CHI È LA PIÙ BRAVA DEL REAME?

Diletta Leotta Festival San Remo 2020         Rula Jebreal monologo Festival San Remo 2020

 

Una beatificata, l’altra massacrata. Da una parte la battagliera Rula Jebrael, dall’altra la vistosa Diletta Leotta. Il monologo della prima era straziante, ha ricevuto consensi da ogni parte. Ma c’è un ma …, il testo come era comprensibile, non era suo e a quanto pare non sono bastate nemmeno quattro mani. Dunque con tutto il rispetto, per la tragedia della madre, Rula che se la tira è venuta soprattutto come attrice. In linea con le foto complici con il produttore-stupratore Weinstein, quello del “Me too” e con la vicinanza con una cantante struprofilo invitato a Sanremo. Se fosse stata coerente avrebbe dovuto rifiutare di presentarsi su quel palco. Ma si sa che cosa non si farebbe per l’audience, soprattutto quella personale. E soprarutto fare pubblicamente i nomi degli autori del testo per il quale viene oggi osannata Come da calcolo preciso. Brava, ti sai gestire al meglio come donna-azienda.

Tutto il contrario per la giornalista sportiva Diletta Leotta. Il suo monologo, per la verità troppo lungo, era semplice, fresco anche se ruffiano (meno comunque di quello di Rula) e lei lo ha recitato senza sbagliare toni e parole. Diletta è andata sul dilettevole, dandosi persino della bona, ma insistendo troppo sugli insegnamenti della nonna in platea. In un Festival che vorrebbe esaltare la bella famiglia italiana. Anche quella allargata di Albano, che dopo le belle mogli sta promuovendo le figlie . Diletta a mio parere è risultata semplice, sincera, garbata. E se le donne possono indossare liberamente quello che vogliono, perché non dovrebbero cercare di diventare come vorrebbero? Diletta non sarà una paladina, si accontenta del suo essere donna. Forse troppo poco per questi tempi rovesciati di inizio millennio in cui lui diventa signorina mentre lei imbraccia il fucile.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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