“La verità nascosta su Cristoforo colombo” è un approfondito saggio, ricchissimo di fonti, che completa uno studio che dura da oltre trent'anni e una trilogia iniziata con “Colombo l’ultimo dei templari”. E proseguita con “L’uomo che superò i confini del mondo”. Non ne fa parte invece l’ultimo lavoro “Dante, Colombo e la fine del mondo”.
L’opera si distingue ancora una volta per una ricerca inedita e rivoluzionaria per capire il personaggio Colombo e la società del tempo, che fa capo all’alto Medioevo e al Rinascimento. Basta scorrere i titoli dei vari capitoli per farsene un’idea. Colombo non è il burattino che la storia tramanda, in una ricostruzione che in oltre 500 anni, anche da parte degli esperti, ha “bucato” l’esistenza di un papa genovese (1484-1492), Giovanni Battista Cybo, Innocenzo VIII, il vero sponsor dell’operazione America. Mentre si tramanda una “barzelletta d’antiquariato” dovuta a Ferdinando d’Aragona e al papa successivo, il gentleman Rodrigo Borgia, Alessandro VI. Non a caso a loro si ispira Machiavelli per le doti del principe e il fine che giustifica i mezzi. Sunteggiare il libro è un’impresa, date le tante intuizioni del tutto controcorrente, ma sempre documentate (larga parte ha l’Umbria con i Geraldini e i Cybo anche di Spoleto), che rovesciano l’immagine sin qui tramandata di Colombo, che sapeva benissimo dove andava, perché aveva le carte di cui disponeva il Vaticano; che non è il primo, ma è il definitivo, colui con il quale il mondo cambia. Furono la Chiesa e Innocenzo VIII. consuocero del Magnifico, i suoi partners. Nella seconda parte uno studio sulla mappa di Waldseemuller, che plausibilmente è un clamoroso falso per scippare definitivamente Colombo con il nome America. E in appendice In appendice la lettera enciclica voluta da Leone XIII per fare santo Colombo, come in precedenza aveva tentato Pio IX. Il tutto corredato da un inserto fotografico con ritratti inediti, fra l’altro, di Cristoforo Colombo.
