LE FALSE ACCUSE CONTRO COLOMBO

lettera PPromossa dall’Associazione culturale Anassilaos congiuntamente con lo Spazio Open, con il patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, si è tenuta da remoto la conversazione sul tema “La Leggenda nera di Cristoforo Colombo, il Dossier Bobadilla” , del Dott. Fabio Arichetta, socio della Deputazione di Storia patria per la Calabria e della Società italiana di Storia dell’Età moderna, disponibile sul sito facebook di anassilaos e su You tube. La distruzione delle statue di Cristoforo Colombo, avvenuta negli ultimi tempi, non costituisce certamente una sorpresa, perché da qualche tempo la figura dell’esploratore è diventato un simbolo negativo. Siamo dinanzi ad una pericolosa deriva, una visione manichea della storia, combattuta attraverso la distruzione delle statue, gesti avallati dal politicamente corretto, che diviene a tutti gli effetti atto contro la ragione. Ma da dove nasce la leggenda nera su Cristoforo Colombo? Nasce dal dossier redatto da Francisco Bobadilla che a seguito delle notizie che giungevano dalla nuova colonia Hispaniola, aggravate dalla presunta arroganza e cattiva gestione di Colombo e dalle ribellioni e dagl’intrighi orditi dai nemici del genovese, ispirati dal Fonseca, vescovo di Burgos, costrinsero Ferdinando e Isabella di Castiglia a nominare un inquisitore con ampia autorità, che riferisse, con precisione di elementi, sulle presunte responsabilità dei fratelli Colombo. Francisco Bobadilla fu nominato il 26 maggio 1499 governatore generale, dell’isola Spagnola, in sostituzione di Cristoforo Colombo, che fu arrestato e incarcerato.
Dietro questa realtà si celava in effetti il conflitto fra il potere ecclesiastico e quello civile-militare che con attenzione e astuzia alimentò le proteste della maggior parte della popolazione accusando Colombo di connivenza con i Genovesi (il fatto non si può accertare, poiché il documento del processo scomparve). Innanzi ai reali Cristoforo e Bartolomeo Colombo si difesero con successo accusando a loro volta il Bobadilla, che fu sostituito da Nicolás de Ovando nel 1501. La chiave di lettura della complessa vicenda risiede forse dalle Capitolazioni di Santa Fé del 17 Aprile 1492 con le quali Colombo aveva ottenuto dalla Corona delle concessioni considerata esorbitanti per il tempo. La Corona non voleva dare a Colombo quanto promesso e a tale scopo inviò nella nuova colonia Bobadilla, affinché ne prendesse il posto. Il dossier Bobadilla è dunque la fonte che alimentò la leggenda nera, un dossier che va considerato con il beneficio del dubbio, perché in buona sostanza servì solamente alla rimozione di Colombo dal momento che tutte le accuse furono archiviate anche se in qualche misura risulta che lo stesso navigatore fu interessato al commercio di schiavi, ahimè fenomeno abbastanza diffuso a quei tempi anche nel Mediterraneo che va comunque contestualizzato nello spirito triste di quei tempi.

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Condividiamo in gran parte l’articolo. Da parte nostra aggiungiamo che le accuse rivolte a Colombo e al fratello Bartolomeo furono alimentate proprio per volontà dei reali e in particolarmente da Ferdinando il cattolico. Che usò come strumenti docili e prezzolati Bobadilla e Ovando. Certo di fronte al ben di Dio America quanto concesso a Colombo risultava esorbitante, di qui il piano portato avanti per espropriarlo delle sue spettanze. Quanto al processo Bobadilla basta leggerlo per accorgersi che è una farsa montata ad uso e consumo di un giudizio confezionato a priori. Senza contare quanto poi fu aggiunto nel corso degli infiniti Pleitos” che seguirono alla morte del navigatore. Il più grande errore commesso dai discendenti di Colombo tentare di fare causa a teste coronate dal potere assoluto anche nel campo della giustizia.

Ruggero Marino firma

Cristoforo Colombo immagine in pergamena

Biografia dell'autore
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: https://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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