CRONACHE DEL CORONA VIRUS

LE COPPIE SCOPPIANO E AUMENTANO I DIVORZI

 

blog divorzi separazioni 2            blog divorzi separazioni 1

 

La strana guerra, peggiore delle guerre che abbiamo fino ad ora conosciute è in corso. Prima o dopo, è matematico, la vinceremo, anche se non sappiamo quando. Anche se non possiamo fare previsioni circa il numero dei caduti. Non sono mai stato un grande ottimista, ma mai come in questo caso vorrei essere dalla parte degli ottimisti. Ma per quanti sforzi faccia non ci riesco. Mentre vedo che dopo la reazione disperata, euforica e anche un poco incosciente dei cori dai balconi, è calato il silenzio. Sì è vero qualcuno riscoprirà tanti valori lasciati lungo la strada, sì in molti casi gli affetti si rafforzeranno, sì i vicini per diverse persone non saranno più degli estranei e via così. Ma intanto gli unici dati accertati è che mai come adesso, come ci ha confessato un’ avvocatessa e come si sta registrando in Cina, il numero di richieste di divorzio è aumentato in maniera e esponenziale. Siamo prigionieri ai domiciliari, ma anche costretti a una convivenza continua obbligata. Un’ assoluta novità nei rapporti di coppia. Con l’ aggravante della presenza dei figli, per chi li ha. Se qualcuno si accoppia, visto che non c’è molto altro da fare, molti scoppiano. L’ unica speranza è in un aumento delle nascite in un Paese da troppo tempo sterile. In tutti i sensi.

 

 

blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image 

 

ANDRÀ TUTTO BENE

 

blog andra tutto bene coronavirus 2020

 

Invidio quelli che si sgolano a cantare dalle finestre, dai balconi, che danzano, che suonano. Sono allegri nonostante tutto. Io non riesco ad esserlo. E mi sembrano come i carcerati, che sbattono le pentole contro le sbarre. Perché non riesco ad abituarmi a questa vita non vita, nonostante il sole splenda. Nonostante sia venuto nel mio eremo sul lago del Turano, a Colle di Tora in piena natura, in una Sabina ancora un po’ selvaggia. Non riesco ad esserlo nonostante il colore delle primule gialle spontanee sul prato, la forsizia pronta a sbocciare, come il prugno, come il ciliegio. L’altro ieri me ne ero andato a leggere in un’ ansa nascosta. Ho trovato anche un bel fossile. Avrà milioni di anni, ho pensato, ne avrà viste tante, ma una situazione come questa mai. Al ritorno ho incrociato la jeep dei carabinieri, il maresciallo, che mi conosce mi ha detto. “E’ la terza volta che la incrocio, veda di starsene a casa”. Tutti a casa.
Non riesco ad esserlo perché non è certo un segno di allegria il fatto che i paesi si chiudano nei loro confini, che le saracinesche siano tutte abbassate, che Trump offra una montagna di soldi per un possibile vaccino quasi pronto in Germania: “Purché resti ad uso esclusivo degli americani”. Non riesco ad esserlo in un’ Europa che si è preoccupata dei portafogli, ma fa orecchie da mercante, sì proprio da mercante, quando si tratta di metterci un poco di cuore. Invidio quelli che colorano l’arcobaleno e lo accompagnano con “Andrà tutto bene”. E chi l’ ha detto? Fra la scienza e il virus è un gioco a mosca cieca. “Andrà tutto bene.” E chi ce lo assicura? In alcuni posti ai cimiteri c’ è la fila. “Andrà tutto bene”: mi sembra lo slogan un po’ incosciente di chi esorcizza la disperazione. Ma nonostante tutto voglio crederci anche io.

 

 

blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image 

 

 

AMAVO IL SILENZIO ORA È UNA TORTURA

 

blog Magritte amanti

 

Amo il silenzio, quando posso lo cerco. Anche se amo i suoni, soprattutto quelli della natura. Odio il frastuono volgare della città, il vociare incontrollato nei ristoranti affollati, la musica sparata a palla. Ma non sopporto questo silenzio irreale, che non ha nulla a che vedere con la vita di tutti i giorni. Un silenzio imposto, artefatto, spaventato. Dove sto vivendo questi giorni-no-giorni il silenzio è la norma, tutt’ al più il lago porta echi lontani, smorzati, ovattati: la sega elettrica del taglialegna nel bosco , le grida dei bambini che giocano sulla sponda opposta, gli strilli dei giocatori di bocce alla domenica, i campanacci delle greggi. Ora non più. Ora il silenzio fa rumore. Un rumore assordante di assenze, come se tutti fossero scesi dal mondo. D’altronde si è mai visto un tempo in cui si deve avere paura di una stretta di mano, di un abbraccio, di un bacio? Sono le conseguenze del CAROGNA-virus, questa entità impalpabile che è diventata l’unica onnipresenza. Una deità necrofora, in terra, in cielo e in ogni luogo. Da Bergamo giungono notizie (vere) impressionanti. Pare che nei cimiteri non ci sia più posto, che i medici, non lo dicono, ma sono stati costretti a fare delle scelte. Tu sì, tu sì, tu sì, tu no. Li hanno eletti a nuovi angeli, per il vero medico la vita è tutto, si vive e si batte solo per quella. Deve essere duro essere costretti ad improvvisarsi assassini.

 

 

blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image blog Coronavirus COVID 19 image 

 

 

A ME PARE PEGGIO DI UNA GUERRA

 

blog alien xenomorph

 

Tutti dicono che è come in guerra. Se continua così sarà, psicologicamente, molto peggio di una guerra. Mai nella storia dell’ umanità e nella nostra mente si è affacciata l’ ipotesi di dover vivere ad un metro di distanza dalle altre persone. Persino dagli amici e dai familiari. Mai nemmeno a ferragosto nelle città abbiamo assistito ad un vuoto spettrale come in questi giorni. Come in un “day after” surreale, dove però tutto è rimasto miracolosamente in piedi: strade, giardini, palazzi, quartieri … Un’apocalisse senza apocalisse. Mai siamo stati costretti a pensare che persino i nostri cari potrebbero essere dei potenziali untori e “nemici”. In guerra ci sono i buoni e i cattivi, si spera almeno nell’ arrivano i nostri. In questa situazione no. Tutti potrebbero essere i cattivi, quanto ai presunti nostri meno arrivano meglio è. Senza contare che si muore soli. Desolatamente soli. Nemmeno una mano di consolazione, nemmeno un addio negli affetti, perché il virus è sempre in agguato e bisogna evitare i contatti. Se dovessi pensare a qualcosa di già visto non mi viene da pensare che ad “Alien”.
Ma come in tutti casi della vita c’è un risvolto della medaglia. A chi vuole seguire alla prossima.

Leggi tutto: CRONACHE DEL CORONA VIRUS

Web Analytics