FRA LE SOLITE ACCUSE E I RICORSI DELLA STORIA

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Gli italiani sono un popolo di idioti. Gli italiani sono un popolo di recidivi, che non hanno imparato nulla dalla storia recente, gli italiani sono un popolo che diabolicamente persevera nell’ errore. Gli italiani sono un popolo che non si accorge di affondare nuovamente nelle sabbie mobili del ventennio. E’ questo che si sente ripetere in coro da sinistra, con gli avamposti dei sempre presenti Saviano, Santoro, Lerner, De Masi … e compagnia bella ciao. In una cerchia di arcangeli illuminati, che si contrappone al popolo bue per salvarlo dalla deriva indovinate quale? Eh sì, non è difficile, visto che è il passepartout ripetuto da decenni come un mantra salvifico o come l’aglio contro Dracula. La deriva FASCISTA. Una deriva sempre uguale attraverso gli anni e che ha visto protagonisti tutti quelli andati al potere, ma invisi alla sinistra. Craxi? aveva le braccia conserte e gli stivali. Berlusconi? Idem? Renzi? Idem. Prodi nel massimo dei casi era una paciosa, rassicurante mortadella. E chi sarebbe oggi il bersaglio degli eredi inconfessati di “’a da venì baffone”? Il Matteo della felpa, quello che ha così tanto potere da riuscire a creare un regime da solo, ma non tale da sottrarlo ad accuse che rischiavano di mandarlo a giudizio. E’ la forza della propaganda infamante di cui la sinistra è stata sempre maestra, fedele al dettato che le menzogne ripetute all’ infinito possono trasformarsi nel tempo in una verità. E’ la forza dei seguaci del pensiero unico, dei fedeli nei secoli a dispetto delle negative controprove storiche in giro per il mondo, dei clan omertosi, di chi fa a gara a mettersi medaglie che sono una garanzia per il presente e prima poi potrebbero rivelarsi un investimento per il futuro.
Come se non bastasse gli italiani sono e debbono restare un popolo di coglioni. l’ Europa chiude ogni porta agli immigrati o pretende di selezionarli? L’ Italia, unica, li deve accogliere tutti indiscriminatamente. Gli italiani vengono condannati per avere salvato banche? I tedeschi che lo hanno fatto in maniera molto più pesante restano immuni da critiche. Alcuni paesi sforano circa gli accordi economici? Se capita a noi veniamo puntualmente bacchettati. Molti paesi stringono accordi con la Cina? Se lo fa l’ Italia va richiamata subito all’ ordine. E oggi arriva Xi Jinping. I tempi di Marco Polo e del gesuita Matteo Ricci sono lontani. Chissà se Matteo Salvini e Luigino di Maio, che non parlano mai di cultura, ne sanno qualcosa? Allora l’ Italia non era ancora una nazione. Ma il mondo intero ci guardava con ammirazione.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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