GLI UOMINI COLTI SAPEVANO CHE LA TERRA ERA ROTONDA

Il 3 agosto 1492 - Cristoforo Colombo lasciò il porto di Palos de la Frontera (attualmente Huelva) per il suo primo viaggio transatlantico. Molto è stato detto, in una storia completamente falsata e da riscrivere completamente, circa le vicissitudini che circondano questo evento. Come, ad esempio,l'intenzione presunta del marinaio di testare la sfericità della Terra per raggiungere le Indie e di essere morto senza essersi mai reso conto di avere scoperto un nuovo continente. Tuttavia, la ricerca, per la verità sino ad ora di una superficialità sconcertante, dimostra che la storia comunemente ripetuta nasconde gran parte della verità.
In primo luogo, al tempo di Colombo uomini colti, intellettuali, filosofi e scienziati avevano una perfetta conoscenza che la Terra era rotonda. Tra i tanti esempi citiamo due: Aristotele l'aveva già avanzata nel IV secolo a.C. ed Eratostene de Cirene lo verificò nel III a. C. Pertanto, l'argomento secondo cui la Terra fosse piatta è un errore assoluto. Anche il poeta italiano Dante Alighieri nella sua opera "La Divina Commedia" (scritta tra il 1304 e il 1321) rifletteva questa conoscenza ponendo l'Inferno come un cono rovesciato attraverso il quale si doveva discendere fino a raggiungere il centro della Terra e per accedere poi nell'altro emisfero, perché la gravità si stava invertendo. Anche i marinai più esperti conoscevano l'esistenza dell'America. Com'è possibile? È un dato di fatto che a quel tempo circolavano una serie di mappe che mostravano alcune regioni del continente presumibilmente sconosciute, a cui Colombo aveva accesso e che servivano da base per intraprendere il suo viaggio. Ricordiamoci che l'ammiraglio era un cartografo e copista prima delle sue spedizioni in America, quindi doveva essere perfettamente a conoscenza dell'esistenza di queste mappe.
Inoltre, prima di lasciare il porto di Palos Colón, ha svolto le proprie ricerche per trovare il modo migliore per raggiungere queste terre, raccogliendo dati in diversi paesi e tutta la documentazione necessaria. Tolomeo, sulla base dei calcoli di Marino di Tiro effettuati nel I secolo d.C. J. approssimativamente, fu il primo a creare una mappa che includesse parte del Sud America. La chiamava India Meridionalis. Da lì la confusione linguistica quando si parla di viaggio nelle Indie invece di indicare un nuovo continente.
Fray Andreas Walsperger mostra una parte del Sud America con il nome "coda del drago" su una mappa del mondo realizzata nel 1448. C'è qualcosa di sorprendente in una mappa trovata a Istanbul nel 1929. È la cosiddetta mappa Piri Reis, completata nell'anno 1523. Contiene le coste dell'America e dell'Antartide, e anche quella che oggi chiamiamo Terra del Fuoco. In un'annotazione a margine è scritto che per la realizzazione di questa mappa si è basato, tra gli altri documenti, su una mappa disegnata da Colombo che mostra la regione occidentale. Tuttavia, ad oggi non è stata trovata alcuna mappa il cui autore sia Colombo, e, inoltre, il navigatore era morto nel 1506 senza, presumibilmente, avere alcuna conoscenza dell'esistenza dell'estuario del Río de la Plata o della Baia di Hudson o della Terra del Fuoco.
Succede che molti documenti siano stati nascosti e altri distrutti, inventando una storia parallela a quella reale: la "storia ufficiale" che è solo uno schermo creato per nascondere la verità che, oggi, si svela.

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Sin embargo, otras investigaciones permiten señalar que la historia habitualmente repetida oculta gran parte de verdad.
En primer lugar, en la época de Colón los hombres cultos, intelectuales, filósofos y científicos tenían perfecto conocimiento de que la Tierra era redonda. De los múltiples ejemplos citemos dos: Aristóteles ya lo había planteado en el siglo IV a. J., y Eratóstenes de Cirene lo comprobó en el III a. J. Por lo tanto, el argumento de que se creía que la Tierra era plana en el siglo XV es una falacia absoluta. Incluso el poeta italiano Dante Alighieri en su obra "La Divina Comedia" (escrita entre los años 1304 y 1321) reflejó este conocimiento al situar al Infierno como un cono invertido a través del cual se debía descender hasta llegar al centro de la Tierra y luego dar la vuelta para acceder al otro hemisferio porque la gravedad se invertía.
También los más avezados marinos conocían la existencia de América. ¿Cómo es esto posible? Es un hecho que por aquel entonces circulaban una serie de mapas mostrando algunas regiones del continente supuestamente desconocias, a los que Colón tuvo acceso y que le sirvieron de base para emprender su travesía. Recordemos que el Almirante fue cartógrafo y copista antes de sus expediciones a América, por lo que debía estar perfectamente enterado de la existencia de estos mapas.
Además, antes de partir del Puerto de Palos Colón realizó su propia investigación con el fin de hallar la mejor manera de llegar a estas tierras, recogiendo datos en varios países y toda la documentación que le fuera posible.
Ptolomeo, basado en los cálculos de Marino de Tiro efectuados en el siglo I d. J. aproximadamente, fue el primero en confeccionar un mapa en el que figuraba parte de Sudamérica. Él la llamó India Meridionalis. A partir de allí la confusión lingüística al hablar del viaje a las Indias en lugar de señalar un nuevo continente.
Fray Andreas Walsperger muestra parte de América del Sur con el nombre "cola del dragón" en un mapamundi realizado en el año 1448.
Hay algo sorprendente en un mapa encontrado en Estambul en 1929. Es el llamado Mapa de Piri Reis, terminado en el año 1523. Allí figuran las líneas costeras de América y de la Antártida e, inclusive, lo que hoy denominamos Tierra del Fuego. En una anotación al margen está escrito que para la confección de ese mapa se basó, entre otros documentos, en un mapa diseñado por Colombo que muestra la región occidental. Ahora bien, hasta la fecha no se ha encontrado ningún mapa cuyo autor sea Colón, y, además, este había muerto en 1506 sin, supuestamente, tener ningún conocimiento acerca de la existencia del estuario del Río de la Plata o de la Bahía de Hudson o de Tierra del Fuego.
Sucede que muchos documentos fueron ocultados y otros destruidos inventándose una historia paralela a la real: la "historia oficial" que sólo es una pantalla creada para encubrir la verdad que, hoy, está siendo develada.

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Biografia dell'autore
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: https://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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