È PARTITA SILVIA È RITORNATA AISHA. UNA DISFATTA

blog Silvia Romano Aisha

 

È partita Silvia, è ritornata Aisha. Con il nome della sposa bambina di Maometto. Intabarrata in una veste somala, convertita pare spontaneamente all’Islam. Vanno credendo di salvare il mondo, rientrano, grazie al pagamento di un esoso riscatto, che servirà unicamente a finanziare la guerra, a fare morti, ad alimentare il terrorismo. È evidente che una vita salvata rende felici, ma francamente non riesco a capire l’esibizione, l’esaltazione che ne segue. Capisco anche la gioia senza fine dei genitori, dei parenti, degli amici. Non ne capisco l’orgoglio. Orgoglio di che cosa? Di quella frase incosciente: “Sono stata forte”? Posso capire persino la soddisfazione politica, non capisco la corsa vergognosa ad arraffarne i meriti. Come se si trattasse di alzare una coppa sportiva. Ci si racconta che “è stata trattata bene” , nemmeno la minima condanna per quanto accaduto, come se rapire una persona rientrasse nella normalità, nelle buone azioni. Ci si racconta che ha chiesto di leggere il Corano. Ho letto il Corano, non l’ho trovato particolarmente edificante, fra quel testo sacro e gli insegnamenti evangelici c’è un abisso di umanità. Aisha sarebbe stata donata al Profeta all’età di 6 anni, il matrimonio sarebbe stato consumato quando ne aveva 9. Orgoglio di che cosa? Viviamo in un tempo in cui nel paese c’è chi muore di fame, c’è chi si toglie la vita, chi è costretto a sacrificarla per gli altri. In cui ci si proibisce ogni elementare libertà. Non sarebbe ora di proibire a queste giovani scriteriate, ignoranti di troppe cose, dei costumi diversi e prive di esperienza, di andare a razzolare per il mondo a coltivare sogni che sogni non sono? Ma solo incentivi alle lotte fratricide e al dispendio di risorse non solo di intelligence, con l’impegno per anni di personale prezioso, ma anche enormemente economiche. Dimmi Aisha, mentre fai il segno di vittoria, mentre giustamente sorridi felice, hai mai pensato, quante scuole, quanti ospedali, si sarebbero potuti fare con il soldi spesi per il tuo giulivo vagabondare? Se riflettessi ti accorgeresti tu, come tanti, che non c’è da essere troppo orgogliosi.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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