VEDO IL FESTIVAL DI SANREMO E NON ME NE VERGOGNO

Diletta Leotta Sanremo 

 

Vedo Sanremo e non me ne vergogno. Lo considero una spaccato del paese alla stregua di un trattato sociologico. Fedele nei secoli a se stesso, ma ogni anno con alcune varianti indizio degli umori cangianti della società. Per la verità ora lo vedo a sprazzi, perché data la lunghezza non resisto ad un’attenzione continua. Ma se la manifestazione canora non mi scandalizza, mi lascia esterrefatto il contorno. Il profluvio di commenti e di notizie. E la venerazione per Maria-Madonna, brava come Conti. Anche se manca al tandem il volo, il guizzo estemporaneo (sorvoliamo sulla trovata dei denti posticci). Mai, in una forma di soggezione psicologica, nessuno che la critichi, anche quando veste triste come una damina di San Vincenzo (ahi quel completino nero!) o si presenta con il volto rinfrescato, ma singolarmente cinesizzato. Mi scandalizzano le paginate sprecate per uno spacco di una bella donna (vedi Leotta) a coscia levata. Con appendice di un’altra coscia televisiva (vedi Balivo) che la critica. Ma soprattutto il cicaleccio continuo, da pollaio a orario continuato, che ci perseguita su tutti i canali dalla mattina alla sera. Il Festival dura 5 giorni, è già un’eternità, ma il paese e soprattutto i media non possono concentrare per una settimana intera tutta la loro attenzione su una passerella musicale e sui suoi protagonisti. Canta che ti passa? Bruxelles se ne frega. Sanremo è Sanremo? E sti caz…”. Per fortuna con le scimmie è tornata per un attimo l’allegria. Incoscienza?
E come nota lieta “gli eroi del quotidiano”. Una trovata paraculesca, un po’ zuccherosa, che ci ricorda però che al di là della santa Maria e delle canzonette, l’Italia che non si arrende, per fortuna, è anche questa.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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