ITALIA E ITALIANI: PAESE E IDENTITÀ IN AGONIA

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L’Italia è alla frutta, un paese alla rovina, in agonia. L’ italiano rischia di scomparire. Siamo costretti a seguire direttive, che spesso vengono smentite anche da scienziati autorevoli. Sarebbe il male minore se in compenso non fossimo un colabrodo di cui tutti dai paesi, anche da parte di chi la fame non la fa (parecchi arrivano griffati, con i telefonini o dall’Europa), entra senza nessun tipo di controllo. Cerchiamo di difenderci dal virus, ma non poniamo nessun argine a chi sbarca o da chi varca da ogni parte i confini. Persino se è già infestato e non solo di Covid. Per di più con la complicità di scriteriate forze politiche, che mirano a nuovi voti. E di imbecilli, definiti impropriamente “buonisti”, che fanno paragoni con la nostra migrazione, che era tutta un’altra cosa, con tutto un altro tipo di accoglienza. Sempre da guadagnare. Qua non si fanno più figli. In compenso i figli li importiamo. Secondo i dati Istat riferiti al 2018, sono ben 816mila gli italiani che si sono trasferiti negli ultimi 10 anni. Due anni fa il 53% delle persone partite era in possesso di un titolo di studio medio-alto: 29mila laureati e 33mila diplomati. Il 73% degli emigrati ha circa 25 anni, con un leggero aumento fra le donne. Per quanti rimangono il livello di conoscenza dell’ idioma e delle parole si sta abbassando vertiginosamente, in una forma di analfabetismo arrembante. Pare che sia arrivato all’ uso di 300 parole. Quelle più in voga sono volgarità e talvolta la bestemmia. Mentre gli italiani migliori se ne vanno, a raggiungere il Paese sono i cittadini stranieri. Quasi tutti senza arte né parte. A volte l’ unico mestiere è quello del crimine. I flussi non si sono fermati neppure durante l'emergenza sanitaria. Dall'inizio dell'anno sono oltre 10.000 gli immigrati arrivati in Italia. Numeri moltiplicati rispetto al periodo precedente. Solo uno straniero su 20 lascia l'Italia una volta raggiunte le nostre coste. Siamo anche il paradiso dei badanti, lavoro purtroppo rifiutato e di cui si ha sempre più bisogno per una popolazione sempre più vecchia. Guadagnano più di un nostro laureato, che fra l’ altro non trova lavoro, quasi sempre preferiscono il nero, per cui non pagano tasse e i soldi se ne vanno all’ estero. Sono in ogni caso superdifesi dai sindacati e lo sanno bene. Non rimane che il Paese più ricco del mondo per cultura e bellezze artistiche in mano alla barbarie dilagante. Come dire le perle ai porci. Chissà quando cominceremo anche qua a distruggere le statue. Un panorama fosco? Indubbiamente. Ma non del tutto improbabile, se non si cambia presto registro.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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