CRISTOFORO COLOMBO

IN DIFESA DELL’EROE DELLA CHIESA CRISTOFORO COLOMBO

illustrazione sbarco Cristoforo Colombo nelle nuove terre by Tancredi Scarpelli 1931             litografia Giordana Salussolia 1860 sbarco Colombo

 

lettera L antica’ultimo scempio è avvenuto a Los Angeles, la città degli angeli! Dove al suono dei tamburi di una tribù indiana il busto di Cristoforo Colombo è stato rimosso e “ammainato”. Un “virus” iconoclastico che sta da qualche anno colpendo l’ America del nord, dove il navigatore non è mai sbarcato e dove gli indigeni sono stati sterminati dagli stessi americani e dai loro riveriti presidenti. Nella scia di un “virus” caratterizzato da una incompetenza sesquipedale. Dopo circa 30 anni di studi e 4 libri mi permetto una difesa d’ufficio di Cristoforo Colombo visto che chi dovrebbe non lo fa. Quanti sanno ad esempio che due papi della caratura di Pio IX e Leone XIII hanno tentato di farlo santo, data l’ “eccezionalità del personaggio”, andando contro ogni regola che prevede la testimonianza di persone viventi? Che Leone XIII in una lettera enciclica mai fatta nei confronti di qualcuno che non sia già beato ha dichiarato: “Colombo è nostro quello che ha fatto lo ha fatto per la Chiesa”? Mentre Pio IX scriveva quando “si conosceranno i veri documenti …” Quanti sanno che al ritorno da uno dei suoi quattro viaggi, in una calma piatta infinita, cominciando a scarseggiare il cibo gli spagnoli suggerirono di buttare a mare gli indiani o di cibarsene mentre Colombo si oppose mettendo a repentaglio anche la vita? Quanti sanno che quando fu messo in catene ed in morte indossò il saio francescano? ? E che alla Rabida per anni si accompagnò ai francescani spirituali, che volevano un ritorno alla chiesa delle origini, sulla base delle profezie dell’abate calabrese, che Colombo nomina più volte, Gioacchino da Fiore di “spirito profetico dotato” come scrive Dante? Quanti sanno in Vaticano che Colombo è annoverato nell’elenco di santi e beati come “servo di Dio”?
Perché a questo punto, di fronte allo sfregio continuo dell’eroe cristiano, papa Bergoglio, che proprio a Francesco ha dedicato il suo pontificato, non parla? Perché tace il pontefice venuto “dalla fine del mondo” per l’ uomo che andò alla fine del mondo? Lo sanno che il navigatore scrisse con un monaco certosino un “Libro delle Profezie”, che è anche una raccolta di salmi e di frasi dei padri della Chiesa? Firma di Cristoforo ColomboE lo sa la Chiesa che perfino il famigerato Borgia, che contribuì a cambiare la storia, per tramandare “la barzelletta d’antiquariato” alla quale ancora si crede si rivolse a Colombo come “al diletto figlio nostro”? Lo sanno che l’ Ammiraglio si scrisse con ben tre pontefici? E perché i suoi ritratti furono commissionati quasi tutti da uomini di Chiesa? Perché dovunque approdava piantava una croce dopo essere partito in nome della Santissima Trinità sulla nave dal nome Santa Maria? Mentre le sue lettere erano contrassegnate da un’invocazione religiosa: “Iesus cum Maria sit nobis in via”. Perché Bartolomeo de Las Casas, l’apostolo delle Indie e contemporaneo del navigatore, scriveva che Colombo andava a fondare “una Chiesa nuova”? Ma soprattutto la sua firma, il suo identikit di sette lettere maiuscole, che sa di cabala e alchimia a forma di triangolo, come l’occhio di Dio, che terminano con un Xpo Ferens, ovvero “Portatore di Cristo”. Precedute da una X una M e Y. Poiché Colombo come Dante afferma che chi sa leggere e scrivere lo fa in quattro modi diversi (alla faccia del marinaretto ignorante!) quella sigla deve avere quattro differenti interpretazioni. Una inedita la offriamo noi: ovvero Cristo, Maometto, Yaweh, visto che l’ammiraglio afferma più volte che “lo spirito Santo è presente in cristiani musulmani ed ebrei e di qualunque altra setta”. Un uomo complesso, di una cultura profonda, un uomo universale, l’esempio vivente dell’uomo vitruviano di Leonardo. Ora questo “figlio della Chiesa” viene insultato e sbeffeggiato ovunque nelle Americhe. Sul nostro sito www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com alla voce Notizie si possono trovare almeno altri dieci episodi più o meno analoghi in una campagna che è il festival dell’ignoranza e dell’imbecillità. Un orgasmo da talebani. Al quale l’ “Osservatore romano” avrebbe il dovere di rispondere, senza lasciare un eroe della fede in balia di esaltati, che non hanno letto o studiato niente, ma che ripetono a pappagallo idiozie senza senso. Statue divelte, imbrattate di sangue, coperte di scritte irriverenti. Grazie alla Kirchner, sotto il suggerimento di quell’uomo “colto” che fu Chavez, la grande statua a Buenos Aires è stata tolta dall’avenida principale davanti alla casa rosada.
Quali le colpe di Colombo? Che così si esprimeva sulle sabbie dei Caraibi di fronte agli indios: “ sono molto ben fatti e di bellissimi corpi e di bei sembianti .. e credo che facilmente si farebbero cristiani convertendosi alla nostra Santa Fede con l’amore e non con la forza … perché è gente di buon intendimento … io non permisi che si toccasse cosa neanche del valore di uno spillo …” E’ l’amore di cui parlava San Francesco, mentre le prime isole diventano San Salvador e Santa Maria de la Conception. Certo il navigatore è un uomo d’armi, un cavaliere, “buono con i buoni cattivo con i cattivi”, laddove viene accolto da selvaggi bellicosi (solo i cannibali) la sua risposta è quella di un milite, di un esponente di quegli ordini cavallereschi, probabilmente il Santo Sepolcro (ne chiesero a loro volta la beatificazione, perché anche loro tacciono?) con eredità templari, come attesta la croce sulle vele. E’ solo una coincidenza che in via della Conciliazione una proprietà dell’ordine è stata convertita nell’hotel Cristoforo Colombo? E’ solo una coincidenza che in San Pietro si venda una storia dei papi, curata dall’archivista cardinal Mercati, che alla voce Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo, afferma: “Aiutò Cristoforo Colombo”. Una papa figlio di un Aronne-Abramo ebreo, nipote di una Sarracina musulmana. Nel suo sangue confluivano le tre grandi religioni del libro. Le stesse che Colombo considera imbevute dell’ unico Spirito Santo. Parole ancora oggi in odore di eresia. 
Il capitolo schiavitù fa capo soprattutto agli spagnoli. . Ma se non si contestualizza questo aspetto significa violentare le vicende storiche nella totale superficialità. Mentre Colombo è il migliore di quanti andarono al punto che lo accusarono di punire gli hidalgos invece degli indiani La legge non vietava la schiavitù, anche Las Casas, il difensore degli indios, aveva schiavi. E diceva di sostiuire gli indios con i negri. Oggi la schiavitù è vietata, ma prolifera ovunque. Colombo non fu uno stragista e tanto meno uno schiavista, dovette però adeguarsi ad una situazione totalmente mutata con la morte di papa Innocenzo VIII, il genovese dai molti figli e consuocero di Lorenzo il Magnifico, al quale succedette lo spagnolo Borgia, che concesse tutte le terre “rivelate” (le carte erano nella biblioteca vaticana) alle corone di Spagna.
In definitiva fu Roma a “scoprire” il Nuovo Mondo. Per cui con Borgia e Ferdinando si cercò di cancellare papa Cybo, il vero “sponsor” dell’operazione America, la cui tomba è ancora in San Pietro (unica traslata dalla vecchia basilica costantiniana in un omaggio singolare per un pontefice colpito da “damnatio meoriae”) con una scritta dove si legge “Nel tempo del suo pontificato la gloria della scoperta di un Nuovo Mondo”. Prima cioè del 1492! Come più di un cronista afferma. Cybo-Colombo un legame talmente stretto da fare pensare che possano essere padre e figlio o quanto meno zio e nipote.
Colombo al nord significa figlio dello Spirito Santo. I colori degli stemmi sono identici. La somiglianza inquietante. Un documento parla di un “Columbus nepos”. Era il tempo sulla cattedra di Pietro del nepotismo.
I musulmani avevano le stesse carte, vedi la mappa di Piri Reis, i Cinesi andavano da tempo al Nuovo Mondo. Se non fosse sbarcato il cristiano l’America oggi si inginocchierebbe verso la Mecca o agiterebbe il libretto di Mao. Una storia insomma completamente da riscrivere, nella speranza, come invoca il navigatore che “io non sia confuso in eterno … perché la verità trionfa sempre”. Se chiesa acconsente. E non tradisca il suo eroe. Lasciandolo all’ennesimo ingiusto martirio.

 

Author Bio
Ruggero Marino
Author: Ruggero MarinoWebsite: http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi sono:
Ruggero Marino è giornalista e scrittore. Ha lavorato per 34 anni al quotidiano Il Tempo di Roma, ricoprendo le cariche di inviato speciale (visitando più di 50 paesi), di redattore capo e di responsabile del settore cultura. Ha scritto due libri di poesie, Minime e massime e L’inferno in paradiso (Premio Indic). Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, fra i quali quello dell’Associazione Stampa Romana. Con il suo primo volume sull’Ammiraglio, Cristoforo Colombo e il papa tradito, ha vinto il Premio Scanno. Delle sue ricerche, che proseguono dal 1990, e che per la prima volta coinvolgono la Chiesa di Roma nella vicenda, si sono occupati storici, scrittori e media in Italia e all’estero (il Times gli ha dedicato due pagine). I suoi studi sono stati citati all’Accademia dei Lincei. Ha esposto le proprie tesi in numerosissime conferenze, anche in università italiane e straniere. È stato invitato a New York dall’Istituto italiano di cultura e fa parte della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo. Per approfondimenti è possibile consultare Wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Marino
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