LA TRISTE STORIA DI ANACAONA “FIORE D’ORO”, AMICA DI COLOMBO

AnacaonaAnacaona (dal taino anacaona, che significa 'fiore d'oro'; da ana, che significa 'fiore', e caona, che significa 'oro, dorato'; 1474-1503) era una taíno cacica (capo), nata a Léogâne, ad Haiti, in un famiglia di capi e sorella di Bohechío, capo di Jaragua. Suo marito era Caonabo, capo del vicino territorio di Maguana (situato nell'attuale Repubblica Dominicana). Suo fratello e suo marito erano due dei cinque cacicchi più importanti che governavano l'isola di Kiskeya (in spagnolo: Quisqueya, ora chiamata Hispaniola) quando gli spagnoli lo colonizzarono nel 1492. Anacaona fu celebrata come compositrice di ballate e poesie narrative, chiamate isítos. Durante la visita di Cristoforo Colombo verso la fine del 1496, Anacaona e Bohechío si presentarono alla pari come negoziatori. La visita è descritta come avvenuta in un'atmosfera amichevole. Diversi mesi dopo, Colombo arrivò con una caravella per raccogliere una parte del tributo. Anacaona e Bohechío navigarono brevemente a bordo della caravella, vicino all'odierna Léogâne nel Golfo di Gonâve come suoi ospiti. All'inizio i rapporti tra i nativi e i conquistatori si rivelarono cordiali, inasprendo solo più tardi quando Colombo era via in Spagna.
Anacaona divenne capo di Jaragua dopo la morte di suo fratello. Suo marito Caonabo, sospettato di aver organizzato un attacco a La Navidad (un insediamento spagnolo sulla Hispaniola nord-occidentale), fu catturato da Alonso de Ojeda e spedito in Spagna, morendo in un naufragio durante il viaggio - come molti altri leader dei Taíno morirono su navi spagnole lontane dalle loro terre natali. I Taínos, essendo brutalizzati dai conquistatori, si ribellarono e fecero una lunga guerra contro di loro. Nel 1503, durante un incontro di 80 caciques, tra cui Anacaona, il governatore spagnolo Nicolás de Ovando ordinò che la casa dell'incontro venisse data alle fiamme per bruciarli vivi. Cacica Anacaona e i nobili Taíno furono arrestati - tutti accusati di cospirazione per aver resistito all'occupazione e giustiziati. Prima della sua esecuzione, ad Anacaona fu offerta clemenza se si fosse offerta come concubina a uno degli spagnoli.
Poiché Anacaona rifiutò l'offerta sessuale degli spagnoli mentre altri furono fucilati, Anacaona fu giustiziata con l'impiccagione. Aveva solo 29 anni.

Anacaona Vida y viajes de Cristobal Colon 1851 Honores tributados a la Reina              Anacaona Vestuario De Los Aztecas              Anacaona Massacre of Queen Anacaona and her subjects

 

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L’infelice storia di Anacaona la bellissima regina india

di ANTONIO PAGLIUSO

Con tutta probabilità aveva meno di vent’anni quella mattina del 12 ottobre 1492 quando Cristoforo Colombo, a capo delle tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa María, approdò nelle Americhe aprendo un nuovo capitolo nella storia dell’umanità. Questa è la l’ infelice vicenda di Anacaona, la giovane taína che finì giustiziata dai conquistatori spagnoli. I taíno (termine che significava nobile nella lingua indigena) erano una popolazione amerinda proveniente dalla parte meridionale del continente americano (probabilmente dalla valle dell’Orinoco) che attorno alla metà del primo millennio dopo Cristo cominciarono a popolare le isole caraibiche, in particolare l’isola di Hispaniola. Hispaniola (Ayiti in lingua taíno), tra le prime terre conquistate dagli europei, è un’isola delle Antille attualmente divisa dagli stati di Haiti e Repubblica Dominicana, collocata a circa 500 chilometri a sud di San Salvador, al tempo conosciuta col nome indio di Guanahaní, la prima isola delle Bahamas su cui poggiarono i piedi Cristoforo Colombo.. Anacaona e tutti i taíno non erano cannibali sì nudi e pitturati in faccia, ma non troppo diversi, per carattere e per quel che riguardava il colore della pelle, dai popoli mulatti in cui gli europei si erano imbattuti il secolo prima nelle isole Canarie. Lo scrisse proprio Colombo nel suo diario di bordo, purtroppo giunto fino a noi come trascrizione parziale grazie a Bartolomé de Las Casas: “In queste isole finora non ho trovato uomini mostruosi come molti pensavano, ma anzi sono tutti gente di assai bell’aspetto” I taíno si dimostrarono molto pacifici ed erano convinti che gli europei approdati sulle spiagge del loro mondo a bordo di quelle strane macchine che volavano sul mare fossero autentici dèi scesi dal cielo che bisognava, perciò, accudire e servire. In queste circostanze, il navigatore cittadino genovese e gli spagnoli fecero conoscenza di Anacaona e di suo fratello Bohechío. Anacaona era nata probabilmente attorno al 1474 a Yaguana (oggi Léogâne, Haiti), località principale del villaggio-regno (chiamati cacicazgos) di Jaragua di cui il fratello era sovrano. Il suo nome significava Fiore d’oro, dai termini taíno “ana” (fiore) e “caona” (d’oro). La giovane indigena era moglie di Caonabo, un cacicco (capo) del confinante villaggio di Maguana, con il quale ebbe una figlia, ed era famosa non solo per il suo status sociale elevato, ma anche per essere una abile narratrice e realizzatrice di ballate. Oltre ciò era ammirata da tutti per la sua eccezionale bellezza. Anacaona possedeva una carnagione dorata, un fisico asciutto e dei capelli corvini e lucenti, che ornava con dei profumatissimi fiori. Con la morte di Bohechío, avvenuta nel 1500, divenne regina la sorella Anacaona: da quell’anno era lei l’esponente più influente e punto di riferimento per i navigatori stranieri. Ma i colonizzatori avevano da tempo abbandonato i rapporti cordiali avuti al loro arrivo con i nativi scatenando un’ insurrezione. La rivolta si rivelò una schermaglia per gli europei: l’esercito di Anacaona fu battuto e la regina fu costretta alla a rifugiarsi nel villaggio di Jaragua. La sua fuga non durò molto e nel 1503, dopo aver incontrato il governatore delle Indie Nicolás de Ovando, fu da questi tradita, incatenata con l’inganno e condannata a morte, insieme ad altri cacicchi taíno. Gli altri capi furono bruciati vivi in una capanna, mentre per la regina Anacaona fu decisa l’impiccagione davanti al suo popolo. Per la gente di Haiti Anacaona risulta ancora oggi un’icona, un’eroina per la resistenza opposta alla brutalità dei colonizzatori spagnoli. In memoria della regina taíno, a Santo Domingo nel 2016 è stato a lei intitolato il grattacielo Torre Anacaona, il più alto di tutte le Antille coi suoi 171 metri d’altezza, mentre nella natia Léogâne è stata eretta una statua che la raffigura. La sua storia è al centro del romanzo della scrittrice haitiana Edwige Danticat “Anacaona, Golden Flower” ed è stata anche narrata in musica dal cantautore portoricano Cheo Feliciano con il brano dal titolo “Anacaona”.

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Abbiamo tagliato ampiamente l’ articolo di parti che non condividiamo e lasciamo all’ autore le responsabilità di alcune affermazioni. Si può solo rilevare che Cristoforo Colombo, come quasi sempre è accaduto per le rappresaglie spagnole, è completamente estraneo all’ uccisione della regina india.

Ruggero Marino firma

mappa Republica Dominicana Haiti

Biografia dell'autore
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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