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LE FAKENEWS CONTRABBANDATE IN AMERICA CONTRO COLOMBO: IL VATICANO TACE

statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 3     statue Christopher Columbus park Museum District Houston    statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 4

 

Quello che riportiamo sotto è un esempio degli articoli purtroppo sommari, disinformati e scritti con la penna dell’ignoranza che circolano in America per condannare Colombo. Dove alcune verità si sommano ad un serie di fakenews vergognose. Alla luce di chi non ha studiato niente ed è incapace di contestualizzare gli eventi, preferendo seguire la corrente di una “moda” fatta di un fanatismo crescente. Quando due anni fa, in occasione del “Columbus day”, iniziarono le contestazioni e i primi attentati alle statue del navigatore fummo facili profeti asserendo che il “virus” sarebbe andato in crescendo. Il crescendo è andato oltre le previsioni, visto che ora anche la morte incresciosa e violenta di un nero trova in Colombo il suo bersaglio. Con idioti bianchi che si accaniscono con i piedi sul volto di un monumento divelto dal piedistallo e buttato per terra. Sono scene da veri selvaggi. Il governo italiano dovrebbe alzare la voce. Ma ancora di più dovrebbe farlo il Vaticano. Nella persona di un uomo “venuto dalla fine del mondo” nei confronti di un uomo andato alla fine del mondo per piantare la croce. Ma che i cristiani da vivi e da morti vengano perseguitati, pare che a papa Francesco non importi. Nemmeno nei confronti di qualcuno che due suoi grandi predecessori, come Pio IX e Leone XIII, avrebbero voluto santo. E che, guarda caso, nei momenti della disgrazia ed in morte indossò il saio francescano, quello del santo al quale Bergoglio dovrebbe ispirare il suo pontificato. O lo ignora o preferisce ignorarlo.

Ruggero Marino firma

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(CNN) - "Nel 1492, Colombo navigò nell'oceano blu".
Questa frase è stata quella che gli studenti americani hanno appreso a proposito di Cristoforo Colombo alla scuola elementare. Agli studenti viene insegnato che Colombo scoprì l'America attraversando l'Atlantico con le sue tre caravelle: La Niña, La Pinta e La Santa María. In onore dell'esploratore in ottobre pertanto si celebra una festività che porta il suo nome. Anche in America Latina viene celebrato un Columbus Day.
Ma l'uomo che è riuscito nell’ impresa della scoperta del Nuovo Mondo è diventato una figura controversa per il suo comportamento verso le comunità indigene e per il ruolo avuto nella violenta colonizzazione. Dozzine di città e stati, come il Minnesota, l'Alaska, il Vermont e l'Oregon, hanno già sostituito il Columbus Day con il giorno dei Popoli indigeni. Ora, in risposta alle proteste e alle polemiche in tutto il paese sulla disuguaglianza razziale, sono state demolite molte statue di Colombo in risposta alla crudeltà usata contro le popolazioni indigene.
Quindi quali sarebbero le colpe di Colombo visto adesso come un "tiranno" piuttosto che come eroe come ci è stato insegnato? " Dovremmo chiederci perché noi americani continuiamo a celebrare senza conoscere la vera storia dell’ eredità seguita a Colombo e perché in primo luogo è stata creata una festa", ha detto alla CNN Leo Killsback, cittadino della Cheyenne Nation del 2016 North e professore assistente di American Indian Studies presso la Arizona State University.
Non c'è dubbio che i viaggi di Colombo abbiano avuto "un innegabile impatto storico, scatenando la grande era dell'esplorazione nell'Atlantico, il commercio e infine la colonizzazione da parte degli europei", ha affermato lo storico David M. Perry.
Ma Colombo non fu il primo a scoprire il Nuovo Mondo. I popoli indigeni vivevano lì da secoli quando arrivò nel 1492 e Leif Eriksson e i Vichinghi erano già stati lì cinque secoli prima.
Asservì gli indigeni
Durante i suoi viaggi attraverso le isole dei Caraibi e le coste dell'America centrale e meridionale, il navigatore ha incontrato le popolazioni indigene che chiamò "indiani". Colombo e i suoi uomini schiavizzarono molti di questi nativi e li trattarono con estrema violenza e brutalità. Inoltre Colombo li costrinse a lavorare per arricchire la Spagna oltre ad inviare migliaia di "indiani" Taíno in Spagna per venderli come schiavi mentre molti morirono durante il viaggio. Gli indigeni che non venivano venduti come schiavi furono costretti a cercare l' oro nelle miniere e a lavorare nelle piantagioni.
Mentre era governatore di quella che ora è la Repubblica Dominicana , Colombo uccise molti nativi in ​​risposta alle ribellioni secondo la storia . com . Per evitare ulteriori insurrezioni fece sfilare i corpi per le strade.
Ha portato nuove malattie
Le società indigene in America "furono decimate a causa delle malattie importate dal Vecchio Mondo, quasi estinguendosi sotto il peso dell'epidemia". Così si è pronunciato Perry nel suo editoriale per la CNN.
La popolazione in particolare dei Taínos era del tutto indifesa rispetto a malattie come il vaiolo, il morbillo e l'influenza, che furono portati nell’ isola di Hispaniola in seguitoi allao sbarco di Colombo e dei suoi uomini. Nel 1492, c'erano circa 250.000 indigeni in Hispaniola, ma nel 1517 ne erano rimasti solo 14.000, secondo l'Oklahoma Medical Research Foundation (OMRF).
Alcuni storici ritengono che l'impatto dei coloni europei e degli schiavi africani nel Nuovo Mondo ha contribuito alla morte del 90% delle popolazioni indigene risultando più mortale della peste nera in Europa.
— Leah Asmelash, Holly Yan e Lauren M. Johnson della CNN hanno contribuito a questo rapporto.

 

¿Por qué Cristóbal Colón no fue el héroe del que aprendimos en la escuela?

(CNN) — “En 1492, Colón navegó el océano azul”.
Esa frase ha sido durante mucho tiempo con la que a los estudiantes estadounidenses les presentaron a Cristóbal Colón en la escuela primaria.
A los estudiantes se les enseña que Colón fue quien descubrió América, cruzando el Atlántico en sus tres barcos: La Niña, La Pinta y La Santa María. Inclusivo, en honor al explorador genovés se celebra un día feriado en octubre que, en Estados Unidos lleva su nombre. En América Latina se celebra el Día de la Raza, también en su honor.
Pero el hombre acreditado por descubrir el Nuevo Mundo ha sido considerado una figura polémica en la historia de Estados Unidos por su trato a las comunidades indígenas que encontró y por su papel en la colonización violenta.
Docenas de ciudades y estados, como Minnesota, Alaska, Vermont y Oregon, ya han reemplazado el Día de Colón con el Día de los Pueblos Indígenas.
Ahora, en respuesta a las protestas y conversaciones en todo el país en torno a la desigualdad racial, la gente ha estado derribando estatuas de Colón para dar a conocer la crueldad que trajo a los pueblos indígenas.
Entonces, ¿qué hizo realmente Colón y por qué se le etiqueta como “tirano” en lugar de como el héroe que nos enseñaron a creer?
“Deberíamos preguntarnos por qué nosotros, como estadounidenses, continuamos celebrándolo sin conocer la verdadera historia de su legado, y por qué se creó una fiesta en primer lugar”, le dijo a CNN, en 2016, Leo Killsback, ciudadano de la Nación Cheyenne del Norte y profesor asistente de American Indian Studies en la Universidad Estatal de Arizona.
No fue el primero en descubrir América.
No hay duda de que los viajes de Colón tuvieron un “impacto histórico innegable, lo que provocó la gran era de la exploración en el Atlántico, el comercio y, eventualmente, la colonización de los europeos”, dijo el historiador David M. Perry, quien escribió un artículo de opinión para CNN sobre el Día de Colón, en 2015.
Pero Colón no fue el primero en descubrir el Nuevo Mundo. Los pueblos indígenas habían estado viviendo allí durante siglos cuando llegó en 1492 y Leif Eriksson y los vikingos ya habían estado allí cinco siglos antes.
Esclavizó a los indígenas
Durante sus viajes a través de las islas del Caribe y las costas de América Central y del Sur, Colón se encontró con pueblos indígenas a quienes calificó como “indios”.
Colón y sus hombres esclavizaron a muchos de estos nativos y los trataron con extrema violencia y brutalidad, según History.com.
A lo largo de sus años en América, Colón obligó a los nativos a trabajar para tener ganancias. Más tarde, envió a miles de “indios” taínos a España para venderlos, y muchos de ellos murieron durante el viaje. Los nativos que no fueron vendidos como esclavos se vieron obligados a buscar oro en las minas y trabajar en las plantaciones.
Mientras era gobernador de lo que ahora es la República Dominicana, Colón mató a muchos nativos en respuesta a su revuelta, según History.com. Para evitar una mayor rebelión, hizo que los cadáveres desfilaran por las calles.
Trajo nuevas enfermedades
Las sociedades indígenas de América “fueron diezmadas por la exposición a las enfermedades del Viejo Mundo, desmoronándose bajo el peso de la epidemia”, escribió Perry en su artículo de opinión de CNN.
La población taína no era inmune a enfermedades como la viruela, el sarampión y la gripe, que fueron traídas a su isla de La Española por Colón y sus hombres. En 1492, había aproximadamente 250.000 indígenas en la Española, pero para 1517, solo quedaban 14.000, según la Fundación de Investigación Médica de Oklahoma (OMRF, por sus siglas en inglés).
Algunos historiadores creen que el impacto de los colonos europeos y africanos en el Nuevo Mundo posiblemente mató hasta el 90% de las poblaciones nativas y fue más mortal que la peste negra en la Europa medieval, dijo la OMRF.
— Leah Asmelash de CNN, Holly Yan y Lauren M. Johnson contribuyeron a este informe.

 

Why was Christopher Columbus not the hero we learned at school?

 

(CNN)"In 1492, Columbus sailed the ocean blue."
That rhyme has long been how American students were introduced to Christopher Columbus in elementary school.
Students are taught that Columbus is the one who discovered the Americas, sailing across the Atlantic in his three ships: The Niña, Pinta and Santa Maria. The Italian explorer is even celebrated every October during a federal holiday named after him.
But the man credited for discovering the "New World" has long been considered a contentious figure in US history for his treatment of the indigenous communities he encountered and for his role in the violent colonization at their expense.
Dozens of cities and states -- such as Minnesota, Alaska, Vermont and Oregon -- have already replaced Columbus Day with Indigenous People's Day.
Now, in response to the nationwide protests and conversation surrounding racial inequality, people have been tearing down statues of Columbus to bring awareness to the cruelty he brought upon indigenous people.
So what did Columbus really do and why is he being labeled as a "tyrant" rather than the hero we were taught to believe?
"We should question why we as Americans continue to celebrate him without knowing the true history of his legacy, and why a holiday was created in the first place," Dr. Leo Killsback, a citizen of the Northern Cheyenne Nation and assistant professor of American Indian Studies at Arizona State University, told CNN in 2016.
He wasn't the first to discover the Americas
There's no doubt that Columbus' voyages had an "undeniable historical impact, sparking the great age of Atlantic exploration, trade and eventually colonization by Europeans," according to historian David M. Perry, who wrote an op-ed for CNN about Columbus Day in 2015
Not everything you learned about Christopher Columbus is true
But Columbus wasn't the first to discover the New World. Indigenous people had been living there for centuries by the time he arrived in 1492 and Leif Eriksson and the Vikings beat him to it five centuries earlier.
He enslaved the natives
During his voyages through the Caribbean islands and the Central and South American coasts, Columbus came upon indigenous people that he labeled "Indians."
Columbus and his men enslaved many of these native people and treated them with extreme violence and brutality, according to History.com.
Throughout his years in the Americas, Columbus forced natives to work for the sake of profits. Later, he sent thousands of Taino "Indians" to Spain to be sold, and many of them died during the journey. The natives who weren't sold into slavery were forced to look for gold in mines and work on plantations.
While he was governor of what is now the Dominican Republic, Columbus killed many natives in response to their revolt, according to History.com. To prevent further rebellion, he would have the dead bodies paraded through the streets.
He brought new diseases
The indigenous societies of the Americas "were decimated by exposure to Old World diseases, crumbling under the weight of epidemic," Perry wrote in his CNN op-ed.
The Taino population weren't immune to diseases such as smallpox, measles and influenza, which were brought to their island of Hispaniola by Columbus and his men. In 1492, there were an estimated 250,000 indigenous people in Hispaniola, but by 1517, only 14,000 remained, according to the Oklahoma Medical Research Foundation.
Some historians believe that the impact of European and African settlers in the New World possibly killed as much as 90% of the native populations and was deadlier than the Black Death was in medieval Europe, OMRF said.
CNN's Leah Asmelash, Holly Yan and Lauren M. Johnson contributed to this report.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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