MAPPE

LA MISTERIOSA MAPPA DEL 1513 DELL’AMMIRAGLIO TURCO PIRI REIS

mappapiri      L'ammiraglio Piri Reis    mappa Piri Reis Cipango

Riproduciamo un articolo tratto da Internet sulla famosa e discussa carta dell’ “infedele” Ammiraglio turco Piri Reis. Lasciando la responsabilità delle considerazioni espresse agli autori dell’articolo ci limitiamo a segnalare che la fonte più importante della sua carta, per ammissione dello stesso Piri Reis, era costituita da una mappa o un libro dell’infedele Cristoforo Colombo il quale aveva un codice che risaliva alla biblioteca di Alessandria! Forse, aggiungiamo noi, un testo ebraico. Ma il dato più clamoroso del documento è costituito dal fatto che Piri Reis afferma che il grande “astronomo genovese” raggiunse la coste di Antilia nell’890 dell’egira. Altri sostengono che si deve leggere 896. Nell’un caso e nell’altro si tratterebbe del 1485 o del 1490-91, cioè sempre prima della scoperta ufficiale del 1492. In pieno pontificato di Innocenzo VIII, Giovanni battista Cybo, come attesta la lapide in san Pietro sullo tomba del pontefice. E come dal 1990 andiamo sostenendo.

Ruggero Marino firma

Amerigo Vespucci esplorazioniLa mappa di Piri Reis viene inserita da molti all'interno della categoria delle "mappe impossibili" e ormai è conosciuta da tutti grazie. Molti sostengono che vi sia rappresentato il continente antartico scoperto dai ghiacci, dunque che le fonti da cui ha attinto l'ammiraglio Piri Reis per disegnarla nel 1513 fossero antiche almeno di 15.000 anni, alludendo in maniera un po' superficiale a conoscenze misteriche ereditate indirettamente dalla mitica Atlantide. In maniera abbastanza semplice dimostrerò che a differenza di quanto molti credono non c'è nulla di impossibile in questa mappa e che attorno ad essa si sono generati soltanto falsi miti.
Piri Reis fu un capitano navale ottomano e in seguito ammiraglio, diventò famoso per essere stato l'autore del Kitāb-i bahriyyè (una mappa dei porti del Mediterraneo) e sopratutto di una mappa del mondo disegnata nel 1513. Oggi quest'ultima è conservata al museo di Topaki e ha dato origine a diverse ipotesi pseudo-scientifiche. La mappa in questione è proprio quella che in tempi moderni è stata nominata "Mappa di Piri Reis". La mappa contiene varie didascalie, ma nonostante sia facile la traduzione queste informazioni vengono spesso trascurate, facendo soltanto riferimento al fatto che vi è citato il navigatore genovese Cristoforo Colombo.
Piri Reis per disegnare la mappa ha attinto da venti mappe precedenti e da informazioni di terza mano provenienti dal nuovo mondo. Al tempo in Europa era ancora diffusa l'idea che le nuove terre scoperte facessero parte dell'oriente e che si trovassero sotto le Indie. Nell'ipotetica zona del Mar dei Caraibi vi è raffigurata una grande isola che non assomiglia ne a Cuba ne a nessun altra isola del Centro America. Confrontando questa rappresentazione con mappamondi del periodo (per esempio il mappamondo di Martin Behaim del 1492) ci accorgiamo che l'isola in questione rappresenta il Cipango (l'odierno Giappone), così come veniva rappresentato nel XV secolo.
mappa Piri Reis e satelliteAppare chiaro che l'ammiraglio Piri Reis nel momento in cui ha disegnato la mappa pensava che i selvaggi territori scoperti durante le recenti spedizioni fossero collocati a sud delle Indie. L'errore è chiaramente macroscopico.
Riguardo al Sud America il profilo delle sue coste viene rappresentato piuttosto fedelmente, è inserita anche una catena montuosa che da Nord a Sud attraversa tutto il continente e che con ogni probabilità rappresenta la cordigliera delle Ande. All'epoca nessun europeo aveva mai visto la cordigliera andina. Nel 1513 già diverse spedizioni spagnole e portoghesi si erano spinte fino all'estremo sud del continente americano. Amerigo Vespucci nei suo scritti ha lasciato dettagliate e suggestive descrizioni delle coste esplorate e dei popoli indigeni incontrati.
L'elemento a cui la mappa deve maggiormente la sua fama di "mappa Impossibile" è il presunto profilo delle coste del continente antartico coperte dai ghiacci, cosi' come sarebbero apparse oltre 10.000 anni fa. L'Antartide fu scoperta ufficialmente nel 1773 dal capitano James Cook, anche se va detto che fin dal tempo di Tolomeo si ipotizzava l'esistenza di un continente all'estremo Sud per "bilanciare" le terre presenti a nord (Europa, Asia e nord Africa). Quando Piri Reis disegnò la mappa nel 1513 l'Antartide non era ancora stato scoperto. Secondo i ricercatori dell'ignoto l'ammiraglio avrebbe avuto accesso a mappe antichissime, eredità di una civiltà prediluviana. Questa ipotesi è completamente sbagliata, in quanto le terre disegnate nella parte inferiore della mappa non sono affatto le coste dell'Antartide libere dai ghiacci, ma sono semplicemente il proseguimento della costa del Sud America. Dimostrarlo è abbastanza semplice confrontando l'estremità rappresentata nella mappa con una immagine satellitare. In entrambe è rappresentato lo stretto di Magellano nello stato del Cile, distinguibile dalla doppia insenatura presente nelle sue vicinanze. Dunque si può accantonare definitivamente l'ipotesi che le terre rappresentate nella parte inferiore della mappa possano appartenere al continente antartico e la conseguente congettura che la mappa di Piri Reis sia stata realizzata attingendo a fonti antiche di decine di migliaia di anni.

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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