NON SAPEVAMO NIENTE DELLA GUERRA

Credevamo di conoscere la guerra. Ma, a parte quanti l’avevano subita di persona in precedenza, ci si accorge che non ne sapevamo niente. Non bastano i documentari in bianco e nero sui conflitti mondiali per farsene un’idea. Non bastano i film a colori, per quanto efferati, a ricostruirne l’orrore. Sempre finzione sono. Mentre questa è la prima guerra che ci entra in casa, attraverso la televisione, minuto per minuto. Mentre i giornali ne fanno un diario quotidiano nel quale non viene eluso il minimo particolare.

Anzi, pare che ci sia una forma di spettacolarizzazione del dolore e degli scempi. E del terrorismo. In una gara a chi è in grado di restituire gli episodi più crudeli, più crudi. Con la sofferenza degli innocenti che si dipana in mille rivoli di lacrime. Eppure tutto questo non è sufficiente ad avere un quadro veridico di uno scontro, che non risparmia niente e nessuno. In una contradditorietà di notizie, nel consueto caravanserraglio di esperti che rendono unicamente più confuso lo scenario. Nella pantomima degli incontri per la pace. Come va la guerra? Quando finirà? Cosa ci si può aspettare nel futuro? Ognuno ha la sua ricetta. Ma resta senza risposte la sfera di cristallo. Chi è in sostanza Putin? Lo si analizza in ogni variante possibile. L’uomo dagli occhi di ghiaccio rimane anche lui un mistero. Forse un’idea precisa ce la si può fare solo ricordando le morti per veleno degli oppositori, l’esibizionismo da bullo-macho del presunto “zar”. E chi è Zelensky diventato l’icona in maglietta militare dell’eroismo? Un ex pagliaccio partorito dalla tv. Da una parte l’eredità di una Russia-Asia-mongola nella quale la vita non vale nulla. Dall’altra la scelta della vocazione al martirio per un popolo. Mentalità lontane da un’Europa più occidentale. Perciò questa guerra che ci aggredisce ogni giorno ci appare come una follia nella follia. Per questo ci colpisce più di qualsiasi altro conflitto, nonostante l’incredibile disparità di vittime fra il passato e il presente. In passato spaventose cifre globali. Nel presente morti centellinati ad uno ad uno. In un teatro disumano che fa da unico refrain.

Biografia dell'autore
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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