QUESTO SANREMO INUTILMENTE “SPECIALE”

Non me ne vergogno. Sono fra quanti, fin bambino, seguono il Festival di Sanremo. Una delle poche manifestazioni italiane conosciute e seguite nel mondo. Come lo era una volta il Festival del cinema di Venezia.Che fu rovinato dalla contestazione. Per cui il primato passò a Cannes. Considero la kermesse una tradizione da non condannare snobisticamente. Ho seguito due volte la gara come inviato speciale del giornale. Un caravanserraglio che, miracolosamente, va in diretta senza inciampi. E veniamo a questa edizione “speciale”. Credevo in un super-record, perché la gente è costretta a stare a casa. Mi sono sbagliato. I motivi sono soprattutto dei responsabili. Il pre-festival inizia con un trio imbarazzante, due lei, una negata l’ altra patetica, più un lui inutile. Fiorello, tranne in qualche caso, è parso esagitato, sbiadito. Ha insistito nel fare il pagliaccio, coinvolgendo Amadeus, in duetti penosi. I “quadri” di Lauro sono presuntuosi e al limite del blasfemo. Da tempo le canzoni sono incomprensibili, assolutamente non orecchiabili. Al punto da fare rimpiangere “Papaveri e papere”. La melodia, l’ armonia si sono trasformate unicamente in un urlo strappa-corde-vocali. Vedi la vittoria dei Maneskin. Le filastrocche dei rapper hanno stufato. Al confronto Ermal Meta e Orietta Berti sembrano marziani. I tempi sono disperatamente lunghi. Eliminare l’ introduzione, dimezzare la scala, dove le donne sono costrette a scendere i gradini ad occhi bassi per non ruzzolare. Tagliare, tagliare. Ma sono soprattutto due i fenomeni di costume che mi hanno impressionato. Le italiane erano note e apprezzate per essere formose. Queste sono tutte una pialla. C’è un mutamento genetico in corso? La moda italiana era la più apprezzata nel mondo. Questi sono vestiti, tranne la finale, da grandi firme come peggio non si potrebbe. Ma si è sicuri di fare, di fronte alla platea internazionale un favore al Paese? L’ unica sorpresa è venuta da uno svedese: Ibrahimovic.

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Biografia dell'autore
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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