LE PAROLE A VOLTE IN LIBERTÀ DI FRANCESCHINO PANE E VINO

Franceschino pane e vino        Franceschino pane e vino

Papa Francesco ha sorpreso ancora. Dovremo abituarci al suo linguaggio da persona della porta accanto. Perché il nuovo pontefice, che si ispira alla povertà di San Francesco, spesso è in grado di restituire concetti che sembrano banali e scontati con parole vere, limpide, toccanti. Anche se troppo lontane dal linguaggio al quale ci avevano abituato altri vicari di Cristo e soprattutto il suo predecessore, dal carisma eccessivamente siderale. Però in questo sua “renovatio” del “verbo” papa Bergoglio rischia di cadere, come è accaduto, sulle bucce di banana di una comunicazione che, volendo essere diretta giustamente a tutte le sue pecore, scade alle volte in un semplicismo troppo terra terra. Un errore per chi dovrebbe avere l’esclusiva dei cieli. E’ il caso della frase: “se insulta mia madre io gli do’ un pugno”. Non condividiamo in toto il porgere l’altra guancia, ed infatti nemmeno la Chiesa lo ha fatto nel corso dei secoli, ma non aderiamo nemmeno a un novello Pietro, che minaccia di ricorrere alle mani. Anche se il contesto dal quale era partito meritava ogni considerazione circa i limiti di una libertà di espressione, che li oltrepassa scriteriatamente quando offende i credi religiosi ed i suoi adepti. Quando mette gli dei alla berlina. Ma autorizzando una replica violenta non si finisce per legittimare in qualche modo quanto è accaduto a Parigi? Di mettere benzina sul fuoco della guerra santa? Certo tra un pugno e una raffica di kalashnikov ce ne corre. Ma vallo a spiegare ai tagliagole! Ecco perché, pur amandolo, troviamo che “Franceschino pane e vino” dovrebbe evitare talvolta i luoghi comuni da parroco di campagna. Ormai siamo vaccinati a tutto, ma a un Santo Padre boxeur ancora no. Altrimenti il papa, quello che un tempo era il “Dominus orbis”, il padrone del mondo, rischia di fare la fine del re nudo.

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Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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