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CRISTOFORO COLOMBO E LA RISCOPERTA DELL'AMERICA

astronauti Apollo ph Felix Kunze         Thor Heyerdahl Explorers Club New York

 

QUESTO IL TESTO COMPLETO DELLA CONFERENZA CHE HO TENUTO GIOVEDÌ 10 OTTOBRE NELLA SEDE DEL PRESTIGIOSO

"EXPLORERS CLUB" A NEW YORK CHE, FRA L'ALTRO, HA OSPITATO THOR HEYERDHAL E GLI ASTRONAUTI.

 

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(clicca per leggere la versione in inglese)

 

“L’America fu scoperta da Cristoforo Colombo il 12 ottobre del 1492. Da quella data, che cambiò il mondo, avrebbe inizio, per convenzione condivisa, l’era moderna. Il marinaio di poveri natali, generalmente considerato genovese, era partito da Palos il 3 agosto dello stesso anno. Grazie all’aiuto e ai finanziamenti dei re di Spagna, Ferdinando e Isabella di Castiglia. Colombo era finalmente riuscito a convincerli a varare la sua impresa, dopo lunghi anni di insistenze. Nel primo viaggio Colombo salpò con due caravelle: la “Nina” e la “Pinta” oltre alla nave “Santa Maria”, con le quali attraversò l’Atlantico in poco più di un mese. Al ritorno, nel corso del 1493, il papa, lo spagnolo Alessandro VI, Rodrigo Borgia, assegnò le nuove terre ai sovrani spagnoli. Colombo fece quattro viaggi alle Americhe. Morì nel 1506 senza mai aver compreso, si continua a dirlo, dove fosse sbarcato. Convinto che quei territori facessero parte dell’Asia. Il nome America, si aggiunge, fu dato al nuovo mondo in omaggio alle spedizioni alle quali prese parte il fiorentino Amerigo Vespucci.
Questa è la storia che viene tramandata da oltre 500 anni. Ma i fatti non andarono così. La storia è stata cambiata. E’ giunto il momento di rovesciarla come un’antica clessidra. Lo strumento che segnava il tempo per i naviganti.
Se oggi, in piena era moderna, superato il secondo millennio, nel paese più democratico del mondo, nella patria dei “self-made-man” uno chicano messicano varcasse la frontiera e, dopo essere già stato ricevuto da Putin (al tempo di Colombo l’altra potenza oceanica era il Portogallo), pretendesse di andare da Trump e ci riuscisse … se oggi facesse al Presidente degli Stati Uniti un discorso di questo tipo: “Conosco altre vite e altri mondi ricchi di oro, di perle, di pietre preziose e altro ancora, mi dia tre astronavi, dopodiché al mio ritorno diventerò Vicepresidente di tutte quelle terre, ne avrò la giurisdizione e ne ricaverò il 57% per cento: è quanto spettava a Colombo, secondo quanto affermato dal “fiscal” dei re di Spagna nei “Pleitos Colombinos”, il lungo processo che seguirà alla morte del navigatore … se oggi Trump acconsentisse e gli desse la mano e carta bianca sarebbe credibile questa “barzelletta d’antiquariato”? E’ quanto incredibilmente ci raccontano da 500 anni, in una storia scritta come non mai dai vincitori e nel più grande furto nella storia dell’umanità.
E’ possibile credere tutto questo in un tempo come la fine del Quattrocento, quando gli imperatori erano imperatori, i re erano re ed un umile marinaio come Colombo sarebbe finito quanto meno sul rogo? Come faceva ad aprire le porte di tutta Europa? Colombo va dal re del Portogallo, che addirittura rimprovererà al ritorno dalla “scoperta”, è ospite dei grandi di Spagna che avevano fortune superiore a quelle dei reali, va dai re di Spagna e impone loro il suo diktat fino all’ultima virgola. Re che stavano piegando con la forza i grandi Spagna, ebrei e musulmani.immagine Ghirlandaio Pollaiolo
Di fronte al primo no di Isabella e Ferdinando Colombo decide di recarsi dal re di Francia, il fratello Bartolomeo era alla corte del re di Inghilterra. Cristoforo sposa in Portogallo una nobile parente della famiglia reale (come farebbe a quei tempi un umile marinaio?), si confronta con i dotti di Salamanca, si scrive con tre papi, detta ad Alessandro VI Borgia i criteri per dividere in due il mondo con la “raja”, la linea che spaccherà la terra fra Spagna e Portogallo. Si scrive con Toscanelli, una delle menti più prestigiose del tempo, che viveva nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, il quale lo incita all’ impresa. Quello che fa Colombo non riuscirebbe a farlo nemmeno Batman.
Chi era dunque Cristoforo Colombo? Sono più di 500 anni, che ci si interroga su questo misterioso personaggio. Uno scopritore, un marinaio premiato al di là dei suoi meriti, un fortunato pioniere per un caso di “serendipity”, un avido avventuriero o qualcosa di più, molto di più, in una vicenda da rivisitare sotto angolature completamente nuove? In una parabola che va contestualizzata nel grande magma del Rinascimento italiano altrimenti non si capirà mai la sua avventura. Perché si firmava Christo Ferens, ovvero portatore di Cristo, in un crittogramma esoterico e da gran Maestro, mai definitivamente decodificato”?
Per questo propongo una rilettura delle vicende umane, pubbliche e private di Cristoforo Colombo, sulla base anche di documenti recenti, in maniera da ricostruire un ritratto più veridico del “navigatore dei due mondi”.  In un “identikit” che prende le mosse da una delle sue frasi più rivoluzionarie, sconvolgenti e quanto mai attuali del navigatore: “Lo Spirito Santo è presente in Cristiani, Musulmani ed Ebrei e di qualsiasi altra setta”. Per un sogno di pace universale fra le tre grandi religioni del libro. Per un mistico ed uno scienziato che, nel “Libro delle profezie”, che pochi conoscono e che molti preferiscono ignorare, perché male si accorda con il ritratto del marinaretto ignorante, scrive “che chi sa leggere o scrivere lo fa in quattro modi diversi”. Come Dante Alighieri. Il che dimostra la sua statura intellettuale, in un codice di scrittura che appartiene alla cabala ebraica.

Strane analogie, rassomiglianze inquietanti, in una sorta di vite parallele, ci sono fra Colombo e il papa greco-genovese Innocenzo VIII: ignorato anche dagli storici italiani fino al 1990, quando iniziarono le nostre ricerche. Giovanni Battista Cybo è stato vescovo di Savona in un periodo in cui Colombo soggiorna a Savona. Cybo sale sulla cattedra di Pietro nel 1484, al tempo delle grandi congiunzioni astronomiche fra Marte e Saturno (l’astrologia per molti a quel tempo era una seconda fede): le stelle prevedevano, in un millenarismo molto più profondo di quello dello stesso anno Mille, stravolgimenti nel cammino dell’umanità e nella religione. E l’attesa di un papa capace di raccogliere l’umanità in un unico ovile.
Sempre nel 1484 Colombo si sposta dal Portogallo alla Spagna. Innocenzo VIII si tramanda che muore il 25 luglio del 1492, giorno in cui oggi la Cristianità festeggia oggi San Cristoforo (!). Il pontefice sarebbe morto esattamente 7 giorni prima della partenza di Colombo, con una puntualità sconcertante, quando il veleno dei Borgia scorreva come la Coca Cola. Al ritorno dal primo viaggio Colombo avanzerà una richiesta incredibile al papa non sapendo della sua morte: di fare cardinale il figlio minorenne Diego, come Innocenzo VIII ha fatto cardinale il figlio minore di Lorenzo il Magnifico, che diventerà papa Leone X. Si equipara a Lorenzo aggiungendo che il Magnifico non ha fatto quello che ha fatto lui. Come si permette se fosse il Colombo della vulgata? A succedere a Cybo sarà papa Borgia, lo spagnolo Alessandro VI, principe di veleni. Sarà lui, “eletto con gli intrighi dei re di Spagna”, come scrive lo storico francese Pierre Chaunu, a concedere le nuove terre ad Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. A dare vita all’ impero sul quale “non tramonta mai il sole”.
Colombo significa anche “figlio dello Spirito Santo”, figlio di padre ignoto. Più di un elemento fa pensare che sia un consanguineo di papa Cybo. Due documenti lo definiscono “nepos”. I colori dei loro stemmi, perché Colombo aveva uno stemma, sono pressoché identici. “Nepos” era il modo con cui la curia mascherava spesso la paternità dei pontefici. Giovanni Battista Cybo, prima di intraprendere la carriera ecclesiastica aveva avuto molti figli, due riconosciuti, si parla persino di altri 12 rimasti nell’ombra. Il figlio Franceschetto sposerà (Cybo pensava probabilmente che il matrimonio per i preti fosse naturale, ci sono molte concessioni in questo senso) platealmente in San Pietro la figlia Maddalena di Lorenzo il Magnifico, che con il banchiere Giannotto Berardi sarà uno dei finanziatori dei viaggi e socio di Colombo. Fino alla sua misteriosa morte per veleno, nella primavera del 1492 a Firenze. 
A sbloccare la corte ed in particolare Isabella fu Alessandro Geraldini, un umbro istitutore dei rampolli reali, ma soprattutto ambasciatore di papa Innocenzo VIII, il fratello Antonio, un fine umanista, logotheta, portatore di parola del pontefice, era stato colui che aveva introdotto a corte Colombo. Tutti uomini dipendenti da Roma, ma fatti passare come pedine delle teste coronate. I soldi dati a Colombo, notoriamente, sono per metà italiani, genovesi e fiorentini. Ottenuti attraverso il “papa sponsor” con le sue parentele. Gli sbandierati gioielli di Isabella di Castiglia non esistono più, appartengono alla leggenda. L’altra metà della somma deriva da un prestito della Santa Hermandad. Già l’ aggettivo “santa” lascia pensare. Ma soprattutto la Santa Hermandad era amministrata da Francesco Pinelli genovese e Luis de Santangel un ebreo converso. Francesco Pinelli era un nipote del pontefice, Santangel, l’ebreo converso, era il ricevitore delle rendite ecclesiastiche in Aragona. Quindi due uomini del papa contrariamente a quanto ancora una volta dicono gli spagnoli. Non solo, ma il prestito venne restituito tre giorni dopo.
Un documento spagnolo dimostra l’origine “ecclesial” della somma restante. Provenivano dal fondo per la crociata contro i Mori istituito da papa Innocenzo VIII. Erano fondi appartenenti alla Chiesa di Roma. Fondi amministrati da un altro genovese, Gentile o Gentili “familiare” di papa Innocenzo VIII. Chiesa che con Innocenzo e Colombo e un clan di genovesi e fiorentini anelava ad un disegno universale, ad una sfera completata geograficamente come spiritualmente. “Poiché questa scoperta - è l’autorevole conferma di Bartolomeo de Las Casas, uomo di Chiesa e cronista delle Indie - fu una delle imprese più valorose che Dio si proponeva di realizzare nel mondo, dal momento che Egli aveva disposto che si scoprisse un orbe così vasto ed una parte dell’universo - la parte maggiore, a ciò che si crede, fino ad allora così segreta e nascosta - dove avrebbe dovuto dilatare la sua santa Chiesa e chissà forse del tutto colà trasferirla …». Per la nascita di una Chiesa nuova nel Mondo Nuovo.
Innocenzo VIIIInnocenzo VIII era figlio di un Aronne, dunque era di sangue ebreo. Era originario di Rodi, l'isola dei cavalieri del mare, oggi di Malta. Era nipote di una Sarracina Malocello, dunque era anche di sangue musulmano). Malocello era stato lo scopritore delle Canarie. Nelle vene del pontefice si concentravano le tre religioni monoteiste per un sogno di pace universale o, se non fosse stato possibile, in vista della definitiva vittoriosa crociata con l’oro delle Indie. Le crociate richiedevano molti soldi.
Dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453 da parte dei Turchi, una tragedia per l’ Occidente e la cristianità superiore alla caduta di 100 Twin Towers, Roma anelava al riscatto della Terrasanta e tutti i papi furono nominati a partire da quel momento con l’impegno di intraprendere la crociata. In una visione anche alchemica del suo oro, per il 1500, in occasione del Giubileo, Colombo prometteva in una sua lettera la realizzazione di una crociata per la riconquista di Gerusalemme e l'instaurazione di un nuovo tempo dell'oro. Sempre che non fosse stata possibile la strada dell'accordo. Le cifre che fa dei militi e dei cavalieri sono le stesse indicate da San Bernardo di Ciaravalle, il santo patrono dei cavalieri Templari di cui dettò la regola.
Colombo difatti è un soldato di Cristo, a metà monaco a metà cavaliere, come sempre viene raffigurato, un cavaliere, un crociato. In una serie d ritratti commissionati la gran parte da uomini di chiesa. Perché? Sicuramente è un erede anche di disegni templari. La croce sulle sue vele è una croce rossa in campo bianco, la forma potrebbe essere anche quella che oggi usano i cavalieri di Malta, allora come già detto di Rodi. In una lettera inviata a Colombo un altro misterioso personaggio, José Ferrer, conclude la missiva con il motto dei Templari: “”Non nobis Domine, non nobis, sed nomime tuo da gloriam”.
Altre croci a volte compaiono nelle raffigurazioni: sono quelle del Santo Sepolcro e una croce verde con la quale sbarca rimanda forse all’ordine di San Lazzaro. In verità papa Innocenzo VIII era riuscito in un’impresa che molti pontefici avevano tentato sempre fallendo: unire i vari Ordini in un unico Ordine. La croce sulle vele di Colombo è dunque una croce onnicomprensiva, ma anche la croce di resurrezione che compare sui capolavori di molti artisti del tempo a cominciare da Piero della Francesca. Resurrezione come il Mondo Nuovo.
Una crociata contro i Mori stavano portando avanti i re di Spagna contro gli infedeli. Innocenzo VIII nomina per questo “re cattolici” Isabella e Ferdinando (nessuno storico lo rileva attribuendo erroneamente la concessione ad Alessandro VI) e li finanzia. Unisce per questo gli ordini cavallereschi in vista, se necessario, della definitiva possibile crociata. Ed equiparato a crociata era il viaggio per le Indie. I re cattolici sono titolati a portare avanti la croce per l’evangelizzazione dei pagani. Negli accordi firmati con i re di Spagna Isabella e Ferdinando non si parla mai di Asia ma di “isole e terre nuove”. Anche nella stesura del “Giornale di bordo” del primo viaggio non si nomina mai l’Asia. In linea con “Il Libro delle profezie” scritto da Colombo con il monaco Gaspare Gorricio. Che è una summa di testi sacri e profetici che annunciano nuovi lidi e nuove terre.
Nella notte che precede il 3 agosto gli avventurosi salgono a bordo. Fra loro c’è più di un ebreo contemporaneamente all’ editto dei re che li caccia dalla Spagna. Tre agosto 1492, tre caravelle, si parte nel nome della Santa Trinità. Il simbolo è la chiave dell’ impresa. Colombo secondo alcuni cronisti imbarca vettovaglie che gli dovrebbero bastare per un anno. E’ quanto in effetti occorre per raggiungere l’Asia, ma solo dopo avere superato e preso possesso del Mondo Nuovo. Così dopo un breve tragitto, appena 40 giorni, come prevedevano antiche cronache sbarca nelle Americhe.
Colombo sa benissimo che si tratta delle “isole e terre nuove” dove si trovano oro, perle e pietre preziose: isole che dovrebbero costituire la testa di ponte per poi arrivare alle Indie già note. Colombo si inganna sulla circonferenza della terra? Colombo è un lettore scrupoloso delle opere del “papa geografo” Pio II. In una lettera a Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli, una lettera scritta ai fini di una possibile pace ma par mai recapitata, Pio II parla di Eratostene, il greco che anticamente ha misurato quasi perfettamente la circonferenza del globo. Quindi sia Pio II che Colombo conoscevano l’esatta misura del pianeta. Parlano anche i nomi dati alle isole Cuba in un primo momento è Giovanna, il pontefice si chiamava Giovanni. L’ etimologia del nome Cybo è il cubo, Juana diventa Cuba, la terra dell’ oro è il Cibao come Cybo. Saputo della morte del pontefice al secondo viaggio la prima terra diventa San Juan oggi Portorico. Ancora Giovanni come Innocenzo VIII. Ogni località battezzata rimanda alla fede: San Salvador, Santa Maria de la Conception …
Colombo ha sempre sostenuto di essere arrivato alle Indie. Non si sbagliava. E’ errata l’interpretazione di noi moderni. Colombo sapeva benissimo che si trattava di un mondo nuovo, ma solo in parte noto agli antichi, che non aveva nulla a che fare con l’Asia. Al tempo dei romani Marco Tullio Cicerone scriveva a proposito della forma della terra: “ Della quale vedi le due più distanti fra di loro e appoggiate dall’ una e dall’altra parte agli stessi vertici del cielo sono irrigidite per il gelo, mentre quella centrale e la più grande bruciata dall’ ardore del sole. Due sono abitabili delle quali quella australe, nella quale coloro che vi abitano tengono i piedi opposti a voi non ha alcuna relazione con noi”.
In una lettera scoperta solo di recente lo stesso Colombo scrive: “che questo qui é un altro mondo quello per il quale si affannarono, con grande sforzo, pur di ottenerlo, i Romani, Alessandro e i Greci” e in un altro passo aggiunge che “Aristotele dice che facilmente si può andare dalla Spagna alle Indie … perché Aristotele poté conoscere molti di questi segreti del mondo grazie ad Alessandro Magno, e Seneca grazie all’ imperatore Nerone, e Plinio per ciò che riguarda i romani, i quali tutti impiegarono denari e uomini e posero gran cura nel conoscere i segreti del mondo e nel diffonderli fra i popoli.”
Ancora nel VI secolo un uomo della Chiesa, il vescovo Isidoro di Siviglia scriveva nelle ”Etimologie”: “ dicono che ci sia un altro continente oltre i tre oggi conosciuti, oltre l’ oceano da nord a sud e laggiù il sole è molto caldo come in nessun altro nostro paese.” E si potrebbero aggiungere le descrizioni del francescano e alchimista Raimondo Lullo. e come vedremo Marco Polo.
Colombo non si sbaglia a chiamare le nuove terre Indie Occidentali. Allora il termine India comprendeva la metà dell’orbe caratterizzata dalle “tre Indie”. Tutto ciò che si trovava ad Occidente diventava pertanto India. In più non avendo nozioni dello stretto di Bering l’America si pensava unita al Nord (non si conosceva se sotto il ghiaccio ci fosse terra o meno) alle ultime propaggini dell’Asia. Colombo infatti parla di estremità delle Indie. D’altronde anche il “mare congelatum” faceva da trattino d’unione fra i due continenti.
Colombo non mostra la minima meraviglia all’incontro con gli indios. Lo stesso per quanto riguarda i nativi, come non fosse questo il primo incontro. Dovrebbe aspettarsi agricoltori evoluti, una cultura raffinata se fosse in Giappone o in Asia. Per di più pianta la croce e i vessilli della Spagna e se ne appropria con tanto di notaio. Sarebbe una dichiarazione di guerra. Mentre il fine ultimo è quello di compiere il periplo del mondo per raggiungere il Gran Khan, con il quale allearsi contro l’Islam, qualora fosse fallito ogni tentativo di pace. In un’ alleanza prevista fin dai tempi di Marco Polo, che ne scrive nel “Milione”. Inoltre Colombo non porta doni rilevanti. Non si sarebbe mai potuto presentare ad un eventuale Gran Khan con biglie di vetro e paccottiglia varia. Non avrebbe potuto essere ricevuto dal sovrano dell’Estremo Oriente senza niente in mano. Non avrebbe potuto farlo se pensava di recarsi in Giappone o in Cina. Sarebbe stato un affronto e avrebbe rischiato la vita stessa, come era avvenuto in precedenza ad altri ambasciatori.
Colombo era un attento lettore, con continue note a margine di suo pugno, di Marco Polo e del suo “Milione”, che a differenza della fama negativa che ha avuto in seguito il libro, costituiva un trattato scientifico del tempo ed era consultato dai maggiori studiosi di cartografia e persino da sovrani. Il testo di Marco Polo è stato “epurato” di parti del suo contenuto da uomini di Chiesa, ma qualcosa di sconvolgente è rimasto proprio laddove si parla del Cipango per 500 anni identificato erroneamente con il Giappone. Il Cipango costituiva con Antilia, altra isola leggendaria, la meta di Colombo.
Innanzi tutto “ango” è una desinenza tipicamente latinoamericana (Chichicastenango, Durango, Fandango…). Vicino a Città del Messico c’è una località chiamata Cipangu. In Perù è stata recentemente trovata una tomba piena di oggetti d’oro nella località di Xipan. Cipango, nella mancanza di notizie precise, costituiva così un altalenante approdo caratterizzato dalla presenza di miniere d’oro, che poteva ora essere il Messico, ora il Perù, ora Hispaniola (Santo Domingo). Il Cipango dai tetti d’oro non può essere il Giappone dove l’oro non c’è. Lo stesso valga per le perle e le pietre preziose. Si parla è vero di “isola”, ma allora il termine isola poteva identificare anche i continenti bagnati dall’oceano. Inoltre a proposito del Cipango Marco Polo parla di una terra per raggiungere la quale occorreva un anno per andare e un anno per tornare. Il Giappone è vicinissimo alla Cina. Si parla anche di venti che non possono essere che i monsoni e della percorrenza di un oceano vasto come poteva esserlo solo l’oceano Pacifico.
Si parla di un’isola “lontanissima” dove vivevano antropofagi (mangiatori d’uomini) mentre in Giappone c’era una civiltà raffinatissima. In una autorevole conferma che viene da Garcilaso de La Vega, il sovrano inca che, citando uno storico peruviano scrive: “Nella qual venerazione, i successori, rendevano al Sole con grandi sacrifici di pecore e di altri animali mai però di esseri umani, come a torto sostengono Polo e quanti lo hanno seguito.” Garcilaso non ha dubbi, Polo stava parlando dell’ America e non del Cipango-Giappone. Per di più il Giappone non è stato mai invaso dalla Cina, che ha tentato di conquistarlo, ma non vi è mai riuscita. Marco Polo parla invece di un’invasione e dello sbarco a causa del vento divino (“kamikaze”), che provoca una tempesta in seguito alla quale 30.000 cinesi fecero naufragio nel Cipango. Che a questo punto non può essere che l’America. Marco Polo parla anche di costumi funerari per cui ai morti si metteva in bocca una perla. Recentemente sempre in Messico sono state trovate antiche tombe dove nella bocca di un morto è stata trovata una perla. Per di più il Giappone al tempo di Colombo non era stato ancora scoperto.
Antiche mappe con la presenza del Nuovo Mondo, in base alle quali Colombo si era lanciato nell’avventura, erano custodite in Vaticano. Alcune, secondo testimoni del tempo che lo dichiarano, risalirebbero addirittura alla biblioteca di Alessandria, se non a tempi precedenti. Colombo sapeva esattamente dove andava e dove sarebbe sbarcato. Inoltre il documento stilato in Spagna prima della partenza dice testualmente che Colombo va alle Indie che “ha scoperto”, facendo sottintendere che le avrebbe già raggiunte precedentemente al 1492.
Il suo primo viaggio, come attesta la famosa carta dell’ ammiraglio turco Piri Reis, conservata al Topkapi di Istanbul, sarebbe avvenuto nel pontificato di Innocenzo VIII, prima appunto del fatidico 1492. Come più di uno storico ipotizza. Sulla tomba in San Pietro del pontefice, commissionata al Pollaiolo e unica ad essere stata traslata dalla vecchia basilica costantiniana alla nuova, in un omaggio strano per un successore di Pietro colpito da “damnatio memoriae”, si legge: “Novi orbis suo aevo inventi gloria” (“Nel tempo del suo pontificato la scoperta di un Nuovo Mondo”). Un particolare sconvolgente. Forse in un tempo precedente padre e figlio o nipote possono avere viaggiato insieme, visto che il Pastor, massimo storico di quei pontefici, definisce Innocenzo “il papa marinaro”? Perché? Altre mappe dove compare la Florida prima del tempo, come quella di Juan de La Cosa, che ha partecipato al primo viaggio parlano chiaramente di “predescubrimiento”. Non a caso anche la “raja” decisa da papa Borgia successivamente per dividere il mondo in due fra spagnoli e portoghesi, verrà spostata in modo da concedere il Brasile, che evidentemente era stato toccato, ai portoghesi. E ci sono numerosi elementi per supporlo, come rilevano anche molti storici.

Il papato e Colombo nel XIX secolo
Due papi nell’Ottocento hanno cercato di fare santo Colombo. Si tratta di Pio IX e di Leone XIII. Le loro parole nei confronti del navigatore sono incredibili. Pio IX dà inizio alla causa di beatificazione, contrariamente ad ogni regola ecclesiastica, dato che mancano, passati circa quattro secoli, “i testimoni viventi ed il vescovo del luogo” per intraprendere la causa. Eppure scrive “tentare non nocet”, tentare non nuoce. Leone XIII scrive una lettera enciclica mai fatta nei confronti di chi non sia già stato proclamato beato. Fra le altre cose afferma: “Colombo è nostro quello che ha fatto lo ha fatto per la Chiesa”. A perorare la causa è un cardinal francese eruditissimo, parla di causa “eccezionale” per un personaggio “eccezionale”. Colombo quando fu messo in catene indossa un saio tipo quello dei francescani, lo indosserà anche in morte. E sempre ha vissuto a contatto con l’ ordine francescano, di cui è terziario. Curiosamente alcune antiche carte dell’ America riportano il toponimo “Terra Francisca”.

L’esoterica firma di Colombo
Singolare analogie fanno da filo conduttore fra il nostro tempo a cavallo del Millennio rispetto a quanto avvenne 500 anni fa. Lo scontro Oriente-Occidente era come ai nostri giorni. Sgozzamenti compresi. Ci fu persino un attentato da parte di un turco (come per Giovanni Paolo II) nei confronti di papa Innocenzo. La Spagna vinse la partita e scrisse la storia, ma gli elementi riaffioranti di un cinquecentenario complotto, qua per forza maggiore estremamente sintetizzati, (per cui rimandiamo il lettore alle nostre 5 pubblicazioni) riesumano un quadro d’ assieme, tipicamente rinascimentale e quanto mai complesso. Fornendo un ritratto completamente diverso di Cristoforo Colombo. Così è giunto il momento di dare un’interpretazione inedita del suo famoso e esoterico criptogramma, fatto di 7 lettere maiuscole. Per un uomo, un cavaliere, un cristiano, probabilmente anche un “eretico” fra virgolette dagli impensabili ideali. In una vicenda deformata dalla calunnia e dalla menzogna. L’unico mezzo per impadronirsi impunemente delle ricchezze delle Americhe. E per attribuirle ad un semplice stipendiato come Amerigo Vespucci. Quel criptogramma a triangolo come l’occhio di Dio, in una delle 4 possibili interpretazioni, rivela alla X M Y e alla firma successiva Xpo Ferens: Cristo Maometto Yaweh portatore di Cristo. Perché lo Spirito Santo, come scrive più volte il navigatore, è presente in cristiani, musulmani ed ebrei e di qualsiasi altra setta. Una visione universalistica.

Affascinanti protagonisti.
Una serie di personaggi affascinanti fanno da filo conduttore e da sfondo in questa misteriosa vicenda. Dai missionari francescani in Cina a San Brandano, a Erik il Rosso. Nessuno scrive che la vedova di uno di loro venne dal papa a Roma e si fece suora. Per cui quanto meno dal Mille Roma e la Chiesa avevano nozioni dell’ “altro mondo”. Dai Vichinghi, al consuocero Lorenzo il Magnifico con i relativi ideali platonici e gnostici, a Pico della Mirandola, dal fisico e geografo fiorentino Toscanelli, al mistico Gioacchino da Fiore recentemente citato dal Presidente Barack Obama … per finire con il figlio di Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli, tenuto da Innocenzo VIII come ostaggio in Vaticano. Djem prometteva la restituzione del Santo Sepolcro e di Costantinopoli qualora il papa lo aiutasse a tornare sul trono usurpato dal fratello Bajazet che, a sua volta, offriva al papa Gerusalemme e Costantinopoli, purché tenesse a Roma il fratello-rivale. Inviando a papa Cybo persino la lancia di Longino, con la quale è rappresentato nella tomba in san Pietro: il misterico talismano che dona il potere sul mondo, reliquia delle reliquie, inseguita anche da Napoleone ed Hitler e posseduta da Carlo Magno.
Per non parlare delle numerose “mappe impossibili” sulle quali sono presenti terre prima della loro “scoperta” ufficiale. Colombo scrive che “l’oro porta le anime al paradiso”. L’oro di Colombo era un oro dai riflessi anche alchemici. In una pratica allora molto in voga e in una visione spirituale, condivisa con gli spiritualisti francescani i più fedeli alla regola di Santo Francesco e forse con i sufi dell’Islam, in un’utopia (se ne parlerà di lì a non molto) che avrebbe portato alla creazione dell’uomo nuovo (l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci) nel Mondo Nuovo ritrovato. L’America d’altronde, come abbiamo solo accennato, era già nota agli antichi.  Colombo non ne è lo scopritore, ma il “rivelatore”, come scrisse Paul Claudel, in una visione che è anche millenaristica ed apocalittica.
Sulla base di questi elementi si può asserire tranquillamente che se non fosse intervenuto il viaggio del cristiano (di sangue anche ebreo e musulmano) Colombo l’America sarebbe stata colonizzata o dai cinesi o dai musulmani. Possedevano le stesse mappe e avevano flotte superiori a quelle della Cristianità. L’America deve per questo più che mai essere riconoscente al cristiano Cristoforo Colombo per non avere agitato il libretto rosso di Mao o per non doversi inginocchiare oggi verso la Mecca.
Al quarto viaggio, ormai abbandonato per un anno in Giamaica con le caravelle inservibili, Colombo scrive una struggente lettera definita “rarissima” e scoperta solo nel Novecento. E’ una specie di testamento, poiché dispera di salvarsi visto che gli spagnoli non hanno nessuna intenzione di andarlo a salvare. La lettera si conclude: “Ammalato, aspettando ogni giorno la morte e attorniato da un milione di selvaggi pieni di crudeltà e senza misericordia ... Il cielo si dimenticherà di quest’anima se si stacca qui dal corpo. Pianga per me chi possiede carità, castità, e verità e giustizia. Io non feci questo viaggio per guadagnare onore né terreni: è così. Di sicuro venni per servire le Vostre Altezze con buone intenzioni e scrupoloso zelo e non mento … mi trovo in tante angustie e tali estremi che è una meraviglia che sia vivo e non sia diventato pazzo … supplico anche le Vostre Altezze, che se Dio vorrà tirarmi fuori da qui, approvino il mio viaggio a Roma e altri pellegrinaggi”. E’ il testamento di un eroe universale, che chiede verità e giustizia. Mentre si continua nell’ assoluta ignoranza ad infamarlo e mentre dopo oltre cinquecento anni verità e giustizia non sono state fatte.

 

decorazione

 

CHRISTOPHORUS COLUMBUS: THE REDISCOVERY OF AMERICA

 

THIS IS THE COMPLETE TEXT OF THE CONFERENCE I WILL TELL THURSDAY OCTOBER 10 IN THE HEADQUARTERS OF THE PRESTIGIOUS "EXPLORERS CLUB" IN NEW YORK WHICH, BETWEEN THE OTHER, HOSTED THOR HEYERDHAL AND THE ASTRONAUTS.

"America was discovered by Christopher Columbus on 12 October 1492. From that date, which changed the world, the modern era would begin, by shared convention. The sailor of poor natives, generally considered Genoese, had left Palos on 3 August of the same year. Thanks to the help and funding of the kings of Spain, Ferdinand and Isabella of Castile. Colombo had finally managed to convince them to launch his business, after long years of insistence. On the first trip, Columbus sailed with two caravels: the "Nina" and the "Pinta" as well as the ship "Santa Maria", with which he crossed the Atlantic in just over a month. On his return, during 1493, the Pope, the Spanish Alexander VI, Rodrigo
Borgia, assigned the new lands to the Spanish sovereigns. Columbus made four trips to the Americas. He died in 1506 without ever having understood, we continue to say, where he had landed. Convinced that those territories were part of Asia. The name America, it is added, was given to the new world in homage to the expeditions in which the Florentine Amerigo Vespucci took part.
This is the story that has been handed down for over 500 years. But the facts did not go well. The story has been changed. The time has come to overturn it like an ancient hourglass. The tool that marked the time for sailors. the long process that will follow the death of the navigator ... if today Trump consented and gave him the hand and carte blanche would this "antique joke" be credible? It's how incredibly they tell us for 500 years, in a story written like never before by the winners and in the biggest theft in the history of humanity.
Is it possible to believe all this at a time like the end of the fifteenth century, when the emperors were emperors, the kings were kings and a humble sailor like Columbus would have ended up at least at the stake? How did he open doors
throughout Europe? Columbus goes to the king of Portugal, who will even reproach him for returning from the "discovery", he is a guest of the great of Spain who had fortunes superior to those of the royals, he goes to the kings of Spain and imposes his diktat to the last comma. Kings who were bending with force the great Spain, Jews and Muslims.

The disturbing resemblance between Pope Innocent and Columbus
Faced with the first no of Isabella and Ferdinand Columbus decides to go to the king of France, his brother Bartolomeo was at the court of the king of England. In Portugal, Christopher marries a noble relative of the royal family (as a humble sailor would do in those days?), Confronts the learned of Salamanca, writes with three popes, tells Alexander VI Borgia the criteria for dividing the world into two the "raja", the line that will split the land between Spain and Portugal. It is written with Toscanelli, one of the most prestigious minds of the time, who lived in the Florence of Lorenzo the Magnificent, who incites him to the enterprise. Not even Batman can do what Colombo does.
So who was Christopher Columbus? For over 500 years, people have been wondering about this mysterious character. A discoverer, a sailor rewarded beyond his merits, a lucky pioneer for a case of "serendipity", an avid adventurer or something more, much more, in a story to be revisited under completely new angles? In a parable that must be contextualized in the great magma of the Italian Renaissance, otherwise his adventure will never be understood. Why was Christo Ferens, or bearer of Christ, signed in an esoteric cryptogram and Grand Master, never definitively decoded ”?
For this reason I propose a re-reading of the human, public and private events of Christopher Columbus, based also on recent documents, in order to reconstruct a more truthful portrait of the "navigator of the two worlds". In an "identikit" that takes its cue from one of its most revolutionary, shocking and highly topical phrases: "The Holy Spirit is present in Christians, Muslims and Jews and of any other sect". For a dream of universal peace among the three great religions of the book. For a mystic and a scientist who, in the "Book of Prophecies", which few know and who many prefer to ignore, because he badly agrees with the portrait of the ignorant sailor, writes "that those who can read or write do it in four different ways" . Like Dante Alighieri. Which demonstrates his intellectual stature,
Strange analogies, disturbing resemblances, in a sort of parallel lives, there are between Colombo and the Greek-Genoese Pope Innocent VIII: also ignored by Italian historians until 1990, when our research began. Giovanni Battista Cybo was bishop of Savona at a time when Colombo stayed in Savona. Cybo rises to the chair of Pietro in 1484, at the time of the great astronomical conjunctions between Mars and Saturn (for many at that time astrology was a second faith): the stars foresaw, in a millenarianism much deeper than that of the same year. , upheavals in humanity's journey and in religion. And the expectation of a pope capable of gathering humanity in a single fold.
Still in 1484, Colombo moved from Portugal to Spain. Innocent VIII is handed down that he died on 25 July 1492, the day in which Christianity today celebrates today St. Christopher (!). The pontiff would have died exactly 7 days before the departure of Columbus, with a disconcerting punctuality, when the poison of the Borgias flowed like Coca Cola. On his return from his first voyage, Columbus will make an incredible request to the pope, not knowing of his death: to make a minor son Diego as cardinal, as Innocent VIII made the younger son of Lorenzo the Magnificent, who became Pope Leo X, a cardinal. adding that the Magnificent did not do what he did. How is it possible if it were the Columbus of the vulgate? To succeed Cybo will be Pope Borgia, the Spanish Alexander VI, prince of poisons. It will be him, "Elected with the intrigues of the kings of Spain", as the French historian Pierre Chaunu writes, to grant the new lands to Isabella of Castile and Ferdinand of Aragon. To give life to the empire on which "the sun never sets".
Columbus also means "son of the Holy Spirit", son of an unknown father. More than one element suggests that he is a relative of Pope Cybo. Two documents call it "nepos". The colors of their coats of arms, because Columbus had a coat of arms, are almost identical. "Nepos" was the way in which the curia often masked the authorship of the pontiffs. Giovanni Battista Cybo, before embarking on an ecclesiastical career had had many children, two recognized, there is even talk of 12 others left in the shadows. The son Franceschetto will marry (Cybo probably thought that the marriage for the priests was natural, there are many concessions in this sense) in San Pietro, the daughter Magdalene of Lorenzo the Magnificent, who with the banker Giannotto Berardi will be one of the travel financiers and partner of Colombo.
Unlocking the court and in particular Isabella was Alessandro Geraldini, an Umbrian institute of royal offspring, but above all ambassador of Pope Innocent VIII, his brother Antonio, a fine humanist, logotheta, bearer of the pontiff's word, had been the one who had introduced to court of Colombo. All men dependent on Rome, but passed as pawns of crowned heads. Notoriously, the money given to Colombo is half Italian, Genoese and Florentine. Obtained through the "sponsor pope" with his relatives. The vaunted jewels of Isabella of Castile no longer exist, they belong to the legend.
The other half of the sum comes from a loan from the Holy Hermandad. Already the adjective "holy" lets us think. But above all the Holy Hermandad was administered by Francesco Pinelli from Genoa and Luis de Santangel, a converse Jew. Francesco Pinelli was a nephew of the pontiff, Santangel, the converso Jew, was the receiver of ecclesiastical revenues in Aragon. Thus two of the Pope's men, contrary to what the Spaniards once say. Not only that, but the loan was returned three days later.
A Spanish document shows the "ecclesial" origin of the remaining sum. They came from the fund for the crusade against the Moors established by Pope Innocent VIII. They were funds belonging to the Church of Rome. Funds administered by another Genoese, Gentile or Gentili "family" of Pope Innocent VIII. Church that with Innocenzo and Colombo and a clan of Genoese and Florentines longed for a universal design, for a sphere completed geographically and spiritually. "Since this discovery - is the authoritative confirmation of Bartolomeo de Las Casas, a man of the Church and chronicler of the Indies - he was one of the most valiant undertakings that God proposed to carry out in the world, since he had arranged for an orbe to be discovered so vast and a part of the universe - the greater part, to what is believed, until then it was so secret and hidden - where it would have to expand its holy Church and who knows if perhaps it will transfer it ... ». For the birth of a new Church in the New World.
Innocent VIII was the son of an Aaron, so he was of Jewish blood. He was originally from Rhodes, the island of the knights of the sea, today from Malta. He was the nephew of a Sarracina Malocello, so he was also of Muslim blood). Malocello had been the discoverer of the Canaries. The three monotheistic religions were concentrated in the pontiff's veins for a dream of universal peace or, if it had not been possible, in view of the final victorious crusade with the gold of the Indies. The crusades required a lot of money.
After the conquest of Constantinople in 1453 by the Turks, a tragedy for the West and Christianity superior to the fall of 100 Twin Towers, Rome yearned for the redemption of the Holy Land and all the popes were appointed from that moment with the commitment to undertake the crusade. In an alchemic vision of his gold, for the Jubilee, in 1500, Columbus promised in one of his letters the realization of a crusade for the reconquest of Jerusalem and the establishment of a new time for gold. Unless the road to the agreement was possible. The figures he gives of the soldiers and knights are the same as those indicated by San Bernardo di Ciaravalle, the patron saint of the Knights Templar whose rule he dictated.
Columbus is in fact a soldier of Christ, half-knighted as a monk, as always, a knight, a crusader is depicted. In a series of portraits commissioned mostly from churchmen. Why? Surely he is also an heir of Templar designs. The cross on his sails is a red cross on a white field, the shape could also be the one used today by the Knights of Malta, then as already said of Rhodes. In a letter sent to Colombo another mysterious character, José Ferrer, concludes the letter with the motto of the Templars: "" Non nobis Domine, non nobis, sed nomime tuo da gloriam ".
Other crosses sometimes appear in the depictions: they are those of the Holy Sepulcher and a green cross with which it disembarks perhaps refers to the order of San Lazzaro. In truth, Pope Innocent VIII had succeeded in a feat that many pontiffs had always tried by failing to unite the various orders into a single order. The cross on the sails of Columbus is therefore an all-encompassing cross, but also the resurrection cross that appears on the masterpieces of many artists of the time starting with Piero della Francesca. Resurrection as the New World.
A crusade against the Moors were carrying out the kings of Spain against the infidels. Innocent VIII nominates for this "Catholic kings" Isabella and Ferdinand (no historian recognizes this by mistaking the concession to Alexander VI) and finances them. For this reason it combines the orders of chivalry in view, if necessary, of the definitive possible crusade. And the trip to the Indies was considered a crusade. Catholic kings are entitled to carry on the cross for the evangelization of pagans. In the agreements signed with the kings of Spain Isabella and Ferdinando we never talk about Asia but about "islands and new lands". Even in the drafting of the "Giornale di bordo" of the first trip, Asia is never mentioned. In line with "The Book of Prophecies" written by Columbus with the monk Gaspare Gorricio.
On the night before August 3, the adventurous get on board. Among them there is more than one Jew at the same time as the edict of the kings hunting them from Spain. Three August 1492, three caravels, we start in the name of the Holy Trinity. The symbol is the key to the company. According to some chroniclers, Columbus embodies provisions that should be enough for a year. It is what actually takes to reach Asia, but only after having overcome and taken possession of the New World. So after a short ride, just 40 days, as expected in ancient chronicles, it lands in the Americas.
Colombo knows very well that these are the "islands and new lands" where gold, pearls and precious stones are found: islands that should constitute the bridgehead and then reach the already known Indies. Does Columbus deceive himself on the circumference of the earth? Colombo is a scrupulous reader of the works of the "pope geographer" Pius II. In a letter to Mohammed II, the conqueror of Constantinople, a letter written for a possible peace but never delivered, Pius II speaks of Eratosthenes, the Greek who in ancient times measured the circumference of the globe almost perfectly. So both Pius II and Columbus knew the exact size of the planet. The names given to the Cuban islands also speak at first is Giovanna, the pontiff was called Giovanni. The etymology of the name Cybo is the cube, Juana becomes Cuba, the land of gold is the Cibao as Cybo. Known of the death of the pontiff on the second journey, the first land becomes San Juan today Puerto Rico. Still John as Innocent VIII. Every place baptized refers to the faith: San Salvador, Santa Maria de la Conception ...
Colombo has always maintained that he arrived at the Indies. He wasn't wrong. The interpretation of us moderns is wrong. Columbus knew very well that it was a new world, but only partly known to the ancients, that it had nothing to do with Asia. At the time of the Romans Marcus Tullius Cicero wrote about the shape of the earth: "Of which you see the two most distant from each other and supported on both sides at the same vertices of the sky are stiffened by the frost, while the central one and the largest burnt by the heat of the sun. Two are habitable of which the southern one, in which those who live there keep their feet opposed to you has no relationship with us ".
In a letter discovered only recently, Colombo himself writes: "that this is another world for which the Romans, Alexander and the Greeks struggled, with great effort, to obtain it" and in another passage adds that " Aristotle says that one can easily go from Spain to the Indies ... because Aristotle was able to know many of these secrets of the world thanks to Alexander the Great, and Seneca thanks to the emperor Nero, and Pliny for what concerns the Romans, who all employed money and men and took great care in knowing the secrets of the world and spreading them among the peoples. "
Still in the sixth century a man of the Church, Bishop Isidore of Seville wrote in the "Etymologies": "They say that there is another continent beyond the three known today, beyond the ocean from north to south and over there the sun is very hot like in no other country of ours. "And one could add the descriptions of the Franciscan and alchemist Raimondo Lullo. and as we will see Marco Polo.
Columbus is not wrong to call the new West Indian lands. Then the term India included the half of the orbe characterized by the "three Indies". Therefore everything that was in the West became India. Moreover, not having any knowledge of the Bering Strait, America thought itself united with the North (it was not known whether there was land under the ice or not) to the last offshoots of Asia. Columbus in fact speaks of the extremities of the Indies. On the other hand, even the "mare congelatum" was the hyphen between the two continents.
Columbus does not show the slightest wonder at the meeting with the Indians. The same with regards to the natives, as this was not the first meeting. Expected advanced farmers, a refined culture if it were in Japan or Asia. Moreover, he plants the cross and the banners of Spain and appropriates it with a notary. It would be a declaration of war. While the ultimate goal is to wander around the world to reach the Great Khan, with which it allies against Islam, if any attempt at peace has failed. In an alliance planned since the time of Marco Polo, who writes in the "Milione". Moreover, Colombo does not carry relevant gifts. It would never have been possible to present to a possible Grand Khan with glass marbles and various junk. It could not have been received by the sovereign of the Far East without anything in hand. He couldn't have done it if he thought he was going to Japan or China. It would have been an affront and risked life itself, as had previously been the case with other ambassadors.
Colombo was an attentive reader, with continuous notes in the margin of his own hand, by Marco Polo and his "Million", which, unlike the negative fame that followed the book, constituted a scientific treatise of the time and was consulted by the major scholars of cartography and even sovereigns. The text of Marco Polo was "purged" of parts of its content by men of the Church, but something shocking remained precisely where one speaks of Cipango for 500 years erroneously identified with Japan. Cipango constituted the goal of Columbus with Antilia, another legendary island. First of all, "ango" is a typically Latin American ending (Chichicastenango, Durango, Fandango ...). Near Mexico City there is a place called Cipangu.
In Peru, a tomb full of gold objects was recently found in Xipan. Cipango, in the absence of precise information, was thus a fluctuating landing characterized by the presence of gold mines, which could now be Mexico, now Peru, now Hispaniola (Santo Domingo). Cipango with golden roofs cannot be Japan where there is no gold. The same applies to pearls and precious stones. We talk about it is true of "island", but then the term island could also identify continents bathed by the ocean. Moreover about the Cipango Marco Polo speaks of a land to reach which it took a year to go and a year to return. Japan is very close to China.
There is talk of a "very distant" island where anthropophagi (man-eaters) lived while in Japan there was a very refined civilization. In an authoritative confirmation that comes from Garcilaso de La Vega, the Inca ruler who, quoting a Peruvian historian, writes: "In which veneration, the successors made the Sun with great sacrifices of sheep and other animals but never of human beings, like they wrongly claim Polo and those who followed him. "Garcilaso has no doubts, Polo was talking about America and not about Cipango-Japan.
Furthermore, Japan has never been invaded by China, which has tried to conquer it, but has never succeeded. Marco Polo speaks instead of an invasion and landing because of the divine wind ("kamikaze"), which causes a storm following which 30,000 Chinese shipwrecked in Cipango. Which at this point can only be America. Marco Polo also speaks of funerary customs for which a pearl was placed in the mouth. Recently, ancient tombs have been found in Mexico where a pearl has been found in the mouth of a dead person. Moreover, at the time of Columbus, Japan had not yet been discovered.
Ancient maps with the presence of the New World, on the basis of which Columbus had embarked on the adventure, were kept in the Vatican. Some, according to witnesses of the time who declare it, would even date back to the library of Alexandria, if not earlier. Columbus knew exactly where he was going and where he would land. In addition, the document drawn up in Spain before departure literally says that Colombo goes to the Indies that he "discovered", implying that he would have already reached them before 1492.
His first voyage, as attested by the famous card of the Turkish admiral Piri Reis, preserved at the Topkapi in Istanbul, took place in the pontificate of Innocent VIII, the first note of the fateful 1492. As more than one historian hypothesizes. On the tomb of the pontiff in San Pietro, commissioned from Pollaiolo and the only one to have been transferred from the old Constantinian basilica to the new, in a strange homage to a successor of Peter struck by “damnatio memoriae”, we read: “Novi orbis his aevo invents glory "(" In the time of his pontificate the discovery of a New World "). A shocking detail. Perhaps in an earlier time father and son or nephew may have traveled together, given that Pastor, the highest historian of those pontiffs, calls Innocent "the maritime Pope"? Why? Other maps where Florida appears ahead of time, like that of Juan de La Cosa, who participated in the first trip, they clearly speak of "predescubrimiento". No coincidence that even the "raja" decided by Pope Borgia later to divide the world into two between Spanish and Portuguese, will be moved to allow Brazil, which had obviously been touched, to the Portuguese. And there are numerous elements to suppose it, as many historians also note.
two popes in the nineteenth century tried to make Columbus holy. These are Pius IX and Leo XIII. Their words to the navigator are incredible. Pius IX initiated the cause of beatification, contrary to any ecclesiastical rule, given that, after about four centuries, "the living witnesses and the local bishop" were missing to take up the cause. Yet he writes "groped not nocet", trying does not harm. Leo XIII writes an encyclical letter never made against those who have not already been proclaimed blessed. Among other things he says: "Columbus is what he did he did for the Church". To plead the cause is a very learned French cardinal, he speaks of an "exceptional" cause for an "exceptional" character. Columbus, when he was put in chains wearing a habit like that of the Franciscans, will wear it even in death. And he always lived in contact with the Franciscan order, of which he is a tertiary. Curiously, some ancient maps of America report the toponym "Terra Francisca".
Singular analogies act as a common thread between our time at the turn of the Millennium compared to what happened 500 years ago. The East-West clash was like today. Sticking including. There was even an attack by a Turk (as for John Paul II) against Pope Innocent. Spain won the game and wrote the story, but the resurfacing elements of a five-hundred-year conspiracy, summarized here in great detail, (for which we refer the reader to our 5 publications) resume a framework that is typically Renaissance and extremely complex . Providing a completely different portrait of Christopher Columbus. So the time has come to give a new interpretation of his famous and esoteric cryptogram, made up of 7 capital letters. For a man, a knight, a Christian, probably also a "heretic" in quotation marks with unthinkable ideals. In a story deformed by slander and lies. The only way to get hold of the riches of the Americas with impunity. And to attribute them to a simple salary like Amerigo Vespucci. That cryptogram in the triangle like the eye of God, in one of the 4 possible interpretations, reveals to XMY and the subsequent signature Xpo Ferens: Christ Mohammed Yaweh bearer of Christ. Because the Holy Spirit, as the navigator writes several times, is present in Christians, Muslims and Jews and of any other sect. A universalistic vision. And to attribute them to a simple salary like Amerigo Vespucci. That cryptogram in the triangle like the eye of God, in one of the 4 possible interpretations, reveals to XMY and the subsequent signature Xpo Ferens: Christ Mohammed Yaweh bearer of Christ. Because the Holy Spirit, as the navigator writes several times, is present in Christians, Muslims and Jews and of any other sect. A universalistic vision. And to attribute them to a simple salary like Amerigo Vespucci. That cryptogram in the triangle like the eye of God, in one of the 4 possible interpretations, reveals to XMY and the subsequent signature Xpo Ferens: Christ Mohammed Yaweh bearer of Christ. Because the Holy Spirit, as the navigator writes several times, is present in Christians, Muslims and Jews and of any other sect. A universalistic vision.
A series of fascinating characters act as a common thread and background in this mysterious story. From the Franciscan missionaries in China to San Brandano, to Erik the Red. No one writes that the widow of one of them came to the Pope in Rome and became a nun. So at least since the Thousand Rome and the Church had notions of the "other world". From the Vikings, to the lawyer Lorenzo the Magnificent with its Platonic and Gnostic ideals, to Pico della Mirandola, from the Florentine physicist and geographer Toscanelli, to the mystical Gioacchino da Fiore recently quoted by President Barack Obama ... ending with the son of Mohammed II, the conqueror of Constantinople, held by Innocent VIII as a hostage in the Vatican. Djem promised the return of the Holy Sepulcher and Constantinople if the Pope helped him return to the throne usurped by his brother Bajazet who, in turn, offered the Pope Jerusalem and Constantinople, as long as he held his brother-rival in Rome. Sending to Pope Cybo even the spear of Longinus, with whom he is represented in the tomb in St. Peter: the mystery talisman that gives power over the world, relic of relics, also pursued by Napoleon and Hitler and owned by Charlemagne.
Not to mention the numerous "impossible maps" on which there are lands before their official "discovery". Columbus writes that "gold brings souls to heaven". Columbus's gold was a gold with alchemical reflections. In a practice then very much in vogue and in a spiritual vision, shared with the Franciscan spiritualists the most faithful to the rule of Saint Francis and perhaps with the Sufis of Islam, in a utopia (we will talk about it a little later) that would have led to the creation of the new man (the Vitruvian man of Leonardo da Vinci) in the New World found. America, on the other hand, as we have only mentioned, was already known to the ancients. Columbus is not its discoverer, but the "revelator", as Paul Claudel wrote, in a vision that is also millenarian and apocalyptic.
On the basis of these elements it can be safely asserted that if the Christian's journey had not taken place (even with Jewish and Muslim blood), Colombo would have been colonized by either the Chinese or the Muslims. They possessed the same maps and had fleets superior to those of Christianity. For this reason, America must more than ever be grateful to the Christian Christopher Columbus for not having agitated the red book of Mao or for not having to kneel today towards Mecca.
On the fourth trip, now abandoned for a year in Jamaica with the caravels useless, Colombo writes a poignant letter defined "rare" and discovered only in the twentieth century. It is a kind of testament, because it despairs of being saved because the Spaniards have no intention of going to save it. The letter concludes: "Sick, waiting for death every day and surrounded by a million savages full of cruelty and without mercy ... Heaven will forget this soul if it detaches itself here from the body. Weep for me who possesses charity, chastity, and truth and justice. I did not make this journey to gain honor or land: it is so. Certainly I came to serve Your Highnesses with good intentions and scrupulous zeal and I do not lie ... I find myself in so many anguish and such extremes that it is a wonder that he is alive and has not gone mad ... I also beg your Highnesses, which if God wills to pull me out of here, I approve my trip to Rome and other pilgrimages ”. It is the testament of a universal hero, who asks for truth and justice. While we continue in absolute ignorance to defame and while after more than five hundred years truth and justice have not been made.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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