CRISTOFORO COLOMBO

NELL'AGOSTO DEL 1486 COLOMBO REGISTRATO A VALLADOLID

Columbus Monument Valladolid      casa Colon      Callejon de San Francisco

 

Secondo i dati dell'epoca, la prima visita di Cristoforo Colombo a Valladolid ebbe luogo l'11 agosto 1486. ​​Cristobal Colón soggiornò nel monastero di Nuestra Señora del Prado, l'attuale sede del Ministero della Cultura della Junta de Castilla y León. La leggenda narra che in questo convento esistesse una Vergine che il navigatore pregava affinché i monarchi cattolici sostenessero la sua idea di viaggiare "nel nuovo mondo". La Vergine si trova attualmente nella chiesa di San Nicola e porta il nome di Colombo o della Scoperta. Diverse Furono le visite che Colombo fece in città dove visse persino per un periodo in un palazzo che Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, in via di Teresa Gil. Il 13 settembre 1905 fu inaugurato il monumento a Colombo: Cristoforo Colombo morì il 20 maggio 1506 sempre a Valladolid. I suoi ultimi giorni trascorsero nell'ormai scomparso convento di San Francisco, che si trovava nell'attuale Zorrilla Theatre, in Plaza Mayor. Sul pavimento dei portici, di fronte al teatro, si trova attualmente una lapide in omaggio al navigatore. Secondo gli studi dell'antropologo Marcial Castro, Colombo fu sepolto nella cappella di Luis de Cerda del convento. I suoi resti furono trasferiti sull'isola di La Cartuja, sull'isola di Hispaniola, a L'Avana e, infine, a Siviglia.
La Museum House of Columbus fu inaugurata il 22 maggio 1968, ma fu ampliata nel 2006 in occasione del quinto centenario della morte di Columbo. Si pensava che fosse morto in questo edificio, quindi nel 1855 fu battezzata la strada con il nome del navigatore e nel 1866 una lapide commemorativa fu posta sulla facciata con la leggenda «Qui Colombo morì ". Così, negli anni cinquanta, fu costruito l’ attuale museo sebbene mfosse ormai noto che i dati della sua morte erano errati.
Según los registros de la época, la primera visita a Valladolid se produjo el 11 de agosto de 1486. Cristobal Colón se hospedó en el Monasterio de Nuestra Señora del Prado, la actual sede de la Consejería de Cultura de la Junta de Castilla y León. Cuenta la leyenda que en este convento había una virgen a la que el navegante rezó para que los Reyes Católicos apoyaran su idea de viajar «al nuevo mundo». La virgen se encuentra actualmente en la Iglesia de San Nicolás y recibe el nombre de Colón o del Descubrimiento. Fueron varias las visitas que realizó a la ciudad e incluso residió un tiempo en un palacio que Luis de la Cerda, duque de Medinaceli, tenía en la calle de Teresa Gil. El 13 de septiembre de 1905 se inauguró el monumento a Colón: una estatua con estructura piramidal y cuatro relieves en la base con escenas de la vida del navegante.
Cristobal Colón falleció el 20 de mayo de 1506 en Valladolid. Sus últimos días los pasó en el ya desaparecido convento de San Francisco, que se encontraba en el actual teatro Zorrilla, en la Plaza Mayor. En el suelo de los soportales, frente al teatro, se encuentra actualmente una placa en homenaje al personaje histórico. Según los estudios del antropólogo Marcial Castro, Colón fue enterrado en la capilla de Luis de Cerda del convento. Sus restos fueron trasladados a la isla de la Cartuja, a la isla de la Española, a la Habana y, finalmente, a Sevilla.
La Casa Museo de Colón fue inaugurada el 22 de mayo de 1968, pero fue ampliada en 2006 con motivo del quinto centenario de la muerte de Colón. En sus orígenes se pensaba que Colón había fallecido en este inmueble, por lo que en 1855 se bautizó la calle en la que se ubicaba con el nombre del navegante y en 1866 se colocó una lápida conmemorativa en la fachada con la leyenda «Aquí murió Colón». Así en los años cincuenta se levantó el museo que conocemos a día de hoy, aunque acabó por conocerse que el dato de su muerte era erróneo.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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