VAURO, UN TALENTO INSOZZATO DALL’IDELOGIA

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Considero Vauro un vero talento sia per quanto riguarda il disegno sia per quanto riguarda le battute. Credo che in Italia nel suo genere non abbia rivali. Rammento una sua vignetta di quando gli americani tentarono la liberazione di loro compatrioti presi prigionieri in Iran. Nel corso del blitz,se non ricordo male, due elicotteri si scontrarono precipitando. Il disegno raffigurava quelli finiti a terra con il paracadute stralunati, con gli occhi strabuzzati e la testa che girava come le pale dei velivoli in fumo. Uno di loro si interrogava: “Ma come cazzo faceva John Wayne?”. La trovai superba. Detto questo però ad onore delle sue capacità, c’è da mettere in conto un altro macroscopico PERO’. Che ci porta a scindere l’ artista (concediamoglielo) dalla persona. Poiché spinto dalla sua rincorsa ad una satira al vetriolo Vauro finisce spesso per farla fuori del vaso. Come nel caso della sua ultima vignetta contro un rincoglionito Salvini che, confondendo il telefonino con la pistola, finisce per farsi un buco in testa con un presunto selfie. Un desiderio latente? Sicuramente un incitamento subliminale alla violenza e un umorismo necroforo pericoloso per deboli menti. Per non parlare dei suoi interventi da opinionista, dove il trinariciuto da tempi andati prende puntualmente il sopravvento sulla normale dialettica. Dove la pancia prende puntualmente il sopravvento sulla razionalità. Portando alla ribalta un personaggio odioso, maleducato, bavosamente rabbioso, un fondamentalista per il quale il contraddittore non è un avversario, ma un nemico da abbattere e se possibile da estinguere. E’ il concetto di democrazia di un altro benestante da bandiera rossa e pugno alzato. La satira è vero deve essere libera, ma c’è un codice etico al quale nemmeno la satira può sottrarsi. Laddove può incidere sulla libertà e sull’ incolumità dell’ altro. Un comandamento irrinunciabile nemmeno alla luce di chi si sente appartenente ad una casta intellettuale superiore, alla quale tutto è permesso, poiché avrebbe in esclusiva il dono dell’ infallibilità.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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