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MOMENTI FOTOGRAFICI ALL'EXPLORERS CLUB DI NEW YORK

Ruggero Marino Explorers Club New York 10 2019 2      Ruggero Marino Explorers Club New York 10 2019 13       Ruggero Marino Explorers Club New York 10 2019 1

 

Alcuni dei momenti che hanno preceduto l’evento e poi della conferenza (“Cristoforo Colombo: la riscoperta dell’America) tenuta dal sottoscritto il 10 ottobre a New York, alla vigilia del Columbus day, nella prestigiosa sede dell’ Explorers Club. Dove nel passato recente si sono avvicendati nomi illustri come Thor Heyerdhal, gli astronauti e tutti i più grandi esploratori. La serata promossa dall’esploratore e regista Alex Chionetti si è svolta con pieno successo grazie anche alla traduzione di Fulvio Zanni. Nell’ultima foto l’attestato consegnato da Alex Chionetti a Ruggero Marino in ricordo della serata.

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CRISTOFORO COLOMBO E LA RISCOPERTA DELL'AMERICA

astronauti Apollo ph Felix Kunze         Thor Heyerdahl Explorers Club New York

 

QUESTO IL TESTO COMPLETO DELLA CONFERENZA CHE HO TENUTO GIOVEDÌ 10 OTTOBRE NELLA SEDE DEL PRESTIGIOSO

"EXPLORERS CLUB" A NEW YORK CHE, FRA L'ALTRO, HA OSPITATO THOR HEYERDHAL E GLI ASTRONAUTI.

 

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(clicca per leggere la versione in inglese)

 

“L’America fu scoperta da Cristoforo Colombo il 12 ottobre del 1492. Da quella data, che cambiò il mondo, avrebbe inizio, per convenzione condivisa, l’era moderna. Il marinaio di poveri natali, generalmente considerato genovese, era partito da Palos il 3 agosto dello stesso anno. Grazie all’aiuto e ai finanziamenti dei re di Spagna, Ferdinando e Isabella di Castiglia. Colombo era finalmente riuscito a convincerli a varare la sua impresa, dopo lunghi anni di insistenze. Nel primo viaggio Colombo salpò con due caravelle: la “Nina” e la “Pinta” oltre alla nave “Santa Maria”, con le quali attraversò l’Atlantico in poco più di un mese. Al ritorno, nel corso del 1493, il papa, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, assegnò le nuove terre ai sovrani spagnoli. Colombo fece quattro viaggi alle Americhe. Morì nel 1506 senza mai aver compreso, si continua a dirlo, dove fosse sbarcato. Convinto che quei territori facessero parte dell’Asia. Il nome America, si aggiunge, fu dato al nuovo mondo in omaggio alle spedizioni alle quali prese parte il fiorentino Amerigo Vespucci.
Questa è la storia che viene tramandata da oltre 500 anni. Ma i fatti non andarono così. La storia è stata cambiata. E’ giunto il momento di rovesciarla come un’antica clessidra. Lo strumento che segnava il tempo per i naviganti.
Se oggi, in piena era moderna, superato il secondo millennio, nel paese più democratico del mondo, nella patria dei “self-made-man” uno chicano messicano varcasse la frontiera e, dopo essere già stato ricevuto da Putin (al tempo di Colombo l’altra potenza oceanica era il Portogallo), pretendesse di andare da Trump e ci riuscisse … se oggi facesse al Presidente degli Stati Uniti un discorso di questo tipo: “Conosco altre vite e altri mondi ricchi di oro, di perle, di pietre preziose e altro ancora, mi dia tre astronavi, dopodiché al mio ritorno diventerò Vicepresidente di tutte quelle terre, ne avrò la giurisdizione e ne ricaverò il 57% per cento: è quanto spettava a Colombo, secondo quanto affermato dal “fiscal” dei re di Spagna nei “Pleitos Colombinos”, il lungo processo che seguirà alla morte del navigatore … se oggi Trump acconsentisse e gli desse la mano e carta bianca sarebbe credibile questa “barzelletta d’antiquariato”? E’ quanto incredibilmente ci raccontano da 500 anni, in una storia scritta come non mai dai vincitori e nel più grande furto nella storia dell’umanità.
E’ possibile credere tutto questo in un tempo come la fine del Quattrocento, quando gli imperatori erano imperatori, i re erano re ed un umile marinaio come Colombo sarebbe finito quanto meno sul rogo? Come faceva ad aprire le porte di tutta Europa? Colombo va dal re del Portogallo, che addirittura rimprovererà al ritorno dalla “scoperta”, è ospite dei grandi di Spagna che avevano fortune superiore a quelle dei reali, va dai re di Spagna e impone loro il suo diktat fino all’ultima virgola. Re che stavano piegando con la forza i grandi Spagna, ebrei e musulmani.immagine Ghirlandaio Pollaiolo
Di fronte al primo no di Isabella e Ferdinando Colombo decide di recarsi dal re di Francia, il fratello Bartolomeo era alla corte del re di Inghilterra. Cristoforo sposa in Portogallo una nobile parente della famiglia reale (come farebbe a quei tempi un umile marinaio?), si confronta con i dotti di Salamanca, si scrive con tre papi, detta ad Alessandro VI Borgia i criteri per dividere in due il mondo con la “raja”, la linea che spaccherà la terra fra Spagna e Portogallo. Si scrive con Toscanelli, una delle menti più prestigiose del tempo, che viveva nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, il quale lo incita all’ impresa. Quello che fa Colombo non riuscirebbe a farlo nemmeno Batman.
Chi era dunque Cristoforo Colombo? Sono più di 500 anni, che ci si interroga su questo misterioso personaggio. Uno scopritore, un marinaio premiato al di là dei suoi meriti, un fortunato pioniere per un caso di “serendipity”, un avido avventuriero o qualcosa di più, molto di più, in una vicenda da rivisitare sotto angolature completamente nuove? In una parabola che va contestualizzata nel grande magma del Rinascimento italiano altrimenti non si capirà mai la sua avventura. Perché si firmava Christo Ferens, ovvero portatore di Cristo, in un crittogramma esoterico e da gran Maestro, mai definitivamente decodificato”?
Per questo propongo una rilettura delle vicende umane, pubbliche e private di Cristoforo Colombo, sulla base anche di documenti recenti, in maniera da ricostruire un ritratto più veridico del “navigatore dei due mondi”.  In un “identikit” che prende le mosse da una delle sue frasi più rivoluzionarie, sconvolgenti e quanto mai attuali del navigatore: “Lo Spirito Santo è presente in Cristiani, Musulmani ed Ebrei e di qualsiasi altra setta”. Per un sogno di pace universale fra le tre grandi religioni del libro. Per un mistico ed uno scienziato che, nel “Libro delle profezie”, che pochi conoscono e che molti preferiscono ignorare, perché male si accorda con il ritratto del marinaretto ignorante, scrive “che chi sa leggere o scrivere lo fa in quattro modi diversi”. Come Dante Alighieri. Il che dimostra la sua statura intellettuale, in un codice di scrittura che appartiene alla cabala ebraica.

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IL 10 OTTOBRE 2019 SARÒ ALL'EXPLORERS CLUB DI NEW YORK: CONFERENZA SU COLOMBO

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OGNI TANTO UNA SODDISFAZIONE: giovedì 10 ottobre sarò a New York al prestigioso Explorers Club per una conferenza su Cristoforo Colombo. Alla faccia di alcuni "baroni" colombiani e degli accademici di tutto il mondo che non si erano accorti dell' esistenza di un papa genovese dal 1484 al 1492. Un buco spaventoso in una storia criminalmente cambiata e nel più grosso scippo nella storia dell' umanità.

https://www.explorers.org/events/detail/columbus-new-light-into-mysteries-of-a-man-who-changed-the-world

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MURI DI GOMMA IN VATICANO PER INNOCENZO VIII, GIOVANNI BATTISTA CYBO

CONSEGNATO ANCHE AL QUIRINALE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA COSSIGA

 

Ruggero Marino incontra Papa Giovanni Paolo II         Ruggero Marino incontra Francesco Cossiga

 

IL PRIMO LIBRO SU COLOMBO "CRISTOFORO COLOMBO E IL PAPA TRADITO" CONSEGNATO NEL 1992 A GIOVANNI PAOLO II AL QUALE ARRIVAI ANCORA SUCCESSIVAMENTE TRAMITE IL SUO AMICO EBREO POLACCO JERZY KLUGER. E' PRASSI DEL VATICANO MANDARE UN RINGRAZIAMENTO FORMALE. IO NON L'HO MAI RICEVUTO. IL CARDINAL LAGHI CHE CONOSCEVO, AVENDOMI SPOSATO, SI MERAVIGLIÒ E COMMENTÒ: "NON SARÀ CHE COLOMBO ERA UN ROSACROCE?". IN PRECEDENZA ERO STATO DAL POTENTE CARDINALE CASAROLI IL QUALE AVEVA CHIUSO IL DISCORSO SU INNOCENZO VIII DICENDO. "UN PAPA COSÌ DEBOLE NELLA CARNE". PRATICAMENTE SOLO MURI DI GOMMA.
A DESTRA SEMPRE IL PRIMO LIBRO DI COLOMBO “CRISTOFORO COLOMBO E IL PAPA TRADITO” CONSEGNATO NEL 1991 AL QUIRINALE NEL SUO STUDIO PRIVATO. ALL’ALLORA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA COSSIGA.

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LA POESIA CECILIA VINCE IL PREMIO SPECIALE LE ROSSE PERGAMENE

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Per il concorso poesie d’amore la lorica singola Cecilia (Il male), tratta dal libro “Le stagioni del Turano”, già vincitore del Premio Laurentum, ha vinto il Premio speciale “Le rosse pergamene”. Nella foto l’autore con la organizzatrice del Premio, l’instancabile promoter culturale Anna Manna ed il Presidente il poeta-magistrato Antonio Calabrò.

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IL PREMIO LAURENTUM A RUGGERO MARINO CON "LE STAGIONI DEL TURANO"

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Nella storica sala della lupa, nella camera dei deputati, dove la corte di cassazione nel 1946 sancì la nascita della repubblica italiana, è stato assegnato il prestigioso Premio Laurentum per un libro edito di poesie, che è andato a Ruggero Marino per l'opera "Le stagioni del Turano". Nella foto l'autore a destra con la presentatrice Olivia Tassara, il Presidente Gianni Letta e il magistrato poeta Corrado Calabrò.

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LA 'VERA' STORIA DI CRISTOFORO COLOMBO AL ROTARY ANCONA CONERO

Ruggero Marino Rotary Ancona Conero

 

«Quando Colombo partì sapeva perfettamente di non andare verso le Indie, ma verso un nuovo Continente, probabilmente già conosciuto. E non fu inviato dai Re di Spagna, ma da Papa Innocenzo VIII».
Da oltre 20 anni Ruggero Marino, ex redattore del Tempo, sostiene che la storia di Cristoforo Colombo sia da riscrivere. Le sue tesi, basate su documenti dell’epoca, sono state riprese negli Stati Uniti dal celebre quotidiano Times. Ieri sera il giornalista e scrittore romano, con un’adolescenza vissuta ad Ancona, è stato ospite del Rotary Club Ancona-Conero. Per Marino, la storia di «Colombo signor nessuno, che bussa nelle principali corti d’Europa per finanziare un progetto ritenuto impossibile per l’epoca, è una barzelletta tramandata, che oggi appare in netto contrasto con i documenti che abbiamo. Colombo era quantomeno un nobile, aveva amicizie importanti, suo fratello era alla Corte del Re d’Inghilterra, in alcune lettere si comparava perfino a Lorenzo il Magnifico. Molti indizi dicono che potesse appartenere all’ordine dei Cavalieri Templari.
Non è escluso che potesse essere il figlio del Pontefice Innocenzo VIII, che di figli ne aveva diversi». E’ proprio su questo Papa che si concentrano gli studi di Marino. Innocenzo VIII muore sette giorni prima della partenza di Colombo da Palos, nel viaggio che avrebbe portato alla scoperta del nuovo Continente. Ma nella sua tomba a San Pietro è scritto che fu nel suo pontificato che venne scoperto il nuovo mondo. Nelle sue pubblicazioni, Marino cita carte geografiche che raffiguravano l’America già prima del 1492.
«Colombo – spiega – era partito con uno scopo ben preciso: prendere l’oro del nuovo Continente necessario a finanziare la Crociata di Roma per il riscatto del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La prova che quando era partito aveva stretto accordi precisi con il Pontefice risiede in una lettera di Colombo ad Innocenzo VIII al ritorno dal primo viaggio, dove avanza la richiesta di un cardinalato per il figlio minorenne Diego. Quando scrive, Colombo non sa ancora che il Papa è morto. Siamo nel 1493 e Colombo dice che è disposto, con l’oro che gli spetta, a mettere in piedi l’esercito per la Santa Crociata».
Che Colombo fosse «messaggero di Roma e non dei Re di Spagna lo si legge dai documenti», prosegue Marino. «I soldi per la sua spedizione sono per metà genovesi e fiorentini. I genovesi sono tutti parenti di Papa Innocenzo VIII, la parte fiorentina viene invece da un banchiere dei Medici. I fondi spagnoli non sono di Isabella né tanto meno di Ferdinando, ma vengono dal fondo della Crociata per la guerra contro i Mori in Spagna. Fondo istituito sempre da papa Innocenzo VIII». La Santa Casa, inoltre, ha continuato per secoli a ritenere Colombo un suo uomo, «tanto che – evidenzia Marino - Pio IX tentò di fare santo Colombo, poi, nel 1892, ci provò anche Papa Leone XIII».
Perché allora la storia parla di una scoperta tutta spagnola? Marino ha ricordato quanto potesse significare la paternità di una scoperta del genere e sottolineato che quando Colombo tornò dalla sua spedizione, il Papa non era più Innocenzo VIII, ma Alessandro VI, lo spagnolo Rodrigo Borgia, che dopo essere stato eletto con gli intrighi della Corte e dei Cardinali spagnoli, concederà le nuove terre ai Re di Spagna, Isabella e Ferdinando. Con l’oro delle Indie, la Spagna poté dominare la Cristianità per oltre un secolo.

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ALBERICO I CYBO MALASPINA. SETTANTA ANNI DI REGNO

Nei giorni 8-9 Luglio 2006 si sono svolte, presso il comune di Ferentillo,
le celebrazioni in onore della figura di Alberico I Cybo Malaspina.

 

Alberico I Cybo MalaspinaCOMUNE DI FERENTILLO

8-9 LUGLIO 2006

Il Principe Alberico I Cybo Malaspina è la figura più importante della storia di Ferentillo e della sua casata. Alberico, figlio di Lorenzo Cybo e Riccarda Malaspina, è nato a Genova il 28 febbraio del 1534 e morto a Massa il 18 gennaio del 1623, dove è sepolto nella chiesa di S. Francesco. Nel 1549 è nominato Conte di Ferentillo: nel 1563 è Principe di Ferentillo e firma i nostri Statuti Comunali.

I festeggiamenti sono stati organizzati dal comune di Ferentillo in collaborazione con l'associazione Cybo. Presso il sito dell'associazione è possibile visualizzare il filmato dei festeggiamenti ai quali è intervenuto, in qualità di relatore, anche Ruggero Marino.

 

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17 MARZO 2006: PAVIA, IL MONFERRATO E CRISTOFORO COLOMBO

Il Collegio Universitario Lorenzo Valla di Pavia
in collaborazione con "Il giornale di Socrate al caffè"
organizza il convegno nazionale

Pavia, il Monferrato e Cristoforo Colombo
Studi e ipotesi a confronto verso il Cinquecentenario
della morte del Navigatore il 20 maggio 2006

PDF della locandina del convegno (9 Kb)

 

PDF dell'articolo nella "Cronaca di Pavia" del 21 marzo 2006 (220 Kb)
Colombo meno genovese e più monferrino
Al forum le tesi sull'origine dell'Ammiraglio e sul caso Pavia

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