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VERGOGNOSA LA CAMPAGNA CONTRO STATUE E GIORNO DEDICATI A COLOMBO

 

CONTRO COLOMBO UN MOVIMENTO ANTICRISTIANO

statua Cristoforo Colombo decapitato a boston          statua Cristoforo Colombo decapitato

 

lettera Tra le tante statue prese di mira dall’isteria iconoclasta “antirazzista” del cosiddetto movimento BLM, la più gettonata sembra essere quella di Cristoforo Colombo.
In realtà la crociata politicamente corretta contro il celebre navigatore va avanti da anni. Una crociata portata avanti dai cosiddetti indigenisti, figliati nel mondo cattolico, vicini alla “teologia della Liberazione” che contestano aspramente la conquista spagnola dell’America latina definendola un genocidio, a cominciare dalla scoperta di Colombo.
In questi giorni il settimanale Tempi, ha intervistato la storica Angela Pellicciari, sulle statue abbattute dal movimento antirazzista americano. La Pellicciari ha recentemente pubblicato un libro, “Una Storia unica. Da Saragozza a Guadalupe” (Cantagalli 2019) un volume sulla Reconquista della Spagna e la conquista spagnola delle Americhe, dove ovviamente la figura di Colombo è centrale, naturalmente trattata senza censure né pregiudizi.
La storica innanzitutto invita a non guardare la storia con gli occhi del presente, occorre sempre contestualizzare i fatti del passato. Le categorie che vanno di moda oggi (sarebbe meglio dire il pensiero unico di oggi) sono diverse da quelle di trecento o quattrocento anni fa. «Rivisitare il passato cancellando le statue dei suoi protagonisti, togliere i loro nomi dalle strade, impedire che se ne parli all’università: sono pretese ideologiche. Non esistono giustificazioni scientifiche. Chiamiamo le cose con il loro nome: qui non si tratta di purificazione della memoria, stiamo assistendo a una rivoluzione».(«Cancellare Colombo? La storia non c’entra, questa è ideologia. E pure anticristiana». Intervista ad Angela Pellicciari, di Pietro Piccinini 6.7.2020, in Tempi.it)
Pellicciari spera che alla fine non si arrivi a una rivoluzione violenta, come quelle del passato, pensiamo al ’68, nato a Berkeley e da lì si diffuse in tutto il mondo. «So però come sono iniziati storicamente tanti movimenti violenti: nascono sempre in nome della giustizia e sfociano in rivoluzione, che è il tentativo di portare se stessi al potere. È innegabile però che negli Stati Uniti esista un problema di razzismo. Certo che il problema esiste. Osservo però che queste manifestazioni per i neri sono piene di bianchi. E mi chiedo: c’entra davvero il razzismo? Oppure la lotta al razzismo è una scusa per iniziare un movimento violento, magari sponsorizzato da qualche realtà impegnata politicamente contro la rielezione di Donald Trump a novembre?»
Nell’intervista la Pellicciare addentrandosi nella storia, fa una netta distinzione tra la storia degli Stati Uniti costruita dai calvinisti e dai massoni e quella del Sud America fatta dagli spagnoli.
«Isabella di Castiglia volle fin dall’inizio la propagazione della fede tra i popoli indigeni sudamericani, impedendo – impedendo letteralmente – la loro riduzione in schiavitù. Giunse a fare incarcerare Colombo e a togliergli tutto il potere che lei stessa gli aveva dato proprio per punire il commercio di uomini condotto dal navigatore genovese. Isabella non l’aveva mandato nel nuovo mondo per trafficare persone: lo aveva mandato laggiù – come disposto da papa Alessandro VI con la bolla Inter caetera – ad annunciare il Vangelo. Negli attuali Stati Uniti, invece, dove comandavano i calvinisti, fu il contrario: schiavismo e massacri avvennero davvero. E pensare che sono stati proprio inglesi e americani a inventare la leggenda nera sugli spagnoli sanguinari e imperialisti.».
Sulla scoperta, la conquista e l’evangelizzazione del Nuovo Mondo esiste uno straordinario studio dell’argentino Alberto Caturelli, “Il Nuovo Mondo riscoperto”, pubblicato dalle Edizioni Ares di Milano nel 1992. In una prossima occasione lo presenteremo per sviluppare meglio questa grande e suggestiva storia che ha visto protagonisti gli spagnoli e le popolazioni indigene.
Per capire meglio perchè i gruppi che ruotano intorno al BML, ce l’hanno con Colombo, occorre leggere l’intervista alla Pellicciari. «Con tutti i suoi limiti e peccati e deviazioni, partecipò all’evangelizzazione del continente, portando avanti con successo un progetto culturale grandioso e rischiosissimo. Per questo mi sembra evidente che oggi siamo davanti a un movimento rivoluzionario anticristiano». Del resto dello stesso parere è anche il cardinale sudafricano Wilfrid Napier, recentemente intervistato sul fenomeno del BLM, da LaNuovaBQ.it.
Ritornando alla Storia, la storica fa riferimento a Elisabetta I e a John Locke, che facevano commercio di schiavi, perchè dunque prendersela proprio con Colombo?
Certo anche Colombo era uno schiavista, ma per questo, fu punito. Dobbiamo però ammettere che Colombo, «nello stesso tempo compì un’impresa enorme favorendo l’evangelizzazione delle popolazioni indie, portandole fuori da un paganesimo di una crudeltà oggi inimmaginabile: alcuni di quei popoli facevano decine di migliaia di vittime ogni anno, estraendo i loro cuori perché il sole potesse nutrirsene. Autentiche barbarie».
Pertanto secondo la Pellicciari le campagne di odio contro le statue di Colombo e di san Junìpero Serra sono animate dallo stesso sentimento anticristiano, anche se il secondo fu un santo, il primo molto meno. Nell’intervista la storica dà alcune informazioni sulla straordinaria figura di san Junipero, il santo francescano preso di mira da Black Lives Matter in quanto “razzista”, vissuto duecento anni dopo Colombo. Sarebbe interessante soffermarsi sul frate che si fece centinaia di chilometri a piedi, o a dorso di mulo, per poter battezzare e cresimare.
Tra l’altro non è un caso se al Congresso di Washington una delle due statue che rappresentano la California riproduce proprio questo missionario. Non poteva essere diverso: Junípero Serra fu un grande inventore. Ancora oggi l’unica attrattiva storico-artistica di valore esistente in California è il Camino Real realizzato dal santo francescano: una strada che percorre la costa statale da nord a sud, punteggiata da 21 conventi fortificati. Senza dimenticare certi nomi di città: San Francisco, Los Angeles, Santa Monica, Santa Barbara, San Diego.
Il passato è stato sempre nemico dei progetti rivoluzionari. E’ una costante storica.
Lo ha scritto magistralmente François Furet a proposito della Rivoluzione francese: «i rivoluzionari puntano al futuro perché il passato non è il loro, mentre nel futuro al centro del mondo ci saranno loro e il loro potere sconfinato».
A conclusione dell’intervista, Piccinini, conoscendo gli studi critici sul Risorgimento della Pellicciari, provocatoriamente introduce l’argomento.Visto come è stata fatta la cosiddetta Rivoluzione italiana, dai vari e mitizzati “padri della Patria”, Garibaldi, Cavour, Mazzini, Vittorio Emanuele. “Che facciamo? Li demoliamo tutti?”. La Pellicciari risponde: «Non ci vuole una rivoluzione, ci vuole un’educazione. Ci vuole cultura! Il contrario dell’ideologia che si nasconde dietro parole d’ordine come giustizia, libertà, progresso, uguaglianza. Per smascherare la menzogna, basta osservare come si traducono gli slogan nei fatti: è giustizia vandalizzare una statua o appiccare il fuoco a una chiesa?».

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LA SINISTRA ACCUSA COLOMBO E IGNORA RAZZISMO E STRAGI DEI SUOI IDEOLOGI

Marx Engels portrait          statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 2

 

LA SINISTRA ANTAGONISTA HA FATTO IN AMERICA DI CRISTOFORO COLOMBO IL SIMBOLO DI OGNI VIOLENZA, NON CONOSCENDO MINIMAMENTE LO SPESSORE MORALE DEL NAVIGATORE. ORMAI E’ UNA VALANGA INARRESTABILE DI FANATISMO, IDIOZIA ED IGNORANZA. IN UN ATTACCO PREMEDITATO ALL’ OCCIDENTE E ALLA CHIESA. MENTRE SI FINGE DI IGNORARE L’ OLOCAUSTO PERPETRATO DAI REGIMI COMUNISTI, I CUI IDEOLOGI ERANO PROFONDAMENTE RAZZISTI. UN REGALO ALLA CINA E ALL’ ISLAM. I TEMPI Più BUI DELLA STORIA SONO COMINCIATI SEMPRE DAL CRESCERE DI MOVIMENTI ICONOCLASTI. CHI NE HA IL POTERE, ANCHE SE IN RITARDO, SI MUOVA PER ARGINARE QUESTA DERIVA PERICOLOSA PER I VALORI DEL PASSATO, MA SOPRATTUTTO DEL PRESENTE. INDUGIARE O SOTTOVALUTARE POTREBBE EQUIVALERE AD UN “HARAKIRI”. A QUESTO PROPOSITO RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE ARTICOLO

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Le proteste antirazziali in varie parti del mondo per la morte di George Floyd, avvenuta il 25 maggio a Minneapolis (Minnesota, Stati Uniti), hanno portato al vandalismo di simboli storici. Ciò è accaduto con i monumenti a Cristoforo Colombo e non solo. Ma non con personaggi come Karl Marx, padre del comunismo nonostante avesse sostenuto il razzismo.
Marx appoggiò la schiavitù nera negli Stati Uniti e dichiarò: “Far scomparire la schiavitù sarebbe cancellare il Nord America dalla mappa del mondo. La schiavitù è una categoria economica ed è per questo che è stata osservata in ogni nazione da quando il mondo è mondo ”. Lo afferma Marx a Paul Annenkov in una lettera del 28 dicembre 1846. Gli insegnamenti di Marx hanno portato al più grande genocidio conosciuto della storia, come è stato quello dei regimi comunisti (dal 1917 ad oggi), dove sono stati assassinati più di centoquaranta milioni di esseri umani.
Va anche ricordato che Federico Engels condivideva gran parte della filosofia razziale di Marx. Nel 1887, scrivendo di Paul Lafargue (genero cubano di Marx), affermò "essere nero, un passo più vicino al regno animale che al resto di noi".  Engels era il compagno di Marx nella visione di un comunismo universale permeando il carattere razzista di questa dottrina dalle sue origini.
D'altra parte, il disprezzo di Marx per l'America Latina oltraggia anche il liberatore Bolivar in una biografia pubblicata nel 1858 nella quale offende il popolo messicano con le seguenti parole: “È forse un peccato che la magnifica California non sia stata presa dai pigri messicani che non sapevano che farsene?” I latinoamericani che seguono apertamente o segretamente i dogmi marxisti debbono essere masochisti e ignoranti. Tuttavia, per la morte dell'intelligenza nella regione, ancora oggi in molti paesi dell’ America latina ci sono partiti comunisti che riducono i nostri popoli nella schiavitù politica, il cui modello è quello di Cuba, Venezuela e Nicaragua.
Non si comprendono a questo punto i vandalismi e le accuse a Cristoforo Colombo, di fronte al rispetto per il signor Marx, un razzista indiscusso.

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Las protestas antirraciales en varias partes del mundo por la muerte de George Floyd, ocurrida el 25 de mayo en Mineápolis (Minnesota, Estados Unidos), han llevado a la vandalización de símbolos históricos. Así ha ocurrido con los monumentos a Cristóbal Colón, quien no conoció la esclavitud de los negros en América, ya que fueron traídos desde África muchos años después, pero no con personajes como Karl Marx, padre del comunismo totalitario, que, a pesar de haber hecho apología al racismo, no ha sido repudiado porque la historia ha sido injusta.
En julio de 1862, en una carta dirigida a Federico Engels, refiriéndose a su rival político Ferdinand Lasalle, Marx llegó a afirmar lo siguiente: “Para mí está completamente claro ahora, como lo prueba la forma de su cráneo y su pelo, que desciende de los negros de Egipto, suponiendo que su madre o su abuela no se mezclaron con la negrada. Esta unión de judaísmo y germanismo sobre una base negra tiene que producir un producto peculiar. La perturbación del colega es asimétrica, propia de la negrada”.
Frente a esas palabras, más ante la presente situación de Colombia, tenemos que decir que, antes de pronunciarse sobre las reivindicaciones de las negritudes, los seguidores del esperpento marxista primero deberían renegar de la estafa comunista, porque no es posible seguir a un “maestro” que se refiere en esos términos a un grupo humano tan respetable. No obstante, el mensaje también debe focalizarse para los idiotas útiles del comunismo y por supuesto para los otros mamertos que se disfrazan con diferentes partidos y movimientos, dado que saben que si se muestran como son no pueden engañar a la ciudadanía.
Y eso no es todo. Marx apoyó la esclavitud de los negros en Estados Unidos, de hecho afirmó: “Hacer desaparecer la esclavitud equivaldría a borrar a Norteamérica del mapa del mundo. La esclavitud es una categoría económica y por eso se observa en cada nación desde que el mundo es mundo”. Esto se lo dice Marx a Paul Annenkov en una carta del 28 de diciembre de 1846. Semejantes palabras inhumanas tienen que ser rechazadas sin atenuantes, no solo por su carácter racista, sino porque las enseñanzas de Marx propiciaron el genocidio más grande conocido en la historia, como ha sido el de los regímenes comunistas (desde 1917 hasta nuestros días), en donde han sido asesinados más de ciento cuarenta millones de seres humanos (dentro de los que desde luego están los crímenes de las bandas armadas de Farc y el Eln).
Acá cabe anotar también que Federico Engels compartió gran parte de la filosofía racial de Marx. Incluso, en 1887, escribiendo sobre Paul Lafargue (yerno cubano de Marx), afirmó “un octavo o doceavo de sangre de negrazo” y agregó “al estar en su calidad de negro, un paso más cerca del reino animal que del resto de nosotros”. Hay que recordar que Engels fue el compañero de Marx en su empresa del comunismo totalitario, en consecuencia, el carácter racista de esa doctrina lo tiene impregnado desde sus orígenes.
Por otro lado, tampoco se puede pasar por alto el desprecio que Marx tenía hacia Latinoamérica, no solo ultrajando al libertador Bolívar en una biografía publicada en 1858, sino también ofendiendo al pueblo mexicano con las siguientes palabras: “¿Es acaso infortunado que la magnífica California fuera quitada a los vagos mexicanos que no sabían qué hacer con ella?". En atención a lo cual un latinoamericano que siga abierta o soterradamente los dogmas marxistas tiene que ser muy masoquista y testarudo.
Sin embargo, para tristeza de la inteligencia de la región, en casi todos los países hay partidos comunistas, con la ñapa de que además existen varios grupos marxistas camuflados que llegan a afirmar para despistar a los cándidos “que el comunismo no existe”, aunque siguen con sus intenciones totalitarias para llevar a nuestros pueblos a la esclavitud política, cuyo modelo es el de Cuba, Venezuela y Nicaragua.
Por lo dicho anteriormente, no se entiende bajo qué parámetros se vandalizan y se tumban las estatuas e iconos en homenaje a Cristóbal Colón, mientras que el respeto supersticioso por el señor Marx, un racista sin discusión, sigue incólume, como si los fetiches del materialismo histórico y la inevitabilidad todavía fueran intocables. Además, no solo Colón ha sido vandalizado, sino también Miguel de Cervantes Saavedra... Eso sin contar con que en algunas universidades de muchos pergaminos se han vetado cátedras de personajes que supuestamente eran racistas, pero no las del señor Marx.
En fin, los asaltos a símbolos de figuras históricas a los que no se les conoció el racismo deberían de tener una explicación lógica, en vista de que toda la situación de sabotaje desde el asesinato de George Floyd se enfoca en contra de la cultura occidental y no en un rechazo a las posiciones racistas como las que esbozaba Karl Marx. Acá hay que subrayar que uno de los máximos exponentes del marxismo cultural, Antonio Gramsci, dijo: “La conquista del poder cultural es previa a la conquista del poder político”. Es decir, según el comunista italiano, es necesario infiltrar a todos los medios de comunicación, expresión y universidades...
Así queda claro que es injusto ser iconoclasta ante Cristóbal Colón, pero mirar para otro lado en lo referente a Marx, a quien le rinden homenajes con estatuas, pinturas, cuadros y demás; llamando poderosamente la atención que en algunos sindicatos en Colombia todavía conservan los cuadros del señor Marx y de Engels, olvidándose de la condición racista de esos dos señores.

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FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE: NESSUNO TOCCHI COLOMBO!

protestors monument Confederate Stonewall Jackson Richmond Virginia USA          manumenti Cristoforo Colombo distrutti protesta USA 2020

 

La furia iconoclasta degli idioti persevera diabolicamente continuando nell’ ignoranza assoluta a stuprare la verità storica a proprio uso e consumo. Non si può assistere impotenti ad un evidente disegno politico, che vuole criminalizzare l’ Occidente. Per fortuna qualcosa si muove anche se, in vista delle elezioni, i pretendenti stanno cercando strumentalmente di guadagnarsi il consenso degli italo-americani. Lascia trasecolare invece il silenzio assoluto della Chiesa di Roma, con papa Francesco in prima persona. A contribuire alla “damnatio memoriae” di Innocenzo VIII, il papa “sponsor di Colombo e forse persino padre fu il famigerato Borgia. Papa Francesco nei confronti di un Colombo, che indossava il saio francescano, vuole emulare il Borgia affinché si perpetui la menzogna? Lui che si appella alla verità? (Nelle foto una statua di Colombo abbattuta come se fosse Saddam Hussein, si vergognino gli  idioti che saltano ed applaudono come scimmie. L’ essere umano è in piena regressione, gli ominidi stanno tornando.

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato questo venerdì (26.06.2020) un ordine per proteggere i monumenti e le statue dopo che erano stati oggetto di attacchi nel mezzo delle proteste razziali nel paese e che prevede la prigione"per i responsabili. Minacciando punizioni fino a 10 anni di prigione. Nel frattempo, le autorità della città di Newark, nello stato del New Jersey, hanno ritirato una statua di Cristoforo Colombo, considerandola un "simbolo di oppressione e suprematismo bianco" come nella città di Camden, nella stessa regione.

"In accordo con il movimento per rimuovere i simboli di oppressione e supremazia bianca, abbiamo deciso di rimuovere la statua di Cristoforo Colombo da Washington Park", ha detto il sindaco di Newark Ras Baraka sul suo account Twitter.

Anche candidato presidenziale democratico Joe Biden ha dichiarato di sostenere la protezione del governo di difendere alcune statue , tra cui quelle di George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti e Thomas Jefferson, che avevano a loro volta schiavi.

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 “Nessuno tocchi Cristoforo Colombo, dovrà vedersela, in caso contrario, con la folta comunità italiana di Philadelphia, protagonista di un sit in pacifico che ha mobilitato associazioni, comunità, club tricolori. Mentre l’ avvocato Josepf Quintino Mirarchi ha deciso di chiamare in causa il sindaco di Filadelfia. A farsi portavoce “delle migliaia di italiani che hanno contribuito, con il loro lavoro, con umiltà, con intraprendenza, con sacrificio, con il senso del bello e la genialità italica, a fare grande l’America”, è Umdi, Un mondo di italiani, quotidiano internazionale fondato da Mina Cappussi. La mobilitazione è condivisa e sostenuta da un’altra importante organizzazione, la Filitalia International e Foundation, che ha fondato a Philadelphia il Museo dell’Immigrazione Italiana, e dalla sua presidente, Paula Bonavitacola con il presidente onorario e fondatore Pasquale Nestico e il senatore Amato Berardi.

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A Chicago il Ctim guidato da Carlo Vaniglia e Frank Di Piero, assieme a Michelangelo Giampaoli e a  Joe Esposito della ( LICNA) little Italy Chicago Neighborhood Association, con circa una sessantina di partecipanti  hanno deciso di pulire e fare qualche riparazione al monumento danneggiato. Poi hanno manifestato, in maniera pacifica, per esprimere al pubblico ed ai media televisivi il loro senso di apparteneza alla cultura italiana, alla storia e a quei monumenti voluti e messi in piedi dalla Comunita' Italiana di oltre 50 anni fa, presso l'Arrigo Park, tra Loomis e Polk Street nel cuore della vecchia Little Italy di Chicago.
Il Delegato del CTIM a Chicago Carlo Vaniglia ha voluto esprimere con fierezza l'attaccamento a Colombo, uno dei principali simboli italiani, che con il Columbus day rappresenta nel mese di Ottobre l'unica festivita` dedicata alla collettivita' Italo Americana.

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Il sindaco di Genova Marco Bucci a sua volta ha scelto di intervenire sulla questione con un post su Facebook: “Leggo in questi giorni di statue dedicate a Cristoforo Colombo che, negli Stati Uniti, vengono incendiate, imbrattate, divelte o decapitate. Persone che lo additano come assassino e razzista.
Già un paio di anni fa, intervenendo su fatti analoghi, parlai di Cristoforo Colombo come di un’autentica risorsa per la civiltà europea e poi per quella americana, un leader coraggioso che ha compiuto con successo quello che tanti altri avrebbero voluto fare”.

“Da Genovesi, e da Italiani, restiamo orgogliosi di questa grande figura che rappresenta la nostra cultura mediterranea, il nostro spirito di avventura, la nostra la voglia di lottare per un mondo nuovo e speriamo migliore”, conclude il sindaco.

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Anche l’ onorevole La Russa di Fratelli d’ Italia è intervenuto affermando che le marce di protesta diventano solo scuse per rapine e razzie durante le quali si sono insinuate delle pericolose falangi armate che vogliono riscrivere la storia e cancellare la presenza di grandi uomini del passato come Colombo, o Churchill, le cui statue sono state abbattute dalla furia revisionista della sinistra antagonista. Stessa furia che costringe anche colossi come HBO a rivedere le loro cineteca per cancellare un capolavoro come Via col vento, e la stessa furia cieca che oggi pretende che a Milano sia rimossa la statua di un gigante del giornalismo come Montanelli.

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LE FAKENEWS CONTRABBANDATE IN AMERICA CONTRO COLOMBO: IL VATICANO TACE

statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 3     statue Christopher Columbus park Museum District Houston    statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 4

 

Quello che riportiamo sotto è un esempio degli articoli purtroppo sommari, disinformati e scritti con la penna dell’ignoranza che circolano in America per condannare Colombo. Dove alcune verità si sommano ad un serie di fakenews vergognose. Alla luce di chi non ha studiato niente ed è incapace di contestualizzare gli eventi, preferendo seguire la corrente di una “moda” fatta di un fanatismo crescente. Quando due anni fa, in occasione del “Columbus day”, iniziarono le contestazioni e i primi attentati alle statue del navigatore fummo facili profeti asserendo che il “virus” sarebbe andato in crescendo. Il crescendo è andato oltre le previsioni, visto che ora anche la morte incresciosa e violenta di un nero trova in Colombo il suo bersaglio. Con idioti bianchi che si accaniscono con i piedi sul volto di un monumento divelto dal piedistallo e buttato per terra. Sono scene da veri selvaggi. Il governo italiano dovrebbe alzare la voce. Ma ancora di più dovrebbe farlo il Vaticano. Nella persona di un uomo “venuto dalla fine del mondo” nei confronti di un uomo andato alla fine del mondo per piantare la croce. Ma che i cristiani da vivi e da morti vengano perseguitati, pare che a papa Francesco non importi. Nemmeno nei confronti di qualcuno che due suoi grandi predecessori, come Pio IX e Leone XIII, avrebbero voluto santo. E che, guarda caso, nei momenti della disgrazia ed in morte indossò il saio francescano, quello del santo al quale Bergoglio dovrebbe ispirare il suo pontificato. O lo ignora o preferisce ignorarlo.

Ruggero Marino firma

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(CNN) - "Nel 1492, Colombo navigò nell'oceano blu".
Questa frase è stata quella che gli studenti americani hanno appreso a proposito di Cristoforo Colombo alla scuola elementare. Agli studenti viene insegnato che Colombo scoprì l'America attraversando l'Atlantico con le sue tre caravelle: La Niña, La Pinta e La Santa María. In onore dell'esploratore in ottobre pertanto si celebra una festività che porta il suo nome. Anche in America Latina viene celebrato un Columbus Day.
Ma l'uomo che è riuscito nell’ impresa della scoperta del Nuovo Mondo è diventato una figura controversa per il suo comportamento verso le comunità indigene e per il ruolo avuto nella violenta colonizzazione. Dozzine di città e stati, come il Minnesota, l'Alaska, il Vermont e l'Oregon, hanno già sostituito il Columbus Day con il giorno dei Popoli indigeni. Ora, in risposta alle proteste e alle polemiche in tutto il paese sulla disuguaglianza razziale, sono state demolite molte statue di Colombo in risposta alla crudeltà usata contro le popolazioni indigene.
Quindi quali sarebbero le colpe di Colombo visto adesso come un "tiranno" piuttosto che come eroe come ci è stato insegnato? " Dovremmo chiederci perché noi americani continuiamo a celebrare senza conoscere la vera storia dell’ eredità seguita a Colombo e perché in primo luogo è stata creata una festa", ha detto alla CNN Leo Killsback, cittadino della Cheyenne Nation del 2016 North e professore assistente di American Indian Studies presso la Arizona State University.
Non c'è dubbio che i viaggi di Colombo abbiano avuto "un innegabile impatto storico, scatenando la grande era dell'esplorazione nell'Atlantico, il commercio e infine la colonizzazione da parte degli europei", ha affermato lo storico David M. Perry.
Ma Colombo non fu il primo a scoprire il Nuovo Mondo. I popoli indigeni vivevano lì da secoli quando arrivò nel 1492 e Leif Eriksson e i Vichinghi erano già stati lì cinque secoli prima.
Asservì gli indigeni
Durante i suoi viaggi attraverso le isole dei Caraibi e le coste dell'America centrale e meridionale, il navigatore ha incontrato le popolazioni indigene che chiamò "indiani". Colombo e i suoi uomini schiavizzarono molti di questi nativi e li trattarono con estrema violenza e brutalità. Inoltre Colombo li costrinse a lavorare per arricchire la Spagna oltre ad inviare migliaia di "indiani" Taíno in Spagna per venderli come schiavi mentre molti morirono durante il viaggio. Gli indigeni che non venivano venduti come schiavi furono costretti a cercare l' oro nelle miniere e a lavorare nelle piantagioni.
Mentre era governatore di quella che ora è la Repubblica Dominicana , Colombo uccise molti nativi in ​​risposta alle ribellioni secondo la storia . com . Per evitare ulteriori insurrezioni fece sfilare i corpi per le strade.
Ha portato nuove malattie
Le società indigene in America "furono decimate a causa delle malattie importate dal Vecchio Mondo, quasi estinguendosi sotto il peso dell'epidemia". Così si è pronunciato Perry nel suo editoriale per la CNN.
La popolazione in particolare dei Taínos era del tutto indifesa rispetto a malattie come il vaiolo, il morbillo e l'influenza, che furono portati nell’ isola di Hispaniola in seguitoi allao sbarco di Colombo e dei suoi uomini. Nel 1492, c'erano circa 250.000 indigeni in Hispaniola, ma nel 1517 ne erano rimasti solo 14.000, secondo l'Oklahoma Medical Research Foundation (OMRF).
Alcuni storici ritengono che l'impatto dei coloni europei e degli schiavi africani nel Nuovo Mondo ha contribuito alla morte del 90% delle popolazioni indigene risultando più mortale della peste nera in Europa.
— Leah Asmelash, Holly Yan e Lauren M. Johnson della CNN hanno contribuito a questo rapporto.

 

¿Por qué Cristóbal Colón no fue el héroe del que aprendimos en la escuela?

(CNN) — “En 1492, Colón navegó el océano azul”.
Esa frase ha sido durante mucho tiempo con la que a los estudiantes estadounidenses les presentaron a Cristóbal Colón en la escuela primaria.
A los estudiantes se les enseña que Colón fue quien descubrió América, cruzando el Atlántico en sus tres barcos: La Niña, La Pinta y La Santa María. Inclusivo, en honor al explorador genovés se celebra un día feriado en octubre que, en Estados Unidos lleva su nombre. En América Latina se celebra el Día de la Raza, también en su honor.
Pero el hombre acreditado por descubrir el Nuevo Mundo ha sido considerado una figura polémica en la historia de Estados Unidos por su trato a las comunidades indígenas que encontró y por su papel en la colonización violenta.
Docenas de ciudades y estados, como Minnesota, Alaska, Vermont y Oregon, ya han reemplazado el Día de Colón con el Día de los Pueblos Indígenas.
Ahora, en respuesta a las protestas y conversaciones en todo el país en torno a la desigualdad racial, la gente ha estado derribando estatuas de Colón para dar a conocer la crueldad que trajo a los pueblos indígenas.
Entonces, ¿qué hizo realmente Colón y por qué se le etiqueta como “tirano” en lugar de como el héroe que nos enseñaron a creer?
“Deberíamos preguntarnos por qué nosotros, como estadounidenses, continuamos celebrándolo sin conocer la verdadera historia de su legado, y por qué se creó una fiesta en primer lugar”, le dijo a CNN, en 2016, Leo Killsback, ciudadano de la Nación Cheyenne del Norte y profesor asistente de American Indian Studies en la Universidad Estatal de Arizona.
No fue el primero en descubrir América.
No hay duda de que los viajes de Colón tuvieron un “impacto histórico innegable, lo que provocó la gran era de la exploración en el Atlántico, el comercio y, eventualmente, la colonización de los europeos”, dijo el historiador David M. Perry, quien escribió un artículo de opinión para CNN sobre el Día de Colón, en 2015.
Pero Colón no fue el primero en descubrir el Nuevo Mundo. Los pueblos indígenas habían estado viviendo allí durante siglos cuando llegó en 1492 y Leif Eriksson y los vikingos ya habían estado allí cinco siglos antes.
Esclavizó a los indígenas
Durante sus viajes a través de las islas del Caribe y las costas de América Central y del Sur, Colón se encontró con pueblos indígenas a quienes calificó como “indios”.
Colón y sus hombres esclavizaron a muchos de estos nativos y los trataron con extrema violencia y brutalidad, según History.com.
A lo largo de sus años en América, Colón obligó a los nativos a trabajar para tener ganancias. Más tarde, envió a miles de “indios” taínos a España para venderlos, y muchos de ellos murieron durante el viaje. Los nativos que no fueron vendidos como esclavos se vieron obligados a buscar oro en las minas y trabajar en las plantaciones.
Mientras era gobernador de lo que ahora es la República Dominicana, Colón mató a muchos nativos en respuesta a su revuelta, según History.com. Para evitar una mayor rebelión, hizo que los cadáveres desfilaran por las calles.
Trajo nuevas enfermedades
Las sociedades indígenas de América “fueron diezmadas por la exposición a las enfermedades del Viejo Mundo, desmoronándose bajo el peso de la epidemia”, escribió Perry en su artículo de opinión de CNN.
La población taína no era inmune a enfermedades como la viruela, el sarampión y la gripe, que fueron traídas a su isla de La Española por Colón y sus hombres. En 1492, había aproximadamente 250.000 indígenas en la Española, pero para 1517, solo quedaban 14.000, según la Fundación de Investigación Médica de Oklahoma (OMRF, por sus siglas en inglés).
Algunos historiadores creen que el impacto de los colonos europeos y africanos en el Nuevo Mundo posiblemente mató hasta el 90% de las poblaciones nativas y fue más mortal que la peste negra en la Europa medieval, dijo la OMRF.
— Leah Asmelash de CNN, Holly Yan y Lauren M. Johnson contribuyeron a este informe.

 

Why was Christopher Columbus not the hero we learned at school?

 

(CNN)"In 1492, Columbus sailed the ocean blue."
That rhyme has long been how American students were introduced to Christopher Columbus in elementary school.
Students are taught that Columbus is the one who discovered the Americas, sailing across the Atlantic in his three ships: The Niña, Pinta and Santa Maria. The Italian explorer is even celebrated every October during a federal holiday named after him.
But the man credited for discovering the "New World" has long been considered a contentious figure in US history for his treatment of the indigenous communities he encountered and for his role in the violent colonization at their expense.
Dozens of cities and states -- such as Minnesota, Alaska, Vermont and Oregon -- have already replaced Columbus Day with Indigenous People's Day.
Now, in response to the nationwide protests and conversation surrounding racial inequality, people have been tearing down statues of Columbus to bring awareness to the cruelty he brought upon indigenous people.
So what did Columbus really do and why is he being labeled as a "tyrant" rather than the hero we were taught to believe?
"We should question why we as Americans continue to celebrate him without knowing the true history of his legacy, and why a holiday was created in the first place," Dr. Leo Killsback, a citizen of the Northern Cheyenne Nation and assistant professor of American Indian Studies at Arizona State University, told CNN in 2016.
He wasn't the first to discover the Americas
There's no doubt that Columbus' voyages had an "undeniable historical impact, sparking the great age of Atlantic exploration, trade and eventually colonization by Europeans," according to historian David M. Perry, who wrote an op-ed for CNN about Columbus Day in 2015
Not everything you learned about Christopher Columbus is true
But Columbus wasn't the first to discover the New World. Indigenous people had been living there for centuries by the time he arrived in 1492 and Leif Eriksson and the Vikings beat him to it five centuries earlier.
He enslaved the natives
During his voyages through the Caribbean islands and the Central and South American coasts, Columbus came upon indigenous people that he labeled "Indians."
Columbus and his men enslaved many of these native people and treated them with extreme violence and brutality, according to History.com.
Throughout his years in the Americas, Columbus forced natives to work for the sake of profits. Later, he sent thousands of Taino "Indians" to Spain to be sold, and many of them died during the journey. The natives who weren't sold into slavery were forced to look for gold in mines and work on plantations.
While he was governor of what is now the Dominican Republic, Columbus killed many natives in response to their revolt, according to History.com. To prevent further rebellion, he would have the dead bodies paraded through the streets.
He brought new diseases
The indigenous societies of the Americas "were decimated by exposure to Old World diseases, crumbling under the weight of epidemic," Perry wrote in his CNN op-ed.
The Taino population weren't immune to diseases such as smallpox, measles and influenza, which were brought to their island of Hispaniola by Columbus and his men. In 1492, there were an estimated 250,000 indigenous people in Hispaniola, but by 1517, only 14,000 remained, according to the Oklahoma Medical Research Foundation.
Some historians believe that the impact of European and African settlers in the New World possibly killed as much as 90% of the native populations and was deadlier than the Black Death was in medieval Europe, OMRF said.
CNN's Leah Asmelash, Holly Yan and Lauren M. Johnson contributed to this report.

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CON IL MITRA A DIFESA DI COLOMBO IN AMERICA

Cristoforo Colombo statua Philadelphia Marconi Plaza protezione armata 0          Cristoforo Colombo statua Philadelphia Marconi Plaza protezione armata 1

 

Qualcosa in America si muove non nella maniera giusta, ma all’americana. A mali estremi estremi rimedi. La colonia calabrese sta prendendo posizione contro le manifestazioni vergognose, che vedono lordare e abbattere le statue di Colombo. A questo scopo hanno messo a Filadelfia un giovane con tanto di mitra a guardia di un monumento eretto in memoria del navigatore. Un deterrente che probabilmente funzionerà, ma è il colmo che per fronteggiare l’ignoranza imperante si debba rispolverare l’atmosfera western. Se si studiasse di più, se si contestualizzasse ogni azione nel suo momento storico ci si accorgerebbe di quanto si stia commettendo un vero e proprio crimine nei confronti di un uomo che ha piantato la croce e salvato l’ Occidente dall’ Islam e dal comunismo alla Mao. Senza Colombo l’America sarebbe musulmana o sotto la dittatura cinese. Ma gli idioti che manifestano questo non lo sanno.

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LO SCEMPIO CONTRO COLOMBO CONTINUA. CHE FA BERGOGLIO?

statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 1         statua Cristoforo Colombo abbattuta St Paul Minnesota 2

 

statua Cristoforo Colombo Boston decapitata 1          statue Christopher Columbus Byrd park Richmond vandalized          statua Cristoforo Colombo Boston decapitata 2

 

Lo scempio continua, tutto quello che di male può accadere in America purtroppo trova in Colombo il responsabile indiretto. Gli indios, che sono in genere molto cattolici, dovrebbero leggere le parole di Pio IX e Leone XIII, che hanno cercato di fare santo Colombo. Quando iniziò questo vergognoso festival dell’ignoranza, che guarda caso definimmo un virus, fummo facili profeti: non si sarebbe fermato. Ma pensavamo si limitasse ai giorni della scoperta dell’ America. Sfortunatamente non è stato così, ora anche l’assassinio di Henry Floyd diventa la scintilla per ulteriori crimini contro l’intelligenza e la verità. A Boston, in Virginia e altrove di nuovo è la sagra dell’idiozia permanente: statue decapitate, gettate in un lago …
IO MI DOMANDO QUANDO L’ITALIA SPENDERÀ UNA PAROLA NEI CONFRONTI DI UN UOMO CHE HA RADDOPPIATO IL MONDO E CHE CONSIDERA SUO CITTADINO. QUANDO ANCORA DI Più IL PAPA DEI DISEREDATI, IL BERGOGLIO DETTO FRANCESCO, SI RIBELLERA’ PER UN EROE CHE LA CHIESA CONSIDERA SUO E PER UNA SCOPERTA CHE FU FRUTTO DELL’ IDEAZIONE E DEL FINANZIAMWENTO DEL PAPATO. VERGOGNA! DISATTENTI, SUPERFICIALI, IGNAVI E A LORO VOLTA IGNORANTI? O DIETRO QUESTO MOVIMENTO APPARENTEMENTE INCONTROLLATO C’è UNA PRECISA REGIA?

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ORA COLOMBO È L’ASSASSINO PERSINO DI GEORGE FLOYD

Christopher Columbus Boston statue 2           Christopher Columbus monument hands blood

 

Le proteste innescate dall'omicidio di George Floyd scuotono gli Stati Uniti da una costa all'altra e, oltre a scontri e a saccheggi, hanno anche generato attacchi a monumenti come quello eretto in onore di Cristoforo Colombo a Boston (Massachusetts). La statua è stata lordata di vernice rossa e dalla scritta "Black Lives Matter", lo slogan delle proteste che hanno avuto origine nel 2013. Slogan che è tornato a essere di attualità contro il razzismo negli Stati Uniti.
Non è stato l'unico monumento ad essere stato coinvolto nella protesta. La statua di fronte alla stazione di polizia di Salt Lake City (Utah) con il motto "Servire e proteggere", che è generalmente il motto della polizia in tutti gli Stati Uniti, è stata a sua volta sporcata con vernice rossa per testimoniare il sangue delle vittime sulle mani degli agenti.

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L’ignoranza negli stati Uniti ormai ha il totale sopravvento sulla verità storica. Ora Cristoforo Colombo deve scontare persino l’ assassinio di George Floyd, un atto criminale perpetrato da un agente di polizia ai nostri giorni. Quando finirà questa insulsa e vergognosa campagna di odio contro un uomo di fronte al quale l’ umanità dovrebbe inchinarsi?

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NEL TRIONFO DELL’IGNORANZA “AMERICA FIRST”

Christopher Columbus statues vandalized          Columbus statue providence

 

Continua negli Stati Uniti sempre più virulento il virus contro Cristoforo Colombo. Gli idioti non sanno che se non fosse arrivato il cristiano sarebbero giunti, con una conquista ancora più cruenta, o i musulmani o i Cinesi. Per cui oggi gli americani o agiterebbero il libretto rosso di Mao o si inginocchierebbero verso la Mecca.

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ANCHE SAN FRANCISCO CANCELLA IL COLUMBUS DAY

statue Christopher Columbus San Francisco           statue Christopher Columbus Buenos Aires

 

Si alternano le notizie sulle statue americane a Cristoforo Colombo in un “virus” talebano. Se qualle di New York si salva con un compromesso, alla lista di città che ripudiano il Columbus Day, festa prima molto sentita negli Stati Uniti perché commemorava Cristoforo Colombo e il suo sbarco a San Salvador il 14 ottobre del 1492, si è unita San Francisco: la città californiana ha votato a favore della mozione che sostituisce la giornata dedicata all'esploratore italiano con quella in memoria dei nativi americani, il cui eccidio - secondo i critici del Columbus Day - ha avuto inizio proprio con lo sbarco del navigatore genovese.
Da sempre, il Columbus Day è stato negli Stati Uniti la festa della comunità italo-americana, che infatti è sul piede di guerra: Christina Olivolo, membro del club delle donne di San Francisco e di origine italiana, ha infatti dichiarato: "è un insulto agli italiani che hanno fatto tanto per la città di San Francisco".
Tecnicamente, lo sbarco di Colombo a San Salvador non ha dato inizio alla colonizzazione dell'America settentrionale, ma di quella centrale e meridionale. Furono i padri pellegrini della Mayflower che, sbarcando a Cape Coad l'11 novembre del 1620 (più di un secolo dopo Colombo), diedero inizio al saccheggio delle terre dell'America del Nord, completato in seguito dal periodo della corsa al West. Colombo con gli attuali Stati Uniti c'entra in realtà poco, mentre è molto più legata alla storia statunitense e, di conseguenza, all'eccidio dei nativi americani, la festa del Ringraziamento (Thanksgiving).
Ma il Ringraziamento è per gli americani una sorta di Natale in anticipo, essendo dopo il 4 luglio la più importante festa nazionale: difficile che i critici di Colombo propongano la sua abolizione.

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Definitivamente declassata invece la statua di Colombo che a Buenos Aires era davanti alla Casa Rosada. E’ stata spostata in una zona nuova ancora da sistemare. Offrirà le spalle a chi la guarderà dalla città mentre per vederla di fronte bisognerà arrivare dal mare. Al suo posto, vicino al palazzo presidenziale, verrà posta la scultura che commemora Juana Azurduy, una patriota eroina dell’ alto Perù.

Nelle foto a sinistra la statua di San Francisco a destra quella di Buenos Aires

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LA STATUA DI COLOMBO A NEW YORK SI SALVA DALL’IDIOZIA

statua Cristoforo Colombo New York 1          statua Cristoforo Colombo New York 2

 

Un monumento e una festa cittadina dedicati alle popolazioni indigene per 'salvare' la statua di Cristoforo Colombo a New York. L’effigie del navigatore italiano, che nei mesi scorsi è stata oggetto di una vera e propria furia iconoclasta che ha attraversato tutti gli Stati Uniti, rimarrà a Columbus Circle, in cima a una colonna all'ingresso di Central Park e a pochi passi dalla Trump Tower. Lo ha disposto una commissione istituita dal sindaco della 'Grande Mela', Bill de Blasio, per decidere della sorte di una serie di monumenti considerati controversi.
Il movimento anti-Colombo è uno di quelli nati dalla mobilitazione contro la manifestazione dei suprematisti bianchi a Charlottesville, in Virginia. Da allora nel mirino di molti attivisti sono finite dapprima le statue dei generali sudisti, poi addirittura i monumenti dedicati a George Washington e Thomas Jefferson, arrivando a mettere in discussione Cristoforo Colombo, accusato con la sua scoperta di aver dato il via al massacro degli Indios. "Fare i conti con il passato – ha dichiarato Bill de Blasio, annunciando le conclusioni della commissione, contenute in un rapporto di 42 pagine – è un compito difficile, non ci sono facili soluzioni. Il nostro approccio si concentrerà nell'aggiungere dettagli e nuove opere per assicurare che i nostri spazi pubblici riflettano la diversità e i valori della citta". Vicino alla statua di Colombo, infatti, sorgerà un monumento dedicato alle popolazioni indigene ed è prevista anche l'istituzione a New York dell'Indigenous Peoples Day, una festa per 'bilanciare' il Columbus Day. In questi mesi a difesa della statua si è schierata la comunità italoamericana cittadina che, da sempre, ritiene il navigatore un simbolo identitario.

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GLI STUDENTI FAVOREVOLI ALLA STATUA DI COLOMBO

CHE IL SINDACO IGNORANTE VORREBBE ABBATTERE

 

Columbus Monument New York City       statue columbus circle new york

 

IL SINDACO DI NEW YORK CONTRO CRISTOFORO COLOMBO: VIA LA SUA STATUA DA MANHATTAN
"Era un razzista assassino che eliminò migliaia di indigeni per rubare terra e oro. E non fu Colombo a scoprire questa terra"

CRISTOFORO COLOMBO ERA RAZZISTA. Il sindaco italoamericano di New York ha fatto una dichiarazione che ha messo in subbuglio l'intera popolazione italiana di questa metropoli. In sostanza mister Bill De Blasio ha affermatoNew York rally in front of City Hall for Columbus statues: "Cristoforo Colombo era un razzista assassino che eliminò migliaia di indigeni per rubare terra e oro. E non fu Colombo a scoprire questa terra:" Già, secondo il sindaco prima di Colombo in questa terra erano arrivati norvegesi ed altri gruppi etnici. Così, Colombo è "un imbroglione che ha preso in giro tanta gente". Successe nel 1492 e oggi un italoamericano (che ha "scoperto di essere comunista") vorrebbe eliminare il navigatore genovese dalla faccia della Terra. Per cominciare vorrebbe abbattere la bella statua del Colombo che da decenni si erge maestoso al Columbus Circle di Manhattan. Ma non basta: c'è anche la richiesta di eliminare il Columbus Day del 9 ottobre che italiani e resto della nazione hanno festeggiato per decenni. La reazione di chi ha un nome italiano si è fatta sentire. Un vasto gruppo di paesani inferociti si è avvicinato alla palazzina dove alloggia il sindaco e ci sono voluti molti poliziotti per contenere l'ira dei presenti. Al municipio c'è stata un prima riunione e il sindaco si è beccato fischi, urla, lanci di pallottole di carta ed altro. Lasciate in pace Cristoforo Colombo hanno urlato. "Il giorno 9 marceremo come sempre, mostreremo le nostre belle bandiere e ci saranno discorsi che metteranno l'acido nello stomaco del nostro... beneamato sindaco". La notizia si è sparsa in molte parti degli Stati Uniti, a partire da Los Angeles, dove in questi giorni è scattata una lotta che ha coinvolto la politica, c'era da aspettarselo. Dopo qualcosa come 525 anni, qualcuno ha deciso che il celebre navigatore di casa nostra va cancellato dai libri di storia.

Benny Manocchia

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Italian Asset
di Enza Antenos

Mentre scriviamo salgono a sei le statue di Cristoforo Colombo vandalizzate dopoi fatti recenti di Charlottesville. Non è né la prima né sarà l’ultima – il più recente a Central Park (insieme a quelle di Astoria, Baltimore, Buffalo e Yonkers) ci porta a cinque sulla East Coast e l’altra a Houston. Busti decapitati e statue deturpate … sono sintomi d’iconoclastia americana, emessa dall’abbattimento di monumenti Confederati? Reputo sbagliata la distruzione di simboli storici (buoni, brutti o cattivi) tuttavia comprendo delle azioni e reazioni degli Americani – viviamo in un’epoca in cui il clima politico, sociale e culturale entra in risonanza con le parti più negative della storia piuttosto giovane di questa nazione.

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PEPPERDINE RIMUOVERÀ STATUA DI CRISTOFORO COLOMBO

Columbus statue Pepperdine University 1        Columbus statue Pepperdine University 2

 

NATHAN RUBBELKE - STAFF REPORTER • 2 FEBBRAIO 2017

La Pepperdine University rimuoverà una statua di Cristoforo Colombo dal suo campus dopo che gli studenti della scuola cristiana del sud della California hanno fatto molteplici richieste in questo senso. Attualmente il monumento si trova sopra l'anfiteatro dell'università, la statua sarà trasferita al campus della Pepperdine a Firenze anche se per ricollocarla ci vorrà del tempo. Il preside ha confermato il trasferimento, ma non ha fornito ulteriori commenti.
La statua, è stata donata all'università nel 1992 da un gruppo che rappresenta il 500 Congresso Columbus, si tratta di "amici italoamericani" dell'Università. Il giornale degli studenti di Pepperdine, La grafica, ha riferito che circa due dozzine di studenti sono scesi a protestare in occasione del Columbus Day lo scorso semestre. Una dichiarazione scritta da parte del gruppo di protesta, "onde contro Columbus," ha affermato che la statua è " una celebrazione di genocidio e oppressione razziale."
In una lista di richieste, i manifestanti hanno chiesto che Colombo venga rimosso "da qualsiasi luogo Università aperta a tutti gli studenti e / o pubblico in generale."

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Non ci stancheremo di segnalare questi episodi di idiozia ed ignoranza congenite che, purtroppo, si stanno verificando con una frequenza allarmante e non solo in America. Il colmo è che questa volta l’iniziativa sia ad opera di un’Università cattolica, dove la bellezza di quattro gatti sbarbatelli, che sicuramente non hanno letto nemmeno una pagina degli scritti di Colombo e della storia in generale, si impancano a giudici osannati persino dalla presidenza dell’ennesima iniziativa-pappagallo contro Colombo. Abbiamo più volte spiegato i perché dell’assurdità di simili iniziative contro un esempio di eroismo cristiano quale è stata la vita del grande genio Cristoforo Colombo.

Ruggero Marino firma

 

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CONTINUANO LE OFFESE DEGLI IDIOTI AI MONUMENTI A COLOMBO

Chicago Arrigo Park Columbus statue 1     Chicago Arrigo Park Columbus statue 2     Buffalo Columbus Park statue     Saint Luis Grove Park Columbus statue     Middletown Harbor Park Columbus statue

 

Ormai l’ignoranza in America è diventato un vero e proprio sport nazionale, come avevamo facilmente pronosticato. Infatti i vandalismi alle statue e ai monumenti di Colombo non fanno che ripetersi da nord a sud. Coinvolgendo ora località come Chicago, Buffalo, Saint Luis e Middletown. Graffiti, scritte, vernici preferibilmente rosse oltre alle solite frasi offensive si propagano come un virus all’indirizzo del navigatore, impossibilitato a difendersi da queste pavide aggressioni alla verità storica. Nessuno difatti dei vandali avrà letto una riga delle carte di Colombo dalle quali trapela una figura molto lontana da quella che ci hanno tramandato. Ed un eroe della fede che, lo ripetiamo, due papi del calibro di Pio IX e Leone XIII, hanno cercato di fare santo. Senza contare che senza l’arrivo di Colombo l’America sarebbe stata conquistata dai cinesi o dai musulmani. Forse gli idioti di queste Americhe se lo sarebbero meritato.

Articoli originali in inglese:

- Chicago: www.dnainfo.com/chicago/20161109/little-italy/anti-trump-graffiti-spray-painted-on-124-year-old-bronze-columbus-statue
- Buffalo: www.dailypublic.com/articles/09162015/confederate-flags-fall-columbus-statues-stand-tall
- Saint Luis: http://fox2now.com/2016/10/10/columbus-statue-vandalized-with-red-paint-in-tower-grove-park/
- Middletown: www.middletownpress.com/article/MI/20161019/NEWS/161019534

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UN COLOMBO NERO: SFREGI ALLE STATUE DI HAMILTON E RICHMOND

Colombo statua Hamilton 1      Colombo statua Hamilton 2      Colombo statua Hamilton 3

 

HAMILTON - Una statua 7 piedi di Cristoforo Colombo che si trova di fronte all'American Heritage Center italiano su Liberty Street è stato deturpato questo fine settimana. Il volto di Colombo è stato dipinto di nero, sul suo petto è stato scritto il numero 13 e sul terreno è stato scarabocchiato "Fu" davanti al piedistallo. John Scarpati Sr., il presidente del Mercer County italiana americana Festival Association, ha detto che non comprende il motivo per cui qualcuno dovrebbe danneggiare la statua.
"Chi ha fatto questo per spruzzare di nero il viso e imprimere il numero 13 - Non so cosa volesse dire".L'edificio è la sede del Mercer County italiano Festival americano che si tiene ogni anno ogni anno a partire dal 2000. L’associazione ha investito 18.000 dollari per poter mettere la statua grazie ad una raccolta fondi di due anni. La statua è stata scolpita a Long Island, New York, e presentata lo scorso ottobre nel corso di una cerimonia pubblica.
Stevens ha detto la polizia sta anche esaminando il numero 13. Ha detto che è a conoscenza di una banda, conosciuta come MS-13, ma non ci sono prove di un collegamento.

Notizia originale: http://www.nj.com/mercer/index.ssf/2015/07/police_investigating_graffiti_on_statue_at_italian.html

 

 decorazione

 

Colombo statua Richmond 1     Colombo statua Richmond 2     Colombo statua Richmond 3

 

 Police: Christopher Columbus statue in Byrd Park vandalized

 

RICHMOND, Va. (WRIC) — A statue honoring Christopher Columbus in Richmond’s Byrd Park was vandalized on Columbus Day. The second Monday in October is Columbus Day, which is recognized in the Commonwealth and across the nation. Richmond Police tell 8News that the statue was vandalized with graffiti either late Monday night or early Tuesday morning. The statue had “the original lies” and “genocide” spray painted on it. The vandalism could be considered a felony if the damage to the statue costs more than $1,000. The Department of Public Works is responsible for cleaning up the statue.

Notizia originale: http://www.nj.com/mercer/index.ssf/2015/07/police_investigating_graffiti_on_statue_at_italian.html

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A DETROIT CRISTOFORO COLOMBO CON UN’ACCETTA IN FRONTE

Colomb monument Detroit 1       Colomb monument Detroit 2

 

This Christopher Columbus statue has a new feature, a bloody hatchet to the forehead.

The Indipendent

The statue was a gift to the city from 'The Italians of Detroit' back in 1910. Someone has vandalized Detroit’s statue of Christopher Columbus. reports that the statue, sitting downtown at Jefferson and Randolph, now features a hatchet with blood pouring down its frame.While Columbus Day is still observed as a federal holiday in many US states, cities across the nation are ditching the holiday that seemingly endorses the terror Columbus and his crew brought upon Native Americans. (Children sex slaves, smallpox, rape, murder, and genocide of millions of indigenous peoples, to name a few.)The statue was a gift to the city from “The Italians of Detroit” back in 1910. The statue's plaques read: "great son of Italy" who "discovered America," the Detroit Free Press.

fonte: www.independent.co.uk/news/world/americas/detroits-christopher-columbus-statue-vandalised-with-hatchet-on-columbus-day-a6691616.html

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Purtroppo lo sport idiota ed ignorante (nel senso soprattutto di non conoscenza) contro Cristoforo Colombo e la sua memoria in America continua. Probabilmente ad opera di piccoli circoli di sprovveduti e vandali in cerca di risonanza. Ora a Detroit addirittura, oltre alla solita vernice rossa, persino una scure conficcata nella fronte del navigatore. Ricordiamo ancora che due papi come Leone XIII e in precedenza Pio IX hanno tentato di fare santo il navigatore contro ogni regola, visto che non esistevano più testimoni viventi. E aggiungiamo che al ritorno da un viaggio, a causa di una bonaccia senza fine, il cibo a bordo cominciò a scarseggiare. Gli spagnoli pensarono bene di gettare o mare o di mangiare addirittura gli indios che erano con loro per avere meno bocche da sfamare. Mettendo a repentaglio la sua persona Colombo si oppose e riuscì a raggiungere terra con tutti quelli che trasportava.

Ruggero Marino firma

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PREVEDIBILE EPIDEMIA (BALTIMORA BUFFALO) DELLE MADRI DEGLI IDIOTI SEMPRE INCINTA

Christopher Columbus statue Williamsville Buffalo      Baltimore Columbus Day

 

Baltimore City Council to consider changing Columbus Day to Indigenous Peoples Day

by Luke Broadwater - "The Baltimore Sun" - 20/10/2016

Baltimore City Councilman proposes changing name of Columbus Day: "We shouldn't celebrate terrorists."

The Baltimore City Council is considering a bill that would change the name of Columbus Day to Indigenous Peoples Day within the city limits. City Councilman Brandon Scott introduced the legislation Thursday after students at City Neighbors High School suggested it. "We shouldn't celebrate terrorists," Scott said of the bill's purpose. "That's what celebrating Christopher Columbus does. Very rarely do we have a chance to correct the wrongs of history. This is about Christopher Columbus. This is not anything against Italian-Americans." Columbus Day is celebrated the second Monday of each October. Scott's bill says renaming the day to Indigenous Peoples Day would honor "the many peoples inhabiting North America before its colonization by European settlers." Scott said the bill would change the name of the holiday on all official city communications and publications. Christopher Columbus was an Italian explorer who in 1492 landed on an island in the Bahamas. He later explored other Caribbean islands and Central America, but never reached the land today known as the United States of America. Columbus has been accused by several historians of initiating the transatlantic slave trade and committing violence against people native to the lands he explored.

Fonte: www.baltimoresun.com/news/maryland/baltimore-city/politics/bs-md-ci-columbus-day-20161020-story.html

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Williamsville schools may replace Columbus Day with Indigenous Peoples Day

By Barbara O'Brien - "The Buffalo News"- 20/10/2016

The largest suburban district in Western New York, with about 10,000 students, would follow several smaller districts and communities in designating the day to recognize the history and culture of Native Americans. Board President Toni Vazquez made the suggestion at the end of Tuesday's meeting, and the board will discuss it at its next meeting, Dec. 13. She said she had seen a presentation put together by students at Niagara Wheatfield School District, which this year changed the holiday known as Columbus Day to Indigenous Peoples Day. "I also think it would be a good idea," she said. In Niagara Wheatfield, 7 percent of the student body is Native American. In Williamsville, the number of native students is a sliver of the enrollment, and stood at 29 students in the 2014-15 school year, according to the state figures. The Town of Newstead, Village of Akron and Town of Lewiston declared Indigenous Peoples Day last year. Board Member Teresa Anne Leatherbarrow said she supports the idea, but said there needs to be education about the issue. She said she had a conversation recently with a family member who wanted to know why there is not the emphasis on the Nina, Pinta and Santa Maria – the ships that Christopher Columbus sailed – there once was. "Don’t you know about Christopher Columbus, don’t you know the atrocities?" she replied. "There’s a lot of people who don’t know. I think it is an education issue that needs to be shared. It can be part of this discussion." "We don’t know because we weren’t taught. Our generation and generations before weren’t taught," Vazquez said. "He did not discover America, because indigenous people were already here." President Franklin D. Roosevelt proclaimed Columbus Day a national holiday in 1937, but it was Buffalonian Mariano A. Lucca, a crusader for Columbus, who is credited with Columbus Day being designated as an official Monday federal holiday in 1971. Board members unanimously agreed to talk about the proposal at their next meeting, although several suggested starting the conversation then, but taking more time to involve parents, students and members of the community in the discussion. "We certainly would want community and stakeholder involvement. Maybe we can put some sort of plan together at the next meeting and see where we want to go with it," Board Member Ronald S. Shubert said.

Fonte: http://buffalonews.com/2016/10/19/williamsville-school-board-considers-indigenous-peoples-day/

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ANCHE A BADALONA IN SPAGNA LA MADRE DEGLI IDIOTI È SEMPRE INCINTA

Cristoforo Colombo con Indios

 

Anche oggi, nell'anniversario della scoperta dell'America, c'è chi contesta la memoria del navigatore genovese e della giornata che ne celebra l'impresa più celebre. II comune catalano di Badalona, duecentomila anime nel nord-est della Spagna, ha cancellato tutte le celebrazioni per la giornata di oggi perché si tratterebbe di una festa che commemora "il genocidio e l'occupazione dell'America, con connotazioni franchiste". L'amministrazione anti-capitalista della città, a partire dal sindaco Dolores Sabater, ha così permesso agli impiegati comunali di recarsi al lavoro, proponendo in alternativa un giorno di vacanza per il 9 dicembre, anniversario dell'instaurazione della Seconda Repubblica spagnola. In Spagna il 12 ottobre coincide anche con il giorno delle Forze Armate e viene festeggiato in tutto il Paese con parate militari e celebrazioni di ogni sorta. Appena pochi giorni fa il consiglio comunale di Barcellona aveva respinto di misura la proposta di rimuovere la celeberrima statua di Colombo dall'estremità più vicina al mare della Rambla. Anche in quel caso, argomentarono gli anti-capitalisti, si volevano cancellare le tracce di un passato imperialista e violento.

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È il colmo. Che la Spagna, responsabile prima del genocidio nelle Americhe, accusi dei crimini operati dai suoi hidalgos e dai suoi colonizzatori, Cristoforo Colombo, che fu messo persino in catene accusato di difendere i nativi contro i nobili spagnoli, è un’ulteriore misfatto che offende la memoria storica e la verità. Purtroppo simili rivendicazioni sono frutto, come abbiamo avuto più volte modo di dire, della più profonda ignoranza, tipica di certa sinistra estrema, che si riempie la bocca di slogan ripetuti a pappagallo. E del populismo più becero. Basterebbe leggere le poche righe scritte da Colombo nei confronti degli indios al loro apparire per comprendere di come il sindaco o la sindachessa Dolores Sabater sia solo l’ennesimo esempio della madre degli idioti sempre incinta. Ma leggere è troppo faticoso per chi non ha mai studiato gli argomenti di cui si vorrebbe ergere a giudice. Finché ne avremo la forza non ci stancheremo di ripeterlo.

Ruggero Marino firma

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CHRISTOPHER COLUMBUS MEMORIAL IN SAGINAW VANDALIZED WITH RED PAINT

Saginaw Colombo monument 1     Saginaw Colombo monument 2     Saginaw Colombo monument 3

 

SAGINAW, MICHIGAN — A Christopher Columbus memorial that stands in front of Saginaw County's government offices was covered in red paint on the annual holiday honoring the explorer.Workers arrived at the Saginaw County Governmental Center on the morning of Monday, Oct. 10, to find the paint splashed on the front of the monument, which stands in between benches near the steps leading up the building doors. Oct. 10 was the second Monday in October and, thus, was the day that the United States this year observed Columbus Day, which celebrates the anniversary of Columbus arriving in the Americas on Oct. 12, 1492.
Saginaw County Sheriff's Lt. Mike Gomez said investigators will review video surveillance to determine a possible suspect and exactly when the vandalism occurred. Investigators believe somebody vandalized the memorial sometime overnight because the paint was relatively fresh when workers arrived later in the morning, authorities said. Several red footprints that lead away from the memorial are evident in the immediate area, as is at least one footprint on a step leading away from the building toward Court Street. By noon Monday, county maintenance workers had washed the paint off the memorial.
Columbus was an Italian explorer whose four voyages across the Atlantic Ocean were funded by Spain. The Saginaw Lodge of the Order Sons of Italy placed the memorial in front of the Saginaw County building in September 1991.

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L’ULTRASINISTRA CATALANA: “VIA LA STATUA DI COLOMBO A BARCELLONA, È UN GENOCIDA”

monumento Barcellona Colombo 1     monumento Barcellona Colombo 3     monumento Barcellona Colombo 2

Confessiamo che con autentico disgusto registriamo questa ennesima offesa alla memoria di Cristoforo Colombo. Passi quando queste notizie arrivano dalle Americhe, ma che attecchiscano in Europa è sinceramente disarmante. Perché le motivazioni sono frutto della più crassa ignoranza, che a quanto pare alberga nella sinistra velleitaria e sprovveduta dei due mondi. Tanto più che vengono dai catalani, ovvero da quanti a loro volta rivendicano di essere la patria di Colombo. In questo senso le parole dei consiglieri (? bisognosi di consiglio) della Cup sono la migliore smentita circa i presunti natali di Colombo. Se fosse stato veramente catalano non avrebbero mai osato. Sarebbe anche il caso che gli untori dell’ultima ora imparassero almeno i rudimenti della storia e incominciassero a contestualizzare gli avvenimenti. Ricordando che lo schiavismo è in auge ancora oggi e che a quel tempo, purtroppo, non costituiva reato. Senza contare che fra le tante accuse mosse dagli spagnoli a Colombo c’erano quelle che il viceré delle Indie difendesse gli indios contro la prepotenza e la violenza degli “hidalgos”. Ma il discorso sarebbe lungo. Forse basterebbe studiare le parole di Pio IX e di Leone XIII, che tentarono di fare santo Colombo. Con buona pace delle idiozie dei consiglieri della Cup.

Ruggero Marino firma

 

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ARGENTINA: ITALIANI SUL PIEDE DI GUERRA, LA STATUA DI COLOMBO NON SI TOCCA...

Lygur          Cristoforo Colombo Columbus day skeleton

di GIOVANNI TROTTA

sabato 20 aprile 2013

A Buenos Aires è scoppiato il “caso Cristoforo Colombo”. Un monumento del grande navigatore genovese donato dalla collettività italiana in Argentina nel 1921 per il primo anniversario della Rivoluzione di Maggio, potrebbe infatti essere spostato dalla piazza davanti alla Casa Rosada, che è chiamata piazza Colon, dove si trova ormai da molti anni, e portato nella città portuale di Mar del Plata. L’iniziativa è partita dal governo della presidente Cristina Fernandez de Kirchner. La comunità italiana respinge la proposta, dichiarandosi anzi offesa per «l’oltraggioso» trasloco. Il progetto promosso dal governo è stata subito respinto da diversi media e organismi della comunità, e del disappunto si é fatto interprete l’ambasciatore Guido La Tella nei suoi contatti con le autorità locali. Per poter essere esecutiva, l’iniziativa deve avere il via libera del sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri: «Per portare il monumento in un altro spazio pubblico, c’é bisogno di una nostra pronuncia», precisa infatti l’assessore all’Ambiente di Baires Diego Santilli. Martedì prossimo è in programma una manifestazione organizzata dal Comites di Buenos Aires proprio nella “plaza Colon” alle spalle della Casa Rosada. L’obiettivo è «salvare il nostro monumento», afferma il quotidiano Tribuna Italiana. Fra le altre iniziative contro il progetto, ci sono poi i ricorsi presentati alla magistratura da uno studio di avvocati di origine italiana. Tra l’altro, si calcola che 25 dei 40 milioni di abitanti del Paese hanno almeno un antenato italiano. Il monumento è opera dello scultore fiorentino Arnaldo Zocchi. Dal 2007, l’intera piazza è circondata da un’inferriata che ne impedisce la circolazione per ragioni – afferma sempre il governo – di sicurezza, decisione anche questa che subito era stata accolta con proteste. Secondo il progetto, al posto del monumento (alto sei metri, dal peso di 38 tonnellate, in marmo di Carrara), al centro della piazza che si chiamerà “dei popoli originari”, verrà collocata una statua in omaggio a Juana Azarduy, donna simbolo dell’indipendenza della Bolivia, che ha combattuto anche con il generale argentino Manuel Belgrano. La donna è stata nominata post mortem dalla Kirchner generale dell’esercito argentino. «Colombo non è un invasore, è lo scopritore dell’America», dice da parte sua Tullio Zembo, ex giornalista, ovviamente italo-argentino, di L’Italiano, che riassume lo stato d’animo della comunità italiana di Buenos Aires: un rifiuto assoluto di trasferire monumento. Spiega ancora il giornalista: «La figura di Colombo è simbolica per gli emigranti italiani in tutto il mondo: la comunità di New York, per esempio, tiene ogni 12 ottobre la parata del Columbus day. In Argentina ci sono circa un milione di italo-argentini, ossia con la doppia nazionalità. Nel frattempo, Marco Busti, proprietario della rivista Tribuna Italiana , ha dichiarato: «Le associazioni della comunità hanno scritto al Segretario generale della Presidenza Oscar Parrilli, ma non ha avuto risposta». Intanto, l’addetto culturale dell’ambasciata di Argentina in Bolivia, Daniel Ricardo Beltramo, ha confermato che il presidente ha ordinato il cambio di monumenti. Addirittura sarebbero stati anche chiesti preventivi per il trasloco, il che pone qualche difficoltà, perché il monumento è alto sei metri e pesa 38 tonnellate… Probabilmente la decisione della Kirchner è legata sia a un nazionalismo continentale risorgente, sia al fatto che la seconda ondata migratoria nel Paese latino americano è formata proprio da boliviani, che forse si intende omaggiare con il monumento all’eroina.

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L’IGNORANZA DI CHÁVEZ HA ISPIRATO L’IGNORANZA DELLA KIRCHNER

Cristobal Colon statua Argentina 7         Hugo Chavez

Cristobal Colon statua Argentina 6

Sembra che l’ispiratore del trasferimento della statua di Cristoforo Colombo a Buenos Aires sia stato lo scomparso Hugo Chávez, caudillo venezuelano ubriaco di slogan di sinistra, il quale, dall’alto della sua abissale ignoranza e ignorando la minima contestualizzazione storica, durante una visita alla Casa Rosada in Argentina, guardando dal terrazzo, avrebbe detto alla Kirchner: “Cómo tienes ahí la estatua de un genocida?”. La Presidenta avrebbe quindi deciso di sostituire il monumento del “genocida” con uno nuovo in onore dell’eroina boliviana Juana Azurduy, simbolo dell’indipendenza dalla Spagna. Non si accettava insomma che la nazione fosse rappresentata, proprio dietro il palazzo presidenziale e in bella vista, dal colonizzatore per eccellenza, colui che, con la sua “scoperta”, avrebbe, secondo una leggenda nera, determinato le stragi delle popolazioni native. Eppure Colombo parlava in maniera ammirata degli “indios” e aggiungeva che si sarebbero convertiti “per amor”. Fu accusato dagli spagnoli addirittura di non volerli battezzare. Unicamente perché voleva che ne fossero convinti. Per salvare la statua di Colombo si sono mosse moltissime persone e si sono creati comitati. Niente da fare, la statua se n’è andata tristemente e ingiustamente e ad ora restano un cumolo di macerie. Le macerie della storia vera del navigatore.

Ruggero Marino firma

VIDEO: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com/video/l-ingiustizia-colpisce-ancora-colombo-che-due-papi-volevano-santo.html

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DESECRATING COLUMBUS, A GROWING SPORT

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It is open season on Christopher Columbus. A posse of would-be historians, human rights advocates, heralds of the politically correct, assorted nativists and native revanchists have found the perfect target in Columbus. Thus, Columbus Day is no longer an American festivity, it is the day of opprobrium that should be remembered for all the pain and suffering that the discovery of America brought upon the native populations.

Berkeley started it all by disowning Columbus Day in 1992, five hundred years after the Italian navigator landed in a small island in the Caribbean. Then came other cities such as Minneapolis that last April renamed Oct. 12 as Indigenous Peoples' Day. Last one to get into the act was the city council of Seattle, which canceled Columbus Day after listening to an Americn Indian chief who stated with assurance that "nobody discovered Seattle, Washington." To be sure, a century ago the American Indians were the first to decry Columbus' discovery of America through their first indigenous advocacy group. Certainly the American Indians do not lack targets. The Washington Redskins are only the latest.

But American Indians are a small part of the movement to condemn Columbus as a miserable incident of history. For a growing number of people, Columbus brought murder, diseases, exploitation and misery to the indigenous people. He did not do it personally, of course, but created the conditions for such crimes against humanity. Genocide is the preferred choice.

Others who opposed Columbus Day early on were those who in 1934, when President Roosevelt decreed the celebration, objected to it because in their eyes it was influenced by a Catholic organization that they claimed was an outreach of the Vatican and, needless to say, of Italian Americans who at that time were on the receiving end of discrimination together with Jews and other Southern European immigrants.

Present-day Italian Americans are not taking it lightly. They see the abolition of Columbus Day as an offense to their sense of pride and identity in the world discovered by their compatriot. Of course, trying to abolish an entrenched American holiday is an exercise in futility. America is not a perfect world and besides, the crimes against the American Indians were committed by the pioneers of English and Northern European stock.

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