei ha scritto un libro meraviglioso, ricco di spunti di ricerca. Quello che vorrei dirle é che se le varie indagini genetiche su Colombo ed i suoi possibili discendenti non si rivelassero conclusive, allora sarebbe il momento di riproporre la sua teoria di un legame genetico tra Colombo e papa Innocenzo VIII. Con stima.

Giancarlo Tomezzoli
Monaco di Baviera
laureato in astronomia

 

Ho letto con piacere “Cristoforo Colombo – l’ultimo dei Templari”, la più recente fatica che Ruggero Marino ha dedicato al grande navigatore, da lui indagato in tanti anni con una cura e una passione instancabili ed esemplari. Non abbiamo documento che Colombo fosse effettivamente un templare o, comunque, un iniziato. Ma ogni lettore – visti i fatti narrati e considerato lo sfondo storico – non può che condividere la tesi del libro: e cioè che Colombo anche nella scelta delle imprese da compiere, e altresì nelle relazioni che intrattenne, fu guidato da una bussola: la bussola d’un superiore ideale. Un grande, perciò, non per effetto del caso o della mera “buona fortuna”.

Gino Agnese
giornalista, scrittore
Presidente della Quadriennale di Roma

 

Egr. Dott.re Marino,
Ho appena terminato la lettura del Suo ultimo libro, l'ho trovato profondamente interessante. Sono un appassionato del tema delle scoperte e della storia di quei tempi. Ciò in parte è dovuto anche alle mie origini, sono nato a Milano ma mio padre è nato ad Otranto e la "leggenda"/storia ("Lo scriba di Casole") vuole che la nostra sia stata una delle due famiglie scampate al massacro saraceno.

Claudio Antonio Ciatara

 

Gent.mo Dott. Marino 
sono un lettore del Suo ultimo libro su C. Colombo. Trovo questo volume molto importante, e sono molto interessato. Questa Sua opera ha rinnovato in me molti quesiti tra i quali: - perchè tutti traducono " Xpo Ferens " in portatore di Cristo ?.... quando Xpo è già Cristoforo ( portatore di Cristo ) una simile svista da parte di Colombo non mi sembra possibile? - perchè sulla tomba di Innocenzo VIII appare " Dux Ferentilli ", ma non aveva altri titoli più importanti ? Cordialmente

Giovanni Tomassini

 

Caro Ruggero,
ho finito di leggere il tuo libro, bello e "ponderoso", dopo aver visto il film "Il caimano" di Moretti. Non ho potuto quindi non mettere in relazione il tuo Cristoforo Colombo intriso di ideali immensi ed incastonato in un'atmosfera misteriosa, ma ricca di visioni e di auspici per un mondo diverso e unificato, contrapposto alla figura volgare di quel Colombo di Torvaianica. Quello di Moretti, nella sua cornice felliniana, l'ho visto come simbolo voluto dell'involgarimento della cultura e della storia nei nostri tempi. Il tuo Colombo mi è apparso invece come simbolo di un rinascimento forse perduto per sempre,o soltanto da "riscoprire" come hai fatto e saprai fare da maestro. Ciao, e ancora complimenti!

Romano Nobile
pubblicista, scrittore
Roma

 

La lettura è stata abbastanza agevole, ma tieni presente che io leggo molti saggi storici di altre epoche e dunque, generalmente, sono abituato anche a cose pallose. Comunque il tuo libro non mi sembra affatto tale anche per un lettore che si cimenta per la prima volta con qualche cosa di storico: infatti c'è sempre qualche cosa di sorprendente. La ricerca che c'è dietro credo sia stata eccezionale e devo darti atto di una tenacia davvero rimarchevole.

Giulio Castelli
giornalista e scrittore

 

Caro dottor Marino,
E' stato per me un vero piacere leggere il suo libro.

Edda Stagno
giornalista, pubbliche relazioni

 

Il libro? Mi piace lo stile, il groviglio di storie, i condizionali, il fatto esoterico, la scossa allo scientificismo militante padrone e stabilito... mi piace. Il fatto che la Spagna ne esca così non può non piacere ai portoghesi... vecchie amicizie! Per saper di più: sono un professore di Latino e Portoghese, ho insegnato a Napoli all'Istituto Universitario Orientale per sei anni. Lì ho imparato l'italiano. Tra gli altri, ho tradotto in portoghese: Marramao, Ghezzi, Pasolini, Baricco, il papa attuale che non era ancora papa, il cardinale Saraiva Martins... e sto anche traducendo T. Terzani (Un indovino mi disse). Cordiali saluti e a presto

Antonio Rocha
traduttore del libro in lingua portoghese

 

Finalmente qualcuno trova il coraggio di riportare alla luce un capitolo quantomai oscuro, segnato da personaggi ormai dimenticati. La prosa , didascalica e a tratti allitterativa risulta quantomai fastidiosa e scadente, ma il contenuto è all'altezza della ricerca imposta dal Marino già nel 1997. Ulteriore merito è quello di aver riportato all'attenzione la funzione di Atlantide come possibile copertura di conoscenze geografiche proibite. Tesi peraltro già sostenuta da numerosi saggisti americani (a cominciar dal Donnelly) della fine dell'800.

commento lasciato da Petrus il 16/12/2005 (tratto da Internet Bookshop)

 

Ottima la ricerca e la ricostruzione storica. Complimenti!

commento lasciato da Rino il 22/10/2005 (tratto da Internet Bookshop)

 

 

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BIOGRAFIA DI RUGGERO MARINO

Ruggero Marino sul terrazzo di Piazza Colonna del TempoRuggero Marino è nato a Verbania Intra (Novara). Giornalista, scrittore, poeta. Ha lavorato, per trentaquattro anni, al quotidiano “Il Tempo” di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale, di redattore capo del giornale e di responsabile dei settori spettacolo e cultura. Ha effettuato reportages da circa 50 Paesi nel mondo. È stato autore, con altri colleghi, di un saggio per l’Unicef dal titolo “Bambini”, sulla condizione dell’infanzia in Italia, vincitore del Premio Sorrento. Ha scritto vari libri di poesie, “Minime & Massime” (brevi componimenti ed aforismi), “L’inferno in paradiso” (Premio Indac) storie dei drammi dei ragazzi vittime della droga e degli anni di piombo, con prefazione di Don Gelmini e Maria Luisa Spaziani, , Le stagioni del Turano (Premio Laurentum) e Minime e Massime 1. Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, a carattere nazionale, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana, presieduta da Giulio Andreotti, lo Scanno e quello del Coni.

Il suo primo libro su Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America risale al 1991 con il titolo “Cristoforo Colombo e il papa tradito” (Newton Compton, tre edizioni) con il quale ha vinto il Premio Scanno di letteratura. Una quarta edizione, aggiornata ed ampliata, è stata pubblicata, con lo stesso titolo nel 1997 (RTM multimedia) con prefazione di Franco Cardini. Delle sue ricerche, che per la prima volta coinvolgono Roma e il Vaticano, tramite papa Innocenzo VIII (definito un pontefice “deçaparecido”, lo “sponsor” dell’operazione America e probabilmente legato dallo stesso sangue a Colombo) si sono occupati storici in Italia e all'estero, scrittori, giornalisti e i più importanti media nazionali e non (il “Times” di Londra gli ha dedicato due mezze pagine), in un’indagine che avanza rivoluzionarie teorie sulla scoperta dell’America e che fanno ormai parte di una nuova storiografia su Cristoforo Colombo.

Ruggero Marino con il suo Direttore Gianni LettaI suoi studi sono stati oggetto di citazione all’Accademia dei Lincei da parte del senatore Paolo Emilio Taviani e del Professor Osvaldo Baldacci. Estratti delle sue tesi sono state pubblicate da “Apollinaris”, della Pontificia Università Lateranense, dai “Quaderni ibero-americani” e fanno parte degli Atti del Simposio Internazionale “La evangelicacion del Nuevo Mundo” (Legionari di Cristo) e del Convegno “Il Letterato tra miti e realtà del Nuovo Mondo: Venezia, il mondo iberico e l’Italia”, organizzato all'Università di Venezia. Su “Nova historica” è comparso l’articolo “Cristoforo Colombo in odore di santità”.

È stato invitato dall'Istituto italiano di cultura di New York ad illustrare le sue tesi al John Calandra Institute. È stato chiamato dal Ministro Scajola a fare parte della Commissione Scientifica per le celebrazioni in occasione del Cinquecentenario della morte di Colombo. Nel 2019 è stato invitato a tenere una conferenza a New York presso il prestigioso "Explorers Club".

ritratto di Ruggero Marino nella foto di Javier SierraNella “Grande Raccolta Colombiana” in 20 tomi, uscita nel 1992, in occasione dei 500 anni della scoperta dell’America, il Presidente del Comitato scientifico per le Celebrazioni colombiane del V Centenario, senatore Paolo Emilio Taviani, considerato il più grande studioso italiano di Colombo ed uno dei maggiori a livello internazionale, ha aggiunto all'opera un nuovo capitolo, rispetto alle sue precedenti opere, dal titolo “Fino a qual punto il Vaticano intervenne per l’impresa di Colombo”. Basandosi sugli studi innovativi di Ruggero Marino, Taviani conclude con il riconoscere al ricercatore il merito di “essere stato il primo” ad avere interpretato un documento scritto da Colombo e contribuendo, con il suo lavoro, ad avere aperto e valorizzato “il tema della partecipazione di Innocenzo VIII alla vicenda colombiana”. In un’indagine “erroneamente” e per “troppo tempo” ignorata dalla “bibliografia scientifica”. Anche lo scomparso scrittore e saggista della Colombia German Arciniegas ha dedicato un capitolo di un suo libro (“America es otra cosa”) al suo lavoro. Lo stesso ha fatto lo scrittore spagnolo Javier Sierra, autore di best-sellers internazionali, in “La ruta prohibida” (in italiano “Lo specchio oscuro” Longanesi).

Ha pubblicato, nel settembre 2005 per Sperling & Kupfer e Rai Eri, “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari” (figura nella cinquina finalista del Premio Roma ed in quella del Premio Casinò di Sanremo per i libri del mare). Arrigo Petacco sul “Corriere della sera”, ha scritto: “Marino smantella cinque secoli di storiografia colombiana”. Il libro è già uscito in Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Canada, Romania, Cecoslovacchia, Polonia ed è stato venduto anche in Russia.

Nel maggio 2010, sempre per la Sperling, è uscito “L’uomo che superò i confini del mondo”. Il libro ha vinto il Premio cultura del mare al Circeo è entrato tra i tre finalisti al Premio Gaeta (Viaggi e avventura) e nella cinquina del Premio Acqui Storia.

Nel dicembre 2012 ha pubblicato “Stella e il circo” (Sperling & Kupfer), una favola-apologo ispirata ad una sceneggiatura di Riccardo Fellini, il fratello, scomparso a sua volta, del grande Federico Fellini.

Nel 2016 ha pubblicato “Le stagioni del Turano” (Aracne Editrice), che ha vinto il premio Laurentum 2016 di poesia.

Saggi su Cristoforo Colombo

  • Cristoforo Colombo e il papa tradito, Newton Compton, 1991. (Vincitore del Premio Scanno) (Il volume è stato ripubblicato nel 1997 dalle edizioni RTM con l'aggiunta di una prefazione di Franco Cardini).
  • Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari, Sperling & Kupfer editori - Rai Eri, 2005. (Il volume è stato ripubblicato nel 2006 da Fabbri RCS nella collana I grandi misteri) (Il volume è stato inoltre tradotto in sette lingue).
  • L'uomo che superò i confini del mondo, Sperling & Kupfer, 2010.
  • Stella e il circo, Sperling & Kupfer, 2012

Poesia

  • Minime e massime, edizioni Pagine
  • L'inferno in paradiso (vincitore del Premio Indac)
  • Le stagioni del Turano (vincitore del premio Laurentum 2016 di poesia)
  • Viator, edizioni Akkuaria
  • Minime e massime 1, edizioni Letteratura Alternativa

Altre opere

  • La condizione dell'infanzia in Italia, 1985, Motta editore. (scritto con altri co-autori).
  • Maradona re, (con Piero Palumbo), 1987, Il libro nel mondo ed.
  • On Pre-Columbian Contacts Between America and other Continents, a cura di Emilio Spedicato, edizioni FCOIAA

Onorificenze

 

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IL PRMO LIBRO SU COLOMBO DONATO A PAPA GIOVANNI PAOLO II

 

Ruggero incontro Papa Giovanni Paolo II

 

 

 

CON ROBERT BAUVAL A ROMA DURANTE UNA MANIFESTAZIONE PROMOSSA DALLA RIVISTA "HERA"

 

Ruggero Marino con Robert Bauval Roma

 

 

"GENIALI" PER TAVIANI LE RICERCHE SU PAPA INNOCENZO VIII

 

Ruggero Marino Paolo Emilio Taviani Enrica Bonaccorti

1991: ERO ALL'INIZIO PRATICAMENTE DELLA RICERCA, MA ERO RIUSCITO AD ATTIRARE L'ATTENZIONE DELL'ALLORA PIÙ GRANDE COLOMBISTA ITALIANO E FORSE DEL MONDO, IL SENATORE PAOLO EMILIO TAVIANI, CHE DEFINÌ "GENIALI" LE MIE RICERCHE. ECCOMI CON LUI AD UNA PREMIAZIONE AL FORO ITALICO PRESENTATA DA ENRICA BONACCORTI.

 

 

INCONTRO A MADRID CON JAVIER SIERRA

 

2016.01 incontro Madrid Javier Sierra Ariadna Criado Garcia Ruggero Marino

Incontro nel Gennaio 2016 con Javier Sierra, autore di best sellers internazionali, e la studiosa e ricercatrice Ariadna Criado Garcia.

 

 

LA CITAZIONE LATINA PIÙ ADATTA A RUGGERO MARINO

 

Ruggero Marino meme la verita

Tanti mi chiedono perché ho speso circa trenta anni a cercare su Colombo, papa Innocenzo e la scoperta dell' America. Ho fatto uno dei giochetti ricorrenti. Guardate cosa mi è uscito? E' la risposta (coincidenza?)

 

 

DI QUALE DIO GRECO RUGGERO MARINO HA LA PERSONALITÀ?

 

Ruggero Marino meme personalita Dio Greco Zeus

Saranno giochini, sarà un caso ma è la seconda volta che mi danno come risposta che mi batto per la giustizia, come faccio da 29 anni per Colombo e papa Innocenzo VIII.

.

I PRIMI DUE LIBRI SU CRISTOFORO COLOMBO

 

Cristoforo Colombo e il papa tradito 1991                                                             Cristoforo Colombo e il papa tradito 1997

 

CRISTOFORO COLOMBO

L'ULTIMO DEI TEMPLARI

 

"L'UOMO CHE SUPERÒ

I CONFINI DEL MONDO"

La risposta italiana seria al "Codice da Vinci"

 

Disprezzato dai suoi contemporanei, mummificato dalla retorica ufficiale: la storia non raccontata dell'"eroe dei due mondi"

Ruggero Marino Cristoforo Colombo L'ultimo dei Templari

 

Copertina libro L'uomo che superò i confini del mondo di Ruggero Marino

  • Ciò che avreste dovuto sapere e non avete mai saputo sulla scoperta dell'America.
  • Quello che non è stato mai scritto in 500 anni di storia su Cristoforo Colombo.
  • La Chiesa, che aveva occultato l'altro mondo, inviò il suo messaggero per rivelarlo.
  • Colombo ed il rapporto filiale con papa Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo.
  • Il complotto spagnolo, con Ferdinando, Isabella e papa Borgia cambiò la storia.
  • Colombo sapeva che sarebbe giunto nelle Indie del levante e non nell'Asia.
  • Un codice segreto custodito in Vaticano, le mappe antiche ed impossibili, gli ordini cavallereschi, gli ordini mendicanti, la cabala, l'alchimia...
  • I Vichinghi, Marco Polo, Lorenzo il Magnifico, Pico della Mirandola, Piri Reis, Toscanelli... ed un sogno di pace per unire il mondo non solo geograficamente. Cristiani, musulmani ed ebrei, le tre religioni monoteiste e del libro, in una visione millenaristica, si sarebbero strette sotto il vessillo della croce e di Roma per dare vita alla nascita nel Nuovo Mondo dell'uomo nuovo. Altrimenti, con l'oro delle Indie, non rimaneva che affidarsi alla spada per sconfiggere la minaccia dell'Islam con un'ultima crociata.

Il libro è stato finalista per la saggistica al premio Roma.

I diritti del libro sono stati venduti negli Stati Uniti (Inner Traditions Editore) e nei paesi di lingua inglese, in Spagna (Edizioni Obelisco) e nei paesi di lingua spagnola, Portogallo (Edizioni Aletheia), Romania (Edizioni RAO), Polonia, Russia e Cecoslovacchia. In Italia intanto è giunto già alla terza edizione ed è andato nelle edicole nella collana “I grandi misteri” della Fabbri Editore.

Praise for Christopher Columbus, the Last Templar
“Marino illuminates the spiritual and cultural significance and esoteric roots of the discovery of America by Christopher Columbus. With a scholar’s intellectual discipline, a poet’s eye for creativity, and a detective’s passion for meaning, his extensive historical research and lyrical writing style bring the Renaissance to life.”
by James Wasserman, author of An Illustrated History of the Knights Templar and The Templars and the Assassins

Apprezzamenti per Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari
Marino mette in luce sia il significato spirituale e culturale che le radici esoteriche della scoperta dell'America di Cristoforo Colombo. Con disciplina intellettuale da ricercatore, con sensibilità creativa da poeta e una passione per l'interpretazionre da investigatore, Ruggero Marino, con la sua vasta ricerca storica e il suo stile lirico di scrittura, fa rivivere il Rinascimento"
di James Wasserman

 

Leggi le prime 10 pagine del libro GRATIS sul sito 10RIGHEDAILIBRI!

Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come "Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini tuo da gloriam". "Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria". E' il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il motto templare si trova in una lettera coeva in cui un personaggio di nome José Ferrer scrive alla regina Isabella parlando del navigatore.

L'ultimo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 e del 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 25 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia. Per finire con la documentazione per fare santo Colombo, portata vanti da Pio IX e Leone XIII.
La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Per cui l’unico dato scientifico di tutta la questione e l’assoluta “ascientificità” di ogni ricostruzione fatta sino ad oggi. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza.

Il libro ha vinto il premio cultura del mare al Circeo ed è stato tra i finalisti del premio Acqui storia e del premio dell'avventura a Gaeta.

 

decorazione

 

LE OPERE

copertine libri ruotanti

INTERVISTE

HANNO DETTO

COLONNA INFAME

BIOGRAFIA

POLEMICHE

trombe stendardo rosso

DITE LA VOSTRA

Dite la vostra

CURIOSITA'

LINKS

INTERVALLO

 

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Da Gianni Letta

Gianni-Letta

Ciao Ruggero. vedo con piacere che sei stato nominato Professore. Riconoscimento meritato e tanto più significativo perché attribuito sul campo e proprio da quei professori (ormai “colleghi”) sempre diffidenti (e gelosi) verso chi non venga dall’Accademia e in essa non si riconosca. L’hai saputa vincere, quella diffidenza, con la forza di una intuizione ritenuta valida, con una capacità di visione originale e sorprendente, ma convincente, e con un coraggio quasi temerario. Peccato che lo stesso coraggio non mostrino i tuoi autorevoli recensori pessimisticamente rassegnati al conformismo accademico. Almeno così sembra di capire dalle previsioni non proprio positive che accompagnano il giudizio che è invece positivo e lusinghiero. Vincerà però la perseveranza che è virtù difficile e perciò poco praticata. E’ quello che ti auguro con molti complimenti per quegli attestati tanto lusinghieri quanto inaspettati. Non certo per chi, come me, ci ha sempre creduto.
Un caro saluto.
Gianni Letta

Da Folco Quilici

Folco-Quilici

Gli storici arricciano il naso se qualcuno – subito considerato un estraneo – invade la loro area. Io, in molti casi, mi sono premunito coinvolgendoli in partenza. Ruggero Marino è stato più coraggioso. Un coraggio che gli costa, adesso, un ostile ostracismo. Ma domani? Quando altri documenti emergeranno e uno dei togati dovrà arrendersi… Il tempo, si sa, è galantuomo. Dopo la lettura di questo libro che non racconta solo il navigatore ma anche la parte spirituale, la figura di Colombo viene resa ancora più grande.

Folco Quilici
Regista e scrittore

 

Da Fausto Gianfranceschi

Fausto-Gianfranceschi

Ruggero Marino non è soltanto un caro amico, non è soltanto uno scrittore di valore, è anche un personaggio molto interessante. Credo che pochi autori si siano appassionati come lui al suo personaggio, un personaggio storico, Cristoforo Colombo, che da decenni occupa la sua mente, infuenza la sua vita. E' come se dall'alto fosse stato investito da una missione: riportare alla luce tutto quello che di Colombo è rimasto nascosto (e obiettivamente, storicamente è ancora molto): un'impresa infinita che Ruggero persegue ricerca dopo ricerca, libro dopo libro. L'idea centrale, da cui tutto si sviluppa, è che la scoperta del Nuovo Mondo sia stata patrocinata in Italia dal papa Innocenzo VIII, genovese, e che questa verità fu nascosta, con distruzione di documenti e alterazione dei fatti, dal successore Alessandro VI, spagnolo, che volle favorire la sua patria sul palcoscenico di un evento straordinario che ebbe immani conseguenze politiche, geografiche, finanziarie. La tesi è plausibile, non sarebbe la prima volta che la memoria del passato è tradita dai potenti che hanno interesse a cambiare le carte in tavola. E non è soltanto plausibile in linea generale, è anche sostenuta da intuizioni e scoperte brillanti che rendono affascinanti tutte le pagine dedicate da Ruggero Marino a Cristoforo Colombo.
Fausto Gianfranceschi
Scrittore e giornalista

Dal professor Roberto Fondi

Roberto Fondi

Ciao Marino. Finalmente, dopo tanto tempo dedicato a letture e studi di tutt'altro genere, è arrivata per me la volta di passare a L'uomo che superò i confini del mondo. Siccome finora ho divorato soltanto i primi quattro capitoli, mi riservo di passarti eventuali osservazioni solo dopo che sarò giunto alla fine dell'intero volume. Già da adesso, comunque, sento di dover comunicarti che lo percepisco come una pietra miliare della ricerca storiografica italiana, particolarmente degna di ammirazione e di lode in quanto condotta da un non accademico mosso soltanto da fame e sete di verità - e, conseguentemente, di giustizia. Purtroppo oggi molti accademici (la maggioranza?), nella loro veste istituzionale di amministratori del sapere, non sono altro che mestieranti e burocrati intenti soprattutto a conservare la reputazione collegata alla propria "nicchia ecologica". Per loro tu rappresenti e rappresenterai sempre, almeno fino a quando sarai vivo, un fastidioso corpo estraneo - un vero e proprio pruno nell'occhio. Dantescamente, perciò, non ti curar di lor ma guarda e passa. Cioè frégatene. Un caro e forte abbraccio.

(*)Caro Marino, nell’epilogo di quell’autentico capolavoro che è La lezione del Medioevo di Concetto Pettinato (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Milano 1940; Cappelli, Bologna 1951), relegato ormai da decenni nel carcere del silenzio, si puo’ trovare il seguente brano: “Un popolo il quale ha impiegato più di tredici secoli per recuperare la propria unità dopo averla posseduta in grado superiore ad ogni altro (si allude evidentemente all’unità sotto l’Impero romano: n.d.r.), e questo mentre popoli meno civili e meno privilegiati percorrevano la stessa parabola in un tempo più breve di oltre la metà, non ha per un bel pezzo il diritto di scordarsi di nulla. Settant’anni di unità non bastano per autorizzarci a seppellire un passato le cui conseguenze non hanno, in pratica, cessato di pesare su di noi, come i fatti della politica d’ogni giorno non tralasciano di dimostrare. La storia d’Italia racchiude tali ammaestramenti, che converrebbe farne, a parer mio, il caposaldo essenziale della nostra istruzione pubblica, il pascolo familiare del nostro spirito e la palestra quotidiana del nostro civismo. Il criterio della historia magistra vitae sarà vecchio e bistrattato, ma resta pur sempre una grande idea latina, e chi è riuscito a seguirlo non ha mai avuto da pentirsene. Ora nel nostro insegnamento storico, monopolio per lo più di eruditi tuttora dominati dalle preoccupazioni analitiche in onore nel secolo scorso, accanto a uno sforzo immensamente rispettabile e fecondo per l’accertamento del particolare non ha ancora preso sufficiente slancio l’amore delle sintesi, sia pur schematiche e sommarie e di valore limitato o nullo affatto nei riguardi del progresso degli studi, ma atte a sviscerare in breve volume di pagine il senso complessivo di un dato ordine di fatti, l’andamento generale e il filo logico di un insieme di situazioni. Questa così detta opera di ‘volgarizzazione’, oggetto dell’onesto disprezzo della maggioranza dei nostri storici, è rimasta, fra noi, l’ufficio dei compilatori di manuali scolastici, i quali ne hanno fatto quello che, data la premessa, non potevano non farne: un compendio di luoghi comuni o per lo meno di nozioni tradizionali, entrate nell’uso come moneta spicciola, un catalogo di dogmi più o meno logori ma tutti egualmente inoffensivi, insomma una storia fatta per impararla a scuola e dimenticarla fuori di scuola. La storia viva, intelligente, politica, e sia pur polemica e tendenziosa ma battagliera, la storia intesa a provare qualcosa, la storia che si fa discutere ma discute, in Italia non ha ancora potuto attecchire: e se qualche temerario vi si è cimentato, quel po’ di favore che il pubblico gli accordava dove scontarlo con l’ostilità, l’acrimonia, gli attacchi, i dileggi, le spulciature vendicatrici degli storici di professione. Gran giorno sarà per noi quello in cui la storia cesserà anche nel nostro paese d’essere caccia riservata di pochi severi archeologi per diventare campo di esercizio di tutti gli uomini colti e assolvere, se non incoraggiare, i pochi spericolati incorsi nella tentazione diabolica di chiedere a un passato gelido i segreti di un’attualità scottante. Si commetteranno, forse, più errori di prima: ma, fra gli errori, qualche idea nuova, qualche veduta originale, qualche paradosso suggestivo si farà pur strada; e, in conclusione, l’humus spirituale del paese ne risulterà arricchito, come è accaduto a paesi più spregiudicati e più colti del nostro.”
Io la penso esattamente come Pettinato, e mi pare che quanto egli scrive si adatti molto bene al caso tuo e dei tuoi studi su Cristoforo Colombo “ultimo dei Templari”.
Con i più cordiali saluti(*)
Roberto Fondi
Paleontologo, professore all'Università di Siena.

Dal professor Piero Melograni

melograniSono uno storico dell’età contemporanea e quindi non possiedo gli strumenti per controllare la veridicità di tante affermazioni fatte da Marino a proposito di Cristoforo Colombo. Posta questa premessa debbo confessare che ho letto con grande passione il suo libro su Colombo e che, più passa il tempo, più le sue tesi mi sembrano plausibili. Colombo era un ottimo geografo, aveva già compiuto numerosi viaggi e probabilmente era stato in America prima del 1492. Sembra del resto che anche taluni Vikinghi, Cinesi e Islandesi arrivassero in quel continente prima di lui e che qualcosa si sapesse in giro. Ruggero Marino cerca di abbattere i luoghi comuni accettati dalle accademie. Proprio per questo le accademie non gli daranno nessun riconoscimento.
Prof. Piero Melograni
Membro del Comitato nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo.

Dal professor Emilio Spedicato

Emilio SpedicatoCaro Marino,
ancora congratulazioni per il tuo libro che chiarisce punti restati sempre oscuri ed apre nuovi scenari. Congratulazioni ancora per il tuo coraggio, la tua visione e non turbarti degli attacchi, vuol dire che hai colpito giusto.

Emilio Spedicato
Università di Bergamo, professore di ricerca operativa.

Dal professor Massimo Vedovelli

Massimo VedovelliCaro Marino,
non solo ho iniziato, ma ho anche finito la lettura colombiana, e mi sento confermato nell'intuizione del fatto che la sua tesi è ampiamente valida.

Massimo Vedovelli
Rettore, Università per Stranieri di Siena

Dallo scrittore Giacomo Carretto

Giacomo CarrettoHo letto il libro ed è convincente. Ma gli specialisti, che hanno sempre ripetuto una versione, non l'accetteranno mai. Ci vorrebbe il documento che dice apertamente le cose, e anche in quel caso non sarebbero d'accordo. Un saluto e mi tenga informato.

Giacomo Carretto
Scrittore, autore di "un sultano prigioniero del papa" e "Gem Sultàn pellegrino d'oriente"

 

Dal professor Carlo Pedretti

pedrettiCaro Marino, solo di recente mi è stato possibile iniziare a leggere il Suo splendido libro Colombo, l'uomo che superò i confini del mondo, che il nostro comune amico Mario Bruschi ebbe la bontà di farmi avere. È una lettura avvincente che coinvolge come un canovaccio per un film, dove però è frequente l'esortazione a ponderare su dati di fatto spesso sottovalutati per non dire trascurati e anche dimenticati. Lei scrive storia come un cronista! Ogni giorno riprendo con impazienza la lettura che sono costretto a interrompere troppo spesso. Ma fra poco sarò in aereo per il lungo volo di ritorno a Los Angeles e il Suo libro sarà per me un compagno di viaggio entusiasmante. Grazie e complimenti! Cordiali saluti e a presto,
Carlo Pedretti
Il professor Pedretti è considerato il più grande esperto, a livello mondiale, della vita e delle opere di Leonardo da Vinci

 

Dal professor Franco Salvatori

pedretti

Gli studi colombiani di Ruggero Marino comportano intuizioni e suggestioni di non trascurabile momento che vale la pena approfondire, ratificare, validare attraverso gli strumenti propri della ricerca storiografica.
Franco Salvatori
Presidente della Società Geografica italiana, Presidente della Commissione scientifica del Comitato italiano per le celebrazioni di Cristoforo Colombo.

 

Dal professor Giorgio Baruchello

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Ho finito di leggere i capitoli che mi aveva spedito via e-mail e devo farle i complimenti per un lavoro che combina un senso della storia vivo e profondo con uno stile avvincente, direi decisamente più brioso e accattivante del suo precedente lavoro, “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”.Mi ha colpito in particolar modo il capitolo intitolato "I Re", il quale avrebbe potuto essere oggettivamente molto enciclopedico rispetto a quelli sui viaggi di CC, che per loro natura sono vere e proprie avventure. Al contrario, anche in questo capitolo lei ha dato prova di sapere unire l'acutezza dello studioso e la scorrevolezza dello stilista.
Giorgio Baruchello
Editor-in-chief Nordicum Mediterraneum

 

 

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BREVE RECENSIONE SULLE RICERCHE DI RUGGERO MARINO SU CRISTOFORO COLOMBO

sulla base delle ultime pubblicazioni dell’autore:
Cristoforo Colombo, l’Ultimo Templare (Sperling & Kupfer 2005)
L’uomo che superò i confini del mondo.
Vita e viaggi di Cristoforo Colombo
L’eroe che dovrebbe essere santo (Sperling & Kupfer 2010)
Christofer Columbus the last Templar (Destiny books Inner Traditions Intrnational 2007)

 

Commenti e critica di Vincenzo Piazza, Ph.D.

Professor of Humanities at Daytona State College Florida – USA. (Professore di Scienze umanistiche presso Daytona State College Florida – USA)

 

 

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Nella sezione Hanno Detto inserita una lettera, a firma del senatore Taviani, 
inviata ad una "Eccellenza" dietro la quale si nascondeva un personaggio che 
si presentava come il discendente di papa Innocenzo VIII.

Taviani

Lettera inviata dal senatore Taviani in Vaticano

Il primo capitolo di un libro di German Arciniegas

 

German Arciniegas

  

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Cristoforo Colombo l'ultimo dei Templari.

Praise for Christopher Columbus, the Last Templar
“Marino illuminates the spiritual and cultural significance and esoteric roots of the discovery of America by Christopher Columbus. With a scholar’s intellectual discipline, a poet’s eye for creativity, and a detective’s passion for meaning, his extensive historical research and lyrical writing style bring the Renaissance to life.” 

by James Wasserman, author of An Illustrated History of the Knights Templar and The Templars and the Assassins 

Apprezzamenti per Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari
Marino mette in luce sia il significato spirituale e culturale che le radici esoteriche della scoperta dell'America di Cristoforo Colombo. Con disciplina intellettuale da ricercatore, con sensibilità creativa da poeta e una passione per l'interpretazionre da investigatore, Ruggero Marino, con la sua vasta ricerca storica e il suo stile lirico di scrittura, fa rivivere il Rinascimento"

di James Wasserman

 

copertina libro italia                    Copertina dell'edizione americana del libro Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari                    copertina libro Romania Cristofor Columb ultimul templier                    copertina libro repubblica ceca

A sinistra l'edizione delle edicole della Fabbri Editore. Seguono la copertina delle edizioni americana, rumena e della Repubblica Ceca.

copertina libro Polonia Krzysztof Kolumb                    copertina libro Spagna Cristobal Colon el ultimo de los templarios                    copertina libro Cristobal Colon el ultimo de los templarios                    copertina libro Portogallo Cristovao Colombo o ultimo dos templarios

Da sinistra l'edizione polacca, le due versioni spagnolo e quella portoghese.

 

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UN LIBRO SUI CONTATTI FRA I CONTINENTI IN EPOCHE PRECOLOMBIANE

 

Copertina libro Spedicato

Un nuovo interessantissimo libro, in lingua inglese, curato dal professor Emilio Spedicato sui contatti fra l’America e gli altri continenti in epoche precolombiane. Il libro è a più mani e oltre a Spedicato vi hanno collaborato Flavio Barbiero, David J. Eccot, Stuart L. Harris, Gérard Leduc, Lia Mangolini, Ruggero Marino e Felice Vinci. Può essere richiesto direttamente alla casa editrice FCOIAA di Spirano (Bergamo): www.fcoiaa.it/prodotto/pre-columbian-contacts-between-america-and-other-continents/

  

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UN APOLOGO PER... BAMBINI DAI 5 AI 90 ANNI

Dalla collaborazione alla sceneggiatura di un film rimasto sulla carta di Riccardo Fellini, il fratello anche lui scomparso del grande Federico.
Riccardo, che era un vero talento, diceva: "lui 8 1/2 e io nemmeno la sufficienza."
Qualcuno ha accostato il libro allo spirito del "Piccolo principe".

 

Copertina dell'edizione portoghese del libro Cristoforo Colombo l'ultimo dei templari

Leggi le prime 10 pagine del libro GRATIS sul sito 10RIGHEDAILIBRI!

 

 

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Nella sezione Polemiche continua il botta e risposta tra Ruggero Marino e Franco Cardini.

 

Gli ulteriori accesi scambi di vedute nella polemica fra Marino e Cardini
 

 Nella sezione Hanno Detto inseriti due nuovi articoli tratti da El Mundo, scritti da Javier Serra, direttore di Mas alla e autore dei libri La cena segreta e Le porte dei Templari.


La cruzada prohibida de Cristòbal Colòn (1)
Di Javier Serra

El exstrano mapa que "inspirò" a Colòn (2)
Di Javier Serra

 

 

I PERCHÉ DELLA NASCITA DI QUESTO WEBSITE

 

“La storia è una bugia sulla quale si è d’accordo”.
Francis Bacon
  “Gli storici non ci dicono quello che è realmente accaduto, ma quello che preferiscono credere”
Benjamin Franklin.


L’America fu scoperta da Cristoforo Colombo il 12 ottobre del 1492. Da quella data, che cambiò il mondo, avrebbe inizio, per convenzione condivisa, l’era moderna. Il marinaio di poveri natali, generalmente considerato genovese, era partito da Palos il 3 agosto dello stesso anno. Grazie all’aiuto e ai finanziamenti concessi dai re di Spagna, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Colombo era finalmente riuscito a convincerli a varare la sua impresa, dopo lunghi anni di insistenze. Nel primo viaggio Colombo salpò con due caravelle: la “Niña” e la “Pinta” oltre alla nave “Santa Maria”, con le quali attraversò l’Atlantico, in poco 40 giorni. Al ritorno, nel corso del 1493, il papa, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, assegnò le nuove terre ai sovrani spagnoli. Colombo fece quattro viaggi alle Americhe. Morì nel 1506 senza avere mai compreso, si continua a dire, dove fosse sbarcato. Convinto che quei territori facessero parte dell’Asia. Il nome America, si aggiunge, fu dato al Nuovo Mondo in omaggio alle spedizioni alle quali prese parte il fiorentino Amerigo Vespucci. Questa è la storia che viene tramandata da oltre 500 anni. Ma i fatti non andarono così. La storia fu cambiata. È giunto il momento di rovesciarla come un’antica clessidra. Lo strumento che segnava il tempo per i naviganti. Perché le vicende della “scoperta dell’America” e del genio di Colombo sono completamente da riscrivere. I miei due ultimi libri, che cercano anche nel linguaggio e nello stile di uniformarsi, a volte, all’enfasi delle cronache coeve, dopo quelli del 1991 e del 1997 (ambedue dal titolo “Cristoforo Colombo e il papa tradito”) sono del 2005 e del 2009 (rispettivamente “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri e “L’uomo che superò i confini del mondo, Sperling & Kupfer). Vorrebbero essere le prime due tappe di una possibile trilogia in un progressivo approfondimento che, complessivamente, va avanti ormai da circa 25 anni. Lavoro in larga parte concluso. In una ricostruzione degli eventi, che si ripropone di affrontare, una volta completata l’intera pubblicazione, la secolare questione dalle più svariate angolazioni possibili. La ricerca, nel suo complesso, si muove, lungo i percorsi, ancora una volta, di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, erede di un sogno anche templare oltre che plausibilmente figlio o parente di papa Innocenzo VIII, Giovanni battista Cybo. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Di carattere ora storico ora geografico. Cercando di procedere attraverso due assi portanti di ricerca: verità e giustizia, per quanto possibile allo stato attuale dei fatti e sia pure in un labirinto irto di ostacoli e dalle molte porte, che potrebbero comportare qualche inevitabile errore, di cui chiediamo in anticipo scusa al lettore. Così come per alcune suggestioni, lo confessiamo, non definitivamente suffragate, ma che ci sembrano, tuttavia, da non sottovalutare. Non faremmo d’altronde che cadere in alcuni dei troppi “peccati” di chi ci ha preceduto. Ma nessun errore potrà ribaltare la visione d’insieme degli eventi. E la certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia.

La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Ciò che per gli uni è autentico, per gli altri è un falso. Colombo è così scientificamente italiano per gli italiani e svariate località se lo contendono sulla base di prove e documenti; è scientificamente ed allo stesso modo spagnolo per gli spagnoli; portoghese per i portoghesi e così via in una sequenza senza fine. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza. Possiamo anche sbagliare, ma ci auguriamo di poter dire, come il navigatore dei due mondi, che “la verità trionfa sempre”. In nome, ripetiamo, di quella giustizia e di quella verità che Colombo ha sempre invocato, mentre Oriente ed Occidente, l’Islam e la Cristianità, si disputavano il dominio del mondo, né più né meno come oggi. In una vicenda, che sembra riproporsi in maniera inquietante ai nostri tempi. In un ambiente ebraico, francescano, ecumenicamente spiritualista e probabilmente anche eretico, che fa da sfondo all’enigma Colombo. Con digressioni nell’alchimia e nella cabala. C’è da aggiungere che gli antichi conoscevano l’America, che i cinesi andavano in America prima di Colombo, lo stesso poteva avvenire dall’Africa, mentre i musulmani, che pure rivendicano le loro “prescoperte”, avevano le stesse carte del navigatore. Per cui, se non fosse sbarcato il devoto Christo Ferens, oggi l’America avrebbe potuto agitare il libretto rosso di Mao o addirittura inginocchiarsi verso la Mecca. Ecco perché il nostro presente ha radici più che mai vive in quel passato ed è quanto mai debitore delle imprese che videro Colombo eroico protagonista. Allora, grazie a lui, l’Occidente prevalse. E trovò la Terra promessa. La terra di “repromissione” che il Colombo viaggiatore inseguiva ripetendo, in una visione da fine del mondo, intesa anche in senso geografico, il cammino di Mosè. Così il mondo nuovo fu “rivelato”, la sfera si completò e l’umanità cambiò rotta.

R. M.

Questo sito nasce in funzione di quanto detto sopra, con l’intenzione di stimolare l’attenzione su un evento fondamentale per la storia dell’umanità e dell’Occidente in particolare: la “scoperta” dell’America. Cercando di alimentare interrogativi sui troppi misteri obnubilati da macroscopiche falsità e da “verità” prefabbricate dai vari poteri. Siano politici, siano religiosi, siano economici, siano accademici … Noi non proponiamo dogmi di qualsiasi tipo, ma rifiutiamo i troppi dogmi, sulla secolare vicenda, che ci sono stati tramandati ed imposti. Oltre che supinamente accettati, ora con indifferenza e superficialità, ora con sufficienza ed arroganza. Specie da parte dei cosiddetti storici spagnoli, fedeli solo alla reputazione dei loro re, che inventarono il crimine della “limpieza de sangre”.

Nella speranza che “la verità trionfi sempre”, come affermava lo stesso Colombo, e che “io non sia confuso in eterno”. Perché la storia, che ci viene tramandata, non sta in piedi da nessuna parte, è un arazzo tarlato e pieno di buchi, che si stenta a credere possa avere resistito per 500 anni. Al punto da potere ormai considerare l’intera questione, dopo 25 anni di ricerca, “una barzelletta d’antiquariato”. Senza il dubbio non esiste pensiero scientifico. Quel pensiero che purtroppo, ieri come oggi, molti scienziati (spesso anche poco preparati) tradiscono solo nel loro interesse. Accettando solo i documenti (senza contare i falsi) che fanno comodo alle loro mummificate conclusioni e ignorando o trascurando il quadro d’insieme. Perciò lanciamo piste e offriamo suggerimenti in tutte le direzioni, consapevoli almeno noi delle nostre inevitabili lacune, in modo che altri, speriamo limpidi di mente e onesti, possano raccoglierli, rilanciarli e approfondirli per ricostruire la secolare ragnatela strappata. Aprendo inoltre questi spazi anche ad interventi su altri temi, che provengono da ricercatori vari e dei quali non rispondiamo, ma che avanzano domande alle quali non sempre si danno risposte definitive.

Questo sito vuole essere pertanto come una bottiglia contenente messaggi, lanciata nel grande oceano di Internet. Come fece Colombo, al ritorno in Europa nel 1493, allorché temette di perire a pochi giorni dal fatidico approdo a causa di una tempesta. Quelle tempeste che lo hanno tormentato in vita e continuano a tormentarlo in morte. Nel silenzio incomprensibile dei rappresentanti di una croce (il Vaticano, allora la Corte di Roma) di cui era il messaggero. In nome di un papa, Innocenzo VIII, colpito da “damnatio memoriae” e cancellato dal successore, lo spagnolo Borgia con la complicità di Ferdinando d’Aragona. Per impadronirsi del Nuovo Mondo.

R.M.

 

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