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"La verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata; nella seconda ci si oppone violentemente; infine, la si accetta come ovvia."

"Li riconosci gli stupidi, sono quelli che non cambiano mai idea. Neanche davanti all'evidenza."

 

 

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INNOCENZO VIII, GIOVANNI BATTISTA CYBO, IL PAPA... AMERIKANO.

 

FU LO "SPONSOR" DEL PRIMO VIAGGIO DI CRISTOFORO COLOMBO NEL 1492

 



Innocenzo Vaticano       Colombo-nero 

 

lettera Una stupenda immagine della parte superiore del monumento funebre di Innocenzo VIII, che si trova nella Basilica di San Pietro. La foto è stata concessa dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano, che sentitamente ringraziamo, in via del tutto "eccezionale". Eccezionale è l'aggettivo più ricorrente nella richiesta del Cardinale francese Donnet che redasse la postulazione per introdurre la causa di beatificazione di Cristoforo Colombo. Nella statua di Antonio Pollaiolo il pontefice con la destra è in atto benedicente, mentre con la sinitra stringe la lancia di Longino, il soldato romano, che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce per accelerarne la morte. L'alabarda è stata inseguita da alcuni dei più grandi protagonisti della storia, da Carlo Magno ad Hitler, perché darebbe a chi la possiede il dominio del mondo intero. A destra il ritratto più conosciuto e veridico di Cristoforo Colombo opera del Ghirlandaio. Si noti la somiglianza fra i due personaggi.

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I PERCHÉ DELLA NASCITA DI QUESTO WEBSITE

 

“La storia è una bugia sulla quale si è d’accordo”.
Francis Bacon
  “Gli storici non ci dicono quello che è realmente accaduto, ma quello che preferiscono credere”
Benjamin Franklin.


L’America fu scoperta da Cristoforo Colombo il 12 ottobre del 1492. Da quella data, che cambiò il mondo, avrebbe inizio, per convenzione condivisa, l’era moderna. Il marinaio di poveri natali, generalmente considerato genovese, era partito da Palos il 3 agosto dello stesso anno. Grazie all’aiuto e ai finanziamenti concessi dai re di Spagna, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Colombo era finalmente riuscito a convincerli a varare la sua impresa, dopo lunghi anni di insistenze. Nel primo viaggio Colombo salpò con due caravelle: la “Niña” e la “Pinta” oltre alla nave “Santa Maria”, con le quali attraversò l’Atlantico, in poco 40 giorni. Al ritorno, nel corso del 1493, il papa, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, assegnò le nuove terre ai sovrani spagnoli. Colombo fece quattro viaggi alle Americhe. Morì nel 1506 senza avere mai compreso, si continua a dire, dove fosse sbarcato. Convinto che quei territori facessero parte dell’Asia. Il nome America, si aggiunge, fu dato al Nuovo Mondo in omaggio alle spedizioni alle quali prese parte il fiorentino Amerigo Vespucci. Questa è la storia che viene tramandata da oltre 500 anni. Ma i fatti non andarono così. La storia fu cambiata. È giunto il momento di rovesciarla come un’antica clessidra. Lo strumento che segnava il tempo per i naviganti. Perché le vicende della “scoperta dell’America” e del genio di Colombo sono completamente da riscrivere. I miei due ultimi libri, che cercano anche nel linguaggio e nello stile di uniformarsi, a volte, all’enfasi delle cronache coeve, dopo quelli del 1991 e del 1997 (ambedue dal titolo “Cristoforo Colombo e il papa tradito”) sono del 2005 e del 2009 (rispettivamente “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri e “L’uomo che superò i confini del mondo, Sperling & Kupfer). Vorrebbero essere le prime due tappe di una possibile trilogia in un progressivo approfondimento che, complessivamente, va avanti ormai da circa 25 anni. Lavoro in larga parte concluso. In una ricostruzione degli eventi, che si ripropone di affrontare, una volta completata l’intera pubblicazione, la secolare questione dalle più svariate angolazioni possibili. La ricerca, nel suo complesso, si muove, lungo i percorsi, ancora una volta, di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, erede di un sogno anche templare oltre che plausibilmente figlio o parente di papa Innocenzo VIII, Giovanni battista Cybo. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Di carattere ora storico ora geografico. Cercando di procedere attraverso due assi portanti di ricerca: verità e giustizia, per quanto possibile allo stato attuale dei fatti e sia pure in un labirinto irto di ostacoli e dalle molte porte, che potrebbero comportare qualche inevitabile errore, di cui chiediamo in anticipo scusa al lettore. Così come per alcune suggestioni, lo confessiamo, non definitivamente suffragate, ma che ci sembrano, tuttavia, da non sottovalutare. Non faremmo d’altronde che cadere in alcuni dei troppi “peccati” di chi ci ha preceduto. Ma nessun errore potrà ribaltare la visione d’insieme degli eventi. E la certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia.

La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Ciò che per gli uni è autentico, per gli altri è un falso. Colombo è così scientificamente italiano per gli italiani e svariate località se lo contendono sulla base di prove e documenti; è scientificamente ed allo stesso modo spagnolo per gli spagnoli; portoghese per i portoghesi e così via in una sequenza senza fine. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza. Possiamo anche sbagliare, ma ci auguriamo di poter dire, come il navigatore dei due mondi, che “la verità trionfa sempre”. In nome, ripetiamo, di quella giustizia e di quella verità che Colombo ha sempre invocato, mentre Oriente ed Occidente, l’Islam e la Cristianità, si disputavano il dominio del mondo, né più né meno come oggi. In una vicenda, che sembra riproporsi in maniera inquietante ai nostri tempi. In un ambiente ebraico, francescano, ecumenicamente spiritualista e probabilmente anche eretico, che fa da sfondo all’enigma Colombo. Con digressioni nell’alchimia e nella cabala. C’è da aggiungere che gli antichi conoscevano l’America, che i cinesi andavano in America prima di Colombo, lo stesso poteva avvenire dall’Africa, mentre i musulmani, che pure rivendicano le loro “prescoperte”, avevano le stesse carte del navigatore. Per cui, se non fosse sbarcato il devoto Christo Ferens, oggi l’America avrebbe potuto agitare il libretto rosso di Mao o addirittura inginocchiarsi verso la Mecca. Ecco perché il nostro presente ha radici più che mai vive in quel passato ed è quanto mai debitore delle imprese che videro Colombo eroico protagonista. Allora, grazie a lui, l’Occidente prevalse. E trovò la Terra promessa. La terra di “repromissione” che il Colombo viaggiatore inseguiva ripetendo, in una visione da fine del mondo, intesa anche in senso geografico, il cammino di Mosè. Così il mondo nuovo fu “rivelato”, la sfera si completò e l’umanità cambiò rotta.

R. M.

Questo sito nasce in funzione di quanto detto sopra, con l’intenzione di stimolare l’attenzione su un evento fondamentale per la storia dell’umanità e dell’Occidente in particolare: la “scoperta” dell’America. Cercando di alimentare interrogativi sui troppi misteri obnubilati da macroscopiche falsità e da “verità” prefabbricate dai vari poteri. Siano politici, siano religiosi, siano economici, siano accademici … Noi non proponiamo dogmi di qualsiasi tipo, ma rifiutiamo i troppi dogmi, sulla secolare vicenda, che ci sono stati tramandati ed imposti. Oltre che supinamente accettati, ora con indifferenza e superficialità, ora con sufficienza ed arroganza. Specie da parte dei cosiddetti storici spagnoli, fedeli solo alla reputazione dei loro re, che inventarono il crimine della “limpieza de sangre”.

Nella speranza che “la verità trionfi sempre”, come affermava lo stesso Colombo, e che “io non sia confuso in eterno”. Perché la storia, che ci viene tramandata, non sta in piedi da nessuna parte, è un arazzo tarlato e pieno di buchi, che si stenta a credere possa avere resistito per 500 anni. Al punto da potere ormai considerare l’intera questione, dopo 25 anni di ricerca, “una barzelletta d’antiquariato”. Senza il dubbio non esiste pensiero scientifico. Quel pensiero che purtroppo, ieri come oggi, molti scienziati (spesso anche poco preparati) tradiscono solo nel loro interesse. Accettando solo i documenti (senza contare i falsi) che fanno comodo alle loro mummificate conclusioni e ignorando o trascurando il quadro d’insieme. Perciò lanciamo piste e offriamo suggerimenti in tutte le direzioni, consapevoli almeno noi delle nostre inevitabili lacune, in modo che altri, speriamo limpidi di mente e onesti, possano raccoglierli, rilanciarli e approfondirli per ricostruire la secolare ragnatela strappata. Aprendo inoltre questi spazi anche ad interventi su altri temi, che provengono da ricercatori vari e dei quali non rispondiamo, ma che avanzano domande alle quali non sempre si danno risposte definitive.

Questo sito vuole essere pertanto come una bottiglia contenente messaggi, lanciata nel grande oceano di Internet. Come fece Colombo, al ritorno in Europa nel 1493, allorché temette di perire a pochi giorni dal fatidico approdo a causa di una tempesta. Quelle tempeste che lo hanno tormentato in vita e continuano a tormentarlo in morte. Nel silenzio incomprensibile dei rappresentanti di una croce (il Vaticano, allora la Corte di Roma) di cui era il messaggero. In nome di un papa, Innocenzo VIII, colpito da “damnatio memoriae” e cancellato dal successore, lo spagnolo Borgia con la complicità di Ferdinando d’Aragona. Per impadronirsi del Nuovo Mondo.

R.M.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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